Colt e Winchester alla conquista del west

A cura di Sergio Mura
Colt e Winchester, le armi che conquistarono il west
Nel corso del periodo di massima spinta verso ovest, verso la “frontiera”, quello della seconda metà del XIX secolo, tra i molti produttori di armi – artigianali o industriali – che hanno inventato e prodotto armi da fuoco a cartuccia, certamente due nomi spiccano su tutti e sono rimasti ben impressi nella memoria collettiva e fanno parte integrante della leggenda: Colt e Winchester. Colt, come sappiamo benissimo tutti, ha prodotto revolver leggendari, mentre Winchester ha realizzato e diffuso i leggendari fucili a ripetizione a leva. Leggi il resto

Samuel Colt, l’armaiolo che “rese gli uomini uguali”

A cura di Antonio Pannullo

Samuel Colt e, alle sue spalle, le famose pistole da lui inventate
La data del 4 gennaio 1847 rappresenta qualcosa di molto più importante che un semplice contratto tra il War Department americano e l’azienda di Samuel Colt per la fornitura di mille revolver, le Colt Paterson con grilletto pieghevole, ai Rangers del Texas. Per la cronaca il prezzo era di 28 dollari a pistola Army Model. In realtà, con la diffusione di massa della Colt cambia tutto negli Stati Uniti e, di conseguenza anche nel mondo. E non sembri un’esagerazione. In precedenza, tutte le armi da fuoco leggere disponevano di un solo colpo, al massimo due, per cui le armi a pietra focaia e a colpo singolo necessitavano di un certo tempo per essere ricaricate. Leggi il resto

I tiratori scelti nella Guerra Civile Americana

A cura di Sergio Mura


Shapshooters della Guerra Civile – clicca per INGRANDIRE

L’introduzione nei campi di battaglia di canne rigate e armi a retrocarica portò rapidamente ad una importante novità nel contesto della Guerra Civile Americana: la nascita e l’utilizzo di corpi di tiratori scelti. Non si trattò di una scelta semplice perché il mestiere di tiratore scelto non era certo visto di buon occhio dalla gente comune nella società civile. Ci vollero le durissime condizioni imposte dalla guerra civile a convincere i civili a rimuovere rapidamente le renitenze… Leggi il resto

Confronto tra revolver: Schofield e Colt

A cura di Giovanni Vezzoni


Il confronto che vi proponiamo nasce dalla semplice constatazione che entrambe le armi furono scelte tra quelle disponibili sul mercato e utilizzate in maniera privilegiata dalla Cavalleria degli Stati Uniti durante la maggior parte delle Guerre Indiane e poiché ognuno de due revolver ha le sue peculiarità, abbiamo provato a comprendere le possibili ragioni della scelta fatta dai comandi generali del tempo. Naturalmente sappiamo bene che una condizione determinante fu quella del costo, ma sappiamo che ciò non fu al primo posto. Leggi il resto

Il tomahawk, la scure di guerra degli indiani


Un guerriero con un tomahawk

Il Tomahawk, strumento di offesa per eccellenza insieme ad arco e frecce al tempo dei primi scontri tra bianchi e indiani (e anche prima, nell’uso quotidiano delle varie tribù), è la scure da combattimento dei Nativi Americani. In verità fu utilizzata per lungissimo tempo anche dai coloni Europei poichè aveva numerosi pregi e, tra questi, vi era che si prestava anche ad essere lanciata. Leggi il resto

I fucili Winchester, conquistatori del west

A cura di Gaetano Della Pepa. Note finali di Mario Raciti.


Del Winchester 73 un famoso esperto di armi, il capitano E. C. Crossman nel 1920 scriveva: “La carabina che… ha ucciso più selvaggina ed Indiani e più soldati degli Stati Uniti quando gli Indiani scoprirono i suoi pregi”. E’ noto che la verità fu piuttosto diversa: le carabine a leva della Winchester solo eccezionalmente comparvero nelle mani delle truppe di stanza sulle frontiere degli Stati Uniti, la strage dei bisonti che ridusse i Nativi alla fame fu operata dagli Sharps e nelle mani dei Sioux a Little Big Horn non c’erano dei modelli 1873 ma dei modelli 1866. Leggi il resto

Trovato un coltello appartenuto al fratello di Jim Bowie

A cura di Sergio Mura


Il Bowie knife ritrovato
Recentemente, tra la sorpresa di tutti gli appassionati di storia del west, il museo “Texas Ranger Hall of Fame and Museum” ha ricevuto un coltello modello “Bowie Knife” che si ritiene sia appartenuto nientemeno che al fratello di James “Jim” Bowie, ossia colui che quel tipo di coltellaccio ha reso famoso ai tempi del west e che non a caso porta il suo stesso nome.
Il pugnale è lungo ben 43 cm (17 pollici), la sua elsa è realizzata in corno di bisonte e la lama è in acciaio al carbonio con la caratteristica “Texas clip” resa famosa da James Bowie, l’eroe di Alamo. Leggi il resto

Sistemi di accensione delle armi da fuoco

A cura di Cesare Bartoccioni


La scatola di una Colt
La frontiera americana fu il terreno ideale per l’uso e la diffusione delle più disparate armi da fuoco. Spazi immensi e desolati dove pionieri e cacciatori vagavano per mesi senza incontrare centri abitati obbligavano a portare con sé strumenti di difesa robusti ed affidabili.
Otre a ciò, le armi dovevano anche essere facilmente riparabili da chi ne faceva uso e, possibilmente, si doveva anche riuscire a produrre in proprio le munizioni. E per un bel periodo accadde esattamente questo. Leggi il resto

Le armi corte nell’epopea del west

A cura di Nino Polimeni


L’influenza della cultura americana nel secondo dopoguerra ha fatto sì che anche in Italia si sia conosciuta la storia del west. Sotto quella spinta “a stelle e strisce”, ha anche inizio una prolifica produzione di fumetti ed una massiccia importazione di film ambientati nei suggestivi paesaggi dell’Ovest americano (grandi produzioni, ma anche molti “B” movies), dove eroi senza macchia e senza paura scorazzano per la prateria in groppa ai loro fedeli cavalli e con le loro infallibili Colt fanno trionfare la legge e la legalità. Leggi il resto

Le armi di Wes Hardin

A cura di Gualtiero Fabbri con la supervisione di Giuseppe Santini

Wes Hardin e la sua pistola
Dopo avere trattato l’autobiografia di Wess Hardin mediante una osservazione meticolosa, mirata alla ricerca di un effettivo riscontro sui suoi numerosi (ma spesso improbabili) omicidi, si cerca ora di fare una indagine anche sulle armi che utilizzò per queste “imprese”. Sebbene Hardin li nomini spesso, non è stato molto prodigo nella descrizione dei propri “ferri del mestiere”. Solo raramente accenna a loro fornendo qualche particolare in più. Attraverso questi pochi indizi è comunque possibile compiere un’analisi sufficientemente approfondita e attendibile. Si precisa che per la stesura di questo scritto sono state usate le memorie di Hardin “The Life of John Wesley Hardin As Written by Himself” in prevalenza nell’intento di capire quali armi abbia usato, poiché la trattazione cronologica dei suoi omicidi con la disamina volta a discernere nei limiti del possibile la realtà dalla fantasia, è già stata pubblicata precedentemente. Leggi il resto

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