Eroine nel west

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Cattle Kate
Tra le tante forme di nostalgia la più insidiosa è anche la più illogica: la nostalgia delle cose che non conosciamo, la mancanza di cibo che non abbiamo mai vissuto.
Cosi, noi europei, bravi ragazzi di fine secolo, proviamo un profondo struggimento per il passato, non se pensiamo all’editto di Nantes o al Concilio di Trento, ma quando la mente galoppa, è il caso di dirlo, all’assedio di Alamo, alla sfida all’OK Corral.
Sono luoghi in cui non abbiamo radici storiche eppure, come piante rampicanti, ci avviluppano l’anima. Sono i nostri “ricordi inventati”, le leggende a sud-ovest del Pecos.
Se il Piave mormorava, il Red River cantava a squarciagola. Allora giusto rendere un omaggio alle nostre fidanzate impossibili, le donne che “avremmo” amato se, anziché studenti, giornalisti o parrucchieri per signora, fossimo stati cowboy. Leggi il resto

Theodore Roosevelt, il presidente a cavallo

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) Theodore Roosevelt, il presidente a cavallo 2) Roosevelt, presidente da battaglia
Fra i tanti personaggi che incisero il loro nome negli annali della Frontiera americana, ve ne furono alcuni destinati ad occupare la massima carica pubblica del loro Paese. Tanto Andrew Jackson quanto Abraham Lincoln avevano calcato i selvaggi sentieri dei territori in via di colonizzazione, misurandosi sul campo con i Pellirosse. Il primo aveva partecipato, con l’uniforme di capitano della milizia dell’Illinois, alla guerra contro i Sauk e Fox di Falco Nero; il secondo, poteva vantare, quando portava i gradi di generale, una serie di sfolgoranti vittorie contro i Creek del mezzosangue Aquila Rossa, più conosciuto con il suo nome inglese di William Weatherford.
Theodore Roosevelt non prese mai parte a campagne contro i nativi, ma condivise la dura vita dei cowboy per alcuni anni, lasciando alcuni interessanti scritti e prendendo poi parte attiva alla campagna di Cuba del 1898, nella quale si distinse per due travolgenti cariche a cavallo condotte dai suoi Rough Riders. Leggi il resto

La vera storia di Apache Kid

A cura di Paolo Brizzi

Apache Kid
Anche se Billy the Kid lo supera in notorietà, Apache Kid è entrato di diritto nella leggenda dell’Ovest. Kid, così lo chiamavano gli uomini bianchi, nacque in un villaggio di wickiups della propria gente, gli Apaches Aravaipa, primo figlio del sottocapo Togadechuz, che ebbe poi altri cinque bambini. La sua esatta data di nascita, come per molti indiani del suo tempo, è incerta; forse il 1860, o qualche anno in meno, visto che in uno dei primi ruolini come scout Kid viene indicato come 25enne, nel 1881. La patria del suo popolo era l’Aravaipa Canyon, lungo il torrente omonimo, terra selvaggia ma affascinante, con ripide pareti rocciose, sorgenti e boschi di pini. Gli Aravaipa furono costretti a lasciare il loro amato Canyon nel 1875, quando a seguento della cosiddetta politica del concentramento dovettero trasferirsi all’agenzia di San Carlos, circa 25 miglia a nord. Leggi il resto

La “Dodge City Gang” di Las Vegas

A cura di Omar Vicari

Rapinatori all’opera
Nell’estate 1879 una banda di “desperados“ conosciuta in seguito come la “Dodge City Gang“, fece la sua comparsa a Las Vegas, una cittadina sorta ai piedi delle “Sangre de Cristo Mountain“ nel New Mexico.
Col primo treno a vapore che quell’estate raggiunse il territorio, arrivarono alcuni individui noti alle cronache del west come la “Dodge City Gang“, così chiamata per la provenienza dalla nota città del Kansas dei suoi componenti.
I vari banditi della banda, da fuorilegge quali erano, si appuntarono, col beneplacito di un giudice corrotto, la stella sul petto, divenendo di fatto rappresentanti della legge e come tali apposero la loro firma ad alcune rapine a treni e diligenze che si verificarono nei primi due anni della loro comparsa. Leggi il resto

Le fotografie di Farwest.it – il West

A cura di Maurizio Biagini e Sergio Mura

La storia del west è storia di grandi e piccoli avvenimenti, tutti riuniti in uno sforzo epico. I bianchi che avanzano verso Ovest e gli indiani che difendono strenuamente la propria vita e la propria cultura.
A volte le parole non portano molto lontano ed è per questo che i nostri articoli sono sempre ricchi di immagini.
Talvolta, però, nulla riesce a scalfire la capacità espressiva di una fotografia.
Ed ecco perchè da anni aggiorniamo le nostre gallerie fotografiche e le rendiamo sempre più significative.
Qui vi presentiamo la raccolta dedicata al West. Leggi il resto

