La scala miracolosa di San Giuseppe a Santa Fe

La scala miracolosa
Nel settembre 1852, alcune Suore di Lorette andarono ad installarsi nel Sud-Ovest degli Stati Uniti, tra il Kentucky, il Missouri ed il Kansas. Un viaggio difficile ed ad alto rischio nel corso del quale la superiora, Madre Mathilde, morì di colera. Esse si fermarono a Santa Fe, nel Nuovo Messico.
Suor Madeleine (nominata superiora da Mons. Lamy), Suor Catherine, Suor Hilaire e Suor Robert si installarono in una casetta, in mezzo ad una popolazione composta principalmente da messicani e da indiani. La loro prima preoccupazione fu quella di costruire un convento e una cappella. Esse fecero dunque venire alcuni carpentieri messicani e, ben presto, una scuola venne edificata: il Collegio di Lorette. La costruzione della cappella iniziò il 25 luglio 1873, secondo il progetto dell’architetto Mouly, che aveva disegnato la cattedrale di Santa Fe.
Mons. Lamy, che era francese, nutriva l’idea di costruire “qualcosa di simile” alla Saint-Chapelle di Parigi! Leggi il resto

Carlo De Rudio, il terrorista e l’eroe

A cura di Domenico Rizzi

Carlo De Rudio
Quando si parla del Risorgimento, si è soliti riferirsi a Camillo Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele II, ignorando la miriade di personaggi minori –spesso ritenuti erroneamente come tali – che popolano il complesso panorama storico-politico italiano dal 1848 al 1866. Il conte Carlo Camillo de Rudio appartiene a questa schiera, sebbene con il suo gesto insensato avesse messo in pericolo la stabilità dello scacchiere politico europeo, minacciando la vita dell’imperatore Napoleone III. La sua esistenza si svolse in due fasi e fra due continenti diversi. La prima lo vide patriota mazziniano, difensore di Venezia e della Repubblica Romana ed infine esule in Gran Bretagna; la seconda, combattente della guerra di secessione americana, ufficiale di cavalleria nelle campagne contro gli Indiani, per concludere i suoi giorni nella tranquilla California circondato dagli affetti familiari più cari. Leggi il resto

Pasquale Frisenda, un amico di Farwest.it

A cura di Sergio Mura

Ken Parker, disegnato da Pasquale Frisenda
Il nostro amico e pard Pasquale Frisenda è un esempio raro di come si possa essere un ottimo professionista, riconosciuto e acclamato, pur restando assolutamente semplice, alla mano, disponibile. Alla sua magica mano si devono montagne di tavole di Ken Parker prima e di Magico Vento poi, per tacere di un Texone che resterà per sempre negli annali del buon fumetto d’autore, ma popolare!
Tutta roba che ci ha fatto luccicare gli occhi, quando ci è capitata tra le mani in forma di prezioso fumetto, da aprire con delicatezza per evitare di rovinarne le forme.
Naturalmente, Pasquale non arriva al successo dal nulla e la sua biografia professionale è lì a dimostrarlo!
Frequenta la Scuola di Fumetto e Illustrazione del Castello Sforzesco e grazie al contatto avviato con lo Studio Comix di Carlo Ambrosini e Giampiero Casertano inizia a collaborare con la rivista Cyborg. La sua prima prova è Tenebra, storia che disegna su testi di Michele Masiero. Leggi il resto

Pellerossa

Per scrivere questo incredibile libro George Catlin, famoso pittore ed etnografo americano, ha dedicato lunghissimi anni della sua vita ai viaggi e alla permanenza nelle terre delle tribù pellerossa negli anni 30 del secolo scorso. La sua curiosità e la passione per la pittura, nonché il suo spirito da etnologo, ci hanno regalato un’opera davvero da non perdere ed è un peccato che non siano stati pubblicati in Italia i suoi quadri dipinti dal vero presso i pellerossa.
Leggendo il libro scopriamo le tribù che sono già state raggiunte e schiacciate dall’uomo bianco e quelle che ancora non lo hanno mai visto (era il caso di molti tra i Sioux) e serbano intatto il loro modo di vivere. Cosa incredibile, per quel tempo, Catlin è seriamente innamorato di quel che vede: indiani e natura incontaminata assolutamente in profondo equilibrio tra loro. Leggi il resto

