I Pima

I Pima (il cui vero nome è Akimel O’odham) sono gli indiani americani che abitano nella fetta di territorio compreso tra l’Arizona centrale e meridionale, negli Stati Uniti, e lo stato del Sonora in Messico.
Il nome Akimel O’odham significa “Popolo del fiume”, tali popolazioni sono strettamente collegate con i Tohono O’odham (che significa “popolo del deserto”, già noti col nome di Papago), e con gli Hia C-ed O’odham, e gli Sobaipuri, attualmente estinti.
Invece il termine “Pima” sempra significare la contrazione della frase “non so” o “non capisco” pronunciata ripetutamente nella loro lingua nei loro primi contatti con gli europei, probabilmente invece parlanti lo spagnolo.
Gli Akimel O’Odham (antropologicamente noti come Pima) sono un sottogruppo dell’O'odham (termine Pima per definire “Popolo”). Leggi il resto

La resa di Juh e Geronimo del 1879

A cura di Paolo Brizzi

Juh e Geronimo
Quando Geronimo si arrese a Miles il 4 Settembre 1886, disse: “Questa è la quarta volta che mi arrendo” e il Generale rispose: “Io sento che sarà anche l’ultima!”. Rispetto alle altre occasioni di resa (Giugno 1883 e Marzo 1886) quella del Dicembre 1879 è sicuramente la meno trattata, anche rispetto al primo episodio, la cattura da parte del coraggioso agente John P. Clum dell’Aprile 1877, avvenuto ad Ojo Caliente, New Mexico. Nel Luglio 1879 l’incarico di agente per la riserva di San Carlos fu preso temporaneamente dal Capitano Adna R. Chaffee, dopo le dimissioni dell’agente civile Henry L. Hart. Il Capitano Chaffee aveva l’incarico di provvedere a ben 4400 Apaches e Yavapai; tra i primi i White Mountain, ma anche i Chiricahua centrali di Naiche, i Mimbres di Loco e membri della banda di Victorio. Leggi il resto

Kelvin Grade, 2 Novembre 1889

A cura di Paolo Brizzi

Apache Kid ricercato
Tra i tanti fatti eccezionali accaduti durante le guerre Apache, uno dei più incredibili è costituito dalla fuga di Apache Kid e degli altri indiani prigionieri durante il loro trasferimento da Globe a Casa Grande, inteso a raggiungere la stazione ferroviaria per inviare i condannati alla prigione territoriale di Yuma.
Il Kid era salito alla ribalta delle cronache il 1 Giugno 1887 quando, dopo essere stato assente dal servizio come scout della Compagnia A di San Carlos per rimanere coinvolto in una bisboccia a base di tizwin e avere ucciso Rip, vecchio rivale di suo padre Targardechuz e presunto istigatore di Gonzizzie (che 6 mesi prima aveva ucciso proprio suo padre), venne arrestato dal Capitano Pierce ma subito “liberato” da una improvvisa sparatoria che aveva ferito Al Sieber alla caviglia sinistra. Fuggito con altri Apaches, Kid si sarebbe arreso dopo 24 giorni, dopo aver ucciso alcuni uomini bianchi. Leggi il resto

L’arrivo dei bianchi e le prime esplorazioni

A cura di Luana Leonini

Lo sbarco dei bianchi
L’esplorazione del Nord America da parte dell’uomo bianco durò più di quattro secoli, dal XV al XX. Durante il periodo coloniale, fino alla rivoluzione americana, cinque nazioni europee inviarono spedizioni sotto le loro bandiere e presero possesso del territorio scoperto: Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Russia. Il Portogallo ebbe anche una parte attiva nella prima esplorazione, stabilendosi poi nell’America del Sud. E la Svezia occupò il territorio nella Baia di Delaware dal 1638 al 1654. Persone singole, provenienti da paesi europei, fecero viaggi di esplorazione in nome dei cinque maggiori Stati aventi diritto.
Poi, più avanti, esploratori canadesi e statunitensi, si incrociarono sul continente, scoprendo le terre selvagge rimaste per l’insediamento dell’uomo bianco. Leggi il resto

Mascouten, il popolo del fuoco

A cura di Armando Morganti

“L’ultima estate duemila guerrieri della nazione Neutra hanno attaccato un villaggio della Nazione del Fuoco, un insediamento fortificato con una palizzata e difeso da circa 900 guerrieri. Lo hanno preso dopo un assedio di nove giorni e molti indiani di codesta nazione vennero uccisi sul posto, circa 800 vennero presi prigionieri, uomini, donne e bambini. Dopo aver bruciato 70 dei migliori guerrieri, hanno tolto gli occhi agli uomini più anziani e poi gli hanno tagliato le labbra, lasciandoli poi ad una misera esistenza”. Così padre Lalemant, nel 1643, menzionava la “Nazione del Fuoco”, chiamata dai gruppi di lingua Irochese con i termini “Assistaeronnons” o “Atsistaehonnons”.
Sembra che il termine “Mascouten” derivasse da una parola della lingua dei Fox significante “la Piccola Gente della Prateria”. Leggi il resto

