John Eliot

A cura di Margherita M. D. Bottino

Nel 1620 sbarcarono a Cape Cod, in Massachussets, i pellegrini inglesi provenienti da Plymouth a bordo della nave Mayflower. Questo sbarco segnò l’inizio di un mutamento radicale nella vita dei nativi americani. Un esempio su tutti è dato dagli indiani Massachussets: da 3000 che erano al tempo dei primi contatti con gli Europei (1614/1617), cessarono di esistere come popolo indipendente nel 1640, incorporati nei cosiddetti “Praying Villages”, i villaggi di preghiera.
Uno di questi villaggi di preghiera fu Natick, costruito in seguito all’appello fatto da John Eliot presso la Corte Generale affinché i nativi convertiti potessero vivere assieme all’interno di una città. Leggi il resto

Quella strana fotografia di Doc Holliday

A cura di Omar Vicari

Il viso di Doc Holliday
La fotografia che vi mostriamo più sotto è l’unica foto che ritrae un ancor giovane John Henry Holliday con uno strumento da odontoiatra in mano.
La foto, autentica, probabilmente presa attorno al 1870, è stata trovata per caso nel bagagliaio di una vecchia macchina, una Chevrolet, comprata per la modica somma di 300 dollari circa una quindicina di anni fa.
Una foto che ha indubbiamente cambiato la vita a Gary Dunlap, l’uomo che ne è venuto in possesso per un caso fortuito.
Dunlap, per questo fatto, ha avuto uno spazio importante sulle colonne della cronaca del giornale locale “The Californian”.
La foto è rimasta segregata nel cassetto del suo comodino per più di dieci anni, sino a che un giorno il Dott. Scott Swank, curatore dello Smithsonian Institute in associazione col Dott. Samuel D. Harris del National Museum of Dentistry presso l’Università del Maryland, hanno riconosciuto nientemeno che Doc Holliday in quel giovane uomo con i folti baffi, gli occhi un po’ stralunati e una bombetta in testa. Leggi il resto

San Francisco senza legge durante la corsa all’oro

A cura di Sergio Mura

Un cercatore d’oro
Com’è noto, con la corsa all’oro della California scatenatasi nel 1849 gli Stati Uniti impressero una sterzata decisiva verso la conquista del West. Non si trattò certamente di una scelta semplice o indolore. Decine di migliaia di uomini e donne provenienti da ogni parte d’Europa e dall’Est degli Stati Uniti finì per riversarsi sulla California, trasformando ogni cosa e piegando uomini e cose alla febbre dell’oro.
Non si trattò di anni semplici per chi si trovò a vivere da quelle parti, specialmente durante i mesi iniziali.
Leggiamo insieme una descrizione della vita senza legge a cui dovevano adattarsi i cercatori e chiunque altro avesse scelto di vivere o fare affari a San Francisco e nella California del 1849 e degli anni successivi. Leggi il resto

La guerra infiamma il Rogue River e l’Oregon

A cura di Sergio Mura

Indiano Rogue River
Fino al 1840, i coloni che entrarono nel territorio dell’Oregon non furono molti e solo in seguito il flusso si fece inarrestabile. Il cambiamento di passo fu causato, almeno in parte dal lungo viaggio, compiuto nel 1824 dai reverendi Jason e Daniel Lee da Fort Indipendence (nel Missouri) fino alla zona dell’attuale Salem ove venne stabilita una missione.
Subito dopo, altri missionari seguirono le loro orme. Il Dottor Marcus Whitman e altri missionari arrivarono nel 1838. Furono proprio questi missionari ad avere un effetto profondo sullo sviluppo degli insediamenti e la successiva crescita del Territorio dell’Oregon.
Nel 1838, il reverendo Jason Lee tornò verso la parte orientale degli Stati Uniti con una petizione firmata da 27 coloni di lingua inglese e 9 di lingua francese di lingua francese per chiedere agli Stati Uniti di essere protetti. Leggi il resto

Il ritratto di Billy The Kid

A cura di Paolo Brizzi

Il famoso ritratto di Billy The Kid
La sola foto autentica di Billy The Kid fu scattata a Fort Stanton o Fort Sumner nel 1879 o 1880. Si tratta di un ferrotipo, cioè un’immagine ottenuta su una lastra di ferro (o alluminio) precedentemente annerita su cui era steso del collodio umido; con lo sviluppo il ferrotipo si trasformava rapidamente in una copia positiva che asciugava rapidamente senza bisogno di essere montata su alcun supporto ed era quindi “a pronta consegna”. Con le macchine del tempo la lastra veniva sviluppata senza estrarla, bastava infilare le mani nell’apparecchio attraverso dei manicotti.
Il ritratto presentava un “rovesciamento in senso laterale”, come fosse l’immagine che vediamo quando ci guardiamo in uno specchio. Questo dette origine al falso mito del pistolero mancino, perchè nel ferrotipo il Kid appare portare la pistola sul fianco sinistro. Leggi il resto

