Il sentiero delle lacrime

A cura di Sergio Mura

Il trasferimento dei Cherokee
Era il 1830 quando Coltello Affilato, ossia il Presidente Andrew Jackson, con mano decisa e grande convinzione firmava l’Indian Removal Act, una legge che di fatto obbligava tutte le tribù indiane orientali a spostarsi senza indugio ad ovest del fiume Mississippi in quello che allora veniva pomposamente definito il Territorio Indiano. Jackson era stato a suo tempo un tenace combattente di indiani e stavolta, con questa legge, intendeva porre fine per sempre al costante stato di tensione esistente tra bianchi e indiani a causa della persistente fame di nuove terre che scuoteva gli animi dei coloni. Leggi il resto

La breve parabola della Nuova Svezia

A cura di Pietro Costantini

Nella prima metà del XVII secolo la Svezia era uno dei maggiori stati europei. Il suo territorio comprendeva, oltre la Svezia attuale, anche la Finlandia, l’Estonia, la Livonia, la Carelia, la Pomerania Occidentale, l’Ingermanland e i vescovati di Verden e Brema. Il Mar Baltico poteva essere considerato quasi come un lago svedese. Nel 1624 il re di Svezia Gustavo Adolfo, incoraggiato dall’olandese Willem Usselinx, che era stato uno dei fondatori della Compagnia delle Indie Occidentali (West Indische Companie, WIC), tentò di formare una compagnia svedese per il Nord America. Questo aveva lo scopo di far sì che anche la Svezia prendesse parte allo sviluppo e allo sfruttamento delle risorse presenti nelle nuove terre americane ancora inesplorate dagli Europei. Questi primi preparativi vennero però interrotti a causa dello scoppio della Guerra dei Trenta Anni. Leggi il resto

Il nuovo contest Scrittori Del West

ZZ333B725DCarissimi amici della frontiera, con grande gioia siamo qui a presentarvi il nuovo contest Scrittori Del West promosso da Farwest.it.
Chiunque abbia la capacità, la voglia e la passione necessarie per scrivere un racconto western della lunghezza massima di 15 pagine, può partecipare al nostro contest e conquistare il privilegio di essere pubblicato nel nostro nuovo libro Storie di Frontiera. Il volume sarà il quarto della nostra serie e sarà ricchissimo come sempre… Possiamo dirlo fin d’ora perché questa iniziativa arriva a coronamento di numerose richieste che si tradurranno in altrettanti racconti o mini-romanzi.
Il regolamento – che trovate nelle righe successive – è molto semplice e non limita in alcun modo la libertà o l’autonomia degli scrittori; piuttosto semplifica la vita dello staff che si occupa dell’impaginazione.
Per concludere, ci teniamo a farvi sapere che dai libri del nostro sito sono stati selezionati un paio di racconti che sono in via di trasformazione in lungometraggi. Un fatto, questo, che è un vero onore per gli autori delle storie. Abbiamo anche un paio di richieste da parte di autori e disegnatori di fumetti.
Insomma, sfoderate le penne e mettiamoci al lavoro!  Leggi il resto

La pista della guerra

A cura di Sergio Mura

Ai primi uomini bianchi che misero i piedi sul suolo americano, gli indiani dovettero certamente sembrare un qualcosa appena più in là dell’uomo primitivo. Non è una nostra opinione, ma una certezza derivante dalla lettura dei diari e delle relazioni del tempo. Agli europei che arrivavano in America interessava solo evidenziare tutto ciò che ai nativi mancava, trascurando deliberatamente tutto quel che erano in grado di esprimere attraverso la loro ricca cultura, molto incentrata sull’essere parte integrante della natura.
Erano tempi in cui gli indiani non possedevano cavalli, anche perchè non vi erano cavalli in tutto il continente. Gli utensili che gli indiani usavano nella loro vita quotidiana e anche le armi erano realizzati con argilla, pietra, legno e arbusti. La lotta e la caccia si praticavano con armi quali arco e frecce di legno o accette di legno e pietra. Leggi il resto

John Smith nella Chesapeake Bay

A cura di Armando Morganti

Il 2 giugno 1608 John Smith lasciava Fort James (Virginia) per esplorare il territorio circostante e la “Chisapeak” Bay; dopo aver raggiunto Capo Henry, si imbatté nelle Smith Island, nelle vicinanze di Cape Charles. Gli indiani del territorio si mostrarono amichevoli e li indirizzarono ad Accomack, la residenza del capo (“werowance”). Il re Kiptopeke governava su un fertile paese, dove gli indiani parlavano la lingua dei Powhatan. Questi nativi, il cui vero nome “Accohannock”, rappresentavano una delle più vecchie tribù dell’attuale Maryland; lo Swanton ricordava due bande Powhatan, ovvero “Accomac” e “Accohanoc”, facendo quindi una netta distinzione fra i due gruppi. Originariamente abitavano una terra nota come “Accomack”; le loro terre includevano alcuni insediamenti della Chesapeake Bay e lungo il fiume Annemessex, sull’insenatura di Accohannock (Virginia), nelle attuali contee Accomac e Northampton. Leggi il resto

