E Carlo Di Rudio incrociò la pista dei Nez Perce…

A cura di Cesare Bracchi

Carlo Di Rudio
I Nez Perce entrarono nel Parco di Yellowstone il 22 agosto del 1877, reduci dalla battaglia di Big Hole, ormai consapevoli che i loro tradizionali alleati, i Corvi, non avevano nessuna intenzione di offrire loro l’aiuto sperato. Al contrario, molti di loro prestavano stabilmente servizio come scout dell’esercito.
A tenere d’occhio i Nasi Forati nella zona del fiume Musselshell fu inviato il Ten. Doane del 2° Cavalleria, un bravo ufficiale che non apparteneva alla folta schiera di fannulloni e ubriaconi che popolava anche i ranghi elevati dell’esercito.
Doane, per questo incarico, chiese il supporto di una compagnia di cavalleria. All’appello rispose una nostra vecchia conoscenza: il Ten. Carlo Di Rudio, reduce dall’incredibile avventura vissuta a Little Bighorn solo l’anno prima. Leggi il resto

Le ragioni di uno scontro

A cura di Giovanni De Sio Cesari

I rapporti fra i coloni bianchi e gli indiani seguirono uno schema che potremmo definire “classico” in queste situazioni. All’inizio i bianchi erano pochi, dediti alla caccia e al commercio; non venivano percepiti quindi dai pellerossa come un pericolo e potevano avere con essi rapporti più o meno pacifici inframezzati da scontri sanguinosi. I bianchi rappresentavano cioè come un’altra tribù con la quale, secondo le circostanze, potevano esserci rapporti amichevoli o ostili come avveniva per ogni altra tribù.
Man mano però il numero dei bianchi aumentava, arrivavano i coltivatori che recintavano le terre, arrivavano i grandi allevatori che si appropriavano dei pascoli e l’avanzata dei bianchi diventava una valanga incontenibile. Leggi il resto

I guai dei Tohono dell’Arizona

A cura di Ennio Caretto

Una nazione indiana dell’Arizona, Tohono O’odham, è ostaggio dei narcotrafficanti messicani. Situata lungo 120 km di confine tra il Messico e gli Stati uniti, è diventata il corridoio della marijuana. I narcotrafficanti pagano 5 mila dollari ai pellerossa che si incaricano del suo trasporto, e ricorrono alla violenza contro quelli che inizialmente si rifiutano di farlo. Numerosi sono i Tohono che cedono al facile guadagnano, o si abituano alla droga. Nel 2009, nel territorio della nazione l’Fbi e la Dea, la Polizia federale e l’antidroga, hanno arrestato centinaia di indiani e sequestrato 150 tonnellate di marijuana. Ha detto Ned Norris, il capo dei Tohono: «Il narcotraffico è per noi una piaga come l’alcool e la disoccupazione».
Per secoli i Tohono, 28 mila persone circa, di cui 1.500 in Messico, si erano mossi liberamente sui due versanti del confine, in una regione desertica non lontana da Phoenix, la capitale dell’Arizona. Leggi il resto

Nathan Bedford Forrest

A cura di Renato Panizza e Romano Campanile

Il Generale Forrest fu uno dei più grandi comandanti della Cavalleria sudista durante la Guerra Civile Americana. Forse non sarebbe sbagliato dire il più grande. Quando al Generale Lee, dopo la guerra, chiesero quale fosse stato a suo parere il miglior soldato della Confederazione, questi rispose: “Un uomo che non ho mai incontrato, il Generale di Cavalleria Nathan Bedford Forrest”. E il Generale Sherman,suo grande nemico in battaglia, dichiarò che Forrest era stato il Comandante più capace che avesse mai incontrato. Ecco l’impressione che ne ebbe Philip Stephenson, del Washington Ligth Artillery, la prima volta che lo vide: “Forrest era una persona avvenente,una figura dal bel portamento e dal bell’aspetto…uno, che una volta che l’hai visto non te lo puoi più dimenticare…”. Nathan Bedford Forrest era un uomo dal fisico imponente, alto quasi uno e novanta, e pesante almeno 95 Kg. Leggi il resto

La grande tribù dei Potano

A cura di Gianni Albertoli

Gli studiosi americani hanno tradizionalmente schedato cinque insediamenti, visitati dalla spedizione di Hernando de Soto, nelle terre comprese fra Ocale e il fiume Santa Fe; questi villaggi sono stati comunemente affiliati alla grande tribù Potano, il cui nome non appare in nessun documento dei cronisti della spedizione. Questi insediamenti sembra fossero tutti sottoposti ad un capo principale; questa tesi sembra proprio veritiera, molti villaggi e gruppi nativi erano guidati da un singolo e potente leader che dominava l’intero territorio. L’esistenza di questo potentato, che non venne notata dal de Soto, appare prepotentemente nelle fonti successive, circa 25 anni dopo, durante il periodo coloniale francese che dipartiva da Fort Caroline. I principali villaggi ricordati furono Itaraholata, Potano, Utinamocharra e Malapaz, tutti stabiliti nell’area archeologica della “Alachua Culture”. Leggi il resto

