E’ morto Sergio Bonelli

Sergio Bonelli accanto a Tex
Oggi è un giorno triste per tutti noi di Farwest.it. E’ morto a Milano all’età di 79 anni, Sergio Bonelli. Il patron della omonima casa editrice è creditore del sogno con cui sono cresciute generazioni di lettori di fumetti e, nel nostro caso, anche di appassionati del genere western di cui sono porta bandiera personaggi quali Tex, Ken Parker, Zagor e molti altri della scuderia Bonelli. Sergio Bonelli era nato il 2 dicembre del 1932 a Milano; era ricoverato in ospedale San Gerardo da una settimana dopo aver iniziato ad accusare problemi di salute ad agosto. Editore, fumettista, anche conosciuto all’inizio della sua carriera con lo pseudonimo di Guido Nolitta, che aveva scelto per evitare di essere confuso con il padre Gian Luigi, creatore nel 1948 di Tex Willer. L’eroe western che difende i deboli qualunque sia il loro colore della pelle.
Bonelli, spiega una nota della casa editrice, si è spento dopo una breve malattia a lascia la moglie e un figlio. Leggi il resto

Quel vuoto (colmato) nella vita di Wyatt Earp

A cura di Gualtiero Fabbri

Nel west, come d’altronde in tutte le comunità, vi furono personaggi positivi, uomini di legge tutti d’un pezzo, che dettero la vita per farla rispettare, come vi furono quelli totalmente negativi, persone di indole malvagia che approfittarono della mancanza di legalità sulla frontiera per dare sfogo ai loro più bassi istinti.
Vi furono, inoltre, ed erano la maggioranza, uomini che alternativamente, a seconda delle circostanze o delle opportunità, passarono indifferentemente dall’una all’altra schiera, senza remore o rimorsi… potevano essere uomini di legge in uno stato e magari ricercati in un altro. Uno di questi fu senz’altro Wyatt Earp, uomo di legge, ma anche giocatore, cacciatore, si interessò di immobili e di miniere, ma fu anche ladro di cavalli, pugilatore, gestore di saloon, esattore delle tasse, ma anche omicida a sangue freddo, e forse anche altro…
Recentemente, nella sua biografia è stato colmato un vuoto. Leggi il resto

Pancho Villa

Una fotografia di Pancho Villa
La vita di Pancho Villa è certamente western. Ma non solo per “vicinanza” alla parte meridionale della frontiera americana, bensì per i contenuti delle sue vicende e di quelle del Messico durante la sua “cavalcata rivoluzionaria”. Pancho Villa è stato infatti uno dei più grandi rivoluzionari messicani. A differenza di molti altri protagonisti della Guerra Civile Messicana, aveva però un passato di fuorilegge e questo fatto ha pesato non poco sul giudizio storico complessivo del rivoluzionario, a partire dal sospetto avanzato da alcuni storici che egli fosse estraneo ai movimenti sociali delle campagne e al movimento operaio dell’epoca.
Tale percezione ricorre infatti nei vari tipi di leggenda sorti attorno a Villa, da quella che lo presenta vittima del dispotismo dei signori della terra e delle autorità, alla leggenda che ha perpetuato l’idea di un bandito violento, fino a quella che lo dipinge come intento a sottrarre i beni dei ricchi per donarli ai poveri. Leggi il resto

Meek’s Cutoff

Un grazie a Cineblog

La locandina del film
Una premessa è necessaria: noi di Farwest.it abbiamo avuto modo di vedere questo film in lingua inglese, con l’ausilio di sottotitoli amatoriali in lingua italiana, e ne siamo rimasti colpiti favorevolmente. Purtroppo non sappiamo se e quando il film sarà reso disponibile nel nostro mercato, a conferma che le scelte sono ormai orientate esclusivamente in base a criteri che sfuggono la bontà del prodotto. E questo è un peccato per il genere western!
Il sentiero di Meek (Meek’s Cutoff – Usa 2010) è un film western di Kelly Reichardt con Michelle Williams, Bruce Greenwood, Paul Dano, Shirley Henderson, Will Patton, Zoe Kazan, Neal Huff, Tommy Nelson, Rod Rondeaux.
Siamo nel 1845 in Oregon. Una carovana di tre famiglie si fa guidare da Stephen Meek, un montanaro che conosce il deserto, verso le Cascade Mountains. Leggi il resto

Gli Anasazi e il misterioso Chaco Canyon

A cura di Davide Zaccaria

Chaco Canyon
È forse il più importante mistero archeologico del Nord America ed ed è legato alla storia degli Anasazi, una civiltà che ha lasciato moltissime tracce di sè prima di scomparire dalla scena storica circa ottocento anni fa.
Chaco Canyon si trova a Four Corners County, nel punto di incontro tra New Mexico, Arizona, Colorado e Utah, a 160 chilometri da Albuquerque, in una zona con bassa vegetazione e frequenti tempeste di vento.
Per rendersi conto della grandezza del territorio, basterà sapere che ha una lunghezza di diciannove chilometri per una larghezza di poco più di un chilometro e mezzo.
Noi oggi lo troviamo arido, ma un tempo al suo interno scorreva copiosamente l’acqua.
Il sito più noto e più grande dell’area abitata una volta dagli antichi Anasazi è Pueblo Bonito, che si trova all’estremità nord di Chaco Canyon. Leggi il resto

