Ritualità della caccia al bisonte

A cura di Gaetano Della Pepa

Link dello speciale sui bisonti e gli indiani: 1) I bisonti, 2) Gli indiani e la conoscenza del bisonte, 3) Gli indiani a caccia del bisonte, 4) L’utilità del bisonte, 5) I mantelli di pelle di bisonte, 6) Ritualità della caccia al bisonte

Perchè gli uomini non macellavano i bisonti uccisi durante la caccia comune? Premesso che ciò avveniva solo in quella grande occasione che era la caccia collettiva, sacra e ritualizzata, c’è anche da dire che macellavano e scuoiavano, oltre agli altri animali, anche il bisonte quando veniva ucciso dal singolo guerriero in una solitaria azione di caccia.
Cominciamo col dire che i guerrieri prima di intraprendere azioni di caccia, come di guerra, si sottoponevano ad un’astinenza forzata. Proprio così, nel giorno e nella notte precedente, non facevano sesso.
Si potrebbe pensare che questo tabù servisse ad evitare la spossatezza fisica conseguente all’atto sessuale. Leggi il resto

Il west e la pittura

Un quadro di George Catlin
Con l’acquisto della Louisiana da parte degli Stati Uniti nel 1803, il west ha cominciato ad essere un tema di ispirazione prima per pittori e scultori e solo successivamente resa popolare anche da spettacoli itineranti come Wild West di Buffalo Bill.
Lo spirito celebrativo tipico di queste espressioni artistiche avrebbe influito non poco anche in letteratura e, nel XX secolo, nel cinema ed in televisione e perciò vantano un reale diritto di primogenitura sul genere western.
In generale, inoltre, tanto la pittura che la scultura sono stati sempre ad esclusivo appannaggio di artisti americani o di europei trasferitisi negli Stati Uniti. Leggi il resto

Il Generale William T. Sherman

Il Generale Sherman, famoso come tattico durante la guerra civile americana, trasferì i suoi modi di operare nel West dove alla fine ottenne di soggiogare tutte le tribù native delle pianure.
Sherman nacque nell’Ohio nel 1820 e gli fu dato come secondo nome Tecumseh, in onore del capo indiano che nella prima decade del XIX secolo tentò invano di coalizzare le tribù della valle del fiume Ohio contro le frequenti intrusioni dell’uomo bianco nelle loro terre.
Quando suo padre morì nel 1829, crebbe con un amico di famiglia. Leggi il resto

John Hawkins e gli indiani della Florida

A cura di Armando Morganti

Un ritratto di John Hawkins
John Hawkins, un famoso corsaro inglese, grande amico di Sir Francis Drake e autentico terrore delle navi spagnole, avrebbe raggiunto la Florida nell’anno 1565. Il corsaro ebbe modo di incontrare i terribili indiani della penisola. Hawkins conobbe le Keys Island e sarebbe entrato in contatto con le tribù della Florida meridionale, in particolare con i Tekesta e i Matecumbes ma, probabilmente, anche con altri gruppi poco conosciuti come i Mayaimi, i Bahiahondas e i Biscaynos; avrebbe anche conosciuto la terra misteriosa del “los Cayos de Matecumbe”, un isolotto delle Keys Island. Restano seri dubbi su un suo eventuale contatto con i potenti Calusa, all’epoca nel pieno della loro potenza ed espansione territoriale. Leggi il resto

L’olio di roccia

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Sembra una leggenda, ma è storia vera. Un certo Samuel Kier estraeva sale da un pozzo, sul fiume Allegheny, in Pennsylvania, e gli affari gli andavano piuttosto bene, finché un’infiltrazione di olio minerale gli mandò tutto in malora.
Kier non si perse d’animo: rinunciò al sale, imbottigliò l’olio e cominciò a venderlo come medicinale portentoso.
La pubblicità del petrolio di Kier, o olio di roccia, lo garantiva come rimedio infallibile contro “bronchite, tracheite, polmonite, emorroidi, diarrea, colera, reumatismi, gotta, asma, nevralgie, attacchi biliari, verme solitario, eruzioni cutanee e infiammazioni agli occhi”.
La panacea universale di Kier destò l’interesse dell’industriale Georg Bissel che la fece analizzare scoprendo così che si trattava di “una materia prima da cui si possono ottenere prodotti preziosi”. Leggi il resto

La quarta frontiera

A cura di Domenico Rizzi

Link dello speciale sul genere western: 1) Il tesoro del west, 2) Il trionfo della leggenda, 3) L’ascesa del western, 4) Il periodo d’oro, 5) Ombre rosa nella prateria, 6) Orizzonti sconfinati, 7) I sentieri del cinema, 8) Orizzonti sconfinati, 9) La quarta frontiera

Diversi scrittori avevano già intuito, in momenti diversi, l’importanza di narrare l’evoluzione del West dalla sua fase primordiale e selvaggia alla trasformazione causata dall’arrivo del progresso, come aveva fatto Edna Ferber con “Cimarron” e “Il gigante” molto tempo prima. Questa linea, spesso coronata da successo, verrà seguita da altri autori, quali Glendon Swarthout, Edward Abbey, Harry Wilson Lawton, Frank O’Rourke, Larry Mc Murtry, Jim Harrison e Cormac Mc Carthy.
La “letteratura di confine” lega, seppure idealmente, una serie di opere che si potrebbero definire come “Western della Quarta Frontiera”, romanzi che, partendo dalla conclusione della conquista attiva – l’arrivo delle ferrovie, la sottomissione degli Indiani, la pacificazione delle città più turbolente, l’affermazione del “Law and Order” dal Mississippi alla costa del Pacifico – affrontano le difficoltà del cambiamento. Leggi il resto