Osceola, capo dei Seminole

A cura di Isabella Squillari

Osceola Per capire la vita di Osceola e i tempi in cui visse (e il suo rapporto con essi) è necessario dare uno sguardo alla situazione degli Stati Uniti del tardo ‘700 – inizio ‘800, e ai loro rapporti con i Seminole. Durante questo periodo, i Seminole combatterono per mantenere le loro terre in Florida, e si opposero al tentativo del governo statunitense di costringerli a ritirarsi ad ovest nei territori indiani, l’attuale Oklahoma. Originariamente i Seminole facevano parte della confederazione dei Creek, e vivevano nei territori che oggi sono l’Alabama e la Georgia.
Tuttavia, all’inizio del 1700 la tribù mosse verso la Florida, che in origine era stata occupata degli spagnoli. Stabilitasi in Florida, la tribù divenne conosciuta con il nome di “Runaways” (Fuggitivi) o Seminole. Leggi il resto

Wyatt Earp giorno per giorno

A cura di Omar Vicari

Wyatt Earp
Una domanda che mi sono spesso posto come curioso di storia del west, è quella riguardante la vita quotidiana di qualche mostro sacro della frontiera. Le cronache riguardanti la loro vita sono spesso sommarie, quattro o cinque date circa la nascita, le imprese compiute, la data della loro morte e poi niente più.
La curiosità invece mi ha spinto spesso a chiedermi come viveva e cosa faceva ad esempio Wyatt Earp (tanto per citarne uno) nel periodo finale della sua vita. Dopo lo scontro all’OK Corral nel 1881 e la relativa fuga dall’Arizona, di cosa si occupava? E nel 1910 o nel 1915 o, se volete, nel 1920 o 1925, dove viveva e che cosa faceva giornalmente?
Probabilmente faceva le stesse cose che facciamo noi come ad esempio comperare il giornale oppure il pane o il latte. Leggi il resto

Mascots, animali alla guerra (civile)

A cura di Renato Panizza

Quando Johnny Reb e Billy Yank partirono per la guerra portarono con sé delle bestiole… e gli eserciti si popolarono di animali!
I più disparati: da cani e gatti (che erano la maggioranza) a procioni, tassi, scoiattoli, asini, pecore, capre e pennuti vari… ma anche orsi!
Alla fine di Ottobre del 1861 il rapporto dopo un’azione dell’Esercito nordista nel Kentucky includeva nella lista dei prigionieri… “34 uomini, 52 cavalli, 10 muli… e un grosso orso”!
Il 12° Wisconsin di Fanteria, oltre ai procioni ebbe anche un orso che pesava più di 150 Kg e anche una brigata del Minnesota aveva un giovane orso che, si dice, partecipò a ben dodici combattimenti, uscendone indenne. Molti di questi animali divennero vere e proprie “mascots” del Reggimento. Leggi il resto

Seth Bullock

A cura di Luca Barbieri

Seth Bullock
Theodore Roosvelt lo definì “a true westerner, the finest type of frontiersman” (traducibile, un po’ parafrasando, come “un vero uomo del West, la migliore tra tutte le tipologie di uomini della Frontiera”) ed in effetti lo fu, sebbene non fosse americano di nascita bensì canadese, e precisamente di Amherstburg, nella regione dell’Ontario.
Figlio di un maggiore inglese in pensione, di sicuro formò il suo personale e rigido “codice d’onore” all’ombra della severa disciplina paterna.
Quando arrivò a Deadwood aveva ventisette anni, era sposato ed aveva una bambina piccola (ma la sua famiglia era lontana, nel Michigan); aveva alle spalle un’esperienza come sceriffo della Contea Lewis and Clark e come membro del Senato Territoriale del Montana, e, soprattutto, era fermamente intenzionato a cogliere le ghiotte opportunità che offriva quella zona vergine del paese. Leggi il resto

I Kiowa-Apache

A cura di Renato Ruggeri

I Kiowa-Apache sono una piccola tribù di origine Athapascan che si differenzia dai Kiowas, un popolo di origine Tanoan. Il nome Kiowa-Apache è un’invenzione dei bianchi. W. P. Clark, nel 1885, li chiamò in questo modo, menzionando la loro posizione nell’accampamento Kiowa. Il loro vero nome, o il nome con si riferivano a sé stessi, è Naishan-Dene, che significa “il nostro popolo”, secondo la traduzione di Mooney e Swanton, oppure “razziatori”, come suggerisce William Meadows. La loro origine, come quella dei Kiowas, rimane incerta. Sono inclusi tra i popoli che parlavano il Southern Athapascan e sono gli unici veri Apaches delle Pianure giunti fino a noi. Una prima ipotesi, formulata da Mooney, suggerisce che i Kiowa-Apaches siano migrati a sud dal Canada Settentrionale. Dopo aver attraversato il bacino del fiume Mackenzie e seguito il fronte orientale delle Montagne Rocciose, i Naishan sarebbero giunti prima nell’Alberta canadese e poi in Montana. Sarebbero, quindi, simili o cognati, come scrive Mooney, dei Sarsi, un altro popolo Athapascan che viveva in quelle regioni. Leggi il resto