Alsate, il mezzosangue nantan dei Chisos

A cura di Josephine Basile

Apache A lato: un guerriero Apache
“L’occasione in cui più si riconosce il valore, o temerarietà, di questi barbari (Apache) è quando giunge il momento in cui sono attaccati dai loro nemici. Giammai gli manca la serenità, quantunque siano sorpresi e non abbiano risorse di difesa. Combattono fino all’ultimo respiro e, correntemente, preferiscono morire che arrendersi.”
Diversi luoghi del Texas portano il suo nome; Pozza di Alsate, Volto di Alsate, Grotta di Alsate… ed altri ancora; ma, fra tutti, il più fantastico risulta essere il sito noto come le “Luci dello Spirito di Alsate”, su cui esiste tuttora una vecchia leggenda: durante le notti, dalle montagne Chisos nel parco nazionale del Big Bend, verso la Sierra del Carmen nel Coahuila, si vedono alcune strane luci in cielo, e si vuole che si tratti dello Spirito di Alsate, forse ancora in cerca di vendetta, per il vile tradimento subito dai Messicani. Leggi il resto

I Rangers del Texas durante la guerra messicana

A cura di Marco Vecchioni

Un Ranger del Texas
I soldati dell’esercito americano non riuscivano a capacitarsi del feroce odio che contrapponeva i rangers ai messicani.
Questa animosità aveva avuto origine durante la rivoluzione texana a causa dei massacri di Alamo e Goliad. Il periodo repubblicano non contribuì certo a mitigarne i rancori.
Nel 1842, il generale Adrian Woll occupò brevemente San Antonio.
Alcuni mesi dopo un gruppo di Texani, al comando di un certo Mier marciò sul Messico, reclamando vendetta per il massacro di Dawson, avvenuto nel corso della breve spedizione di Woll. La compagnia di Nicholas Dawson, composta da volontari che operavano con i rangers di Mc Culloch, era stata circondata e annientata. Leggi il resto

El Paso, città violenta

A cura di Omar Vicari

George Campbell, marshal di El Paso
El Paso, oggi la sesta città del Texas per grandezza, è localizzata nella parte meridionale dello Stato, sulla riva nord del Rio Grande a ridosso della città messicana di Ciudad Juarez. El Paso fu una cittadina di frontiera assai turbolenta e perciò ad essa abbiamo deciso di dedicare questo approfondimento. Nell’aprile del 1598, Juan De Onate prese formalmente possesso dell’area in nome di Filippo II, re di Spagna. In seguito egli attraversò il Rio Grande in un punto che chiamò “El Paso del Rio del Norte” riferendo il nome di “El Paso” al luogo dell’attraversamento del grande fiume. Nel 1659 venne fondata la missione di “Nostra Signora di Guadalupe” sul lato del fiume dove oggi si trova Ciudad Juarez, una missione che esiste ancora oggi. Leggi il resto

Gli indiani della Yosemite Valley

A cura di Armando Morganti

Francisco, un capo Yosemite
Gli inizi della vita umana nella Yosemite Valley sono ancor oggi avvolti nel mistero, ma da tempi immemorabili “nella valle di Ahwahnee” vivevano gli indiani Ahwahneechees, i quali, nella splendida vallata si sentivano al sicuro dagli attacchi nemici e la loro proverbiale bellicosità li rendevano particolarmente temuti dalle popolazioni vicine. Questi indiani mantenevano ottimi rapporti con le affini tribù Miwok che vivevano sul medio corso del Merced River, non avevano problemi con le popolazioni stanziate più a nord che praticamente impedivano le incursioni schiavistiche dei Modoc e dei Klamath, e si sentivano al sicuro dagli attacchi delle tribù del sud, in particolare dei Mohave. Non avevano alcun tipo di problema anche con i vari gruppi Paiute del Nevada e così continuarono la loro vita ancestrale per secoli, al sicuro anche dalle avanzate coloniali spagnole e poi messicane. Leggi il resto

Caccia al bisonte: le testimonianze

A cura di Giovanni De Sio Cesari

Il momento della caccia era un momento di grande gioia e di eccitazione. La caccia al bisonte era una festa grande come lo sono sempre stati i giorni del raccolto delle civiltà agricole. Vediamo nei racconti di Alce Nero alcuni momenti importanti. Vi era tutto un cerimoniale gioioso nell’avvistamento delle mandrie e naturalmente grande onore spettava al cacciatore che li aveva localizzati per primo.
Una delle vedette rispose: “Sapete dove siamo stati? Siamo saliti fino in cima a una collina e abbiamo visto una mandria piccola di bisonti.”
E mentre parlava indicava la direzione. Il consigliere disse: “Forse dall’altra parte avete il bene. Informatemi.” Leggi il resto

Pagina successiva »