La battaglia di Coleto Creek

A cura di Omar Vicari

La data del 6 marzo 1836 rimarrà impressa in eterno nella storia del Texas. Alle prime ore di quel mattino, circa 185 texani furono trucidati da forze preponderanti messicane all’interno di una vecchia missione nota col nome di Alamo.
Tra quelle mura, assieme agli altri, trovarono la morte Davy Crockett, Jim Bowie e William Travis.
All’inizio dell’assedio della missione, più o meno alla fine di febbraio, il colonnello James Fannin, allora comandante di Fort Defiance (oggi Presidio La Bahia), con l’intento di portare soccorso ad Alamo, partì coi suoi uomini da Goliad verso San Antonio de Bexar non sapendo che il generale messicano Josè de Urrea aveva attraversato il Rio Grande per dirigersi proprio verso Goliad.
Il fatto costrinse Fannin a invertire la marcia e a tornare di fretta verso la sua guarnigione. Il mancato aiuto di Fannin decise la sorte degli uomini di Alamo. La missione, come abbiamo detto, fu presa alle prime ore del mattino del 6 marzo 1836. Leggi il resto

Il periodo d’oro

A cura di Domenico Rizzi

Link dello speciale sul genere western: 1) Il tesoro del west, 2) Il trionfo della leggenda, 3) L’ascesa del western, 4) Il periodo d’oro, 5) Ombre rosa nella prateria, 6) Orizzonti sconfinati, 7) I sentieri del cinema, 8) Orizzonti sconfinati, 9) La quarta frontiera

Con Max Brand ed alcuni scrittori suoi contemporanei il western entrò nella sua fase “industriale”, cioè di produzione su vasta scala che registrava un interesse sempre crescente da parte del pubblico.
Questa performance, se da un lato spinse il genere ai suoi massimi livelli quantitativi, finì a volte per penalizzarlo sotto l’aspetto qualitativo. Alla spontaneità dei “pionieri” della letteratura western dei primordi, si sostituì gradualmente il mestiere degli autori, che sfornavano le trame in rapidissima successione, talvolta senza badare eccessivamente ai contenuti. Parallelamente il cinema, che quasi sempre attingeva alle loro opere, diventò più selettivo e la critica non tardò a separare le pellicole cosiddette di “Serie A” dalle “B Movies”, che costituivano la maggior parte delle trame. Leggi il resto

Gli indiani, il cavallo e altri animali

Indiani a cavalloCon l’arrivo dell’uomo bianco, le culture, il modo di vita e persino le tradizioni dei Nativi mutarono radicalmente. Il principale elemento di trasformazione fu rappresentato dal cavallo. Originario dell’America, questo animale scomparve in epoca preistorica, spostandosi nelle terre del Vecchio Mondo. Con l’arrivo degli Spagnoli nel continente americano, fece ritorno nei suoi luoghi nativi in cui, trovando un habitat ideale, riuscì a sopravvivere e a moltiplicarsi.
Probabilmente, i grandi branchi di cavalli selvaggi che nel giro di poco tempo popolarono le pianure, ebbero origine dai pochi esemplari scappati agli Spagnoli. In circa 250 anni tutte le popolazioni indiane vennero a contatto con la razza equina.
Prima del cavallo uno dei pochi animali domestici delle tribù del Nord America era il cane, utilizzato come bestia da traino, ma anche per scopi alimentari. Leggi il resto

Il west geografico

Gli Stati Uniti presentano una conformazione geografica caratteristica che ha condizionato notevolmente l’evoluzione storica del paese.
Sulle sponde dell’Oceano Atlantico troviamo le pianure costiere che videro nascere i primi insediamenti stabili dei coloni. Oltre questa zona si erge la catena montuosa degli Allegheny, barriera naturale all’avanzamento umano. E’ proprio aldilà di questa regione montuosa e aldilà del grande Mississippi che si estende il west giungendo, ad ovest, fino alle Montagne Rocciose. Leggi il resto

Nuvola Rossa e Othniel Marsh tra fossili e dinosauri

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Nuvola Rossa e Marsh
La mattina del 20 gennaio 1883 la stazione di New Haven era in fermento. Gran parte degli sguardi era rivolta a un’alta, distinta figura che alcune voci identificavano come il professor Othniel C. Marsh, il paleontologo della Yale University che dalle terre selvagge del South Dakota aveva estratto gli enormi scheletri di animali fantastici simili a draghi, i “rettili del tuono”. L’attenzione generale era però rivolta soprattutto a uno dei binari, quasi dovesse apparirvi da un momento all’altro una di quelle enormi creature di cui il professor Marsh aveva fatto lo scopo stesso della propria esistenza.
Il fischio prosaico di un treno in arrivo sembrò tentare di riportare gli astanti alla normalità del quotidiano. Leggi il resto

