Il Generale George Crook
A cura di Isabella Squillari
Il Generale George Crook si guadagnò la reputazione di maggiore avversario degli indiani pur stabilendo un clima di rispetto per il nemico, condizione che egli portò avanti nelle relazioni con i nativi americani anche al di fuori del campo di battaglia.
Nato nel 1828 in una famiglia di agricoltori dell’Ohio, Crook si diplomò a West Point nel 1852 tra i migliori del suo corso. Egli trascorse la prima parte della sua carriera militare nella California del nord e in Oregon, combattendo contro parecchi popoli indiani e imparando le tecniche operative da adottare in zone di frontiera, condizione che lasciò le sue truppe a corto di provviste ma che permise di arruolare volontari dal grilletto facile e spesso anche strampalati. Leggi il resto
Predatori da saloon
A cura di Luca Barbieri
Un saloon del west
E’ ben noto quali disgustosi e nocivi intrugli venissero serviti ai banconi dei saloon della Frontiera, ma spesso non erano solo quelli a risultare indigesti; a volte era proprio il locale ad esserlo.
E’ questo che probabilmente si doveva pensare assistendo a una delle “prediche” del reverendo Haddock, che esternava tutto il proprio malumore nei confronti dell’alcool fracassando mobilia e teste con una spranga di ferro, oppure sgomberando il locale con una corda al cui capo estremo era fissata una rotella d’acciaio che poi faceva roteare vorticosamente intorno a sé. Leggi il resto
Il fuoco
A cura di Gaetano Della Pepa
L’accensione del fuoco
Parlare oggi di come accendere il fuoco può sembrare una cosa banale. Abbiamo a disposizione ogni genere di supporto per facilitarci il lavoro. Ad esempio, i fiammiferi! Questi, già dal 1805 a Parigi, venivano fabbricati bastoncini di legno ricoperti ad una estremità di una miscela di facile combustione.
Solo nel 1840 vennero prodotti i primi fiammiferi che si accendevano per sfregamento, la cui capocchia era formata prevalentemente da un composto di fosforo. Gli svedesi, invece, fecero la prima comparsa, proprio in Svezia, nel 1855. Leggi il resto
La “Dodge City Gang” di Las Vegas
A cura di Omar Vicari
Rapinatori all’opera
Nell’estate 1879 una banda di “desperados“ conosciuta in seguito come la “Dodge City Gang“, fece la sua comparsa a Las Vegas, una cittadina sorta ai piedi delle “Sangre de Cristo Mountain“ nel New Mexico.
Col primo treno a vapore che quell’estate raggiunse il territorio, arrivarono alcuni individui noti alle cronache del west come la “Dodge City Gang“, così chiamata per la provenienza dalla nota città del Kansas dei suoi componenti.
I vari banditi della banda, da fuorilegge quali erano, si appuntarono, col beneplacito di un giudice corrotto, la stella sul petto, divenendo di fatto rappresentanti della legge e come tali apposero la loro firma ad alcune rapine a treni e diligenze che si verificarono nei primi due anni della loro comparsa. Leggi il resto
La guerra dei Kickapoo
A cura di Sergio Mura
Il popolo Kickapoo, appartenente al ceppo di lingua Algonchina, era stato protagonista di violente battaglie nel corso dei primi anni del XIX° secolo.
Purtroppo il ricordo delle sofferenze allora patite si era troppo affievolito quando, intorno al 1850, complice un dono, finì per ficcarsi nuovamente in una situazione somigliante a un imbuto alla cui estremità c’erano solo guai dai quali sarebbe uscito solo con grave difficoltà.
Quale dono ebbe il malefico potere di trasformarsi in un grave pericolo per un popolo che non andava in cerca di rogne? Leggi il resto
La questione indiana
A cura di Rino Albertarelli
Il detto che intitola questa rapida scorsa della questione indiana negli Stati Uniti (dalle origini alla strage di Ash Hollow) è stato attribuito gratuitamente al generale Philip Sheridan.
