La scorciatoia di Meek (Meek’s Cutoff)

A cura di Domenico Rizzi

“Meek’s Cutoff”, letteralmente “La scorciatoia di Meek”, è una dimostrazione di come si possa realizzare un film western pur avendo in tasca soltanto i soldi…per la spesa! Ci è riuscita Kelly Reichardt, regista americana già autrice di altre pellicole di discreto successo, fra le quali “River of Grass” del 1994, attingendo ad una vicenda reale che ha opportunamente romanzato, conservando il clichè del personaggio storico di Stephen Meek, esploratore, cacciatore e guida all’epoca della Frontiera.
La trama è di una semplicità disarmante. Un pugno di emigranti, con 3 carri coperti trainati da buoi, muli e cavalli, è diretta verso la valle dello Willamette, nell’Oregon.
L’anno è il 1845 e la trama si sviluppa interamente lungo l’Oregon Trail, dalla quale sono già transitate fin dal 1830 alcune carovane di coraggiosi pionieri.
Dal 1843 al 1848 la Willamette Valley si popolò di 5.000 abitanti di razza bianca, quasi tutti provenienti dalle contrade dell’Est e alla metà del secolo l’Oregon aveva raggiunto una popolazione di 13.300 persone. Leggi il resto

John Wayne, strade diverse

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento 13) Il lento declino 14) La solitudine dell’eroe

ZZ37E71099Dopo “Sentieri selvaggi”, che aveva rappresentato il suo grande ritorno al western, Wayne si lasciò attrarre ancora una volta da altri generi, con esiti abbastanza discutibili.
Nel 1957, nuovamente diretto da John Ford, lavora con Dan Dailey, Maureen O’Hara, Ward Bond e Ken Curtis in “The Wings of the Eagles” (“Le ali delle aquile”) basato sulla biografia romanzata dell’aviatore Frank W. Wead, divenuto scrittore dopo un grave incidente. Lo stesso anno viene messo in circolazione “Jet Pilot” (“Il pilota razzo e la bella siberiana”) girato nel 1949 dal famoso Joseph Von Sternberg ma distribuito molto più tardi per decisione dell’eccentrico produttore Howard Hughes. Contemporaneamente il Duca interpreta “Legend of the Lost”, apparso in Italia come “Timbuctu”, diretto da Henry Hathaway, nel quale si trova affiancato a due mostri sacri del cinema italiano, Sophia Loren e Rossano Brazzi. La qualità del cast non corrisponde però a quella del film, nel quale il bravo John, trasferitosi dalle praterie del West al grande deserto africano, sembra muoversi come un pesce fuor d’acqua. Leggi il resto

La disfatta di St. Clair

A cura di Renato Ruggeri

Il pomeriggio del 3 Novembre 1791 faceva molto freddo. Il Generale St. Clair, uno scozzese che si era guadagnato una buona reputazione durante la Rivoluzione Americana, era a colloquio con alcuni suoi ufficiali.
St. Clair era stato inviato nelle terre selvagge del Northwest Territory (il vecchio nord-ovest) per sconfiggere una coalizione Indiana che terrorizzava gli insediamenti bianchi lungo il fiume Ohio e i cui villaggi si trovavano dove i fiumi Saint Joseph e Saint Mary si riunivano per formare il Maumee. Ma si era perso.
Presumeva che l’armata, che era formata da circa 1400 uomini, avesse passato gli affluenti del Miami River e fosse in procinto di attraversare il crinale che separava il Miami dal Saint Mary River. Invece si trovava vicino a un ramo del fiume Wabash. St. Clair ordinò di fermarsi, intendendo far accampare l’esercito. L’ordine era appena stato dato quando arrivarono, al galoppo, l’Aiutante Denny e il Quartermastro Hodgon che avevano completato una ricognizione alcune miglia più avanti. Leggi il resto

La battaglia di Saratoga del 1777

A cura di Ezio Cecchini

Pochi avvenimenti militari esercitarono sui futuri destini dell’umanità un’influenza maggiore della disfatta subita, nel 1777, dalla spedizione del tenente generale britannico Burgoyne in Nord America.
Disfatta che salvò il coloni rivoltosi da una certa repressione e che, con l’indurre le corti di Francia e Spagna ad attaccare l’ Inghilterra, permise agli Stati Uniti di conquistarsi quell’indipendenza dall’Europa che altrimenti sarebbe stata impossibile; così, invece, gli Stati Uniti nel volgere di quasi due secoli divennero la maggiore potenza mondiale.
Il 1777 fu testimone della prima vittoria americana, ma le aspirazioni di autonomia e la lotta dei coloni erano iniziate da tempo: i rappresentati delle tredici colonie si erano riuniti per la prima volta ad Albany, nel giugno 1754, ed il 4 luglio seguente avevano chiesto di costituire in America un governo centrale sotto la sovranità del re d’Inghilterra. Leggi il resto

Il duro lavoro del cow-boy

A cura di Sergio Mura

Un cow-boyUn cow-boy in una foto del 1887
Dopo la metà del XIX secolo il cow-boy americano ha saputo conquistarsi una fetta piuttosto rilevante dell’attenzione del grande pubblico per via della considerevole importanza del
suo lavoro. Il suo lavoro è unico: nello svolgimento delle sue mansioni sta sempre in groppa al suo cavallo. Il suo ruolo all’interno del business del bestiame lo porta talvolta a spostarsi dietro i capi che si sono spostati troppo dal limite assegnato alla mandria.
Altre volte contribuisce alla conduzione delle mandrie da una località ad un’altra. Ancora, talvolta si occupa di radunare i capi dispersi (round-up) allo scopo di marchiare i vitelli o di selezionare i buoi da macello che in seguito vengono condotti alla ferrovia ed imbarcati sui treni diretti ai mercati del bestiame. Leggi il resto

