Pretty Shield. La donna-medicina dei Crow

A cura di Cristiano Sacco

Nella storia dei Nativi Americani sono messi particolarmente in risalto gli uomini, siano essi capi leggendari o mistici sciamani, impavidi guerrieri o sapienti oratori. Del resto le vicende politiche e militari di ogni tribù indiana (ma probabilmente di ogni popolo) hanno avuto come protagonisti esponenti di sesso maschile.
Poco spazio è invece concesso alla figura della donna, alla quale, tuttavia, era riservato un ruolo tutt’altro che marginale in seno alla società pellerossa. E’ per questo che le memorie di Pretty Shield (Bello Scudo), donna di medicina del popolo crow, rappresentano un importantissimo documento sul fronte storico ed etno-antropologico. Bello Scudo (1856-1944), che nel 1930 rilasciò questa lunga intervista all’antropologo Frank Linderman, ci prende per mano e ci introduce nell’universo dei Nativi Americani, tratteggiando un vivido affresco della vita tradizionale del popolo crow. Bello Scudo ci parla con nostalgia e commozione dei tempi in cui la sua gente percorreva le Grandi Pianure, quando i bisonti erano ancora numerosi. Leggi il resto

Gli Algonchini del Labrador

A cura di Giampaolo Galli

L’intero Canada orientale, ad eccezione della striscia di terre irochesi che orlano il corso del fiume San Lorenzo, era dominio esclusivo delle genti algonchine.
A differenza degli attuali Stati Uniti, dove si assiste ad un vero e proprio overlapping linguistico tra le varie famiglie aborigene, gli immensi spazi della taiga e della tundra canadese ospitano invece due grandi gruppi sostanzialmente omogenei: ad est gli Algonchini, e ad ovest gli Athabaska.
La penisola del Labrador, territorio immenso e ancora oggi spopolato, è abitato nella sua parte più settentrionale dai Quebec Inuit e dai Labrador Inuit, mentre la parte orientale costituisce il territorio degli Innu, cioè Naskapi e Montagnais, entrambi algonchini, come i Cree orientali detti anche Attikamek, che popolano la parte più interna della penisola attorno alla Baia di James. In realtà, alcuni studiosi associano gli Innu agli stessi Cree per la notevole affinità linguistica. Leggi il resto

Cabellos Colorados

A cura di Josephine Basile

Cabellos ColoradosUn ritratto di Cabellos Colorados
Le esperienze di schiavitù e prigionia delle famiglie apache – a causa della spietata politica militare ispano-messicana – sono chiaramente illustrate nella storia di un importante capo degli Apache Orientali, da alcuni identificato come un Mescalero, ma più probabilmente appartenente ai Lipan… si tratta di Cabellos Colorados.
C. Sonnichsen, nel suo libro sui Mescalero, spende davvero poche righe per questo nantan:
“Entrambi i contendenti approfittavano dei momenti di tregua per riprendere fiato, anche se a fatica, come quando non si ebbero più notizie del capo Mescalero Cabellos Colorados dopo la sua cattura nel 1737 e il suo trasferimento a Città del Messico. Leggi il resto

La battaglia di Platte Bridge Station

A cura di Sergio Mura

La zona in cui sarebbe sorta la famosa Platte Bridge Station era stata utilizzata a più riprese dall’esercito americano come base d’appoggio per diverse iniziative militari. Il forte sorse esattamente dove venivano montati gli accampamenti dell’esercito, poco a sud del fiume North Platte, nel luogo prescelto da sempre dalle colonne di emigranti per gli attraversamenti dalla riva sud a quella nord. Nel corso del 1847, durante il primo viaggio dei mormoni verso l’attuale Utah, il capo di quella gente, Brigham Young, dispose di costruire un piccolo traghetto che sarebbe servito per i successivi attraversamenti. Leggi il resto

La storia del west, tra mito e dura realtà

A cura di Guglielmo Piombini

Il classico e ben documentato stereotipo del Far West (Wild West secondo gli Americani) caotico e violento è duro a morire. Tutte le volte che la cronaca registra il caso di un cittadino che abbia cercato di difendersi con la pistola dall’aggressione di un malvivente, inevitabilmente i mezzi d’informazione parlano con tono allarmato di “scene da Far West”. Oppure, quando si scopre che una particolare questione non risulta ancora regolamentata fin nei dettagli da una delle centinaia di migliaia di leggi attualmente in vigore in Italia, non manca mai il politico di turno che si affretta a dichiarare che “occorre mettere fine al Far West legislativo”.
Questi riflessi automatici non nascono solo dall’immagine romanzata tramandataci dal cinema, che della Conquista del West ha sempre dato eccessivo rilievo agli aspetti sensazionali e patologici… Leggi il resto

Nantan Juh del popolo Apache e Porfirio Diaz

A cura di Gian Maria Tolu

Al centro, forse, c’è Juh
Dopo che la riserva Chiricahua venne soppressa nel 1876, la maggior parte degli Apache decise di non recarsi a San Carlos con Tazah, ma di seguire Juh in Messico. Ecco cosa raccontò Daklugie su suo padre e i meeting che ebbe con Porfirio Diaz: “Ogni uomo decise di restare con Juh. Erano buoni guerrieri, costretti dalla disperazione a fare quel passo. I messicani avevano invaso la loro terra, ucciso i loro cervi, e li avevano sccciati dai loro vecchi territori. Come avrebbero potuto procurarsi cibo? I loro nemici non avevano grandi mandrie di cavalli e bestiame? Perché avrebbero dovuto vagare affamati con quell’abbondanza di cibo nella loro stessa terra?” Leggi il resto

Il Potlatch

A cura di Mario Raciti

Il Potlatch è una caratteristica radicata nelle tribù e nelle popolazioni native della costa Nord-Occidentale degli Stati Uniti e del Canada.
Termine che significa «dare», il potlatch venne fatto conoscere dall’antropologo Franz Boas, che passò la bellezza di quaranticinque anni a studiare gli usi, i costumi, i riti, la religione, le abitudini, i miti, degli indiani Kwakiutl, nome che nacque alla fine del 700 per riconoscere le numerose tribù che vivevano in quel lembo costiero d’America. Il Potlatch, se vogliamo, è paragonabile alla Danza del Sole degli indiani delle pianure, se non altro dal punto di vista storico, visto che venne proibito dal governo canadese a partire dal 1884, vedremo più avanti il perchè. Leggi il resto