La fondina

A cura di Andrea Carlucci

Pistola e fondina
Originariamente non vi era un modo particolare di portare le pistole, in quanto considerate armi secondarie non solo rispetto ai fucili ed alle carabine ma anche rispetto a quelle bianche. Così tali strumenti di offesa ebbero una parte minore nel trovare una propria collocazione nell’equipaggiamento del soldato, il quale generalmente non si poteva permettere di avere in dotazione questa arma se non privatamente e contro i regolamenti, tanto è vero che tali armi venivano acquistate in un numero tale che rispettava le capacità economiche e di carico del proprietario, usanza che si mantenne successivamente tra i guerriglieri della Guerra di Secessione americana.
Quasi tutte le prime pistole militari, ovvero quelle di grandi dimensioni con meccanismo a pietra diffusesi nel corso del XVII secolo, erano strumenti di offesa nate per essere impiegate soprattutto dalla cavalleria, in sostituzione delle armi lunghe. Leggi il resto

La capanna sudatoria (sweat lodge)

A cura di Gaetano Della Pepa

Crow davanti ad una capanna sudatoriaCrow davanti ad una capanna sudatoria
Il potere salutare dei bagni di vapore – utilizzato dagli indiani – è noto sin dai tempi antichi. Il cosiddetto bagno turco era già in voga presso gli antichi Greci, che lo avevano appreso dagli Egizi, e passato poi in tutto all’Oriente. I Romani appresero dai Greci l’uso dei bagni come cura del corpo. Quando in un ambiente il contenuto di vapore acqueo è superiore alla quantità di acqua presente nell’epidermide si forma sulla pelle uno strato di umidità che apporta calore al corpo. L’azione contemporanea del vapore e del calore aiuta la circolazione sanguigna e linfatica sciogliendo le tossine e favorendone l’espulsione attraverso i pori che si dilatano, mentre l’organismo reagisce e cerca di raffreddare il corpo emettendo appunto il sudore. Leggi il resto

Le banconote

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Il Dollaro
Un western senza dollari non può esistere. Eppure nessun film ci ha mai spiegato bene l’appassionante e intricatissima storia del dollaro.
Per semplicità di messa in scena, gli eroi hanno sempre avuto in mano delle banconote.
Però, nel vecchio West, gli unici dollari con valore indubitabile di denaro circolante erano quelli in oro.
La valuta cartacea, infatti, era molto poco diffusa e le autorità centrali esitavano a creare banconote nazionali di piccolo taglio. Leggi il resto

Le armi di Wes Hardin

A cura di Gualtiero Fabbri con la supervisione di Giuseppe Santini

Wes Hardin e la sua pistola
Dopo avere trattato l’autobiografia di Wess Hardin mediante una osservazione meticolosa, mirata alla ricerca di un effettivo riscontro sui suoi numerosi (ma spesso improbabili) omicidi, si cerca ora di fare una indagine anche sulle armi che utilizzò per queste “imprese”. Sebbene Hardin li nomini spesso, non è stato molto prodigo nella descrizione dei propri “ferri del mestiere”. Solo raramente accenna a loro fornendo qualche particolare in più. Attraverso questi pochi indizi è comunque possibile compiere un’analisi sufficientemente approfondita e attendibile. Si precisa che per la stesura di questo scritto sono state usate le memorie di Hardin “The Life of John Wesley Hardin As Written by Himself” in prevalenza nell’intento di capire quali armi abbia usato, poiché la trattazione cronologica dei suoi omicidi con la disamina volta a discernere nei limiti del possibile la realtà dalla fantasia, è già stata pubblicata precedentemente. Leggi il resto

Gli sport nel vecchio west

A cura di Paolo Brizzi

Indiani che giocano a Lacrosse
Se tu dici sport e vecchio west, molti ti guarderanno perplessi. Eppure gli sport furono una parte della vita alla frontiera quanto il cowboy che percorre una recinzione, anzi di più, perchè lo sport nacque molto prima delle recinzioni per il bestiame.
I primi giochi dell’espansione a ovest furono quelli giocati dagli indiani. Ma uno esiste ancora oggi, il lacrosse. Vecchio di più di 500 anni, il lacrosse cominciò probabilmente come una pratica religiosa. Più tardi divenne un modo per preparare i guerrieri alla battaglia o per dirimere questioni intertribali. Centinaia di guerrieri giocavano in ogni schieramento, brandendo bastoni di circa novanta cm con un retino all’estremità. Le porte andavano da centinaia di metri a miglia di larghezza. La palla era di pelle di cervo, imbottita di pelo o legno. Non aveva limiti, veniva giocato dall’alba al tramonto, qualche volta più come una partita ad esaurimento fisico, e le ferite erano comuni. Leggi il resto

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