La marina confederata

A cura di Romano Campanile

Del conflitto fratricida americano, molte imprese piccole o grandi sono state raccontate, ma la vita insegna che il potenziale umano spesso va oltre l’immaginabile. Questo è senz’altro vero riguardo alla storia della Marina Confederata. Nel 1861 allo scoppio delle ostilità, e col blocco navale imposto dal nord, tutto lasciava presagire il fatto che la Confederazione Sudista dovesse rinunciare alla lotta sui mari per il semplice fatto che non vi era una Marina, né navi da combattimento per il sud. Ma rinunciare in partenza a lottare sui mari e fiumi significava perdere la guerra già dall’inizio. Tuttavia riuscire – nonostante il blocco – a creare in breve tempo navi, formare marinai (in una terra di contadini), insomma, una marina dal nulla da mettere in mare contro le centinaia di navi armate che già componevano la Marina del Nord, era davvero un impresa al limite dell’impossibile. Leggi il resto

La Guerra Civile Americana

La Guerra Civile Americana, chiamata anche Guerra di Secessione, è quel conflitto scoppiato in America settentrionale in seguito alla tentata secessione degli stati del sud dagli Stati Uniti. Venne combattuta con moltissime battaglie rimaste nella storia dal 12 aprile 1861 al 26 maggio 1865 fra gli Stati Uniti d’America e gli Stati Confederati d’America (CSA), entità politica sorta dalla riunione confederale di Stati secessionisti dall’Unione (USA). La precisazione delle parti in causa fa naturalmente difetto, perchè si verificò che in alcuni casi nello stesso stato si prendessero le parti di entrambi i contendenti, ma accadde anche che alcuni stati decisero di rimanere neutrali. Studiando le ragioni della guerra civile americana si nota quanto esse siano più complesse e profonde di quanto non appaia a uno sguardo superficiale. Pochi storici parlano ormai della questione della schiavitù, in sé e per sé, come autentico motivo scatenante il conflitto.
La guerra di secessione appare sempre più come un sanguinosissimo confronto civile in cui lo scontro dipese essenzialmente dai modelli di sviluppo economico che s’intendevano perseguire, al di là dei pur nobili ideali antischiavistici. Leggi il resto

La battaglia di Antietam

La battaglia di Antietam (nota per le fonti confederate come battaglia di Sharpsburg) fu combattuta il 17 settembre 1862 presso Sharpsburg (Maryland) come parte della Campagna del Maryland. Fu la maggior battaglia della Guerra di secessione americana sul suolo dell’Unione, con 23.000 caduti. Sebbene non concludente sotto un profilo tattico, essa ebbe un rilevante significato, essendo considerata con qualche generosità dagli Unionisti come una loro vittoria “parziale” e per aver fornito al Presidente Abraham Lincoln il destro per emanare il suo noto Proclama d’Emancipazione. Per commemorare la battaglia è sorto il campo da battaglia nazionale di Antietam (Antietam National Battlefield).
L’Armata della Virginia Settentrionale del Generale confederato Robert E. Lee — forte di 45.000 uomini — era entrata nel Maryland a seguito della sua recente vittoria nella Seconda battaglia di Bull Run (per i Confederati “Seconda battaglia di Manassas”). Leggi il resto

La battaglia di Bentonville

A cura di Romano Campanile

Mentre l’armata della Virginia, a Petersburg, consumava l’ultima resistenza a Grant, sul fronte della Carolina il Generale Sherman avanzava senza tregua verso il congiungimento con le forze del Generale Schofield, al fine di piombare alle spalle di Lee, che già aveva i suoi problemi a contrastare Grant. La situazione era disperata ed era necessario agire subito. Invano l’armata sudista del Tennessee, prima agli ordini del prudente Johnston e poi del coraggioso ma scriteriato Hood, aveva tentato di contrastare Sherman. Ora si trovava accampata a Tupelo nel Mississippi ed era persino senza un comandante, visto che Hood – senza più godere di alcuna fiducia da parte dei suoi uomini sconfitti e demoralizzati – aveva dato le dimissioni. Leggi il resto

Ambrose G. Bierce, scrittore di guerra

A cura di Laura Sampietro

Il mistero avvolse questo illustre scrittore fin dalla nascita: vi sono ombre non solo sulla sua scomparsa ma perfino sulla sua nascita. Di certo vi è che rimase profondamente colpito dalla Guerra Civile americana e gran parte delle sue opere ne è una concreta testimonianza.
Fu uno scrittore dallo stile inconfondibile, dotato di “lingua tagliente” e sagace, temuto critico giornalistico ed autore di spessore, rivalutato solo dopo molti anni, capace di evocare ambientazioni ed atmosfere fantastiche, orride e cupe. Fece emergere il lato oscuro del Far West, tanto che i suo scritti spaventavano ed attraevano i pionieri del suo tempo.
Fu amico di Mark Twain e seppe differenziarsi dai suoi pochi rivali degni di merito – Allan Poe e H.P. Lovercraft – per lo stile con cui descriveva scene e particolari. Diceva infatti: “Uno scrittore può inventare i caratteri e l’intreccio, ma non deve immaginare alcunché che non possa accadere, pur se l’intera storia è francamente una menzogna.” Leggi il resto

