Bastardi per stirpe

A cura di Domenico Rizzi

Recitava un’antica canzone di Bixio e Cherubini che l’Arizona era “terra di sogni e di chimere”, dove alle note di una chitarra rispondevano “mille capinere”. Immagini romantiche, fra le quali quella di un cavaliere sul cui cavallo bianco spiccava “la vampa di una rosa”…
L’Arizona descritta da Stefano Jacurti, noto collaboratore di Farwest, scrittore e regista cinematografico – ricordiamo la raccolta di racconti “Il baule nella prateria”, l’opera “Avrei voluto essere ucciso da Clint Eastwood” e il film “Inferno bianco” – si presenta assai più vicina alla realtà. Nell’arido scenario descritto nel suo ultimo romanzo “Bastardi per stirpe” figurano uomini spietati, assetati di vendetta e determinati a sbarazzarsi degli avversari con qualsiasi mezzo, fosse anche con l’impiego di un pezzo di artiglieria e di una mitragliera Gatling a canne rotanti, tanto per calarsi nell’atmosfera ideale dei western più cruenti. Sui loro cavalli, che se fossero stati bianchi avrebbero creato un bel contrasto con le nere divise dei Mc Pherson, non spiccano rose, bensì pistole Colt, fucili Spencer e Winchester pronti a seminare morte. Leggi il resto

Storia della cavalleria nel vecchio west

A cura di Luciano Guglielmi

Le vicende della cavalleria Americana, iniziano sin dalla rivoluzione delle “colonie”, che porterà all’indipendenza degli stati dell’Unione.
Nelle colonie gli emigrati Europei cercano di organizzare le forze della rivoluzione e s’appoggiano a ufficiali di cavalleria giunti dall’Europa, in grado d’organizzare le forze di cavalleria. Le vicende proseguono anche dopo la conquista dell’indipendenza, in un alternarsi di eroismi e conquiste e difesa della giovane Unione. La guerra civile divide in due l’Esercito ed anche le formazioni di cavalleria, i personaggi di spicco per la cavalleria sono ancora ufficiali fuoriusciti dagli eserciti d’Europei, i quali cercano d’applicare le conoscenze e gli stili delle cavallerie Europee, sempre in conflitto tra loro. In fine la cavalleria dell’unione diventa l’unica arma efficace contro i popoli Nativi, i quali combattevano anch’essi a cavallo con tutt’altre conoscenze e principi. Leggi il resto

Mito e verità della seconda battaglia di Adobe Walls

A cura di Paolo Brizzi da un articolo di Mike Venturino

Adobe Walls, 1874
Il 27 Giugno 1874 un’orda di guerrieri delle tribù delle pianure meridionali attaccò all’alba un posto commerciale localizzato nel Texas Panhandle, ma furono respinti da solo ventotto uomini bianchi e da una donna. Si pensa normalmente che il motivo della vittoria dei bianchi sia da attribuire al fatto che essi erano cacciatori di bisonti armati coi migliori fucili a lunga gettata del tempo. Conseguentemente essi riuscirono a tenere i guerrieri a bada, infliggendo loro pesanti perdite. è noto che dopo la battaglia il famoso tiratore Billy Dixon abbattè un indiano a cavallo da una distanza di 1538 iarde (1400 metri circa). Come spesso accade la realtà è un po’ differente. L’orda di guerrieri indiani probabilmente non superava i duecento uomini, molti dei quali giovani scesi per la prima volta sul sentiero di guerra. Leggi il resto

Fort Whoop-Up

A cura di Marco Chiornio

Fort Whoop-Up
Il nome di Fort Whoop-up è notorio. Nella lunga storia della vendita del Whisky e delle Giubbe Rosse Canadesi (quelle che furono chiamate “Mounties”) rappresenta quel che di peggio il West seppe produrre.
In particolare a Fort Whoop-up si lega la tragica ed illegale attività dei moltissimi e feroci “desperados” americani che si recavano in terra canadese con l’idea di realizzare e vendere i peggiori e più nocivi intrugli liquorosi (dando loro il nome assolutamente improprio di Whisky) alle locali popolazioni indiane, assolutamente non abituate all’alcool e tanto meno a quel che si voleva propinargli.
Al forte si legò anche la sparizione di centinaia di migliaia di pelli di bisonte – imbarcate verso gli stati dell’Est americano ove vi era una forte richiesta – mentre le carcasse delle bestie venivano lasciate a marcire nella prateria, affamando gli Indiani. Leggi il resto

Cavallo Pazzo, il grande guerriero Lakota

Cavallo PazzoUn guerriero a lungo scambiato per Cavallo Pazzo
Sulla data di nascita del grande condottiero non vi è unanime accordo; c’é chi sostiene che sia nato nel 1844 e chi insiste sul 1849. Celebrato per il suo coraggio in battaglia, Cavallo Pazzo era visto tra la sua gente come un uomo sacro al quale “la visione” aveva dato incarico di preservare e difendere le tradizioni e il modo di vita dei Lakota Sioux.
Anche se giovane di età, Cavallo Pazzo era un guerriero leggendario.
Aveva già rubato molti cavalli ai Crow prima di avere tredici anni e guidò la sua prima spedizione di guerra prima di compierne venti. Leggi il resto

