I Kansa (Kaw)

A cura di Davide Zaccaria

Indiani Kansa, 1867
I Kansa, conosciuti anche come Kaw, sono i nativi della tribù che un tempo viveva nel midwest centrale statunitense, precisamente nello stato che oggi prende il loro nome, il Kansas.
Ad onor del vero, il Kansas fu l’ultima terra abitata stabilmente dalla tribù, l’ultima di un lungo elenco, perchè i Kansa – come moltissimi altri raggruppamenti di indiani americani – nel corso dei secoli si sono spostati parecchie volte.
Molto tempo fa, la tribù abitava nella valle dell’Ohio, ma per la continua pressione degli Algonchini, i Kansa dovettero migrare e durante il viaggio un gruppo si divise e si stabilì nell’Arkansas, prendendo il nome di Quapaw. Nel frattempo il gruppo principale si stabilì nel Kansas ed ebbe buoni rapporti con gli Osage, rapporti così buoni che ci furono matrimoni misti.
Il loro nome significa “gente del vento del sud” oppure “gente dell’acqua”. Leggi il resto

Mike Fink, lo smargiasso della frontiera

A cura di Paolo Secondini

Mike Fink
Mike Fink (scritto anche Michel Phinck) sarebbe potuto diventare, grazie alla sua straordinaria abilità nel tiro col fucile, un provetto cacciatore; avrebbe potuto, essendo stato un valente esploratore durante la sua giovinezza, fare da guida ai coloni attraverso i territori ancora selvaggi e sconosciuti del West; infine, si sarebbe potuto dedicare, in modo sistematico, alla coltivazione dei campi, avendo svolto per anni e con buoni risultati il lavoro di contadino.
Egli scelse, invece, di fare il battelliere su vari fiumi, tra i quali l’Ohio e il Mississippi, dal momento che c’era da guadagnare abbastanza con il trasporto di merci e persone da un porto all’altro.
Probabilmente, fu spinto a questo mestiere dal fatto di essere nato, tra il 1770 e il 1780, a Fort Pitt, in Pennsylvania, proprio nel punto di confluenza di due corsi d’acqua, l’Allegheny e il Monongahela, che dovettero profondamente affascinarlo, stimolando in lui un serio interesse per la navigazione. Leggi il resto

Un ricordo di Sergio Bonelli

A cura di Domenico Rizzi

Sergio Bonelli e Tex
Quella di Sergio Bonelli è una grave perdita, come se fosse scomparso – non sembri un’esagerazione – uno dei tanti eroi del West. In effetti, portare avanti per tanto tempo con successo il discorso del western, un genere letterariamente e cinematograficamente in declino da almeno trent’anni, ha in sé qualcosa di eroico. Quando mi è giunta la notizia, stavo appunto per contattarlo, perché mi avrebbe fatto immenso piacere incontrarlo alla presentazione del nuovo libro che ho appena pubblicato insieme al giornalista Andrea Bosco, dal titolo significativo “I cavalieri del West”, un cocktail di storia, cinema e leggenda. Proprio la leggenda, che egli ha saputo alimentare per tutta la vita insieme ai fedeli collaboratori, con i suoi apprezzatissimi fumetti, sarebbe stato un terreno su cui discutere anche con lui, azzardando raffronti fra Tex e i personaggi reali della Frontiera, fra il vero Kit Carson e quello della finzione. Leggi il resto

Il massacro di Deerfield

A cura di Pietro Costantini

La Nuova Inghilterra era luogo di coloni tenaci e ricchi di propositi, gente solida e produttiva. Ma ciò presenta anche la sua parte di tensioni interne e di sconvolgimenti, anche di mortale violenza.
La Nuova Inghilterra fu un luogo di guerre ricorrenti, soprattutto nei cento anni che precedono la Rivoluzione Americana.
Molte di questi erano conflitti intercoloniali, anche internazionali, cui la Nuova Inghilterra si univa alla madrepatria come un partner molto giovane.
I Francesi a nord in Canada e le varie tribù indigene in ogni direzione erano nemici determinati e insieme formidabili.
L’elenco delle guerre è piuttosto lungo: King Philip’s War (1675-76), King William’s War, o Guerra della Grande Alleanza (1689-97), Queen Anne’s War, o Guerra di successione Spagnola (1702-13), Father Rasle’s War (1724-26), King George’s War (1744-48), e la French and Indian War, o Guerra dei Sette Anni (1754-63). Leggi il resto

Ipotesi sulla fine di Butch Cassidy e Sundance Kid

A cura di Omar Vicari

Butch Cassidy e Sundance Kid
Nel 1908, Cassidy e Longbaugh rapinarono la miniera di Aramayo. I due uomini, senza Etta, tornata tempo prima negli Stati Uniti, scapparono sulle montagne con un bottino di 15.000 dollari boliviani e con alcuni muli della compagnia mineraria. Arrivati a San Vicente alcuni giorni dopo, il marchio dei muli venne riconosciuto, sembra, da un graduato del locale posto di polizia che non ci mise molto a collegare i muli con la rapina alla miniera di Aramayo. Nell’arco di pochi minuti, la locanda in cui si erano rintanati i due “bandidos yanqui”, venne circondata da una compagnia di cavalleria boliviana. I due uomini, senza alcuna speranza di cavarsela, feriti più volte, preferirono, si dice, il suicidio alla galera certa. Il giorno seguente, i cittadini di San Vicente seppellirono effettivamente nel loro cimitero due “bandidos yanqui” non meglio identificati.
Ma chi erano quegli uomini? Leggi il resto

Coyote ruba il sole e la luna (racconto Zuni)

A cura di Ginetta Rocchi

Un amuleto Zuni a forma di Coyote
Il Coyote era un cattivo cacciatore che non uccideva mai nulla. Un giorno osservò l’Aquila che cacciava conigli, prendendoli uno dopo l’altro: più coniglio di quanti potesse mangiarne. Coyote penso: “Mi unirò ad Aquila, così potrò avere carne a sufficienza”. Il Coyote stava tramando qualcosa.
Amica – disse Coyote ad Aquila, – dovremmo cacciare insieme. Due possono prendere più di una.
Perché no? – disse Aquila e così cominciarono a cacciare insieme.
Aquila catturò molti conigli, ma tutto ciò che Coyote prese furono solo alcuni piccoli insetti. In quel tempo il mondo era ancora buio; il sole e luna non erano ancora stati sistemati in cielo.
Amico – disse Coyote ad Aquila, – non c’è da stupirsi se non prendo molta selvaggina, non ci vedo. Sai dove possiamo prendere un po’ di luce? Leggi il resto