Il trionfo della leggenda
A cura di Domenico Rizzi
Segue da Il tesoro del west
Commerce Of The Praires
Nella prima metà dell’Ottocento si diffusero molto i resoconti delle esplorazioni compiute nel West e delle imprese di uomini come Meriwether Lewis, William Clark, Stephen H. Long, Louis de Bonneville, John Charles Frèmont e diversi altri, mentre fiorivano le biografie dei più noti personaggi della Frontiera.
Il materiale storico che raccontava le tappe della conquista del West si accrebbe sempre più di diari di viaggio di carovane e cow-boys, esperienze di vita nell’Ovest, narrazioni di spedizioni contro gli Indiani, duelli e sfide nelle città calde del Kansas, dell’Arizona e del Texas. Mentre la gente dell’Est leggeva ammirata i “Journals of the Lewis and Clark Expedition”, Josiah Gregg descriveva le notevoli possibilità di scambio offerte dalla Pista di Santa Fè in “The Commerce of the Prairies”. Leggi il resto
Ulzana
A cura di Gian Maria Tolu
Ulzana, grande guerriero Apache, è nato intorno al 1821 e morto il 21 dicembre 1909 nella riserva di Fort Sill, in Oklahoma.
Era fratello maggiore del capo Chihuahua; entrambi appartenevano a una banda di Chiricahua Chokonen, distinta da quella di Cochise, che viveva a nord del territorio del grande capo. La zona preferita da questa banda per vivere era il blue canyon.
Secondo Eugene Chihuahua, figlio del capo, al momento dell’elezione del capo della banda, i guerrieri in consiglio scelsero Chihuahua, sebbene Ulzana fosse più grande d’età e un ottimo guerriero. Leggi il resto
La guerra dei Modoc
A cura di Cristiano Sacco
Nell’area di confine tra gli Stati dell’Oregon e della California, vivevano i Modoc, alcuni tra i più micidiali guerrieri che vivessero sul continente. Era un popolo unico nel suo genere, dedito alla caccia e alla pesca, ma soprattutto alla guerra. In un certo senso ricordavano gli arabi del Nord Africa.
Erano feroci schiavisti, che compivano periodiche scorrerie nelle regioni deserte della California e del Nevada, dove vivevano i poverissimi Digger. Passavano come un turbine e radunavano i nativi indifesi, poi li portavano a nord, dove li vendevano alle tribù ricche come i Tlingit e gli Haida.
Questa tribù superba, feroce e indipendente si oppose immediatamente al presupposto, dato per scontato, che l’Oregon appartenesse alla razza bianca. Leggi il resto
La battaglia di Shiloh, la più sanguinosa della guerra civile
A cura di Stefano Jacurti
La chiesa metodista di Shiloh sorge ancora oggi nel posto tranquillo in cui era una volta. E’ stata ricostruita dai Reenactor’s identica a quella originale. Anche in questo luogo, come per tanti altri campi di battaglia della guerra civile, si assiste ogni giorno ad un intenso via vai di turisti, curiosi, appassionati.
Numerose tabelle lungo il percorso spiegano al visitatore ogni fase di quella battaglia; un inferno che quel giorno devastò le campagne del Tennessee, dalle sponde del fiume omonimo, fino alla western Corinth road.
Nei pressi della chiesa di Shiloh, a Pittsburg Landing, erano accampate le truppe di Grant dopo la conquista dei due forti Confederati, Fort Henry e Fort Donelson. Leggi il resto
Le fotografie di Farwest.it – il West
A cura di Maurizio Biagini e Sergio Mura
La storia del west è storia di grandi e piccoli avvenimenti, tutti riuniti in uno sforzo epico. I bianchi che avanzano verso Ovest e gli indiani che difendono strenuamente la propria vita e la propria cultura.
A volte le parole non portano molto lontano ed è per questo che i nostri articoli sono sempre ricchi di immagini.
Talvolta, però, nulla riesce a scalfire la capacità espressiva di una fotografia.
Ed ecco perchè da anni aggiorniamo le nostre gallerie fotografiche e le rendiamo sempre più significative.
