George Weightman “Red Buck” il pericoloso fuorilegge

A cura di Paolo Brizzi da un articolo di Kathy Weiser

George “Red Buck” Weightman nacque intorno alla seconda metà del XIX secolo in una data sconosciuta e fu uno dei più spietati fuorilegge dell’Oklahoma, un vero “oklahombre” le cui gesta sono rimaste impresse per lungo tempo nella memoria della gente dei luoghi in cui imperversò, fino alla sua morte, nel 1896, giunta per molti come una vera e propria liberazione. Si pensa provenisse dal Texas e meritò il suo soprannome per via dei suoi capelli rossi. Leggi il resto

George W. Parsons, un “piedidolci” a Tombstone

A cura di Sergio Mura

George W. Parsons a Tombstone
Di George Whitwell Parsons (26 agosto 1850 – 5 gennaio 1933) in pochi sanno qualcosa. Eppure c’è una parte della sua vita che è per tutti noi, appassionati di storia del west, molto importante. Parliamo del lungo periodo che Parsons trascorse a Tombstone (Territorio dell’Arizona) dal 1879 al 1887, ossia nel periodo forse più turbolento per la cittadina della frontiera. Parsons era nei fatto una sorta di avventuriero, amante della frontiera, coraggioso e azzardato. Era stato anche avvocato e persino banchiere.
In tutto il tempo che trascorse a Tombstone, Parsons mantenne un accurato diario in cui annotava ogni cosa con una certa meticolosità che oggi è preziosissima perché ci sonsente di conoscere tante cose che altrimenti ci sfuggirebbero. Leggi il resto

Nat Love, detto “Deadwood Dick”

A cura di Sergio Mura

Nat Love, il secondo in piedi da sinistra nel quadro
Nat Love, successivamente conosciuto come “Deadwood Dick”, era un cowboy afro-americano ed un ex-schiavo divenuto famoso nel periodo successivo alla guerra civile americana. Nacque schiavo nella piantagione di Robert Love nella Contea di Davidson, nel Tennessee, nel giugno del 1854 e morì a 67 anni nel 1921. Suo padre era una sorta di caposquadra tra gli schiavi ed aveva una certa responsabilità nei campi della piantagione e sua madre era la responsabile della cucina. Nat Love aveva due fratelli, una sorella maggiore, Sally, e un fratello maggiore, Jordan. Leggi il resto

John Martin, lo “scampato al Little Big Horn”

142° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2018)
A cura di Marian Cecchi


John Martin (Giovanni Martini) riceve il biglietto da Cooke
Le tre e mezzo del pomeriggio del 25 giugno del 1876, nella zona del Little Big Horn.
Scopo della missione: rintracciare i Sioux e dar loro una “severa lezione” per l’allontanamento abusivo dalle riserve. Il capitano Benteen, comandante del 1° gruppo squadroni del 7° reggimento cavalleria, mentre stava ripensando, dubbioso, agli ordini del “generale” Custer, che gli erano sembrati improvvisati e cervellotici, sentì il suo primo sergente che lo chiamava: “Signore! Guardate là avanti!”. Leggi il resto

Il Little Big Horn di William Slaper, soldato di Custer

142° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876/25-06-2018)
A cura di Gualtiero Fabbri


William Slaper
Tutti quelli che hanno scritto sul Little Big Horn, non possono aver tralasciato gli unici documenti certi al riguardo, cioè le testimonianze di chi era presente. Questi, comunque, non sono mai documenti da prendere di peso e accettare così come sono; sono stati redatti da persone che hanno avuto una visione parziale dei fatti.
Certi racconti, molti dei quali rilasciati a distanza di parecchi anni, hanno risentito dell’accumulo di particolari che in origine erano solo dei “sentito dire” e sono diventati parti “vere” nella storia, magari senza alcuna malizia da parte del loro autore, ma solo perchè così è la natura umana; altre testimonianze magari sono state falsate per manie di protagonismo o, peggio, per interesse, altri avranno inventato versioni o scoperte sensazionali solo per avere un qualche tornaconto. Leggi il resto

