Il vero West
A cura di Arrigo Petacco
L’uomo cavalca nella polvere rovente, tetro, vestito di nero come un pastore battista, col cappellaccio che gli scende fin sugli occhi e le due grosse Colt che gli ballonzolano ai fianchi. Il mulo che lo segue porta legato sul basto un fardello ingombrante, di forma rettangolare, avvolto in una coperta. Quando smonta di sella davanti al «Mammouth Palace» di Ellisworth, nell’Idaho, e scarica il suo mulo, il grosso fardello risulta essere una bella cassa da morto verniciata di nero e ornata di filettature d’argento. L’uomo entra nel saloon, deposita la bara accanto alla porta, ordina da bere e quindi si rivolge agli astanti che lo osservano incuriositi. «Sono Coffin Bill», dice, «e vengo dal Wyoming per cercare un tale che si fa chiamare Revolver Sam. Ho qui perlui un regalo che mi è costato quarantatré dollari». Leggi il resto
Mangas Coloradas
A cura di Maria Rosa Valentino e Wichasa Hita Pi Yo
Mangas coloradas (1790 circa – 17 gennaio 1863) era un capo Apache e la sua data di nascita, come per quasi tutti gli indiani, non è certa e alcune fonti lo riportano nato nel 1790, altre nel 1793.
Divenne la guida unica della guerriglia Apache negli anni precedenti e successivi alla guerra civile americana.
Alcune fonti lo ritengono il capo più significativo degli Apache del 19° secolo, anche se alcune bande Apache (Lipan, White Mountain) non lo riconoscevano come loro guida.
Gli americani e i messicani che lo conobbero ed in particolare John Cremony, lo descrivono come una figura imponente, alto circa due metri, fronte alta e spaziosa, viso affilato e naso aquilino, bocca grande, lunghi capelli sciolti e corvini, occhi piccoli e impenetrabili come il ghiaccio e sguardo altero. Leggi il resto
La rivolta di Estanislao
A cura di Sergio Mura
Mentre in ogni altra parte degli Stati Uniti il contatto tra i coloni bianchi, i soldati e gli indiani ha prodotto soltanto guerre sanguinose e fatto emergere numerose figure di eroici guerrieri che hanno difeso in armi la propria gente, le proprie tradizioni e la propria terra, la California, fin dai tempi della dominazione spagnola e messicana, si è distinta in senso opposto.
Infatti sono davvero poche le guerre che vengono ricordate nei libri di storia e pochi i guerrieri divenuti veramente famosi per le loro gesta belliche. Leggi il resto
La fuga di Apache Kid
A cura di Paolo Brizzi
Apache Kid
Tra i tanti fatti eccezionali accaduti durante le guerre Apache, uno dei più incredibili è costituito dalla fuga di Apache Kid e degli altri indiani prigionieri durante il loro trasferimento da Globe a Casa Grande, inteso a raggiungere la stazione ferroviaria per inviare i condannati alla prigione territoriale di Yuma.
Il Kid era salito alla ribalta delle cronache il 1 giugno 1887, dopo essere stato assente dal servizio come scout della Co. A di San Carlos. Leggi il resto
Battaglia a Brushy Creek
A cura di Paolo Santoni
Un gruppo di Ranger del Texas
La battaglia di Brushy Creek, combattuta tra Ranger Texani, insieme ad unità militari, da una parte e Comanche Marauders dall’altra, avvenne nel febbraio 1839 a poche miglia dall’attuale Taylor, nella contea di Williamson.