Il tamburino di Chickamauga

A cura di Martina Parodi

Johnny Clem
Johnny Clem nacque a Newark, Ohio, il 13 Agosto del 1851. Nel Maggio del 1861 scappò di casa per aggregarsi all’esercito ma si accorse ben presto che questo non prestava alcuna attenzione né aveva interesse per i ragazzini di 9 anni.
Quando presentò domanda di arruolamento al comandante del 3° Reggimento dell’Ohio, l’ufficiale rispose che lui non reclutava bambini e respinse la sua richiesta.
Johnny comunque ci riprovò con il 22° Reggimento del Michigan. La risposta che ottenne dal comandante fu identica ma egli, niente affatto scoraggiato, si aggregò al seguito del Reggimento in qualità di ragazzo tamburino e così facendo vinse la loro riluttanza.
Benchè ancora non fosse regolarmente arruolato, Clem assolveva i lavori da campo ricevendo una paga da soldato di 13 dollari al mese, una somma raccolta appositamente per lui facendo la colletta tra gli Ufficiali. Leggi il resto

La battaglia di Gettysburg

153° anniversario della Battaglia di Gettysburg – 1 luglio 1863 – 1 luglio 2016

La battaglia di Gettysburg (1-3 luglio 1863) fu uno scontro militare nell’ambito della guerra di secessione americana e si concluse con una netta e decisiva vittoria delle forze dell’Unione, concludendo disastrosamente la campagna estiva confederata del 1863. Una curiosità tattica fu che lo scontro fra uomini del Nord e uomini del Sud avvenne a parti invertite, con gli Unionisti cioè che arrivarono da Sud e i Confederati che sopraggiunsero invece da Nord. I Confederati, al comando del generale Robert E. Lee, superarono il fiume Potomac invadendo la Pennsylvania per distruggere o comunque compromettere le vie di comunicazioni e di rifornimento unioniste, in quel momento impegnate nell’assedio di Vicksburg e in altri settori del fronte.
Quello del 1º luglio fu di fatto uno scontro marginale di avanguardie (neppure pianificato) ma già nel secondo giorno il campo di battaglia contava più di 150.000 soldati su entrambi i fronti, oltre alle relative cavallerie che tuttavia si scontrarono ad alcuni chilometri dal campo di battaglia vero e proprio. Leggi il resto

“Iron Brigade”, nordisti di ferro!

A cura di Renato Panizza


Nell’esercito dell’Unione che combattè contro il generale Robert E. Lee nei teatri di guerra della Virginia, del Maryland e della Pennsylvania, diverse unità a livello di brigata si distinsero per il valore dimostrato in battaglia, ma una sola acquistò fama a tal punto da potersi forgiare del titolo di “Brigata di ferro”. Una brigata che fra tutte riportò la più alta percentuale di caduti.
Quando si udivano le note di “Hell on the wabash” intonate dalla banda del Reggimento, arrivavano loro: i famosi “cappelli neri” della “Iron Brigade of the West”! Erano rudi uomini del Mid-West, provenienti dal lontano Wisconsin, dal Michigan e dall’Indiana.
L’elemento distintivo della loro uniforme era un cappello alto e nero, cui venivano spesso applicati una piuma scura e un fermaglio che ne teneva sollevato un lembo: si chiamava “Hardee Black Hat”, dal nome del generale William Joseph Hardee, comandante dei cadetti di West Point prima dello scoppio della guerra, e in seguito generale dell’esercito confederato. Leggi il resto

Cuore di tenebra: la guerriglia dei “border states”

Bloody Bill AndersonLa Guerra di Secessione Americana non fu solo, come semplicemente amiamo pensare, un conflitto combattuto sostanzialmente fra gli eserciti regolari di Nord e Sud per l’emancipazione degli schiavi (una guerra di stampo europea ma che viene considerata a tutti gli effetti la prima guerra moderna) ma soprattutto fu il confronto-scontro fra un mondo antico, basato su privilegi ormai obsoleti (lo schiavismo inserito in una società molto simile alla Francia pre-rivoluzione francese), sull’orlo del baratro ed un mondo nuovo, non necessariamente migliore, fondato sul progresso tecnologico in tutti campi, sulla presunta innovazione culturale, sulla modernizzazione industriale del Paese, simboleggiata dalla ferrovia che collega tutta la nazione.
La vittoria del Nord fu garantita dall’industria in espansione che seppe votarsi quasi interamente alla produzione bellica; dai grandi monopoli finanziari che avevano rivolto da tempo lo sguardo alla definitiva colonizzazione dell’Ovest, ponendo già le basi per il futuro espansionismo americano dettato dalla dottrina Monroe del 1823 Leggi il resto

Il più grande conflitto americano

12 aprile 1861 – 155 anni fa iniziava la Guerra Civile Americana

A cura di Domenico Rizzi

Il 17 marzo 1861 nasceva il Regno d’Italia, di cui si celebra quest’anno il 150° anniversario. Meno di un mese dopo, il 12 aprile, dall’altra parte dell’Atlantico iniziava la guerra fra gli Stati Uniti d’America e i “ribelli” della Confederazione degli Stati del Sud, dopo che l’unione federale si era spaccata irrimediabilmente in febbraio. La secessione era incominciata quando Alabama, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, South Carolina e Texas avevano costituito una nuova repubblica sotto la presidenza del piantatore kentuckyano Jefferson Davis. A maggio vi avevano aderito Virginia, Tennessee, North Carolina e Arkansas, portando a 11 gli Stati membri della Confederazione, che si sarebbe chiamata C.S.A. (Confederate States of America). La nuova bandiera, formata da una croce di sant’Andrea blu contenente 13 stelle bianche su fondo rosso – si contrappose a quella tradizionale degli U.S.A. (United States of America). Il motivo per cui le stelle che vi figuravano erano 13 anziché 11 era che il Missouri e il Kentucky avrebbero dovuto far parte della Confederazione, mentre nei fatti rimasero schierati con l’Unione. Leggi il resto

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