Lillie Langtry, la prima star degli Stati Uniti

A cura di Valentina Santoli


Un ritratto di Lillie Langtry e, sullo sfondo, il saloon di Roy Bean
Non solo di indiani, pionieri e pistole era popolato il vecchio West: a volte, un tocco di grazia femminile riusciva a farsi strada in quel nuovo mondo. Lillie Langtry, nata Emile Charlotte LeBreton, con la sua splendida eleganza ed un folta capigliatura rosso tiziano conquistò l’America grazie alla sua bellezza e alle eccezionali doti artistiche, che la proiettarono negli ambienti più esclusivi. Leggi il resto

Barboncito, capo, guerriero e oratore del popolo Navajo

A cura di Marco Aurilio


Un bel ritratto di Barboncito, tratto dalla sua foto originale
Barboncito nacque nel 1820, per il clan Ma’iides-gizhnii,(che accolse indiani del Pueblo di Jemez dopo la loro rivolta nel 1680) nel cuore del territorio navajo, il Canyon De Chelly. Della sua vita prima della guerra navajo del 1864 si sa poco. Ebbe due mogli e vari figli; Delgadito (Cachos Nez), El Sordo e Josè Pelon i soli fratelli noti. In gioventù si distinse come guerriero mentre in età più avanzata per la sua capacitò di leadership, la ricerca della pace e la conoscenza di canti e cerimonie tradizionali. Leggi il resto

Wild Bill Hickok, la sua storia

A cura di Massimo Rossi

I colori del primo mattino rendono Deadwood particolarmente affascinante. Lungo la strada principale, così come 100 anni fa, passeggiano delle persone, alcuni indossano ancora dei vecchi cappelli, hanno dei grossi baffi spioventi e le pistole alla cintura.
Così come 100 anni fa, lungo la strada principale c’è una porticina con un’insegna: “Saloon No. 10”.
All’interno la luce è scarsa, c’è un grosso bancone sulla sinistra, dei tavoli e delle sedie nella sala. L’atmosfera è carica di magia e di mistero.
Le pareti sono piene di cimeli del vecchio West: fotografie d’epoca, armi, attrezzature.
C’è addirittura una sedia, in una nicchia in alto su una parete, una sedia speciale. In un’altra parete, più in basso, ci sono esposte delle carte da Poker: una coppia di assi ed una coppia di otto con su scritto “la mano del morto”.
Improvvisamente passato e presente si mescolano, il tempo ed il luogo ti rapiscono, si iniziano a sentire delle voci in sottofondo, la sala si anima, c’è del fumo, ci sono delle persone che bevono, altre che parlano, altre ancora che giocano a poker proprio ad un tavolo poco distante. Leggi il resto

Cynthia Ann Parker, storia della giovane texana che divenne Comanche

A cura di Sergio Mura


Cynthia Parker mentre allatta la figlia e Quanah, altro suo figlio, capo dei Comanche
Cynthia Ann Parker, una bimba texana di appena nove anni, fu rapita dagli indiani Comanche mentre la sua famiglia veniva brutalmente massacrata davanti ai suoi occhi.
Dopo che l’isolato avamposto texano fu attaccato da un gruppo di guerra di Comanche, la piccola Cynthia venne allontanata da sua madre, portata via a cavallo e allevata per vivere come una delle donne della tribù.
Per 24 anni la donna dagli occhi azzurri, dapprima prigioniera, rimase volontariamente con i suoi rapitori, sposandosi con un Comanche e facendo nascere dei figli, dimenticando perfino la sua lingua d’origine. Leggi il resto

Old Jack Hinson, storia di un cecchino, del suo fucile e della sua vendetta

A cura di Gian Mario Mollar


Old Jack Hinson, tiratore infallibile
Nei libri di storia americana non si parla spesso di “Old Jack” Hinson (1807 – 1874). La sua vita non è che una pennellata nel grande e sanguinoso quadro della Guerra Civile, eppure la sua storia è così epica da sembrare la trama di un film western.
Siamo in Tennessee, più precisamente nella Contea di Stewart, al confine con il Kentucky, nel 1862. La Guerra Civile è scoppiata un anno prima e la violenza dilaga. Gli eserciti, giacche blu contro giacche grigie, si contendono il territorio. Le campagne pullulano di bushwacker, milizie irregolari schierate con la Confederazione degli Stati del Sud. Leggi il resto

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