Kit Carson
A cura di Sergio Mura
Kit Carson
Entrato a far parte della mitologia popolare persino da vivo, Kit Carson fu un trapper, scout, agente indiano, soldato e autentica leggenda del West.
Nato alla vigilia di Natale del 1809, Carson passò la maggior parte della sua prima infanzia a Boone’s Lick, nel Missouri.
Suo padre morì quando lui aveva appena 9 anni e la necessità di lavorare impedì al giovane Kit di studiare.
Divenne pertanto apprendista di un mastro sellaio a 14 anni, ma lasciò la casa per trasferirsi a Santa Fe, nella zona del New Mexico nel 1826. Leggi il resto
La battaglia di Wolf Mountain
A cura di Cesare Bracchi
L’immediata reazione dei vertici dell’esercito degli Stati Uniti, alla inaspettata quanto scioccante notizia della disfatta del 7° cavalleria a Little Bighorn, fu quella di ordinare l’invio di parecchi reggimenti nel Montana sud-occidentale allo scopo di liquidare il più in fretta possibile la “pratica” degli indiani ostili.
E’ in questo ambito che va collocato il trasferimento di 6 compagnie del 5° Fanteria, al comando del colonnello Nelson A. Miles, dalla loro base di Fort Leavenworth nel Kansas al Territorio del Montana, nella zona del fiume Tongue. Ingaggiare battaglia con gli indiani era difficile, soprattutto perché la grande coalizione di Sioux e Cheyenne si era già divisa in numerose bande. Leggi il resto
Medici di frontiera
A cura di Mario Raciti
Per parecchi anni, i medici del West dovettero lavorare in luoghi e condizioni che spesso erano tutt’altro che idonei alla loro attività.
L’equipaggiamento che utilizzavano era sempre limitato e, a volte, persino primitivo. Solitamente utilizzavano forbici, cateteri, tubi e pompe per svuotare lo stomaco, siringhe, bende e assi per immobilizzare le ossa rotte. I termometri non furono disponibili fino al 1850.
Non possedevano siringhe ipodermiche, quindi strofinavano oppio o morfina sulle ferite. Ascoltavano il cuore poggiando l’orecchio sul torace del paziente, e dovevano spesso essere molto fantasiosi e inventivi. Leggi il resto
John M. Larn, un uomo dell’Ovest americano
A cura di Giacomo Ferrari
John Larn
John M. Larn fu un uomo dell’Ovest americano: sceriffo, fuorilegge, cowboy, rancher e killer. Non divenne famoso come altri personaggi dalle stesse caratteristiche, in quanto poco rimase della sua storia nel territorio dove visse e agì, poiché furono compiuti dai suoi concittadini sforzi per cancellarne la memoria.
John Larn nacque l’1 marzo del 1849 a Mobile in Alabama. Ancora adolescente si trasferì nel Colorado e lavorò come uomo di fatica in un ranch. Nel 1869 uccise il suo datore di lavoro dopo una discussione su come John aveva preso in “prestito” un cavallo. Abbandonato il Colorado, si recò nel New Mexico. Si ritiene che vicino a Santa Fe egli abbia ucciso uno sceriffo che era sulle sue tracce. Dopo il New Mexico, troviamo Larn nella città di Fort Griffin, nella contea di Shackleford, Texas. Leggi il resto
La grande galoppata di Portugee Phillips
A cura di Domenico Rizzi
John “Portugee” Phillips
Al termine della Guerra Civile (1861-1865) gli Stati Uniti d’America erano un paese di 31 milioni di abitanti, fortemente proiettato verso la conquista del lontano Ovest. Uno degli ostacoli alla penetrazione nelle selvagge regioni occidentali era rappresentato dalle bellicose tribù delle Grandi Pianure, stanziate tra il corso del fiume Mississippi e le Montagne Rocciose.
Fra le nazioni indiane più agguerrite vi era quella dei Lakota o Teton, di lingua sioux, suddivisa nei sette raggruppamenti principali Queste bande nomadi e dedite alla caccia occupavano prevalentemente i territori del Nebraska, Wyoming, Dakota e Montana, e contava all’incirca 20.000 individui. Leggi il resto
Soapy Smith, re dei malfattori
A cura di Sergio Mura
Soapy Smith
Jefferson Randolph Smith, noto ai più come “Soapy Smith” (l’Insaponato), fu probabilmente la persona più conosciuta tra quelle collegate in qualche maniera alla Corsa all’Oro.
