Tierra de los Pelones

A cura di Armando Morganti

Una popolazione particolarmente sconosciuta sembra essere quella dei Pelones (Pelón). Difficile risalirne le origini ma, sicuramente, le prime spedizioni spagnole entrarono sicuramente in contatto con questi indiani, il cui termine “Pelón” significava “calvo” o “teste rotonde”. Alcuni studiosi ritengono che la loro migrazione da nord, verso il basso corso del Rio Grande, indicherebbe una non appartenenza al ceppo Athapaskan. La nazione si sarebbe formata a sud del Rio Grande.
Nel 1649 l’Alonso de Leon li localizzava nelle terre tra Cadereyta e Cerralvo (Nuevo Leon) e nelle vicinanze della Sierra Papaguayos; la stessa localizzazione era portata avanti anche dal Chapa. Questo ultimo riportava una sollevazione della tribù nell’anno 1676; qualche decennio dopo, il Joseph de Urrutia (1733) affermava che i Pelones avevano combattuto gli Apaches nel periodo 1693-1700 ma, dopo il 1707 i rapporti tra i due gruppi migliorarono sensibilmente. Leggi il resto

The gunfighter: man or myth?

A cura di Mario Raciti

Per gli appassionati della figura del pistolero, per quelli che ne rimangono affascinati e vogliono saperne di più, questo è il libro perfetto. Joseph Rosa, in Italia conosciuto (dagli addetti ai lavori come noi) per la perla assoluta “I pistoleri. Armi e uomini sulla Frontiera, 1840-1900”, in questo agile libro tratteggia un’anatomia del pistolero con uno stile rapido, senza fronzoli e ben leggibile. Prende il modello base dell’uomo con la pistola, lo descrive, e poi ci scava dentro tirandone fuori ogni dettaglio che lo rende quel che è, e così troveremo prima di tutto una spiegazione culturale e storica del pistolero, poi Rosa si addentra ancor più nel dettaglio e ce lo fa vedere in azione, raccontando le sparatorie e gli sparatori delle città del bestiame, che videro il fiorire della violenza e furono praticamente la casa (e, a volte, la tomba) dei pistoleri più famosi del West (e anche di un’altra miriade meno famosa ma ugualmente letale). Leggi il resto

Corrado Mastantuono, un amico di Farwest.it

Bene, alzi la mano chi non conosce Corrado Mastantuono.
Nessuno eh? Effettivamente il bravissimo Corrado è davvero ben noto tra tutti gli appassionati non solo di fumetti, ma sopratutto di fumetti western!
Non hanno certo bisogno delle nostre lodi sperticate le sue meravigliose e originalissime (oltreché coloratissime) copertine della serie Magico Vento…
Come non ha bisogno di una nostra presentazione la storia western del Texone del 2007 su cui ha messo la sua firma. Troppo bella!
Detto questo è con un enorme piacere che vi sottoponiamo un piccolo dono che Corrado Mastantuomo, disegnatore magnifico, ha fatto a tutti noi di Farwest.it, suoi rumorosi fan.
Ma prima di passare al meraviglioso sketch che a noi ha dedicato, è bene ripassare subito un po’ di biografia. La sua! Leggi il resto

Roberto Diso, un amico di Farwest.it

Roberto Diso non ha bisogno di alcuna presentazione. Tutti gli appassionati di fumetti della scuderia Bonelli lo conoscono da tantissimi anni e lo apprezzano come uno dei più talentuosi, con quel suo tratto ironico, rotondeggiante, preciso e ricco di dettagli che alternano i chiari e gli scuri in una miscela unica. Ho conosciuto il magico tratto del Maestro Diso nella serie di Mister No e l’ho seguito fino all’ultimo numero. Potete immaginare la gioia che ho provato quando ho riconosciuto i suoi disegni su Tex! Una vera delizia per gli occhi e per la fantasia.
Dopo il liceo artistico, frequenta la facoltà di architettura, ma l’abbandona ben presto per dedicarsi alla produzione attiva. Inizia la carriera di fumettista nel 1954 sulle pagine de Il Vittorioso, per poi avviare una collaborazione con la Fleetway in Inghilterra e con le Editions Aventures et Voyages in Francia. Leggi il resto

Il baule nella prateria

Il baule nella prateria è un magnifico libro scritto dal nostro amico e autore di Farwest.it Stefano Jacurti. Contiene alcuni racconti western, storie di uomini e donne nella dura lotta per la sopravvivenza in un mondo selvaggio.
Un baule è caduto da un carro di coloni.
E’ rimasto nella prateria e il vento lo ha scoperchiato.
Dentro ci sono loro:
– Un mezzosangue attende un treno nella città deserta…
E’ un anima divisa in due. I bianchi lo buttano fuori dal saloon perchè è mezzo indiano, gli Apache lo cacciano perchè è mezzo bianco ma lui non ha alcuna intenzione di andarsene e il suo piombo è uno solo…
– “La banda degli apostoli”, così li chiamano perchè sono in dodici gli apostoli dell’inferno che seminano il terrore nel Montana tra assalti ai treni e scontri a fuoco. Ma un giorno qualcosa va storto… Leggi il resto