Toro Seduto

Toro Seduto è forse il capo indiano più conosciuto nel mondo in particolare perché seppe incarnare le virtù cardinali degli indiani delle pianure, unendole ad una grande forza ed una grande coraggio che lo resero capo amato e temuto nello stesso tempo.

Sotto la sua bandiera si raccolse la più grande coalizione di pellerossa di ogni tempo per battersi contro la cavalleria guidata dal generale Custer.
L’accampamento che ne nacque contava circa 12.000 indiani e decine di migliaia di cavalli al punto che una delle guide di Custer credette di aver visto una grande prateria calpestata laddove vedeva il color marrone dei cavalli che pascolavano. Leggi il resto

L’ultima vittoria dei Cheyenne

A cura di Davide Rasconi

Questo libro, che tratta della famosa marcia dei Cheyenne dall’Oklahoma al Wyoming nel 1879, è molto interessante.
Innanzitutto è presentato sotto diversi punti di vista, il che permette di farsi un quadro su ciò che si pensava degli indiani in quel periodo da parte di varie fasce della popolazione e sull’incontestabile inettitudine del governo nel risolvere questa situazione.
Magari l’inizio può sembrare un po’ lento da leggere, ma dopo qualche decina di pagine si entra subito nel vivo del racconto e allora si rimane incollati alla poltrona, desiderosi di andare sempre avanti.
Si, è un po’ lungo ma vale la pena di leggerlo. Leggi il resto

Etnostoria della valle dell’Ohio

A cura di Gianni Albertoli

Questo grande e vastissimo territorio ha visto nei secoli vari spostamenti di popolazioni; quando gli indiani Muskhogean sono entrati nel sud-est americano, i gruppi Sioux sono stati sospinti verso nord fino al fiume Cumberland, e poi si sono mossi prevalentemente verso la valle occidentale del fiume Ohio, anticamente noto come “il fiume degli Akansea”. Spostatisi gradatamente verso ovest, sotto la spinta degli Irochesi dall’est, e dei vari gruppi algonchini dal nord, i Sioux sono stati infine spinti verso le pianure. Così, gli Algonchini sono diventati i veri padroni del territorio, difendendolo accanitamente dalle mire espansionistiche degli Irochesi. L’antica storia della valle dell’Ohio è ancor oggi sconosciuta e soltanto i Rapporti dei gesuiti francesi vengono in nostro aiuto.
Padre Gabriel Dreuillettes ebbe modo di raggiungere un insediamento indiano che poi chiamerà Saint Michel. Leggi il resto

La marina confederata

A cura di Romano Campanile

Del conflitto fratricida americano, molte imprese piccole o grandi sono state raccontate, ma la vita insegna che il potenziale umano spesso va oltre l’immaginabile. Questo è senz’altro vero riguardo alla storia della Marina Confederata. Nel 1861 allo scoppio delle ostilità, e col blocco navale imposto dal nord, tutto lasciava presagire il fatto che la Confederazione Sudista dovesse rinunciare alla lotta sui mari per il semplice fatto che non vi era una Marina, né navi da combattimento per il sud. Ma rinunciare in partenza a lottare sui mari e fiumi significava perdere la guerra già dall’inizio. Tuttavia riuscire – nonostante il blocco – a creare in breve tempo navi, formare marinai (in una terra di contadini), insomma, una marina dal nulla da mettere in mare contro le centinaia di navi armate che già componevano la Marina del Nord, era davvero un impresa al limite dell’impossibile. Leggi il resto