Sentieri di polvere
“Sentieri di polvere” ricostruisce, attraverso una rigorosa documentazione storica, il periodo più cruento delle guerre combattute tra l’esercito degli Stati Uniti e letribù pellerossa del West.
Domenico Rizzi spazza via tutti i luoghi comuni su cui ha fatto affidamento la leggenda per diffondersi tra i lettori, privilegiando l’analisi storica e storiografica schietta e attendibile. Così vengono restituiti alle loro giuste proporzioni i personaggi che un tempo sono stati osannati dalla letteratura e dal cinema per poi finire in un triste dimenticatoio o, addirittura, ingiustamente denigrati da un revisionismo storico certamente di parte.
Il libro, che riporta in appendice tutte le principali battaglie combattute dal 1865 al 1890, contiene l’analisi obiettiva della vita militare. Leggi il resto
Nativi Americani, il disastro dopo il “contatto”
Primi scambi commerciali
Il termine “Nativi Americani” ha costretto gli storici a guardare in faccia una verità fondamentale: gli indiani abitavano l’America del Nord da prima di ogni altro. La loro provenienza è ancora parzialmente incerta, mentre, purtroppo, è ben noto il tragico epilogo delle 500 Nazioni. Gli Indiani d’America sono molto simili ai Mongoli che vivono in Asia; questo perché l’attuale Stretto di Bering non esisteva e Asia e America, essendo attaccate fra loro, permettevano così a queste popolazioni il transito fissando la loro dimora dapprima in Canada e successivamente negli Stati Uniti. I loro primi contatti con il resto del mondo, risalgono a circa 1.100 anni d.C.; sono i Vichinghi che hanno l’onore di incontrare per primi questa nuova razza. Leggi il resto
Acqua di fuoco
A cura di Gaetano Della Pepa
La produzione di un buon Whisky, secondo le antiche ricette scozzesi, richiede tempi lunghi ed obbligati. Il primo stadio consiste nella triturazione della materia prima. Il ricavato viene mescolato ad acqua calda in grandi vasche metalliche. L’acqua serve ad attivare gli enzimi che producono lo zucchero e a scioglierlo. Ne risulta un liquido chiamato “wort” che viene poi avviato alla fermentazione in vasche di legno di pino.
Poi ha inizio la distillazione vera e propria. Il primo whisky che esce è da buttare perché non potabile e dannosissimo per l’organismo umano. L’assunzione di tale intruglio potrebbe addirittura provocare la cecità.
Anche l’ultima parte del distillato ha effetti tossici. Solo la quantità intermedia può essere usata e diluita opportunamente. Leggi il resto
Le ragioni di uno scontro
A cura di Giovanni De Sio Cesari
I rapporti fra i coloni bianchi e gli indiani seguirono uno schema che potremmo definire “classico” in queste situazioni. All’inizio i bianchi erano pochi, dediti alla caccia e al commercio; non venivano percepiti quindi dai pellerossa come un pericolo e potevano avere con essi rapporti più o meno pacifici inframezzati da scontri sanguinosi. I bianchi rappresentavano cioè come un’altra tribù con la quale, secondo le circostanze, potevano esserci rapporti amichevoli o ostili come avveniva per ogni altra tribù.
Man mano però il numero dei bianchi aumentava, arrivavano i coltivatori che recintavano le terre, arrivavano i grandi allevatori che si appropriavano dei pascoli e l’avanzata dei bianchi diventava una valanga incontenibile. Leggi il resto
Cavallo Pazzo. Il grande condottiero di Little Bighorn
Cavallo Pazzo è uno dei pochissimi capi indiani il cui nome sia universalmente noto e deve la sua fama principalmente alla straordinaria vittoria che riuscì a conseguire a Little Bighorn, alla testa di un esercito di indiani Lakota e Cheyenne, sul reggimento dell’esercito americano guidato dal generale Custer.
Grazie a quella celeberrima impresa, che pure non ebbe risultati duraturi, tanto che Cavallo Pazzo si arrese ai bianchi meno di un anno dopo, il grande capo Lakota occupa un posto ben preciso nell’immaginario di tutti noi, appassionati o meno dell’epopea western.