Stefano Andreucci, un amico di Farwest.it

Stefano Andreucci è un bravissimo disegnatore della “Scuderia Bonelli”, molto noto e apprezzato da noi tutti, appassionati di ogni cosa che abbia l’aroma del west, perchè ci ha mostrato il suo talento disegnando una gran storia di Tex, entrata a buon diritto negli annali di quella ristretta schiera di “indimenticabili”. Naturalmente Stefano non è diventato famoso disegnando solo una storia di Tex… Ha un ottimo curriculum col quale riesce a farsi aprire ogni porta ed altre importanti collaborazioni con Bonelli. Non solo: un uccellino ci ha detto ad un orecchio che presto lo vedremo nuovamente lungo le piste del west. Perciò iniziamo a sfregarci le mani!
Stefano Andreucci nasce a Roma il 23  settembre 1962.
Dopo il liceo artistico e l’accademia di belle arti si dedica a  tempo  pieno  ai  fumetti (passione che coltiva sin da piccolo). Leggi il resto

Strada aperta per John Wayne

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento 13) Il lento declino 14) La solitudine dell’eroe

The Fighting Kentuckian
Dopo “I cavalieri del Nord-Ovest”, Wayne alternò film western a pellicole di altro genere, quasi sempre di argomento bellico, specializzandosi sempre più nelle parti di militare.
In “The Sands of Iwo Jima” (titolo italiano: Iwo Jima, deserto di fuoco, uno scorcio della cruenta campagna nel Pacifico contro i Giapponesi), diretto nel 1949 da Allan Dwan e prodotto dalla Republic, il Duca indossò i panni del tirannico sergente John M., Stryker, che riesce a conquistare i suoi uomini – dapprima maltrattati – con il suo slancio. E’ l’ennesima interpretazione dell’eroe burbero e generoso, che finisce per guadagnarsi il rispetto e l’ammirazione dei subalterni, giungendo fino al sacrificio della propria vita in battaglia. Dal New York Times, Wayne ottenne un nuovo elogio (“E’ proprio la sua interpretazione a tenere insieme la storia”, Alan G. Barbour, “John Wayne”, Milano Libri, 1983, p. 41) mentre dai suoi compagni di lavorazione – John Agar, Forrest Tucker, Adele Mara ed altri – scaturì la proposta di candidarlo all’Oscar, che tuttavia John non riuscì ad ottenere. Leggi il resto

Tierra de los Mansos

A cura di Gianni Albertoli

Il Beckett e il Corbett localizzavano gli indiani Mansos sulle rive del Rio Grande, nelle aree poste a sud di El Paso, nelle terre del Texas e del Nuovo Messico, con gruppi anche nelle zone di Hatch e Fort Selden. E’ possibile che la tribù vivesse anche sulle Organ Mountains, le cui asperità furono spesso conosciute come “Sierra de los Mansos”. Almeno fino al 1667 una “rancheria” della tribù si trovava più a ovest, nelle zone di Dening (Nuovo Messico), nelle vicinanze delle Florida Mountains.
I Mansos confinavano, a ovest e a sud-ovest, con i Janos e i Jocomes, mentre gli affini Sumas erano posizionati più a sud, con i Piros nelle aree di Socorro. Negli adiacenti territori vagavano invece gli Apaches veri e propri. L’Hickerson identificava i Mansos con gli antichi Tanpachoas incontrati dall’Espejo nel 1582; lo spagnolo li localizzava nelle terre paludose limitrofe ad El Paso del Norte. Secxondo l’Hickerson il termine “Tanpachoas” era una variante del termine “Mansos”. Leggi il resto

Tierra de los Tobosos

A cura di Gianni Albertoli

Gli indiani Tobosos sono poco noti anche se nella loro storia vi sono significative azioni di guerra contro l’avanzata coloniale spagnola. Il John R. Swanton li menzionava come una popolazione dedita alle incursioni e alle razzie stanziata, nel XVII secolo, nella gran parte delle terre del Bolsón de Mapimi e nelle zone site più a nord fino al corso del Rio Grande (Coahuila). La tribù confinava a sud con i gruppi Salineros e i Cabezas, e a est con vari gruppi dei Chisos. Il grande studioso ipotizzava che i Tobosos potevano anche appartenere al ceppo linguistico Athapaskan, ma ancor oggi questa tesi non è accertata con sicurezza. Altri due gruppi, noti come Cocoyomes e Cabezas, sembra fossero due bande distinte ma connesse con la tribù Tobosos. I Cocoyomes, che il Thomas N. Campbell localizzava nel Nuevo León, si misero in evidenza con una lunga serie di attacchi, al fianco dei Tepehuanes, nella vallata del San Juan. Leggi il resto

Tierra de los Jocomes

A cura di Gianni Albertoli

A ovest delle terre degli indiani Mansos e Sumas vivevano gruppi indigeni noti come Jocomes e Janos. Questi indiani avrebbero giocato un ruolo importante anche con i Mansos e i Sumas. Nel 1689 gli spagnoli dovettero intervenire per contrastare le continue incursioni, dal Presidio di Janos vennero inviate richieste di nuove truppe inoltre, i comandanti, richiesero l’aiuto di alleati nativi come gli Opatas e i Conchos. Circa 250 uomini armati si radunarono a Janos agli ordini dei capitani Juan Fernandez de la Fuente e Domingo Teran de los Rios, gli ordini del generale Jironza erano chiari, “distruggere il nemico nella loro nuova roccaforte Chiricahua”, chiara ed evidente allusione alle Chiricahua Mountains. I ribelli erano rappresentati dai “malcontenti Sumas che avevano vissuto nelle zone di Casas Grandes e di Carretas”, dai Mansos stanziati “a sud di El Paso”, da gruppi Chinarras provenienti dalle zone di San Buenaventura e di Torreon, da bande Janos del territorio e dai Jocomes delle Chiricahua Mountains e della vallata di Fronteras. Leggi il resto

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