Qui vi presentiamo la raccolta dedicata al West. Leggi il resto
Le fotografie di Farwest.it – la Guerra Civile
A cura di Maurizio Biagini e Sergio Mura
Una delle punte di diamante del nostro sito è l’apparato iconografico di supporto agli articoli. In particolare andiamo fieri della raccolta che vi presentiamo in questa pagina.
E’ la più ampia e selezionata serie di fotografie dedicate alla Civil War, la Guerra Civile Americana.
Ben 197 immagini si alternano, trasmettendoci intatto il dramma che divise una generazione di americani tra nordisti e sudisti, restituendo cifre da capogiro quanto a morti sul campo, dispersi e feriti. Leggi il resto
La confederazione dei Manahoac
A cura di Gianni Albertoli e di Armando Morganti
La grande Confederazione dei Manahoac della Virginia era composta da almeno una dozzina di tribù di lingua Siouan, ma di cui soltanto otto nomi sono stati preservati dalla storia. Con l’eccezione degli Stegarake, tutti gli altri gruppi sono stati incontrati dal capitano John Smith nell’anno 1608, il quale cercò vanamente di riportare la pace fra loro e i Powhatan. I Manahoac occupavano le terre dell’alto corso del fiume Rappahannock, con l’epicentro nelle rapide del fiume, in vicinanza della attuale città di Fredericksburg; in queste terre i Manahoac vagavano senza fissa dimora fino alle Blue Ridge Mountains ma, né lo Smith, e né il Jefferson che riprese le sue collocazioni geografiche dallo stesso Smith, si addentrarono nel cuore del loro territorio. Lo Smith affermava che questi indiani vivevano presso le sorgenti del Rappahannock, in vicinanza delle montagne, e anche con dettagliate informazioni. Leggi il resto
Il mistero della quinta carta
A cura di Luca Barbieri
L’ultima partita
Ogni episodio storico di una certa importanza tende a tingersi, col tempo, del colore della Leggenda, per cui accade fatalmente che alcuni particolari che normalmente vengono ritenuti assolutamente insignificanti assumano invece una rilevanza vitale, dando il via ad aspri dibattiti ed infinite contestazioni sulla loro esattezza. Il caso dell’omicidio di Hickok non fa di certo eccezione, perché dovrebbe?, e il suo nodo gordiano è il mistero della quinta carta.
Quando venne ucciso, Wild Bill aveva in mano le canoniche cinque carte da gioco necessarie per fare punteggio a poker. Leggi il resto
Gli indiani di Howard Terpning
A cura di Sergio Mura
A volte un dipinto può essere migliore di una fotografia. Se questa affermazione può essere veritiera in alcune circostanze, lo è certamente quando la si cala nella realtà del west. Allora uno scatto fotografico costava lunghi minuti di minuziosi preparativi che finivano per togliere ogni spontaneità all’insieme. A questo deve aggiungersi che la strumentazione tecnica era davvero primordiale.
Perciò è facile imbattersi in quadri che riescono a trasferire ciò che gli occhi dei testimoni hanno colto con una ricchezza di colori e di dettagli da non far rimpiangere alcuna fotografia.
In questo senso il caso di Howard Terpning è assolutamente eclatante per le grandi capacità artistiche di cui è dotato il pittore. Leggi il resto
Apache Chiricahuas a Washington nel 1886
A cura di Paolo Brizzi
No-tshi, era della delegazione
L’ultima fuga di Geronimo e Naiche, realizzata dopo aver promesso la resa al Generale Crook verso la fine del Marzo 1886, doveva innescare una catena di eventi che sarebbero stati fatali per il destino dell’intera tribù Chiricahua.
In Arizona le dimissioni di Crook portarono l’arrivo di un nuovo comandante dipartimentale, il 47enne Nelson Miles; questi avrebbe rivoluzionato la dottrina del suo predecessore, limitando il ruolo degli scouts a quello di ” cercapiste ” e istituendo una cetena di stazioni eliografiche per migliorare le comunicazioni in quel desolato e vasto territorio. Inoltre, le bande di Chihuahua e Nana, arresisi a Crook, vennero prontamente inviate in Florida, preavvisando gli ostili su quello che sarebbe stato il destino ultimo di tutti i Chiricahuas. Leggi il resto