La sua figura storica, tuttavia, è molto meno nitida di quella che ci consegna il mito, e questa biografia di Kingsley M. Bray tenta di ricostruirla in modo attendibile. Leggi il resto
Le “Badlands” ritornano ai Sioux
A cura di Vittorio Zucconi
Le “Badlands”
Le terre di desolata e stupenda bellezza, dove tra resti fossili dei dinosauri crescono soltanto leggende di guerrieri e spettri di bambini uccisi, torneranno a essere abitate dai loro legittimi proprietari, dai nipoti di Nuvola Rossa, di Piccolo Grande Uomo e soprattutto dallo spirito di colui che su di esse regna e aleggia, da Cavallo Pazzo.
Seicento chilometri quadrati di Badlands in South Dakota, di male terre impossibili da coltivare e difficilissime da attraversare per chi non ne conosca le trappole e i crepacci di sabbia, dove avvenne l’ultima strage di Oglala Sioux a Wounded Knee 118 anni or sono, saranno restituite dall’Esercito degli Stati Uniti che le aveva requisite come poligono di tiro per l’artiglieria, agli Oglala della riserva di Pine Ridge. Leggi il resto
Il popolo Lenape
A cura di Skawomdee
Un guerriero Lenape
Il ceppo tribale dei Lenape appartiene alla famiglia algonchina che abitava gli attuali stati di New York, New Jersey, Pennsylvania e Delaware. Questa tribù era conosciuta dai bianchi col nome di Delaware, nome dato, a causa di un malinteso, agli indiani Lenape che vivevano lungo le rive del fiume Delaware, il cui nome, a sua volta, deriva da Lord de La Warr, governatore della colonia di Jameston.
I primi bianchi che entrarono in contatto con i Lenape furono i quaccheri. Questi trattavano gli indiani con giustizia, come comandava il loro credo. I primi trattati che i Lenape stipularono con i bianchi furono abbastanza equi, però gli indiani li consideravano più permessi temporanei piuttosto che lasciti definitivi. Leggi il resto
Il generale George Armstrong Custer
A cura di Omar Vicari
George Amstrong Custer
Una mattina d’estate del 1857, un giovane piuttosto lentigginoso s’avviava con passo spedito per i viali della prestigiosa accademia di West Point (N.Y.). Portava con se una lettera di presentazione redatta dall’onorevole John A. Bingham, rappresentante dello stato dell’Ohio.
La lettera , firmata di pugno dall’onorevole Bingham, descriveva il latore come un ragazzo di 17 anni, altezza metri 1,75, buona salute, ottimo parlato e scritto, eccellenti qualità morali nonché fisiche. Con quella lettera in tasca George Armstrong Custer si apprestava a fare il suo ingresso in accademia, inquadrato assieme ad altri trentadue cadetti ammessi quel 1° di luglio. Leggi il resto
Il carro magico
A cura di Luca Barbieri
Dopo anni di ferventi preghiere, finalmente il miracolo si è compiuto: arriva in Italia il western bizzarro e grottesco di Joe Lansdale (“L’anno dell’uragano”, “Fiamma fredda”, “In fondo alla palude”, “Tramonto e polvere”, solo per citare alcuni degli innumerevoli capolavori del maestro texano). Ne avevamo già avuto qualche tiepido assaggio a strisce con i fumetti di Jonah Hex e con il francamente poco riuscito adattamento della Dark Horse “Dead in the west”, ma sembravano solamente pochi spiccioli elemosinati ad un affamato mendicante. Arriva invece ora per i tipi della Fanucci un vero e proprio “cult-book” scritto nell’ormai lontano 1986: si tratta de “Il carro magico”, un affascinante viaggio nel selvaggio West sulle traballanti ruote di un carro costruito (in parte) con legname abitato da vendicativi spiriti indiani (in quanto ricavato da pini sacri abbattuti sulle Black Hills). Leggi il resto
Wyatt Earp
A cura di Omar Vicari
Wyatt Earp
Quando nel 1928 lo scrittore Stuart N. Lake si accingeva a scrivere e a creare la leggenda di Wyatt Berry Stapp Earp, temette di trovarsi di fronte ad un imprevisto insormontabile.
Infatti qualche tempo prima a New York, Bat Masterson, l’altro grande sceriffo dei tempi di Dodge City, disse che era impossibile raccontare la storia del vecchio west, a meno che Wyatt Earp non raccontasse ciò che sapeva. E Wyatt Earp non avrebbe parlato, sentenziò Masterson.
Con queste parole che gli frullavano per la mente e col timore di non riuscire a cavare un ragno dal buco, lo scrittore si accingeva a raggiungere Los Angeles dove da tempo quel Matusalemme della colt risiedeva assieme alla terza moglie Josephine Sarah Marcus. Leggi il resto