Certo gli somiglia nella grinta, ma quando il terribile “Piccolo Phil” cominciò a far soffrire i nativi, questa frase era già nota sulla Frontiera; forse risaliva addirittura ai Puritani nel XVII Secolo, perché tra questi e gli indiani era stato odio quasi a prima vista. Gli Stati Uniti avevano ereditato il problema indiano dai governi coloniali.
In che consisteva? Molto semplice: gli indiani esistevano e non si sapeva cosa farne.
Per gli spagnoli e I francesi essi avevano rappresentato una ricchezza viva: quella della forza lavoro, che sarebbe stato sciocco non utilizzare o distruggere. Leggi il resto
Le guerre indiane dal 1680 al 1840
A cura di Domenico Rizzi
Fin dal loro primo sbarco sul suolo americano, i “bianchi” si sono distinti per la scarsa riconoscenza mostrata verso i gruppi tribali di Nativi che di volta in volta si erano persino premurati di ospitarli ed assisterli. Ricordare come la vita dei colonizzatori sia dipesa a più riprese dalla generosità dei popoli “rossi” è persino ridondante.
Il fatto è, però, che i bianchi si insediarono, rafforzarono le proprie difese, si armarono al meglio, fecero arrivare dall’Europa fiumi di persone alla ricerca di nuovi spazi.
Questo movimento finì per cozzare brutalmente con i Nativi che, alla fine, non ebbero altra scelta che combattere, combattere per la difesa del proprio stile di vita e persino degli spazi minimi che quello comportava. Leggi il resto
Soldati a cavallo
A cura di Stefano Jacurti
George A. Custer
Nel 1777 il conte Polacco Casimiro Pulasky organizzò il primo regolare corpo di cavalleria americano, il 1° dragoni al comando del colonnello George Baylor. I componenti del reparto erano i reduci degli scontri con i Cherokee alleati degli inglesi. La prima carica di cavalleria avvenne l’11 settembre 1777 contro i reparti inglesi che dovettero arrendersi nella battaglia di Brandwyne e fu il battesimo del fuoco.
Dopo quest’inizio il comando dell’arma di cavalleria venne affidato ad un generale di origini ungheresi, Stefan Moylan, mentre a Pulasky rimase il comando operativo. Venne oraganizzato un reparto di trecento cavalleggeri pronti a tutto che si battè contro gli inglesi con azioni a sopresa. Leggi il resto
Quanah Parker, capo dei Comanche
Quanah Parker
Le storie dei bambini bianchi rapiti e allevati dalle tribù indiane hanno riempito per decenni le pagine dei romanzi e le pellicole dei film western riuscendo sempre ad attirare l’attenzione del lettore o dello spettatore.
Certo, la materia prima di film e racconti è assolutamente esagerata, troppo gonfiata, ma casi isolati di rapimenti ed adozioni si verificarono realmente nel west, specialmente nel periodo centrale del XIX secolo, allorquando gli assalti alle fattorie dei coloni erano un evento per niente raro.
Il caso più famoso è, guarda caso, quello della giovanissima (19 anni) Cynthia Ann Parker, rapita dai Comanche nel maggio del 1836 nel corso di una scorribanda contro Fort Parker (una minuscola colonia bianca) avvenuta nella zona del fiume Navasota, in Texas. Leggi il resto
Tom Horn, un killer d’eccezione
A cura di Omari Vicari
Tom Horn in un raro ritratto
I grandi allevamenti di bestiame intesi come modo e stile di vita cozzavano con l’idea dell’ordine che piano piano stava prendendo il sopravvento nel west. Era la civiltà che arrivava e il west che se ne andava.
Un mondo antico spazzato via da quello nuovo, un mondo che ha fatto sognare milioni di persone perché in quel mondo c’erano i nostri sogni e i nostri eroi. Ma prima che il sipario calasse per sempre sulle vicende dei coloni e dei grandi allevatori, un altro personaggio doveva recitare una parte importante sulle questioni del libero pascolo. Considerate come erano andate le cose nel 1892, i baroni del bestiame credettero di regolare i conti con i coloni affidandosi a un killer d’eccezione: Tom Horn. Leggi il resto



