L’uomo che sussurrava ai cavalli
In questo bellissimo libro Nicholas Evans è riuscito a coniugare tanti generi: western, avventuroso, drammatico, suspence, romantico, new age. Ci è riuscito splendidamente ad onor del vero, tanto che chi legge il libro resta colpito dal fatto che pare di aver dato un volto a ciascuno dei personaggi, cavalli compresi. Voglio dire che l’amalgama è ben riuscito al punto che ci pare di essere entrati a far parte, noi stessi, della storia.
Il libro racconta di un uomo che vive nel Montana (Stati Uniti del nord ovest) e che ha il dono di essere perfettamente parte della natura incontaminata in cui vive e di riuscire a parlare con i cavalli, a capirli, a curarli, se necessario e i cavalli hanno completa fiducia in lui. Si tratta di un Whisperer, un sussurratore. Leggi il resto
Estate di Powwow nella Wind River Reservation nel Wyoming
I Powwow nella Contea di Fremont abbondano d’estate nel Wyoming, stagione tradizionale per i raduni dei Nativi Americani.
La regione della riserva indiana di Wind River offre serate e notti con echi di tamburi e voci che cantano. I Powwow hanno antica origine e le tracce sono già presenti prima dell’arrivo degli Europei nel continente americano.
Gli Indiani delle praterie danzavano per onorare i membri della tribù, per festeggiare eventi importanti e per richiedere la protezione per i guerrieri e cacciatori. Leggi il resto
Il popolo delle stelle
A cura di Cristina Uderzo
Capo Seattle
“Il cielo lontano, che ha pianto lacrime di compassione sul mio popolo per innumerevoli secoli e che ci appare senza cambiamenti ed eterno, può mutare. Oggi è bello. Domani può essere coperto di nuvole. Le mie parole sono come le stelle che non tramontano mai.”
E’ con queste parole profetiche che inizia il famoso discorso del capo indiano Seattle pronunciato nel 1854 in risposta al Governatore dello Stato di Washington, Isaac Stevens, nominato per dare il via alla colonizzazione della regione.
Di pensieri come quello di Seattle è permeata tutta la cultura nativa americana, conscia della sacralità della natura e del pericolo che l’uomo rischia quando non rispetta il legame antico che lo lega ad essa. Leggi il resto
Gli indiani d’America
Questo è un libro non facile, devo premetterlo subito. Non è facile perché pur trattando lo stesso argomento trattato dagli altri autori, Washburn antepone l’incredibile pesantezza della trattazione scientifica che non sembra conoscere mezze ragioni, ma solo i teoremi matematici che hanno la certezza del risultato.
L’autore è uno dei maggiori esperti americani di storia dei pellerossa, ma il cipiglio con il quale tratta secoli e secoli di storia è capace di rovinare l’appetito del lettore; a me è sucesso così. Leggi il resto
Le leggende non muoiono mai
A cura di Luca Barbieri
Jesse James
Il fatto che le leggende non muoiano mai è particolarmente vero per gli americani che neppure di fronte alla realtà dei fatti vogliono ammettere che i “loro” personaggi leggendari possano morire come qualsiasi altro essere umano (quale vero fan di Elvis Presley ammetterebbe mai che il “dio del rock’n’roll” è davvero defunto e non circola invece a piede libero sotto falsa identità?).
La storia del West è costellata di simili luoghi comuni; in questa sede vorrei dare un’occhiata alle voci riguardanti la “presunta” e chiacchieratissima morte di Jesse James. Leggi il resto
Gli indiani e il rapporto con i “visi pallidi”
A cura di Giovanni De Sio Cesari
Gli indiani ebbero sempre una pessima impressione della moralità dei bianchi, li considerarono sempre dei demoni e lo stesso colore pallido dei loro visi aumentava la suggestione che si trattasse effettivamente di spiriti malvagi
Due caratteristiche in particolare colpirono subito sfavorevolmente gli indiani: l’egoismo e la menzogna.
Essi videro con stupore che vi erano molte differenze economiche fra i bianchi e sembrava che gli uni non si curassero degli altri. Vedevano alcuni che avevano molto di più di quanto potesse servire loro e altri che non avevano niente e forse soffrivano essi stessi la fame.
La cosa appariva incomprensibile in una società nella quale le differenze economiche e sociali erano pressoché inesistenti e comunque assai ridotte dalle attenzioni che i più fortunati riservavano ai più disgraziati. Leggi il resto
La civilizzazione forzata
A cura di Gaetano Della Pepa
Bambini indiani nel cortile di una scuola
Appena arrivati presso le “scuole per indiani” gli adolescenti venivano raggruppati e fotografati nei loro variopinti costumi. Subito dopo venivano lavati, tagliati loro i capelli, pettinati, disinfettati e fatte indossare loro le uniformi della scuola simili alle divise militari. Le bambine e le adolescenti erano vestite con camicette da donna e lunghe gonne e con i capelli accorciati e raccolti. Tutti calzavano rigide ed alte scarpe nere alposto dei mocassini. Così agghindati venivano di nuovo fotografati.
Con queste foto si voleva dimostrare che già dall’inizio era possibile indurre gli indiani ad abbandonare le loro usanze. Infatti si vedono nelle foto computi ed irrigiditi ragazzini con la mano destra infilata tra il secondo e quarto bottone della giubba alla stessa maniera degli ufficiali USA, mentre le meste fanciulline avevano le mani raccolte in grembo. Leggi il resto
Le spoglie di Toro Seduto
Toro Seduto
Dopo le discussioni riguardanti la destinazione finale delle spoglie di Toro seduto, documentate anche su questo sito, a far riportare all’attenzione della cronaca il grande capo Sioux sono, questa volta, vicende che fanno riferimento ad alcune reliquie.
La notizia, del settembre scorso, è che una ciocca di capelli e un paio di gambali che erano stati sottratti da un medico dell’esercito al cadavere di Toro seduto, saranno restituiti al pronipote del capo indiano dal Museo Nazionale di Storia Naturale. Il Museo ha annunciato la decisione dopo una attenta verifica, durata 5 anni, della reale discendenza di Ernie LaPointe, 59 anni di Lead nel South Dakota, e delle sue tre sorelle maggiori, dal grande capo indiano. Leggi il resto