Dave “Mysterious” Mather e l’omicidio di Tom Nixon

A cura di Luca Barbieri

“Mysterious” Dave
Se lo chiamavano “Mysterious” Dave un motivo doveva pur esserci, ed infatti di questo ambiguo e sfuggente personaggio della Frontiera americana abbiamo una sola fotografia e poche, vaghe, contraddittorie notizie. Di certo, però, sappiamo che il 21 Luglio 1884 ammazzò a Dodge City il suo rivale in affari e successore alla carica di vice Marshal cittadino, Tom Nixon, semplicemente chiamandolo per nome (allo scopo di farlo voltare per non colpirlo alle spalle) e sparandogli poi quattro volte consecutivamente senza dargli nemmeno il tempo di estrarre la pistola. Un brutale assassinio, indegno di chi, come Mather, aveva in passato rappresentato la Legge nei tumultuosi paesini del West, ma anche del tutto in linea con il personaggi.
Infatti di lui si diceva che fosse un uomo “molto malvagio, un assassino di assassini”, e che avesse sulla coscienza “un maggior numero di morti di qualunque altro pistolero del West”. Per comprendere come si giunse a questo delitto, ricostruiamo le circostanze. Leggi il resto

Foto del vecchio west

A cura di Omar Vicari

Il vero West. Ecco come potrebbero essere definiti i contesti che sono ritratti nelle fotografie di questa specialissima galleria. Vero perchè non ha nulla a che fare con l’iconografia classica del west, quella di moltissimi quadri che anche in questo sito trovate spesso a corredo degli articoli.
Vero perchè non è ritoccato graficamente in alcun modo; le foto non sono state trasformate e le potete ammirare in tutta la loro imperfezione, ma sempre vi sembrerà di poter toccare i protagonisti dell’epopea che ci sta così tanto a cuore.
La galleria ospita le 71 foto che il nostro Omar Vicari ha raccolto, ripulito dalla polvere e proposto alla nostra attenzione e sono tutte incredibilmente belle e adatte a far volare la fantasia che è capace di dare loro persino il movimento; ma alcune sono più vere delle altre e sembra di potercisi tuffare dentro. Leggi il resto

I Pawnee (galleria di immagini)

A cura di Jonathan Holmes

I Pawnee sono una tribù di Nativi Americani, di lingua caddoan (come gli Arikara che li avevano preceduti nella migrazione verso nord), la quale si era stanziata nelle pianure del Nebraska dal XVI secolo alla fine del XIX secolo. La tribù dei Pawnee è divisa principalmente in quattro gruppi di individui divisi in villaggi: i Chaui, i Pitahauerat, i Kitkehahki e, sia pur considerati un po’ come i cugini poveri, gli Skidi. Il numero attuale di individui ammonta a 5.500.
I Pawnee arrivarono per la prima volta in Nebraska intorno al XVI secolo. Il primo europeo a descrivere i Pawnee fu Francisco Vàsquez de Coronado intorno al 1541. Però, con l’arrivo dei colonizzatori, il numero di individui diminuì lentamente. Nel 1780 la popolazione contava circa 10.000 individui. Leggi il resto

Inchiostro bollente: i giornalisti nel west

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Nei film western si sono visti una quantità di sceriffi, di reverendi con o senza la pistola, di avvocati e di maestrine. Ma nella realtà del West nessuna di queste figure assunse mai l’importanza dei giornalisti.
Le maestre, in particolare, non esistevano quasi. Quelle poche, quando arrivavano in un paese, trovavano subito chi se le sposava e non insegnavano più.
I veri maestri erano invece i giornalisti che tenevano frequentatissime conferenze su ogni possibile argomento e venivano venerati anche perché un loro articolo, pubblicato sui giornali dell’Est, poteva rappresentare un’ottima promozione per i paesi della Frontiera e portare investimenti.
Nell’ambito delle professioni intellettuali, il loro numero era in percentuale molto maggiore di quanto non sia attualmente, nell’era della comunicazione di massa! Leggi il resto

Strategia e tattica nella Guerra Civile

A cura di Giovanni Oro

Secondo Karl Von Clausewitz, l’arte della guerra si divide in tre branche fondamentali: la strategia, la tattica, e la logistica. La strategia è l’insieme della conduzione della guerra, nella sua globalità, la tattica è la conduzione di una singola battaglia, e la logistica è il modo di rifornire le truppe. Come ogni guerra anche la guerra civile americana non sfugge alla presenze delle tre branche.
Cominceremo a discutere della strategia generale che le due parti in lotta dovevano adottare per proseguire, negli articoli successivi, con la tattica, con la logistica, e per finire con un analisi delle strategie di combattimento di Grant e Lee.
Iniziamo, dunque, con la strategia. Leggi il resto

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