Tierra de los Aguacanes

A cura di Gianni Albertoli

Miguel, un indiano Tancoas che visse con gli Aguacanes nelle vicinanze della “Rancheria Grande” (Tzanoa), sul fiume Arkansas nel 1601, venne catturato dagli spagnoli e portato a Città del Messico per essere interrogato. Secondo il Miguel il vero nome degli indiani Escanjaques era “Aguacanes” o “Aquacanes”; era stato da loro catturato quando aveva solo dodici anni e dalle terre dei Tancoas portato sul fiume Arkansas; ma non dobbiamo dimenticare che anche l’Oñate (1601) chiamava questa popolazione con il nome di “Escanjaques”, in quanto il termine risuonava spesso fra i membri della tribù. Come gli Apaches, gli Aguacanes avevano tipiche capanne delle Pianure, ma non disdegnavano abitazioni ricoperte di erba e paglia intraviste presso i gruppi Caddoan ma, al contrario di questi, non si dedicavano ad alcun tipo di agricoltura e dipendevano esclusivamente dalla carne di bisonte. Leggi il resto

Jane Russell e le donne del cinema western

A cura di Domenico Rizzi

Un ritratto di Jane Russell
Ernestine Jane Geraldine Russell, nota semplicemente come Jane Russell, è deceduta il 28 febbraio 2011 all’età di 89 anni per una crisi respiratoria. La sua carriera è legata a diversi film, ma uno in particolare l’ha lanciata nel mondo dello spettacolo.
Provocatoria la locandina, malizioso il titolo adottato dalla distribuzione italiana “Il mio corpo ti scalderà” per il film “The Outlaw”, diretto dai quasi omonimi Howard Hughes e Howard Hawks, due registi fortemente in disaccordo.
La pellicola venne prodotta nel 1940, interpreti Jack Buetel, Thomas Mitchell, Walter Huston e naturalmente Jane Russell, la vera protagonista di una storia improbabile, che accostava Doc Holliday a Billy the Kid e Pat Garrett. “Un film sciocco e farraginoso” lo definirà un esperto ”con la più brutta colonna sonora della storia del cinema” (Charles Silver, “I film western”, Milano Libri, 1980, p. 107). Leggi il resto

Storia dei pistoleri

A cura di Sergio Mura

Me l’aveva anticipato, sia pure con la consueta discrezione che lo contraddistingue, e l’ha fatto. Luca Barbieri, notevole e poliedrico scrittore di cose del west ha messo in stampa il suo libro dedicato ai pistoleri. Nel corso di un recentissimo incontro, ne avevamo parlato diffusamente e mi aveva colpito il fatto che quello sui pistoleri sarebbe stato un librone. “Dalle ricerche che ho svolto per Five Fingers” – mi aveva detto Luca – “sono saltate fuori autentiche montagne di materiale relativo al mondo dei pistoleri e sto riorganizzando il tutto in un’opera che mi pare proprio manchi nel panorama italiano.” La casa editrice è la Odoya, un nome tutto sommato abbastanza “nuovo” per noi appassionati di storia del west, degli indiani e della guerra civile, ma un nome che ci sentiamo di scommettere che diventerà presto molto conosciuto. Leggi il resto

Old Wild West (libro + DVD)

A cura di Sergio Mura

Per una volta mi ritrovo nell’imbarazzo di non sapere bene quanto elogiare un prodotto totalmente italiano sulla storia del west… Rispetto ai libri, infatti, ci troviamo di fronte ad una categoria diversa e più ampia, capace di appagare un numero di sensi maggiore. Se è vero com’è vero che Old Wild West comprende anche un libro, è altrettanto vero che la multimedialità garantita dalla presenza del DVD aggiunge un’esperienza davvero speciale.
Andiamo, quindi, con ordine… Old Wild West è un pacchetto che comprende un libro e un DVD che separatamente concorrono a restituirci un’idea interessante, accattivante e divulgativa della storia del west a tutto tondo.
L’idea originaria è di Stefano Ronchetti, un appassionato che ha lavorato lungamente sul progetto originario, riuscendo a portarlo a coronamento con la preziosa ed unica collaborazione di Paolo Battaglia. Leggi il resto

Niente Oscar per Il Grinta (True Grit)!

A cura di Domenico Rizzi

Il tanto atteso remake dei fratelli Joel e Ethan Coen è arrivato anche sugli schermi italiani, accolto dal giudizio più che favorevole delle migliaia di appassionati del western ed anche di chi non conosce quasi nulla del popolare genere cinematografico.
Il film, “True Grit” nella versione originale, prodotto nel 2010 dalla Paramount Pictures, si avvale dell’eccezionale interpretazione di Jeff Bridges (figlio di quel Lloyd Bridges scomparso nel 1998 che interpretò il vicesceriffo di Gary Cooper in “Mezzogiorno di fuoco”, nel lontano 1952) Matt Damon, Josh Brolin e soprattutto della giovanissima Hailee Steinfeld, nata a Tarzana, vicino a Los Angeles, l’11 dicembre 1996. L’attrice è stata ingaggiata per il personaggio di Mattie Ross quando era ancora tredicenne, dimostrando di non avere nulla da invidiare alle colleghe più mature e senza far rimpiangere troppo Kim Darby, interprete del medesimo ruolo nel film diretto da Henry Hathaway nel 1969. Leggi il resto