Gli avvenimenti si svolsero lungo un percorso che toccò Battleground (attuale Cottonwood), proseguendo a Boggy Creeks e culminando a nord di Brushy Creek. Nel gennaio del 1839 il Capitano Cuelgas de Castro, viaggiando con un gruppo amico di Lipan, informò i coloni situati nelle vicinanze del fiume Colorado che girava una banda di Comanche. Leggi il resto
Il fucile Springfield “Trapdoor”, l’immortale
A cura di Riccardo Rosso
Fucile usato al Little Bighorn
Nell’ampio resoconto che dedichiamo in questo sito alla cosiddetta “battaglia dei cassoni dei carri”, nel corso della quale gli indiani si trovarono per la prima volta di fronte ad un volume di fuoco, da parte dei soldati americani, che stravolse completamente la loro tattica di assalto. I Nativi, infatti, usavano mandare avanti un gruppo di guerrieri più giovani, quelli che dovevano dimostrare il loro coraggio, i quali portavano il primo assalto facendo scaricare le armi degli avversari (che erano ad un colpo solo e ad avancarica), per cui la seconda ondata di guerrieri esperti, che avanzava subito dopo, si trovava davanti ad un volume di fuoco quasi inesistente (ci voleva almeno mezzo minuto per ricaricare un fucile ad avancarica, per di più in posizione scomoda, dovendosi riparare dal lancio di frecce e da colpi di armi da fuoco). Cosa significava, infatti, caricare un’arma ad avancarica? Leggi il resto
Il sanguinario Miguel Narbona
A cura di Josephine
Benito, un guerriero Chiricahua
Secondo Edwin Sweeney, poco si sà dei primi anni di vita di Miguel Narbona, e in realtà, gli informatori Chiricahua di Eve Ball (tra questi Betzinez e Daklugie) non sapevano nulla di lui. Inoltre, la frammentaria storia orale tramandata presso gli Apache non lo menziona e le ragioni sembrano duplici: in primo luogo Miguel Narbona scomparve verso il 1856, prima dell’occupazione Anglo-Americana dell’Arizona del sud… Perciò egli era praticamente uno sconosciuto per gli Americani; in secondo luogo vi era il fatto che i vari tabù Apache a proposito della morte proibivano di pronunciare il nome dei defunti. Leggi il resto
Chris Madsen
A cura di Omar Vicari
Chris Madsen
Il territorio Indiano dell’Oklahoma, sul quale si allungava la sinistra ombra della forca del giudice Parker, fu la regione che fornì il maggior numero di celebrità all’elenco degli sceriffi e fuorilegge del vecchio West. Tra i rappresentanti della legge, un posto di tutto rispetto è occupato da Chris Madsen. Sotto la direzione di Evett Nix, sceriffo federale del territorio dell’Oklahoma, Madsen assieme a Bill Tilghman e Heck Thomas costituì il trio a tutti noto come le “ guardie “ del giudice Parker.
Chris Madsen non era un uomo del west, anzi non era neppure americano. Nato in Danimarca, a 14 anni combatté contro i tedeschi nelle trincee di Duppeler, entrò nella Legione Straniera Francese trascorrendo cinque anni in Algeria; combattè con Garibaldi e poi a Sedan nel 1871 ancora contro i tedeschi. Con la sconfitta della Francia decise di emigrare negli Stati Uniti. Leggi il resto
Tra gli indiani della Florida
A cura di Gianni Albertoli
Il Fontaneda ricordava le isole “Lucayan” e “Los Martires” abitate da “razza di uomini e donne molto alti, graziosi e ben proporzionati”, dichiarando che vi erano due villaggi, uno di questi si chiamava “Guaragunve o Pueblo de Llante (Town of Weeping, Villaggio delle Lacrime)”, e l’altro, di dimensioni più ridotte, “Cuchiyaga”, dove “ho subito il martirio”. L’insediamento di “Guaragunve” viene ricordato anche dallo Swanton come “Guarungube” e localizzato nelle vicinanze di Key West, come appartenente alla tribù Calusa, e probabilmente da identificare come il futuro “old Matacumbes”, uno degli ultimi rifugi della nazione Calusa in Florida. Il villaggio di “Cuchiyaga” era sulla Stock Island e il nome significava “il posto dove hanno sofferto i Martiri”. Leggi il resto
I protagonisti dimenticati del west
A cura di Domenico Rizzi
Quando venne decretata la fine della Frontiera selvaggia, poco dopo il 1890, erano ancora viventi moltissimi dei suoi protagonisti più noti, da William F. Cody (Buffalo Bill) a Wyatt Earp, Billy Tilghman, al generale Nelson A. Miles, considerato l’ufficiale che aveva ottenuto i maggiori successi contro Sioux, Nasi Forati e Apache. Alcuni dei grandi condottieri indiani si spensero nei primi anni del Novecento: Piccolo Lupo e Capo Giuseppe nel 1904, Geronimo e Nuvola Rossa nel 1909, Quanah Parker nel 1911. Altri testimoni dell’accanita lotta fra Bianchi e Pellirosse, come Gambe di Legno e Alce Nero, – vissero rispettivamente fino al 1940 ed il 1950. Volpe Rossa, che al tempo della battaglia contro il Settimo Cavalleggeri di Custer era soltanto un bambino, morì ultra centenario nel 1976. Leggi il resto



