James Bowie

A cura di Rino Di Stefano

James Bowie nasce nella primavera del 1796 a Terrapin Creek, nella Louisiana francese, dal presbiteriano Rezin Bowie e dalla metodista Elve Catesby Jones. Aveva cinque fratelli.
Nel 1803 il presidente Jefferson acquista la Louisiana dalla Francia.
L’8 gennaio 1815 James si arruola insieme al fratello Rezin nella compagnia del capitano Coleman A. Martin che darà poi forma ai 17°, 18° e 19° Consolidated Louisiana Militia Regiments. I due fratelli stanno sotto le armi soltanto per due mesi e 23 giorni ricevendo ognuno 23,93 dollari di paga.
Sono tempi di grandi cambiamenti. Nel 1808 il Congresso degli Stati Uniti aveva abolito il traffico di schiavi dall’Africa. Leggi il resto

Washakie, capo degli Shoshoni

Capo Washakie
Gli Shoshoni furono prevalentemente alleati con il popolo bianco e raramente si resero protagonisti di episodi guerreschi nei loro confronti. Furono, piuttosto, eterni rivali dei Sioux e dei loro alleati e contro questi rivolsero ogni energia di cui disponevano. In tal senso deve forse essere interpretata l’alleanza con l’esercito delle “giacche blu”.
Uno dei personaggi di maggior spicco tra gli Shoshoni fu senza alcun dubbio il capo Washakie, vissuto tra il 1804 ed il 1900, a cavallo del periodo più turbolento per le popolazioni indiane dell’ovest.
Washakie era figlio di un indiano Umatilla e di una Shoshone e per quasi tutta la sua infanzia visse con il gruppo del padre. Di lui tutti ricordavano la pelle, di colorazione insolitamente chiara.
Solo nel corso della giovinezza si spostò nella tribù Shoshone della madre, maturando le prime e più significative esperienze di vita e divenendo rapidamente un guerriero temuto e assai coraggioso, in grado di mutare le sorti dei piccoli conflitti intertribali che sempre hanno caratterizzato lo scorrere del tempo tra le Nazioni indiane. Leggi il resto

Geronimo racconta la sua ultima battaglia

Dopo il tradimento e il massacro di Casa Grande non ci radunammo di nuovo per molto tempo; quando ci raccogliemmo, ritornammo in Arizona. Vi rimanemmo per un certo periodo, vivendo nella riserva di San Carlos, in un luogo che ora si chiama Geronimo. Nel 1883 ritornammo un’altra volta nel Messico.
Ci fermammo tra le sue catene montuose per circa quattordici mesi, e durante questo periodo avvennero molte scaramucce con le truppe messicane. Nel 1884 ritornammo nell’ Arizona per convincere altri apache a venire con noi nel Messico. I messicani stavano raccogliendo truppe sulle montagne dove noi avevamo vagato, e erano in numero tanto superiore al nostro, che non potevamo sperare di combatterli e vincerli.
Eravamo ormai stanchi di essere costretti a vagabondare da un posto all’altro, sempre braccati. In Arizona successero incidenti fra noi e i soldati degli Stati Uniti, e così ritornammo nel Messico. Leggi il resto

Jim Baker, il grande trapper

A cura di Sergio Mura


Jim Baker, il grande trapper – clicca per INGRANDIRE
Quando la frontiera iniziava a mostrare il suo volto, il giovane Jim Baker cercava la sua fortuna nel west, trovandovi una vita traboccante di avventura, pericolo e persino romanticismo.
Sia lo stato del Wyoming che quello del Colorado rivendicano come “proprio figlio” Jim Baker perché se da un lato si ritiene che sia stato il primo colono dell’allora Territorio del Colorado, altrettanto si crede che lui abbia costruito la prima casetta (“cabin” in inglese) permanente nel Territorio dello Wyoming. Leggi il resto

Satanta, capo di guerra dei Kiowa

A cura di Cesare Bartoccioni

Satanta – clicca per INGRANDIRE
Negli anni ’60 e ’70 del 1800, uno degli Indiani più conosciuti delle Pianure fu il capo di guerra Kiowa Satanta. Nell’est era visto come l’oratore del suo popolo, una sorta di rustico filosofo che rappresentava la sua gente nelle negoziazioni sui trattati e le sue osservazioni sulle relazioni tra bianchi ed indiani erano spesso riprese sui grandi giornali metropolitani.
Nel Texas, era visto come l’architetto del massacro della carovana Warren in cui sette conducenti erano stati uccisi, un assassino che giustamente era stato condannato a morte, ma che, all’ultimo minuto, aveva ricevuto la prigione a vita a seguito delle politiche della Ricostruzione (1). Entrambe queste visioni semplificavano in modo sproporzionato uno degli uomini più complessi che fosse mai sorto dalle Grandi Pianure – un capo molto intelligente, diplomatico e filosofo che era anche un assassino, ma un uomo la cui storia solo di recente ha iniziato a ricevere la sua piena misura di giustizia. Leggi il resto

American Horse, uno scaltro capo Sioux

A cura di Paolo Scanabucci da un brano di Charles A. Eastman (Ohiyesa)

