Silas Soule, un coraggioso al Sand Creek

A cura di Ermanno Bartoli

Silas Soule, capitano e maggiore dell’esercito degli Stati Uniti, sincero abolizionista fin dalla più giovane età, al seguito di una folta pattuglia di volontari irregolari del Colorado comandata dal colonnello John Chivington prese parte al sanguinoso assalto al campo dei Cheyenne di Pentola Nera al Sand Creek (29 novembre 1864), ma in aperto contrasto con colui che fino a quel tempo gli fu amico ordinò ai suoi uomini di attraversare velocemente l’accampamento senza sparare. Il fatto che il capitano Soule non si fosse tirato indietro, magari passando il comando a un altro, fu di enorme importanza perché in quell’assalto ci fossero almeno dei superstiti. Leggi il resto

Fuga per la salvezza: i Nez Perce in Canada

A cura di Cesare Bracchi

Gli appassionati delle guerre indiane conoscono la vicenda della grande fuga dei Nasi Forati, che in seguito chiameremo con il loro nome originale: Nimipu (Nee-Mee-Poo); tuttavia è meno noto quello che successe dopo la battaglia delle Bear Paw Mountains, epilogo solo militare di questa triste pagina di storia americana.
La questione di quale dovesse essere la destinazione finale della fuga di questo popolo, nativo della valle Wollowa (nell’attuale Oregon), inseguito da mezzo esercito degli Stati Uniti, si pose già a metà luglio quando, ancora alle prime fasi della lunga avventura, si tenne un consiglio nella Weippe Valley.
Le posizioni dei capi delle varie bande si possono così riassumere: Capo Giuseppe e il fratello Ollokot volevano tornare nella regione del Salmon River (Idaho) attaverso un percorso che, per eludere le truppe, li avrebbe portati nel Montana e poi a sud; Looking Glass, riconosciuto capo militare, voleva andare a est dagli amici Crow; White Bird infine era intenzionato a procedere direttamente verso il Canada. Leggi il resto

La pista di Meek (Meek’s Cutoff)

A cura di Sergio Mura

Il “Meek’s Cutoff”, a cui recentemente si è ispirato il regista di un bel film western, è una pista per carovane e carri ideata da Stephen Meek (fratello del notissimo Joe Meek). Questo sentiero punta a Ovest, dipanandosi da un punto preciso dell’Oregon Trail, nel nord-est dell’Oregon. Venne battuta per la prima volta nel 1845 lasciando l’Oregon Trail all’altezza di Vale (Oregon), seguendo il fiume Malheur e dirigendosi a sud-ovest nell’Harney Basin. Da lì si puntava prima a ovest verso la Wagontire Mountain e poi a nord verso la biforcazione meridionale del Crooked River, proprio dove il fiume si divide in due parti. Ogni parte conduceva al Deschutes River. I due percorsi si riunivano poi a nord del punto in cui il Crooked River sfociava nel Deschutes, per poi proseguire verso The Dalles, in Oregon. La strada prese il nome dal pioniere Stephen Meek, che fu stato ingaggiato per guidare la prima carovana lungo quella pista. Il viaggio fu particolarmente duro e molti dei pionieri persero la vita. Leggi il resto

Il mistero della quinta carta

A cura di Luca Barbieri

L’ultima partita
Ogni episodio storico di una certa importanza tende a tingersi, col tempo, del colore della Leggenda, per cui accade fatalmente che alcuni particolari che normalmente vengono ritenuti assolutamente insignificanti assumano invece una rilevanza vitale, dando il via ad aspri dibattiti ed infinite contestazioni sulla loro esattezza. Il caso dell’omicidio di Hickok non fa di certo eccezione, perché dovrebbe?, e il suo nodo gordiano è il mistero della quinta carta.
Quando venne ucciso, Wild Bill aveva in mano le canoniche cinque carte da gioco necessarie per fare punteggio a poker. Leggi il resto

I Mormoni verso la terra promessa nel west

A cura di Sergio Mura

In viaggio!
Le loro convinzioni religiose hanno fatto sì che i fedeli della “Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni” siano stati malvisti e persino perseguitati fin dalla fondazione della chiesa stessa, nel 1830. Subire violenze senza difendersi non era cosa semplice, per cui i Mormoni dovettero accettare di spostarsi continuamente da un posto all’altro, alla ricerca di un minimo di stabilità e tranquillità. Il profeta Joseph Smith guidò i Mormoni tra Ohio, Missouri e Illinois, ma la diffidenza e la violenza che finivano per circondare quella gente erano incredibili. Nel Missouri si arrivò persino a proclamare uno speciale ordine di sterminio. Quando Joseph Smith venne ucciso in Illinois nel 1844, fu chiaro a tutti i Mormoni che la pace andava ricercata altrove, più a Ovest. In questo clima di folle e cieca persecuzione, divenne famoso Brigham Young che spinse la sua gente verso l’accettazione di un nuovo trasferimento a ovest, così tanto a ovest da lasciarsi alle spalle il territorio degli Stati Uniti!
Nell’inverso 1846-47 Brigham Young, con l’aiuto di un certo Thomas L. Kane di cui divenne amico, portò i Mormoni fin nel Territorio Indiano dove venne posta la base per il successivo trasferimento verso la Great Salt Lake Valley. Leggi il resto