Il west e gli indiani nelle tele dei grandi pittori

A cura di Sergio Mura

Il west più profondo, la frontiera e gli indiani, protagonisti della storia, uomini e donne, animali, sono i protagonisti delle tele che vi proponiamo. Sono opere di buona parte dei pittori moderni più famosi del mondo del genere western e sono quadri molto belli e, almeno in alcuni casi, particolarissimi per lo stile adottato.
I colori, i soggetti e la scenografia fanno di questa galleria la più imponente in circolazione e noi di Farwest.it siamo particolarmente fieri di presentarvela per primi in Italia.
Ogni quadro è corredato dal titolo che è stato pensato dal pittore e dal nome del pittore che l’ha dipinto. Preparatevi ad immergervi in modo piuttosto intenso nelle atmosfere del vecchio west e non stupitevi se vi sembrerà di sentire suoni, rumori, parole, versi e persino profumi e odori. Leggi il resto

Inkpaduta

A cura di Cristiano Sacco

Ritratto di Inkpaduta
Inkpaduta nacque verso il 1815 nel Sud Dakota, a Wanton River, dalla gente dakotah chiamata Wahpekute. Suo padre, di nome Wamdesapa, era uno dei capi minori dei Wahpekute, sua madre veniva dalla gente Lower Sisseton.
Crebbe tra le pressioni cui erano sottoposti i Dakotah, da una parte esercitate dai coloni bianchi e dai trattati per l’acquisto delle loro terre, e dall’altra dai Chippewa, armati dai commercianti bianchi con fucili, per cui questi indiani vennero sospinti sempre più verso ovest.
Dopo la sottoscrizione del trattato del 1825, che limitava il territorio dei Wahpekute, Wamdesapa, uno tra i più accesi oppositori a questo patto, si stabilì sul Vermillion River e nel 1828, durante un litigio, uccise Tasagi, il capo dei Wahpekute.
Ecco perchè lui e la sua banda vennero considerati fuorilegge dalle altre tribù.
Morto Wamdesapa, Inkpaduta divenne il capo di quella gente. Era diventato uomo in mezzo alla violenza, e questa doveva dominare tutta la sua vita, assieme ad una dote straordinaria, quella di colpire di sorpresa e sparire immediatamente dopo. Leggi il resto

“Bacoritse”, le sacre rocce magiche dei Crow

A cura di Anna Maria Paoluzzi

La fonte principale di questa trattazione sulle rocce magiche (o rocce medicina che dir si voglia) degli Apsáalooke è il volume di W. Wildschut Crow Indian Medicine Bundles, a cura di J.H. Ewers. Wildschut, un commerciante di Billings, iniziò intorno al 1918 a interessarsi della cultura tradizionale Crow e a raccogliere materiali e resoconti orali (a lui si deve la compilazione dell’autobiografia del capo dei River Crow Two Leggings). Tra i reperti raccolti, una gran parte è rappresentata dai 260 “involti magici” (medicine bundles) attualmente conservati al Museum of the American Indian di New York; insieme alla collezione (che comprende anche diversi manufatti con decorazioni a perline [beadwork]), Wildschut mise a disposizione anche un suo manoscritto, che raccoglieva annotazioni e commenti sui reperti frutto della sua collaborazione con informatori quali Plenty Coups, Two Leggings, Bell-Rock e Flathead Woman. Leggi il resto

John Augustus Sutter, il re della California

A cura di Cesare Bartoccioni

John Augustus SutterUn tempo era il dominatore assoluto di ciò che costituiva un regno privato lungo il fiume Sacramento, ma John Sutter ebbe la disgrazia di osservare la sua immensa ricchezza e il suo immenso potere crollare nella spaventosa corsa mondiale per ripulire la California dall’oro chiamata “California Gold Rush”.
John Augustus Sutter era nato il 15 febbraio del 1803 a Baden, in Germania, anche se i suoi genitori erano originariamente arrivati dalla Svizzera, un lignaggio di cui egli era fortemente orgoglioso.
Nel 1834, di fronte a debiti impossibili da saldare, decise di tentare la sorte in America e, lasciando la sua famiglia alle cure di un fratello, salpò per New York. Leggi il resto

Hoskinini, l’ultimo capo dei Navajos

A cura di Marco Aurilio

Una foto di Hoskinini
Spesso chiamato “l’ultimo capo dei Navajos”, Hoskinini aveva circa 35 anni durante la campagna di Kit Carson del 1863. Mentre i soldati e la loro minacciosa nube di polvere si avvicinavano alla sua casa nei pressi di Kayenta, Monument Valley, Hoskinini e i membri della sua famiglia, afferrato ciò che potevano, fuggirono a nord, verso il paese degli Ute. La sua fuga da Kit Carson ha molte versioni, alcuni sostengono che conoscesse un tunnel segreto sotto il fiume San Juan. Suo figlio, Hoskinini Begay, aveva 5 anni all’epoca, raccontò a Charles Kelly la storia di come riuscirono ad eludere le truppe nascondendosi nei territori più remoti di Dinètah, l’intervista fu possibile grazie all’amicizia che Hoskinini Begay aveva con Harry Goulding, un trader della Monument Valley e con l’interprete Ray Hunt ed è stata pubblicata nell’edizione di Luglio 1941 del “The Desert Magazine”. Leggi il resto

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