George Weightman, “Red Buck”, pericoloso fuorilegge

A cura di Paolo Brizzi da un articolo di Kathy Weiser

George Weightman
George “Red Buck” Weightman (18??-1896) fu uno dei più spietati fuorilegge dell’Oklahoma. Si pensa provenisse dal Texas e meritò il suo soprannome per via dei suoi capelli rossi. In Oklahoma diventò ladro di cavalli e killer; si dice avesse ucciso quattro uomini e ne avrebbe uccisi altri per solo 50 dollari di premio. Fu uno dei fuorilegge più famosi del Territorio Indiano; si diceva provasse piacere ad uccidere e spesso si vantava delle sue gesta. Nel 1889 fu arrestato da Heck Thomas per abigeato e imprigionato, ma dopo tre anni fu rilasciato. Tornò in Oklahoma e si associò con la banda Doolin.
Il 1 Settembre 1893 Red Buck si trovava con la banda Doolin nella sparatoria di Ingalls, Oklahoma, in cui morirono tre vice Marshalls.
In una occasione mentre Red Buck cavalcava con Bill Doolin e gang, Red Buck tentò di sorprendere Bill Tilghman alle spalle. Leggi il resto

Capo Giuseppe dei Nez Perce

Un ritratto di Capo Giuseppe
L’uomo che divenne una celebrità nazionale con il nome di Capo Giuseppe, nacque nella Wallowa Valley nell’attuale Oregon del nord nel 1838.
Gli fu dato il nome di “Tuono che rotola dalla montagna” ma fu più diffusamente conosciuto come Giuseppe o Giuseppe il Giovane per distinguerlo da Giuseppe il Vecchio, suo padre, che fu chiamato in quel modo nel 1838, quando fu battezzato alla missione di Lapwai da Henry Spalding.
Giuseppe il Vecchio fu uno dei primi Nez Perce a convertirsi al cristianesimo e fu un accanito sostenitore della duratura pace con gli uomini bianchi.
Nel 1855 aiutò persino l’incaricato di Washington a creare una riserva per i Nez Perce tra Oregon e Idaho.
Ma nel 1863, in seguito alla scoperta dell’oro nei territori dei Nez Perce, il governo federale decise di appropriarsi di oltre 6 milioni di acri, spingendo i Nez Perce nel solo Idaho in una riserva che a questo punto era estesa per un decimo di quella stabilita in origine. Leggi il resto

La battaglia di Little Bighorn nei ricordi degli indiani

A cura di Sergio Mura

Quella mattina, una stupenda mattina estiva, Moving Robe era nella prateria della valle del Greasy Grass (Little Bighorn), appena fuori dal grande villaggio, per raccogliere rape. Con un bastone appuntito le estraeva dal terreno e le riponeva in una bisaccia. Ad un certo punto la sua attenzione venne distratta da una grande nuvola di polvere che saliva verso il cielo a est. La giovane figlia del guerriero Hunkpapa noto come Crawler aveva allora 23 anni. Si issò in piedi (1 – per le note si faccia riferimento alla cartina poco più sotto) e osservò con attenzione la nube ma ebbe pochi secondi per comprenderne il significato.
Passò un guerriero al galoppo urlando: “Stanno arrivando i soldati!” Leggi il resto

Morte di un marshal, Dallas Stoudenmire

A cura di Omar Vicari

Segue da Quattro morti ammazzati in cinque secondi!

Dallas Stoudenmire
In seguito alla sparatoria del 14 aprile 1881 a El Paso nella quale trovarono la morte quattro persone nell’arco di soli cinque secondi per opera di Dallas Stoudenmire, i fratelli Manning, suoi nemici giurati, tentarono di eliminare il marshal assoldando Bill Johnson, una sorta di ubriacone che preferiva passare il tempo nei saloon della città. Questi, la sera del 17 aprile 1882 tentò un’imboscata ai danni di Stoudenmire mentre costui, assieme al cognato Doc Cummings, faceva il giro di ronda.
Le pallottole di Johnson fallirono il bersaglio, ma quelle di Stoudenmire e di Cummings raggiunsero tutte il corpo di Johnson. A El Paso, l’increscioso episodio fece salire la tensione alle stelle poiché Stoudenmire accusò i fratelli Manning di essere i mandanti dell’imboscata. Leggi il resto

La forza e il coraggio di Suor Blandina

Suor Blandina
Suor Blandina, il cui nome completo era Rosa Maria Segale (Cicagna, 23 maggio 1850 – Cincinnati, 23 febbraio 1941) è stata una religiosa e missionaria cattolica italiana che operò in terre particolarmente pericolose in tempi veramente duri e lo fece con un coraggio ed una forza unici.
Venne conosciuta come la “suora del Wild West” e durante gli anni che trascorse alla frontiera portando avanti la sua opera di missionaria ebbe occasione di conoscere Billy the Kid e alcuni capi di bande Apache e Comanche.
Trasferitasi all’età di quattro anni con la famiglia a Cincinnati, l’8 dicembre 1868 prese i voti entrando nel convento delle suore della Carità con il nome di Blandina in memoria di santa Blandina, martire nel 177 durante il regno di Marco Aurelio. Insegnava nelle scuole di Steubenville e Dayton quando, a ventidue anni, il 27 novembre 1872, fu inviata come missionaria a Trinidad, in Colorado. Leggi il resto

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