Gli Ottawa, sterminati dal vaiolo

A cura di Andrea Chiodi

In questo articolo vi raccontiamo di quando per fiaccare la resistenza delle tribù indiane alleate dei Francesi, il generale Amherst pianificò ed autorizzò il progetto di contaminare le tribù indiane ostili con il virus del vaiolo. Pochi anni prima della guerra di Secessione Americana e della nascita degli Stati Uniti, Sir Jeffrey Amherst fu il comandante delle forze anglo-americane nella “guerra Franco-Indiana”, capitolo nordamericano della guerra dei sette anni.
Le prime esplorazioni francesi nel nuovo mondo risalgono al 1523 ad opera del navigatore italiano Giovanni da Verrazzano. Dopo alcuni tentativi senza successo, i primi insediamenti stabili furono realizzati alla fine del 1500. Nel 1608 Samuel de Champlain, incaricato da Enrico IV di Francia, fondò Quebec.
Per sopravvivere nel nuovo mondo i francesi fin dall’inizio stabilirono forti legami con alcune tribù indiane (sopratutto gli Huroni) ed alcuni coloni (i “Coureurs de Bois”) presero a vivere con gli indiani imparandone lingua e costumi. Leggi il resto

Ombre Rosse sulla Nuova Olanda

A cura di Pietro Costantini

Fin dal 1606 gli Olandesi esplorarono il fiume San Lorenzo in cerca di pellicce, sfidando il monopolio francese; in quell’area la nave Witteleeuw catturò due vascelli francesi e saccheggiò olio di balena, fucili e altre ricchezze da navi portoghesi e spagnole. In seguito presero avvio in America imprese più legittime: il 26 luglio 1610 Arnout Vogels di Amsterdam inviò con brevetto la nave de Hoope in risposta alle scoperte di Henry di Hudson che, solo l’anno prima, era stato al soldo degli Olandesi. Vogels si occupava anche del commercio delle pellicce con la Russia, ma gli era stato negato l’accesso alla Nuova Francia. Tentò perciò di superare il monopolio francese commerciando con gli Indiani direttamente risalendo il fiume Hudson appena scoperto e tramite due mercanti francesi che potevano commerciare con la Nuova Francia. Così iniziò la concorrenza e la cooperazione franco-olandese in Nord America nel commercio delle pellicce. Leggi il resto

Thomas John Wilder

A cura di Gualtiero Fabbri

Thomas John Wilder
Nato il 31 gennaio 1830 nello stato di New York, da sempre appassionato di macchinari e metallurgia, una volta trasferitosi in Indiana, Thomas John Wilder divenne un giovane imprenditore e costruttore di macchine idrauliche.
Discendente di una lunga stirpe di combattenti, allo scoppio della guerra civile, nell’aprile del 1861, si arruolò come soldato semplice nelle file del 1° Indiana Battery e in breve si guadagnò il grado di Capitano, probabilmente sull’onda della spinta degli stessi soldati di cui godeva la stima e grazie anche alla sua cultura e alle sue capacità. Comunque sia, nel marzo dell’anno dopo, già Colonnello, comandava il 17° Indiana Infantry.
Nella battaglia di Shiloh, pur rimanendo Colonnello, si guadagnò il comando di una Brigata.
A Munfordville, con soli 4.000 uomini tenne testa per tre giorni ai 20.000 soldati e cento cannoni Confederati di Bragston Bragg che lo avevano circondato finché, il giorno 17 per non essere annientato si dovette arrendere. Leggi il resto

Il furto delle Black Hills

A cura di Luca Barbieri

Il popolo Lakota le chiamava Paha Sapa; erano le loro montagne sacre, il centro del mondo, la dimora degli dei, il luogo dove i giovani andavano in meditazione per ottenere una visione e parlare col Grande Spirito. Per i bianchi, invece, erano le Colline Nere, per via del colore scuro delle fitte foreste che le ricoprivano; nulla di più che una terra vergine da saccheggiare. Ed è quello che puntualmente avvenne quando, il 27 Agosto 1874, l’ Inter Ocean di Chicago, per primo, titolò a caratteri cubitali: “Gold!”.
La notizia era di quelle elettrizzanti ed un fremito scosse la nazione messa in ginocchio dalla crisi economica. Se, come si diceva, le Black Hills erano zeppe d’oro, non si poteva certo lasciarle in mano agli indiani. Leggi il resto

Le divise della guerra civile

A cura di Mauro Cairo

Le epiche gesta di generali ed eserciti della Guerra Civile Americana hanno sempre saputo suscitare in noi un grande interesse. Hanno stimolato anche la passione. Parte del merito, è indiscutibile, appartiene alla semplicità con cui ci si può schierare per i “grigi” o per i “blu”, quasi si trattasse di un gioco.
In definitiva, dunque, dobbiamo ammettere che il fascino delle divise, colorate e sgargianti, è forte. Cosa sarebbe stato della riconoscibilità dei “nordisti” nella storia se non avessero avuto le famosissime giubbe blu? Cosa sarebbe stato, d’altra parte, di quella dei soldati confederati se non avessero adottato le divise color grigio?
Ecco, quindi, che dopo aver ricevuto tantissime richieste, siamo in grado di soddisfare le vostre curiosità con uno speciale davvero ben documentato ed assai dettagliato, suddiviso equamente tra notizie sul Nord e notizie sul Sud. Leggi il resto

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