La lotta di Nuvola Rossa e Cavallo Pazzo

A cura di Sergio Mura

Il governo americano si è sempre posto nei confronti dei popoli nativi in una maniera perlomeno ambigua. Da un lato non ha mai mancato di blandire quelle genti con un trattamento inizialmente gentile e persino sensibile. Dall’altro ha fatto di tutto per mancare agli impegni presi, ricorrendo sempre più spesso e violentemente alla forza. Funzionari del governo hanno a più riprese redatto trattati pomposi e ambigui attraverso i quali si garantivano piccole somme di denaro agli indiani in cambio della cessione delle loro terre (o di parte di esse) e quando quei trattati venivano di fatto stracciati con la prepotenza di chi invadeva le terre indiane, ecco che piuttosto che dover sostenere una guerra, i solerti funzionari di stato si rimettevano in moto con nuovi accordi o trattati che garantivano la proprietà delle terre restanti (ma che sottolineavano la perdita di altre…). Leggi il resto

Yavapai, alleati e nemici

A cura di Gianni Albertoli

Ahoochy Kamah
Le tradizioni orali degli indiani Yavapais parlano spesso dei loro rapporti storici con le popolazioni vicine. Gli Yavapais sarebbero emersi da “Ahagaskiaywa” per poi diffondersi nel territorio; la loro creazione sarebbe allora nata da un grande buco che dal sottosuolo portava ad un paese di roccia rossa, il grande buco era “Ahagaskiaywa”, oggi identificato nel Montezuma Well, posto nei pressi dell’attuale città di Sedona e nelle vicinanze della Verde Valley (Arizona). Altre tradizioni ricordano che gli Yavapais si sarebbero separati dai loro affini Upland Yumans, rappresentati dalle genti chiamate “Pais” e a noi note come Walapai (Hualapai) ed Havasupai (Supai). Nel corso del XVIII secolo le genti di lingua Yuman avevano stabilito sparsi insediamenti nella bassa pianura e nelle valli dei fiumi Gila e Colorado. I Cocopas controllavano il delta del Colorado River, posti più a nord vi erano altri gruppi noti come Halyikwamas e Kohuanas. La grande nazione Quechans occupava le aree intorno alla confluenza dei fiumi Gila e Colorado; nelle vicinanze – a volte a nord e a volte a est – vi erano anche i numerosi Halchidhomas. Leggi il resto

Chi ha realmente inventato… la Colt?

A cura di Lello Caravano, da L’Unione Sarda

La Colt Paterson del 1836
Tex Willer impugnò la sua Broccu… No, purtroppo quel fumetto non è mai stato disegnato, la storia era sul punto di imboccare la strada che porta al Gennargentu, ma poi è andata diversamente. Scherzi del destino. Quel genietto di Francesco Antonio Broccu da Gadoni, nato e cresciuto tra i boschi di castagni e noccioli, probabilmente arrivò primo alla clamorosa scoperta, ma mister Colt fu più veloce. Per dirla sempre con Tex – il ranger più famoso e amato delle strisce, nato dalla penna di Gianluigi Bonelli e dalla matita del sardo Aurelio Galleppini, il mitico Galep – l’americano sparò per primo, impallinando per la vita l’ingegnoso fabbro del paese sul Flumendosa e relegandolo nella lunga lista degli inventori beffati. Non fu un duello all’Ok Corral, ma una sfida a distanza, peraltro senza che l’uno sapesse dell’altro. Vinse il marinaio Samuel Colt, che fu più rapido a brevettare l’arma che avrebbe rivoluzionato l’Ottocento, la più famosa dell’epopea western: la pistola a tamburo. Leggi il resto

Fine del sentiero di un “gunman”

A cura di Omar Vicari

Una tra le ultime foto di Wyatt Earp
Dopo una breve malattia, la domenica del 13 gennaio 1929, Wyatt Earp spirava nel suo letto a Los Angeles all’età di 80 anni.
A sentire Josie Marcus, sua moglie, l’ultimo amico a rendergli omaggio fu John P. Clum, il sindaco, e editore dell’Epitaph ai tempi della vecchia Tombstone. Il decesso del vecchio marshal fu riportato sulle pagine dei principali giornali della California.
Josie non era presente ai funerali perché si disse che era troppo affranta per assistervi. Ma quella era solo una pietosa bugia, perché a detta di John H. Flood, l’uomo che più di ogni altro stette vicino a Wyatt negli ultimi anni di vita, Josie Marcus non volle essere presente solo perché non disponeva di un nuovo vestito. Josie non era quella santarellina innamorata che il cinema ci ha propinato. Josie era una scialacquatrice di soldi, una rompiscatole formidabile che per tutta la vita ha rinfacciato a Wyatt la colpa di non essere diventato ricco. Leggi il resto

Chato e il raid di Lordsburg

A cura di Cristiano Sacco

Daklugie A lato: una rarissima immagine di Daklugie
Sul ruolo realmente ricoperto dall’Apache Chatto nel famosissimo raid lungo la via di Lordsburg si sono spese numerose pagine di storia. Generalmente viene riconosciuta a Chatto la guida, anche se qualcuno ha inteso precisare che tale guida sia stata di Chihuahua. Perciò abbiamo deciso di proporvi una sintesi degli eventi secondo un altro punto di vista, quello di Daklugie. “Fu Chihuahua a condurre la famosa razzia nella quale restarono uccisi il giudice McComas e sua moglie tra Lordsburg e Silver City. Nella storia questo episodio è noto come il raid di Chato, ma non fu Chato a guidare la scorreria, malgrado egli avesse convinto Britton Davis del fatto che fosse stato lui il leader. Chihuahua era il capo di questo gruppo, e quindi questo fu il raid di Chihuahua. Leggi il resto