Cavallo Americano fu uno dei più scaltri capi Sioux ma non fu l’unico a portare questo nome. A raccontarci la sua storia è Charles A.Eastman, conosciuto anche Ohiyesa. Leggiamo dunque quanto scrive.
A portare il nome di Cavallo Americano fu prima un suo zio che perse la vita nella battaglia di Slim Buttes nel 1876. Cavallo Americano junior nacque poco prima che l’invasione delle terre dei Sioux da parte dei bianchi divenisse un problema serio ed i metodi dei colonizzatori aggressivi, e la sua prima età virile lo portò nel periodo più critico e difficile della nostra storia. Fu istruito da suo zio, poiché suo padre fu ucciso nella battaglia mentre entra ancora molto giovane. La banda di Cavallo Americano frequentava un luogo di smercio di beni vari e i suoi membri di conseguenza erano amichevoli con i bianchi, politica questa seguita da vicino dal loro capo. Quando nacque, il suo vecchio nonno disse: “Portatelo fuori al sole! Lasciatelo chiedere al suo progenitore, il Sole, il sangue caldo di un guerriero!” Ed egli ebbe sangue caldo”. Leggi il resto

15 ottobre 1880, Victorio ucciso a Tres Castillos

A cura di Patrizia Ines Roggero


La storia dei Nativi Americani è segnata da guerre, esodi verso terre spesso lontane da quelle natie e fughe dai confini delle riserve. Nemmeno gli Apache Mimbreño di Victorio, ne sono stati risparmiati. Ma chi era questo condottiero?
Probabilmente nato nel 1825 con il nome di Bidu-ya, Beduiat, è conosciuto come Victorio “Il Lupo degli Apache”. Una leggenda narra che fosse di origine messicana, rapito dal Rancho del Carmen e allevato dagli Apache, ma non è così. Era un Mimbreño a tutti gli effetti, così come sua sorella Lozen “Dextrous Horse Thief”, guerriera e profetessa, che Victorio stesso definì “Forte come un uomo, più coraggiosa degli altri. È la mia mano destra. È lo scudo del mio popolo.” Leggi il resto

Massai

A cura di Paolo Brizzi

Massai
Nel Settembre 1886, un Apache Chiricahua prigioniero di guerra saltò giù dal treno diretto in Florida ed entrò nella leggenda dell’ovest. Quell’indiano si chiamava Massai (pronunciato Mah-sii dalla sua gente).
Massai era nato probabilmente nel New Mexico sud-occidentale intorno al 1847.
Nel 1877 era a San Carlos con la sua gente, i Warm Springs; qui aveva vari figli. Non sappiamo se era già sposato prima di giungere nella riserva, comunque a San Carlos sua moglie era Nahgotsieh, nata forse nel 1850 (fu poi sposata a Stephen Kyzha e, dopo, a Chino e morì il 25 Dicembre 1908).
Massai non si unì a Victorio e non partecipò alla sua fuga dalla riserva, rimanendovi con la maggior parte dei Mimbres, sotto Loco. Leggi il resto

Pawnee Killer (Oglala Sioux)

A cura di Sergio Mura e di Anna Maria Paoluzzi

Il volto di Pawnee Killer
Pawnee Killer (Scili Kte) è stato un valido e forte guerriero Oglala Sioux di cui si sa abbastanza poco.
Di certo vi è che visse la sua esperienza di guerriero nel periodo più intenso dello scontro tra la civiltà dei bianchi che avanzava, sia pure con una certa difficoltà, e la cultura dell’uomo rosso che provava a difendersi.
Pawnee Killer non era un vero e proprio capo, quanto piuttosto un leader di guerra, uno di quei guerrieri a cui venivano affidate le imprese guerresche di una banda o di una tribù. Apparteneva alla banda di Little Wound che stazionava abbastanza di frequente nelle regioni meridionali del fiume Platte. E in quelle zone gli Oglala guidati da Little Wound e Pawnee Killer si trovavano talvolta ad essere protagonisti di episodi guerreschi contro i bianchi.
Il nome della banda di Pawnee Killer “Shkokpaya” – noto anche con la variante ortografica Skokpaya – (“Basin” – in senso geografico) è riportato da un elenco compilato da John Colhoff (White Man Stands in Sight) nel 1949. Leggi il resto

Buffalo Bill, il mito eterno

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
Nostra intervista a Domenico Rizzi.

La grande caccia al bisonte del 1895 – clicca per INGRANDIRE

Buffalo Bill è una leggenda della storia del west, uno di quei miti così robusti da poter dire tranquillamente che è quasi impossibile trovare una persona che non l’abbia almeno sentito nominare.
In occasione del centenario della sua morte (10 gennaio 1917) abbiamo pensato di fare una ampia chiacchierata su questo famosissimo personaggio con lo scrittore western Domenico Rizzi, uno degli autori di Farwest.it.
A lui abbiamo posto delle domande che speriamo ci aiutino a comprendere meglio chi c’era realmente dietro la patina mitologica del grande cacciatore di bisonti e di indiani, poi anche imprenditore con il Wild West Show. Leggi il resto

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