Mike Fink, il re dei battellieri

A cura di Sergio Mura

Mike Fink
Mike Fink, il cui nome può essere rintracciato anche in forma di Miche Phinck, nacque tra il 1770 e il 1780 e morì forse nel 1823. Non si hanno certezze sulla data – e, credetemi, questo sarebbe davvero il minimo – perché tutto di lui è avvolto da uno spesso e impenetrabile alone di leggenda e impossibilità per gli storici di riscontri tecnicamente perfetti. Sappiamo con certezza che Mike era notissimo tra la gente della frontiera come “Il re dei battellieri” perché lavorava come barcaiolo, ma tutti sapevano bene anche che era parecchio irascibile e spaventosamente forte, visto che un altro suo nomignolo era quello di “Picchiaduro”. Era uno smodato bevitore di liquori e mostrava tutte le sue caratteristiche andando su e giù per i fiumi Ohio e Mississippi.
Questo burbero personaggio potrebbe essere l’icona di quella gente di frontiera che aveva le maniere piuttosto spicce e che si diceva potesse spaccare il mondo. Leggi il resto

Enrico Tonti, emigrato italiano, esploratore francese

A cura di Pietro Costantini

Enrico Tonti
Enrico Tonti è un personaggio quasi sconosciuto in Italia. Eppure fu uno dei più importanti pionieri del Nord America, a cavallo dei secoli XVII e XVIII. Nacque nel 1649 o 1650 a Gaeta (anche se alcuni lo dicono nato in Francia). Era figlio di Lorenzo Tonti, banchiere e governatore di Gaeta, uomo di fiducia del principe romano Ludovisi e cospiratore con lo stesso contro il regno di Napoli, governato dal duca d’Arcos, vicerè di Spagna. Dopo il fallimento della conseguente rivolta popolare, guidata da Masaniello, Lorenzo Tonti si rifugiò (intorno agli anni dal 1647 al 1650) presso il cardinale Mazzarino in Francia, ove ricevette un titolo nobiliare ed un prestigioso incarico di alta finanza.
Purtroppo, forse per il fallimento di un suo progetto precursore delle assicurazioni sulla vita, finì in carcere alla Bastiglia nel 1669, e ne uscì dopo otto anni.
Morì in miseria a Parigi nel 1695. Leggi il resto

Gli indiani Wampanoag ed uno strano “ringraziamento”

Un grazie a Andrea Chiodi

Era l’undici novembre del 1620 quando il galeone “Mayflower” approdò nella baia di Cape Cod con a bordo oltre un centinaio di emigranti, perlopiù puritani, i cosiddetti “Padri Pellegrini”, che erano salpati da Plymouth. Ogni quarto giovedì di novembre negli Stati Uniti d’America si festeggia il “Thanksgiving Day”, ossia la “Festa del Ringraziamento”, che è, probabilmente, la celebrazione più tradizionale e sentita di quella nazione.
Nelle rappresentazioni si rievoca anche la partecipazione alla festa degli indiani Wampanoag che avevano assistito ed aiutato i puritani a superare il primo durissimo inverno sul nuovo continente e gli avevano insegnato anche come coltivare le piante tipiche del nuovo mondo, oltre ad averli riforniti dei prodotti di quella terra. Nelle rievocazioni si vedono i buoni Padri Pellegrini invitare i Wampanoag e questi partecipare alla festa portando con se cacciagione e, in buona evidenza, i tacchini. In queste festose rievocazioni non viene mai raccontato il destino toccato a quegli amichevoli indiani e anche i libri di storia sono avari di parole circa gli avvenimenti successivi. Leggi il resto

Gli Osage in visita nella vecchia Europa

A cura di Pietro Costantini

Circa la presenza di nativi americani in visita in Europa, la storia degli Osage riporta due episodi ben precisi.
Uno è del 1725.
Etienne Veniard, signore di Bourgmont, comandante di Fort Detroit, nell’autunno 1724 era stato incaricato dal governo francese di portare a termine due missioni: stipulare un trattato di alleanza con i Padouca (Comanches) e poi portare in Francia alcuni capi delle principali tribù perché potessero avere idea della potenza dei Francesi.
Conclusa l’alleanza con i Padouca, Bourgmont poté dedicarsi alla seconda parte della sua missione. Il 15 dicembre 1724 venne tenuto un grande Consiglio intertribale, nel quale Bourgmont espose i suoi progetti ai capi indiani riuniti.
Gli Oto rifiutarono di inviare in Francia alcun guerriero. Leggi il resto

I primi europei nel Texas tra gli indiani, 1528-1536

A cura di Armando Morganti

L’avanzata nel Texas
La storia delle avventure di Alvar Núñez Cabeza de Vaca e dei suoi compagni, superstiti della spedizione di Panphilo de Narvaez, naufragato sulle coste texane nel novembre 1528, è un prologo alla storia del Texas. Questi uomini hanno vissuto con gli indiani, hanno vissuto le loro vite ed hanno parlato la loro lingua, erano i primi europei a posare i piedi su quella terra sconosciuta e i primi ad attraversare il continente nord-americano, dalla Florida al Messico. II rapporto di Cabeza de Vaca venne da lui pubblicato a Zamora nel 1542, chiamandolo “Naufragios”; parlava della sua epopea al fianco degli unici superstiti, i due spagnoli, Andrés Dorantes e Alonso del Castillo, e dello schiavo negro Estevanico. L’identificazione dei territori da loro accennati e la loro collocazione geografica è alquanto difficile, dall’isola “del Mal-Hado”, sul litorale texano, avrebbero poi raggiunto San Miguel de Culicàn, nella regione messicana del Sinaloa. Leggi il resto