La grande galoppata di Portugee Phillips

A cura di Domenico Rizzi

John “Portugee” Phillips
Al termine della Guerra Civile (1861-1865) gli Stati Uniti d’America erano un paese di 31 milioni di abitanti, fortemente proiettato verso la conquista del lontano Ovest. Uno degli ostacoli alla penetrazione nelle selvagge regioni occidentali era rappresentato dalle bellicose tribù delle Grandi Pianure, stanziate tra il corso del fiume Mississippi e le Montagne Rocciose.
Fra le nazioni indiane più agguerrite vi era quella dei Lakota o Teton, di lingua sioux, suddivisa nei sette raggruppamenti principali Queste bande nomadi e dedite alla caccia occupavano prevalentemente i territori del Nebraska, Wyoming, Dakota e Montana, e contava all’incirca 20.000 individui. Leggi il resto

Joe Meek

A cura di Sergio Mura

Lafayette Joseph “Joe” Meek nacque nel 1810 e lì morì nel 1875 alla veneranda età di 65 anni, assolutamente non pochi in considerazione dei tempi in cui visse e dell’alto tenore di rischiosità della sua stessa vita. Joe Meek fu principalmente un cacciatore, ma con l’avanzare degli anni finì per adattarsi ad altri importanti mestieri, come quello di chi amministra la legge nelle lande della frontiera o come quello del politico. Già, perché Joe Meek fu anche rappresentante delle genti del Territorio dell’Oregon quando questo divenne tale, nell’ambito degli Stati Uniti. Ma come ebbe inizio l’avventura di Meek?
Nel modo più semplice e normale per i suoi tempi, ossia da pioniere.
In qualità di semplice pioniere, Meek lavorò a lungo nel commercio delle pellicce prima di stabilirsi nella Tualatin Valley. Lì, dopo un bel po’ di anni, giocò un ruolo di primo piano al Champoeg Meetings del 1843 dove venne stato eletto sceriffo. Leggi il resto

La paura corre nelle foreste

A cura di Gianni Albertoli

Quando i francesi entrarono nel Canada, la notizia del loro insediamento si sarebbe diffusa da tribù a tribù. Gli Algonkins erano stanziati lungo il corso del fiume “Outaouas” (Ottawa River), mentre gli Huron “vivevano nel loro antico paese” (“Huronia”). Questi ultimi, dopo essere stati in guerra con gli Irochesi, nel 1624 si sarebbero riappacificati con i loro nemici storici, molti gruppi Huron avrebbero allora iniziato a visitare gli insediamenti francesi per poi entrare in contatto con i missionari. Nel 1644 i francesi avrebbero promesso agli Huron di difenderli dagli attacchi degli Irochesi, ma questi assalirono di sorpresa un loro villaggio, lo distrussero e catturarono una trentina di prigionieri; l’attacco fu veemente e molti Huron fuggirono verso altre terre, alcuni gruppi si spinsero a ovest fin nell’Illinois, altri raggiunsero le colonie francesi sul San Lorenzo. Leggi il resto

Lewis Wetzel, l’uccisore di indiani

A cura di Sergio Mura

Lewis Wetzel (nato nel 1763 e morto nel 1808) si guadagnò ampia fama nei primi anni della conquista del west come indomito uomo di frontiera e come tenace nemico degli indiani. Il suo regno erano le colline degli attuali West Virginia e Ohio.
Divenne così famoso tra i suoi contemporanei da conquistarsi il titolo della Wetzel County, in West Virginia.
Persino Zane Grey, il famosissimo romanziere, lo citò ripetutamente in alcuni suoi libri come “Spirit Of The Border”, “Betty Zane” e “The Last Trail” contribuendo alla sua fama. In definitiva possiamo dire che Wetzel è un autentico eroe per molti Americani, una sorta di Daniel Boone meno noto, anche se tra le giovani generazioni non mancano quelli che lo ritengono un semplice omicida, un uccisore. Leggi il resto

John Ford, il western nella leggenda

A cura di Domenico Rizzi

Speciale in due parti: 1) John Ford, il western con sentimento 2) John Ford, il western nella leggenda

John Ford
Al termine del secondo conflitto mondiale, Ford aprì la parentesi più importante della sua carriera artistica con la filmografia sul West.
Va dato merito a questo regista di avere affrontato un po’ tutte le tematiche della Frontiera americana, anche quelle considerate più imbarazzanti per l’epoca in cui vennero girate le pellicole. L’argomento delle donne catturate e seviziate dagli Indiani è uno di questi e quantunque riguardato da diversi film – si possono ricordare, fra i più noti: “La saga dei Comanches” di George Sherman (1956) “La schiava degli Apaches” di Charles Marquis Warren (1957) “La valle dei Mohicani” di Budd Boetticher (1960) – non raggiunse mai i livelli di intensità drammata che Ford riuscì a toccare con “Sentieri selvaggi” e “Cavalcarono insieme”. Benchè prodotti in un’era in cui il puritanesimo non ammetteva certe allusioni e la censura operava con molto rigore, entrambi mostrano l’abbruttimento femminile, che spesso sconfina nella pazzia, quale conseguenza della prolungata cattività fra i Pellirosse. Leggi il resto

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