Il mistero dei Mandan

A cura di Giuseppe Pirazzo e Francesco Vitale

Four Bears, Mandan
I fatti che fecero conoscere al mondo la presenza dei Pellerosse Mandan risalgono al 1803, anno in cui Thomas Jefferson diventò il terzo presidente degli Stati Uniti d’America. Il suo desiderio, mai esaudito prima, di arrivare ad un’approfondita conoscenza delle regioni comprese tra il Mississippi e la costa del Pacifico, poté finalmente concretizzarsi con la sua elezione alla carica di Presidente. Egli affidò, infatti, a due valenti ufficiali dell’esercito, Meriwether Lewis e William Clark, il compito di effettuare la traversata e l’esplorazione del continente, in vista di un’espansione dell’Unione fino al Pacifico. Tutto si sarebbe dovuto svolgere con la massima segretezza, dal momento che il territorio da attraversare apparteneva in gran parte alla Francia. Leggi il resto

Guai a Tombstone

A cura di Omar Vicari

Due soli mesi dopo lo scontro all’OK Corral, la notte del 28 dicembre 1881, Allen Street fu testimone di un grave fatto di sangue. Virgil Earp stava uscendo dall’Oriental Saloon per raggiungere il Cosmopolitan Hotel quando la scarica di uno shot-gun risuonò nel buio della strada. I colpi, in rapida successione, raggiunsero Virgil nella schiena e nel braccio sinistro. L’Epitaph, il giornale di John P. Clum, amico del clan degli Earp, riportò sulle righe del giornale che furono cinque i colpi sparati in rapida successione da sconosciuti nascosti nel buio dietro il Crystal Palace Saloon.
Sempre secondo l’Epitaph, tre furono gli uomini coinvolti nella sparatoria. Il fatto fu confermato da un minatore che vide fuggire i tre pochi istanti dopo gli spari.
L’articolo del giornale finiva sostenendo che in città c’era una banda di assassini che in più di una occasione aveva minacciato le vite del giudice Spicer, dello stesso Clum, quelle dei fratelli Earp e di Doc Holliday. Leggi il resto

Wyatt Earp e Clay Allison

A cura di Omar Vicari

Clay Allison
La storia della frontiera americana, intesa come quel periodo in cui milioni di persone si spinsero dalla costa dell’est verso quella del pacifico, è stata scritta senza ombra di dubbio dalla volontà dei pionieri di arrivare in terre allora selvagge e sconosciute, terre il cui habitat sembrava essere esclusiva di indiani ed animali feroci.
Il sudore e il sangue di quegli uomini piegò la natura e fecero di quelle terre ciò che oggi sono gli Stati Uniti d’America. In quegli anni turbolenti, quando nelle praterie si cominciava a gettare le basi di città come Abilene o Dodge City, non esisteva un minimo straccio di legge.
Per molto tempo si mantenne l’uso della legge del taglione, quella del farsi giustizia da sé, specie quando un giudice, sempre che ce ne fosse uno, emetteva sentenze che erano in chiaro contrasto col buon senso comune. Leggi il resto

Storie di frontiera – 1

A cura di Sergio Mura

Storie di frontiera, 1
Uomini della frontiera, appassionati di storia e storie del west, ci siamo! Dopo aver promosso (sul finire dello scorso anno) un nuovo contest nazionale dedicato a tutti gli scrittori western, rispettando i tempi che ci eravamo dati, ci ritroviamo qui con il cuore pieno di gioia ed emozione, a proporvi il primo volume della neonata collana “Storie di frontiera”. Questo volumetto che presentiamo è infatti il primo di una serie che non mancherà di stupirvi perché intende scrutare a fondo tutto il genere letterario western e non solo quello classico contenuto nei racconti che abbiamo scelto stavolta.
Non mancheranno le sorprese, ma tutto questo – a partire dal presente libro – è possibile solo ed esclusivamente grazie alla collaborazione gratuita e volontaria di chi si ingegna a sfornare storie western. Ci sono firme conosciute e firme sconosciute, tutte insieme per farci sognare un tempo che ci appassiona moltissimo. Leggi il resto

Le Lettere alla figlia di Calamity Jane

A cura di Emanuele Marazzini

La copertina del libro
La recente riedizione per i tipi di Mimesis Edizioni delle lettere di Martha Cannary alla figlia Janey (pagine 60, euro 4,17), ci offre l’occasione per riesaminare brevemente i retroscena e gli aspetti di questo singolare quanto discusso carteggio a senso unico che copre un arco di venticinque anni, dal 1877 al 1902.
Se diamo retta alle parole di Calamity Jane, la sua leggendaria e segreta unione (1870) con James Butler Hickok avrebbe portato alla nascita di una bambina, Janey (1873). Su questa ipotetica figlia circolarono da subito innumerevoli storie: una riferisce che la neonata venne affidata ad una coppia inglese, gli O’ Neil, Jim e Helena (nel West in visita di piacere), i quali la allevarono in patria, dopo averla adottata. La nota in calce al quaderno, “Jim O’ Neil, per favore dà quest’album a mia figlia, […] dopo la mia morte”, sembra dare pieno credito a questa diceria. Leggi il resto

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