I Capaha

A cura di Armando Morganti e di Gianni Albertoli

Il villaggio di Capaha si trovava nell’attuale Stato dell’Indiana, poco a sud di Greencastle, nelle “Terre Haute”, e rappresentava il punto più settentrionale raggiunto dalla spedizione di Hernando de Soto che stava costeggiando il corso del Mississippi. Si trattava indiscutibilmente del villaggio di “Pacha”, o “Pacaba”, ricordato dal Fidalgo de Elvas, e di “Pacaha” dal Biedma. La spedizione marciò per tre giorni giungendo infine ad una vasta palude che rappresentava il confine di due “province” nemiche: “Casquin” e “Capaha”. Oltrepassata la palude, gli spagnoli, dopo tre giorni di marcia, giunsero in vista dell’insediamento. “Il villaggio era composto da 500 grandi case ben costruite e situato su un luogo elevato e sovrastante i dintorni. Leggi il resto

La strana teoria del “destino manifesto”


Destino manifesto (in inglese: Manifest destiny) è una frase che esprimeva la convinzione che gli Stati Uniti avessero la missione di espandersi, diffondendo la loro forma di libertà e democrazia.
I sostenitori del destino manifesto credevano che l’espansione non fosse solo buona, ma che fosse anche ovvia (“manifesta”) e inevitabile (“destino”). Il destino manifesto fu sempre un concetto generale più che una specifica politica. Leggi il resto

Popoli guerrieri

Un travoisI continui spostamenti dei gruppi di indiani nomadi, specialmente dopo la “scoperta del cavallo” causavano frequenti scontri tra le diverse nazioni.
I Sioux, ad esempio, attraversavano spesso i territori di caccia dei Pawnee o dei Crow, e da ciò ne derivava una continua lotta. L’Indiano, di norma, non era ostile se non provocato.
Tra le varie nazioni però non esisteva un rapporto pacifico in quanto la condizione naturale era quella conflittuale. La guerra, come la caccia, era un mezzo per procurarsi onore e prestigio in seno alla tribù. Leggi il resto