Gli indiani e la guerra

A cura di Gaetano Della Pepa

Anche prima di doverla combattere per un giustificato odio contro l’invasore, l’Indiano, in particolare quello delle pianure, amava ardentemente la guerra. Battersi, affrontare il vicino, attaccarlo per saccheggiarlo, spingere la vendetta sino alle rappresaglie più crudeli, è per lui non soltanto una necessità imposta dalle circostanze della sua vita nomade, ma anche un dovere da adempiere ed un piacere di cui non vede la ragione per privarsene.
Ai suoi occhi la guerra è soltanto una caccia di tipo particolare. Se è logico braccare una selvaggina più o meno inoffensiva per assicurarsi di che mangiare, non è riprovevole attaccare un nemico che si difendi ad armi pari, per impadronirsi di ciò che possiede e di cui ha urgente bisogno. Leggi il resto

L’accampamento circolare

A cura di Pietro Costantini

La credenza di essere circondati da forze metafisiche i cui poteri trascendevano la realtà ordinaria portava gli Indiani a osservarle per trarre una spiegazione sull’essenza della realtà, dell’essere, dell’origine e della struttura del mondo. Tela spiegazione era racchiusa nella mitologia e nelle leggende e poggiava sulla considerazione che la vita, così come si manifestava in ogni forma del regno occupato dall’uomo, palesava un’intrinseca opposizione tra gli aspetti materiali e quelli spirituali. Mantenendo l’equilibrio tra essi veniva preservata l’integrità della famiglia, del gruppo o della tribù, e perciò le attività del singolo erano rivolte, durante l’arco dell’anno, all’esplicito obiettivo di assicurare che il delicato equilibrio tra la realtà fisica e quella metafisica non venisse turbato. La concezione di movimento circolare era il cardine di tale relazione: tutto era concepito in termini di una serie di movimenti circolari, di per sé stessi completi e operanti indipendentemente, che concorrevano alla formazione del Cerchio Sacro: simbolo di vita e armonia, origine delle principali forze vitali. Leggi il resto

L’ultimo colpo di Doc Holliday

A cura di Omar Vicari

Doc all’opera
Il 18 luglio 1882, il “Leadville Daily Herald” annunciava tra le sue colonne che il famoso John Henry Holliday si trovava in città a Leadville (Colorado). Doc era appena venuto fuori da uno spinoso processo seguito al suo arresto a Denver da parte di Perry Mallon, uno sconosciuto sedicente sceriffo della contea di Los Angeles. Era ancora fresco l’assassinio di Frank Stilwell avvenuto alla stazione di Tucson nel marzo 1882 e per quel fatto la legge della contea di Pima reclamava Wyatt Earp e Doc Holliday entrambi latitanti in Colorado. Doc, in seguito all’arresto avvenuto a Denver il 15 maggio 1882, rischiò davvero l’estradizione e la consegna all’autorità dell’Arizona non fosse stato per Bat Masterson che perorò personalmente la sua causa presso il governatore Frederick W. Pitkin. Leggi il resto

La guerra del Tule River

A cura di Cesare Bartoccioni

Capo YokutsGli anni ’50 del 1800 furono un periodo devastante per gli Indiani della California, poiché sciami di minatori duri e attaccabrighe penetrarono nelle loro terre natali.
Gli Indiani venivano spesso massacrati spietatamente o resi schiavi, ed il Governo Federale, che aveva acquisito la California nella Guerra contro il Messico, non riusciva a dar loro alcuna protezione. Nel 1851, il Governatore Peter Burnett disse che a meno che gli Indiani non venissero mandati ad est delle Sierras (1), “sarebbe continuata una guerra di sterminio finché la razza Indiana non fosse estinta”.
Durante i tumultuosi anni ’50, gli Yokuts della California centrale tentarono coraggiosamente di difendersi dall’invasione delle loro terre – e, per qualche tempo, ci riuscirono. Sulla cima di una collina situata proprio ad est della odierna Porterville, in California, si tenne un assedio nel 1856 – nel luogo oggi conosciuto come Montagna della Battaglia – durante uno scontro che i giornali dell’epoca chiamarono la Guerra del Tule River. Leggi il resto

La Guerra dei Tropici del Messico, cacciatori di teste contro Comanches

A cura di Renato Ruggeri

Tra tutti gli stati Messicani, il Durango fu quello che più soffrì per le invasioni annuali e le terribili razzie dei Comanches. Seguendo la conformazione geografica del territorio, le bande che entravano provenendo dalla Meseta Centrale nella parte nordorientale dello stato si trovavano ancora su un terreno pianeggiante. Quando penetravano nella zona occidentale e meridionale, si confrontavano con un paesaggio radicalmente diverso. Era una regione di cordilleras con molte sierras e un’aspra catena montuosa che si estendeva da nordovest a sudest.
La ricca provincia del Durango è attraversata dal Tropico del Cancro e così, quando i predoni del deserto ne oltrepassavano la linea, entravano nella parte superiore dei Tropici del Messico. Nella zona centrale e orientale dello stato si trovavano le più ricche haciendas della Repubblica. Alcune grandi tenute possedevano più di 100.000 capi di bestiame e le grandi mandrie di muli e cavalli suscitavano nei Comanches e Kiowas una particolare attrazione. Leggi il resto

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