Senza dubbio fu un criminale scaltro e intelligente nello stesso tempo, come ce ne furono pochissimi in tutta la storia del west americano.
Grazie a queste doti riuscì a mettere su e a gestire un sottobosco umano fatto di malfattori, rapinatori, ladri che ebbe la ventura di durare per parecchi mesi durante la corsa all’oro dell’Alaska.
Skagway, dove mise radici, era una cittadina che, lontana mille miglia dalla legge e dall’ordine, attirava i peggiori relitti umani che si trovassero a vagare a quelle latitudini e il buon Soapy Smith li organizzò, non per amore per questi poveracci che trascinava con sé. Leggi il resto
Lo spettacolo dell’ovest selvaggio
A cura di Luca Barbieri
Il Wild West Show di Buffalo Bill è stato illustre passerella della maggior parte dei protagonisti della Frontiera americana: Toro Seduto, Calamity Jane, Annie Oakley, Belle Star, l’esploratore Frank North, tanto per citarne alcuni. Wild Bill Hickok morì prima del suo avvio, ma avendo già recitato con Cody in teatro, forse anche lui si sarebbe piegato allo show business in tarda età.
E’ quello che fece ad esempio Toro Seduto, ormai stanco di combattere una guerra impossibile da vincere: si arrese all’industria dello spettacolo dei bianchi e vendette se stesso per cinquanta dollari la settimana, più un dollaro e mezzo per ogni fotografia autografata. Leggi il resto
L’utilità del bisonte
A cura di Gaetano Della Pepa
Una volta un vecchio indiano disse che tutto ciò di cui il suo popolo necessitava per una vita felice era il bisonte: esso dava tutto agli indiani eccetto l’acqua ed i pali per le tende. Con il bisonte, il popolo rosso della prateria trovava appagamento a tutte le sue necessità. Era il dono che il Grande Spirito aveva dato agli indiani.
Dell’animale si utilizzava tutto. Gli etnologi e gli antropologi hanno rinvenuto e catalogato almeno ottanta oggetti derivanti dall’utilizzo della carcassa del bisonte. Si va dal vestiario, agli oggetti per la capanna, alle armi, ai giocattoli, agli strumenti di lavoro ed agli oggetti magici. Le donne erano velocissime ed espertissime nel loro lavoro. Leggi il resto
Il coltello Bowie
A cura di Sergio Mura
Un ritratto di Jim Bowie
Se c’è un oggetto che ben rappresenta l’epopea avventurosa e leggendaria del west, arrivando persino ad incarnare lo spirito americano, ebbene questo è il “Bowie”, il coltello più famoso dell’intera storia degli stati Uniti.
In parte deve la sua stessa fama a quella del suo leggendario possessore, quel Jim Bowie che morì da eroe ad Alamo dopo una vita perlomeno controversa.
Il Bowie è quell’enorme coltellaccio caratterizzato da una lunga lama (fino a 30 cm!) e dalla punta a doppio filo leggermente ricurva all’insù.
La sua origine si perde al confine tra realtà e leggenda, tanto che non sappiamo con precisione a quale dei Bowie si debba l’idea di realizzare un simile pugnale, se a James (Jim) o a Rezin. Leggi il resto
La Gente di Petun
A cura di Armando Morganti
Nelle valli boscose delle Blue Mountains e sugli altopiani a sud e a ovest della Nottawassaga Bay del lago Huron, “dopo un viaggio di due giorni a ovest degli insediamenti di frontiera degli Huron vi sono nove villaggi della Nazione del Tabacco”, nota anche come “Tionnontates”. Questa popolazione viene ricordata dalle fonti con vari nomi e sinonimi quali “Etionontates”, “Tuinontatek”, “Dionondadies”, “Khionontaterrhonons”, “Peteneux”, “Nation du Petun” e “la Gens de Petun”. La tribù fu sempre nemica degli Irochesi ed anche dopo la loro sconfitta riuscì a mantenere una propria organizzazione tribale all’interno della nuova nazione Wyandot; infatti, dopo il 1650, i resti dei Tionontati e degli Huron si spostarono sull’isola di Mackinac, nel Michigan settentrionale, per dar vita alla nuova tribù. Leggi il resto