Tierra de los Cacaxtle

A cura di Gianni Albertoli

Nel vasto territorio desertico del Messico nord-orientale e del Texas meridionale vi erano originariamente stanziati numerosi gruppi nativi di cacciatori-raccoglitori. Con l’arrivo dei primi spagnoli, a partire dall’inizio del XVI secolo, la fragile economia di questi indiani venne letteralmente sconvolta; la popolazione nativa iniziò a declinare e le varie identità etniche vennero distrutte. Molti di questi gruppi sono però rimasti nelle fonti storiche dell’epoca ma, nonostante l’impegno di numerosi studiosi, le notizie sono piuttosto scarse e, alcune volte, anche completamente errate. Almeno un centinaio di questi gruppi rimangono nella storia. Se la cultura di questi gruppi è simile, la loro lingua e la loro origine etnica potrebbe essere diversa. I Cacaxtle sono uno dei gruppi maggiormente citati nelle fonti e sono conosciuti soprattutto per ben due spedizioni militari spagnole che operarono contro di loro; questi indiani hanno ricevuto una speciale attenzione perché sono stati fra i primi ad essere conosciuti dopo Cabeza de Vaca, il quale aveva attraversato l’area nell’anno 1535. Leggi il resto

Il paese di Dio

La copertina del libro
In un momento in cui le uscite legate al nostro genere preferito sono limitate al contagocce, non possiamo che accogliere con gioia questo nuovo libro che, per buona misura, tratta persino tematiche del west “bianco” di cui si parla veramente poco. Certo, il libro è un romanzo e non un saggio, ma è scritto con coscienza degli eventi dei tempi in cui è ambientato e questo aumenta la nostra soddisfazione.
Siamo nel 1871, nel caro vecchio e selvaggio West e nell’aria rimbomba ancora l’eco della Guerra di secessione. Il Civil Rights Act sarebbe arrivato quattro anni dopo ma se ne sente già l’incedere. Curt Marder guarda attonito e impotente un drappello di farabutti vestiti da indiani bruciare il suo ranch, ammazzargli il cane e rapirgli la moglie. Potrebbe intervenire, sparare – la sua mano tentenna – ma decide di non farlo. Guarda la scena dall’alto, assiste alla sua vita andare in fumo. Leggi il resto

Sam Peckinpah

Sam Peckinpah
Come diavolo può essere finito nella lista dei migliori registi della storia del cinema? Molti critici ancora se lo chiedono. Lui che ha abbandonato la quiete della vita per un’esistenza da pirata inquieto, annebbiato dall’alcool, dal fumo e dalla cocaina, umiliato da anomale manie psicotiche e con tre pacemaker, si è messo in viaggio oltre i confini del mondo, usando le urla di un uomo dalle mani callose, al posto della voce stentorea di un regista comune, per decantare il mondo dei perdenti e un sogno americano che definiva ancora “imballato”. Negava la fatalità della vita, vedeva di buon occhio le forze distruttive dell’uomo, applaudiva e consacrava una civiltà disgregata dall’individuo che coinvolgeva, con le sue stragi, prede e cacciatori, prigionieri e carcerieri, patrioti e vili. Erano i bagni di sangue a eguagliare tutti, e quindi la morte. Leggi il resto

Geronimo: la cerimonia negata

A cura di Ennio Caretto

Geronimo
Nel centesimo anniversario della morte di Geronimo, il leggendario capo dei pellerossa Apache, il suo pronipote Harlyn Geronimo ha querelato il presidente Obama, il ministro della difesa Gates, l’Università di Yale e il misterioso Ordine teschi e ossa degli studenti, a cui appartennero tre generazioni di Bush. Il motivo: vuole che gli siano restituiti i resti del bisnonno, a suo parere in parte sepolti a Fort Sill nell’Oklahoma e in parte a Yale, perché senza la tradizionale cerimonia indiana, negatagli a suo tempo, il suo spirito non avrebbe mai pace.
La querela ha destato scalpore e riacceso vecchie polemiche su dove si trovino i resti del mitico guerriero. Geronimo, l’ultimo capo pellerossa ad arrendersi nel 1886, dopo che per anni 5 mila giacche blu gli avevano dato invano la caccia, morì di polmonite a 79 anni a Fort Sill. Leggi il resto

Il Forum di Farwest.it cambia… Partite con noi!

A cura di Sergio Mura
Carissimi amici e appassionati di storia del west, degli indiani e della guerra civile, con questa breve comunicazione vogliamo informarvi che da ieri sera il Forum di Farwest.it ha cambiato indirizzo. Ora lo trovate CLICCANDO QUI ed è pronto ad affrontare nuove sfide. Esattamente come facevano i pionieri e le tribù indiane, anche noi, dopo tanti anni, abbiamo deciso di guardare in avanti e rischiare di spostarci. Non solo, però, abbiamo caricato tutte le nostre cose – amici, discussioni, messaggi, immagini, abitudini e tradizioni – ma abbiamo persino cambiato struttura.
Ora ne abbiamo una più veloce, sicura e ricca di opzioni che con la precedente potevamo solo immaginare.
Ai vecchi iscritti è richiesto semplicemente di collegarsi all’indirizzo che abbiamo indicato poco sopra e effettuare il login, cliccando su “dimenticata la password?”. Leggi il resto