Fuochi morenti
Ancora un romanzo storico. Romanzo perché la storia è quasi inventata ed i dialoghi e i personaggi pure. Storico perché tutto si basa su fatti veramente accaduti e sulle precise descrizioni di essi fatte dai missionari gesuiti del XVII secolo.
In questo libro scopriamo cose assolutamente inedite, quale l’abitudine dei pellerossa a prendersi in giro con una forte tendenza allo sproloquio ed al turpiloquio. Scopriamo anche in che modo per dimostrare virilità le tribù del nord erano solite torturare e – a volte – mangiare i prigionieri che finivano nei loro accampamenti.
Bellissime le descrizioni dei territori incontaminati in cui si poteva viaggiare per giorni e settimane senza incontrare anima viva, ma col continuo terrore di avere l’incontro sbagliato… Leggi il resto
North American Indian
E’ un’incredibile raccolta di fotografie scattate alla fine del XIX secolo.
L’autore delle centinaia e centinaia di foto è il fotografo naturalista Edward S. Curtis che ha avuto il merito di aver ritratto i pellerossa nel loro ambiente, ottenendone la difficile collaborazione e ricreando anche alcune scene che altrimenti non avremmo mai potuto vedere oggi.
Alle fotografie viene abbinata una breve e precisa descrizione della scena, nonchè alcune note etnografiche di altissimo valore.
Molte immagini sono pochissimo viste e rare. Le fotografie sono di alta qualità. Leggi il resto
Un altro Billy The Kid?
A cura di Omar Vicari
La notte del 13 luglio 1881 una pallottola dello sceriffo Pat Garrett, sparata nella penombra della casa di Pete Maxwell a Fort Sumner, metteva fine alla vita di Henry Mc Carty, alias William Bonney, noto sulla frontiera col nome di Billy The Kid. Il corpo del Kid venne sepolto nel vecchio cimitero del forte, ma la tomba e i resti del fuorilegge in seguito non vennero più ritrovati causa la piena del fiume Pecos del 1904 che sommerse e distrusse l’intero cimitero. Il corpo del Kid sembrò essersi volatilizzato e ciò rafforzò le voci già esistenti secondo le quali Garrett aveva ucciso un altro e non il Kid.
William Bonney, scappato alla pistola di Garrett, se cosi fosse, sarebbe vissuto per altri settanta anni col nome di Brushy Bill Roberts e sarebbe morto nel 1950 a Hico (Texas) per un attacco di cuore. Leggi il resto
Capo Giuseppe
I Nasi Forati o Nez Pierce sono una nazione di pellerossa che viveva tranquillamente in pace con i bianchi finché un giorno si decise di togliergli le terre nelle quali vivevano per regalarle alle famiglie di agricoltori che a frotte stavano inondando il West nella seconda metà del 1800.
Questo accadeva nel 1877e fu l’inizio della guerra dei Nasi Forati e della loro fuga attraverso il continente americano alla ricerca di un rifugio in Canada dove si sapeva che viveva in pace Toro Seduto.
Capo Giuseppe, un grande amante della pace costretto alla guerra da circostanze non volute da lui e dalla sua tribù guidò il suo popolo in fuga fino alla resa definitiva di fronte a forze preponderanti quando ormai pochi chilometri lo separavano dalla meta. Leggi il resto
Gli indiani a caccia del bisonte
A cura di Gaetano Della Pepa
La caccia al bisonte era per gli Indiani un’attività legata alla vita stessa dal momento che la sopravvivenza dipendeva completamente da questo animale. Nello stesso tempo era una competizione, una prova di coraggio e di abilità a cui ci si preparava fin da piccoli.
Quando gli studi erano terminati, per il piccolo indiano diventato adulto, arrivava il giorno degli esami: l’aula era la prateria e l’esaminatore il bisonte.
Catlin diceva: “I poveri bisonti sono perseguitati dal loro nemico, l’uomo, durante tutto l’anno e nei mille modi escogitati per ucciderli. Leggi il resto
Atakapa-Ishak, il popolo dimenticato
A cura di Armando Morganti
Guerrieri Atakapa
Strano destino quello degli Atakapa, una popolazione letteralmente dimenticata dalla storia, eppure, questa nazione, come quella dei Karankawa, appare sulla scena storica in epoche molto antiche grazie ai “Naufragios de Alvar Núñez Cabeza de Vaca”.
Questi, con Andrés Dorantes, Alonso del Castillo e lo schiavo negro Estebanico, fu l’unico sopravvissuto della sciagurata spedizione spagnola in Florida di Pánfilo de Narváez, partita da Cadice il 17 giugno 1527 e sbarcata in Florida, nella Tampa Bay, il 12 aprile 1528.
Dopo i ben noti disastri della spedizione, gli spagnoli superarono la foce del Mississippi e, spingendosi a ovest, le imbarcazioni si dispersero in mare aperto e, il 6 novembre, il gruppo del Cabeza de Vaca raggiungeva l’isola di Malhado (l’isola della mala sorte come la chiamava il Cabeza de Vaca), sita nella baia texana di Galveston. Leggi il resto
Apache
Gli Apache fino al 1938 erano considerati una sorta di popolo spauracchio, terribile e selvaggio, il popolo di ribelli come Geronimo.
Con questo libro, uscito appunto quell’anno, Lockwood ebbe il grande merito di spazzare via gran parte di quelle dicerie antiche e false, ristabilendo in maniera definitiva la realtà storica di una grande nazione pellerossa abituata a convivere con la severità di un clima che faceva spaventare i bianchi e con un territorio che a un’occhio disattento poteva sembrare povero di ogni cosa.
Nella storia degli Apache c’è tutta la verità e ci sono tutte le grandi imprese compiute dai capi più famosi come Geronimo, Ulzana, Mangas Coloradas, Cochise e tanti altri. Leggi il resto
Una vita sul sentiero di guerra
Molti Trofei (Plenty Coups), uno degli ultimi capi della nazione Crow a conoscere il “vecchio modo” di vivere decise di raccontare la sua vita e quella della sua tribù da che ne aveva memoria (memoria orale della stessa tribù) a breve distanza dalla morte.
I Crow sono una tribù del nord ovest americano che a suo tempo era invidiata dalle altre per l’abbondanza della selvaggina dei luoghi nei quali la tribù cacciava.
In particolare ci fu guerra con i Sioux che gli contesero molti spazi, ma mai ci fu guerra con i bianchi perché i capi Crow, tra cui Molti Trofei, capirono subito che combattere i Wasicu avrebbe portato solo lutti e dolori. Leggi il resto