John Milton Chivington

A cura di Sergio Mura

John Milton ChivingtonJohn Milton Chivington
L’eroe di Glorietta Pass e il macellaio di sand Creek, la figura di John M. Chivington si staglia come una delle più controverse dell’intera storia del Far West americano.
Chivington nacque in una casa di campagna nell’Ohio nel 1821. Suo padre morì quando lui aveva 5 anni e il peso del sostentamento della famiglia ricadde sulla moglie e sui figli maggiori. Mentre cresceva, Chivington fu costretto a lavorare duramente nella fattoria di famiglia per cui non potè studiare se non in maniera assolutamente irregolare e insufficiente.
Per alcuni anni si dedicò anche ad un piccolo traffico di legname nell’Ohio. Sebbene non fosse particolarmente religioso, finì per seguire i dettami della Chiesa Metodista più o meno all’età di vent’anni. Leggi il resto

Lo spettacolo dell’ovest selvaggio

A cura di Luca Barbieri

Il Wild West Show di Buffalo Bill è stato illustre passerella della maggior parte dei protagonisti della Frontiera americana: Toro Seduto, Calamity Jane, Annie Oakley, Belle Star, l’esploratore Frank North, tanto per citarne alcuni. Wild Bill Hickok morì prima del suo avvio, ma avendo già recitato con Cody in teatro, forse anche lui si sarebbe piegato allo show business in tarda età.
E’ quello che fece ad esempio Toro Seduto, ormai stanco di combattere una guerra impossibile da vincere: si arrese all’industria dello spettacolo dei bianchi e vendette se stesso per cinquanta dollari la settimana, più un dollaro e mezzo per ogni fotografia autografata.
Si ritirò poi dal Wild West al termine della prima tournè solo per finire vigliaccamente assassinato nella sua riserva.
Ma cos’era esattamente il Wild West Show? Probabilmente è stato uno dei primi grandi esempi di quelle “americanate” che, nel bene e nel male, hanno scandito gli ultimi centocinquant’anni della vita del mondo, uno spettacolo grandioso, eccessivo, iperbolico, dove numerose e variopinte comparse recitavano nell’arena la parte di loro stessi. Leggi il resto

John M. Larn, un uomo dell’Ovest americano

A cura di Giacomo Ferrari

John Larn
John M. Larn fu un uomo dell’Ovest americano: sceriffo, fuorilegge, cowboy, rancher e killer. Non divenne famoso come altri personaggi dalle stesse caratteristiche, in quanto poco rimase della sua storia nel territorio dove visse e agì, poiché furono compiuti dai suoi concittadini sforzi per cancellarne la memoria.
John Larn nacque l’1 marzo del 1849 a Mobile in Alabama. Ancora adolescente si trasferì nel Colorado e lavorò come uomo di fatica in un ranch. Nel 1869 uccise il suo datore di lavoro dopo una discussione su come John aveva preso in “prestito” un cavallo. Abbandonato il Colorado, si recò nel New Mexico. Si ritiene che vicino a Santa Fe egli abbia ucciso uno sceriffo che era sulle sue tracce. Dopo il New Mexico, troviamo Larn nella città di Fort Griffin, nella contea di Shackleford, Texas. Leggi il resto

Il test del DNA per Billy The Kid

A cura di Omar Vicari

Brushy Roberts
In un giorno di caldo torrido, più o meno attorno al 1948, in una di quelle “Highways” solitarie del Sud-Ovest degli Stati Uniti, un cronista di un giornale locale aspettava qualcuno in un punto prestabilito dell’autostrada. All’ora convenuta, un qualcosa di irreale, certamente una figura d’altri tempi sbucata chissà da dove, gli si parò davanti gli occhi.
Un vecchissimo cowboy con un’altrettanta vecchia colt appesa a un lurido cinturone cominciò a dire che Pat Garrett non l’aveva ucciso. No, non poteva averlo fatto visto che ora era là e che poteva finalmente gridare al mondo come erano andate le cose dal momento che era vivo.
Il Kid, scappato alla pistola di Garrett quella notte del 13 luglio 1881, se cosi fosse, sarebbe vissuto per altri settanta anni col nome di Brushy Bill Roberts nella città di Hico (Texas), dove sarebbe morto nel 1950 per un attacco di cuore. Leggi il resto

I Volontari della Virginia

A cura di Giovanni Oro

Ai primi di maggio del 1861 Eppa Hunton venne nominato colonnello dal governatore John Letcher e ricevette l’incarico di formare un reggimento basato su 10 compagnie; 6 dalla contea di Loudon, 2 da Fauquier, 1 da Fairfax, e 1 da Prince William.
Il campo venne posto presso la cittadina di Leesburg, capoluogo della contea di Loudon. Il primo compito del nuovo reggimento fu di sorvegliare il passaggio di barche sul fiume Potomac, insieme a una compagnia di cavalleria e una batteria. Leggi il resto

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