Rapimenti e scorrerie

A cura di Giovanni De Sio Cesari

L’incontro fra culture molto diverse porta a incomprensioni altrettanto profonde: ciascuno dei due gruppi culturali interpreta le azioni dell’altro secondo i propri principi senza rendersi conto che esse invece possono avere diverso significato nella cultura di coloro che le compiono. Ciò avvenne anche nell’incontro fra i bianchi e i pellerossa, generando odi profondi che sfociarono il più delle volte in scontri aperti, razzismo, emarginazione, guerre indiane.
In questo piccolo approfondimento vogliamo concentrarci su un paio di usi indiani che risultavano inaccettabili ai coloni ed ai pionieri che si spostavano ad ovest, invadendo tra l’altro i territori dei Nativi. Leggi il resto

Un uomo chiamato Geronimo

A cura di Paolo Brizzi

Un famoso cabinet di Geronimo
L’uomo era imbronciato. Passeggiava a testa bassa attorno alla sua capanna, con le mani unite dietro la schiena. Bofonchiava e ogni tanto calciava via un sassolino. Stava ribollendo di rabbia per l’impensabile rimprovero che aveva appena ricevuto.
Il suo nome era conosciuto in due emisferi ed era sinonimo di energia, elusività, per gli spietati raids compiuti su agricoltori, allevatori, minatori e viaggiatori su entrambi i lati del confine tra due grandi nazioni. Oggi non riusciamo nemmeno ad immaginare il terrore provocato dal grido che squarciava la notte: “Geronimo! Geronimo!”.
Ma quest’uomo e marito, e padre, questo flagello, questo eroe, e leggenda anche per chi lo conosceva, era ora in collera. Leggi il resto

Corsa all’oro in California

A cura di Cesare Bartoccioni

Oro in California!Nelle città e nei centri dell’Est, sembrava quasi come al tempo della guerra. Migliaia di uomini lasciavano le loro case e le loro famiglie e partivano per la California. Le donne si trasferivano dai parenti o provvedevano a se stesse. I bambini scrivevano lettere ai loro padri lontani ed aspettavano impazientemente che tornassero a casa. Era il 1849, e la corsa all’oro della California era iniziata.
James W. Marshall aveva scoperto l’oro il 24 gennaio 1848. Marshall lavorava per John Sutter, un immigrato svizzero che sperava di creare un impero agricolo in California.
Sutter possedeva 39.000 acri di terra (1), sui quali allevava bestiame, coltivava frutta e vegetali. Costruì un grande forte che divenne la sede di diverse attività commerciali.
Marshall stava ispezionando un canale presso la segheria di Sutter sul South Fork (2) del fiume American quando vide un brillio sotto l’acqua. Raccolse la particella scintillante, delle dimensioni di mezzo pisello. Era certo di aver trovato oro. Leggi il resto

L’avanzata dei Sioux a ovest del Missouri

A cura di Gianni Albertoli

Nelle terre a ovest del Missouri gli americani vi trovarono i Tetons, i quali rappresentavano più della metà dell’intera nazione Sioux, ed erano a loro volta divisi in sette gruppi, alcuni dei quali abbastanza grandi da essere considerati delle sottotribù di notevoli dimensioni. Il gruppo centrale era rappresentato dagli Yankton e dagli Yanktonai, vicini occidentali degli “Issati” o “Santee”. I Mdewakanton erano noti da tempo ai bianchi avendo avuto contatti diretti con i francesi che esplorarono le terre dell’Upper Mississippi. Recenti studi dimostrerebbero che i Sioux si sarebbero ritirati dalle terre dell’Upper Mississippi in due successive ondate, la prima delle quali comprendeva gli Yanktonais (con gli Yankton) e i Teton. Un’ondata si sarebbe mossa dopo la metà del XVII secolo, mentre l’altra non si mosse fin dopo il 1735. Non abbiamo però alcune prova sicura sulla prima migrazione ma, a quanto sembra, già intorno al 1670, i Teton e gli Yanktonai vennero attaccati ripetutamente dai Cree, e dai loro alleati Assiniboin e Monsoni, armati di pistole francesi, e costretti a ritirarsi a sud. Sia le tradizioni native che le antiche fonti francesi sono piuttosto vaghe ma, intorno al 1650, un gruppo guerriero Cree del Rainy Lake, sarebbe sceso a sud per attaccare i Sioux. Il Nicolas Perrot, presente nel territorio, affermava che questi indiani erano “feroci guerrieri, ma ancora nell’età della pietra”. Leggi il resto

Butch Cassidy e il Wild Bunch

A cura di El Gringo

Butch Cassidy
Robert Leroy Parker, meglio conosciuto come Butch Cassidy, capo indiscusso della banda criminale meglio organizzata di tutta la storia del west, tra tutti i fuorilegge del West è quello generalmente ricordato più affettuosamente. Considerato dalla gente il Robin Hood del West per i suoi colpi alle grandi società Ferroviarie e alle Banche e per il fatto che non derubò mai il singolo cittadino privato, suscitò ammirazione per la sua intelligenza e per il suo coraggio e il suo valore. Butch nacque a Beaver nello Utah il 15 Aprile 1866. Era l’ultimo di 13 figli di una famiglia di mormoni.
Trascorse la sua adolescenza presso il ranch di Circleville nello Utah. Qui conobbe un navigato cowboy chiamato Mike Cassidy. Mike ebbe una notevole influenza sul ragazzo instradandolo all’arte della rapina. Leggi il resto

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