Quando il cinema western trascende la realtà storica

A cura di Omar Vicari

Gli esperti di storia western che hanno visionato il film di John Ford “My Darling Clementine“ del 1939 che, come è noto, tratta le vicende di Wyatt Earp, di Doc Holliday e lo scontro all’OK Corral, si saranno certamente resi conto delle imprecisioni storiche contenute nella sceneggiatura del film. Di certo John Ford non era uno sprovveduto, per cui viene spontaneo chiedersi perché abbia ambientato, per esempio, il suo film nella Monument Valley, quando invece Tombstone, la cittadina teatro di quel epico scontro, si trova da tutta altra parte dell’Arizona, in pratica al confine con il Messico.
Anche i personaggi della vicenda poi non sono attendibili. Per esempio, Virgil Earp, il fratello più anziano di Wyatt che arrivò a vivere sino al 1906, nel film viene invece identificato come il minore dei fratelli Earp che muore nel difendere la mandria che sta conducendo a destinazione assieme ai suoi fratelli. Nella realtà i fratelli Earp, con Wyatt in testa, non si sono mai sognati di condurre una mandria in Arizona. Leggi il resto

La quarta frontiera

A cura di Domenico Rizzi

Segue da Il tesoro del west, Il trionfo della leggenda, L’ascesa del western, Il periodo d’oro, Ombre rosa nella prateria, da Orizzonti sconfinati, da I sentieri del cinema e da La crisi del mito

Diversi scrittori avevano già intuito, in momenti diversi, l’importanza di narrare l’evoluzione del West dalla sua fase primordiale e selvaggia alla trasformazione causata dall’arrivo del progresso, come aveva fatto Edna Ferber con “Cimarron” e “Il gigante” molto tempo prima. Questa linea, spesso coronata da successo, verrà seguita da altri autori, quali Glendon Swarthout, Edward Abbey, Harry Wilson Lawton, Frank O’Rourke, Larry Mc Murtry, Jim Harrison e Cormac Mc Carthy.
La “letteratura di confine” lega, seppure idealmente, una serie di opere che si potrebbero definire come “Western della Quarta Frontiera”, romanzi che, partendo dalla conclusione della conquista attiva – l’arrivo delle ferrovie, la sottomissione degli Indiani, la pacificazione delle città più turbolente, l’affermazione del “Law and Order” dal Mississippi alla costa del Pacifico – affrontano le difficoltà del cambiamento. Leggi il resto

La crisi del mito

A cura di Domenico Rizzi

Segue da Il tesoro del west, Il trionfo della leggenda, L’ascesa del western, Il periodo d’oro, Ombre rosa nella prateria, da Orizzonti sconfinati e da I sentieri del cinema

A proposito del cinema western, il regista Anthony Mann aveva scritto: “Dal western, soprattutto, nasce il mito che dà il miglior cinema. Eccita l’immaginazione e il pubblico non deve rompersi la testa. Quel che è necessario è che provi delle emozioni. Il mito, che manda in scena personaggi più grandi del reale, può fargliele provare.”
Tuttavia, al principio degli Anni Sessanta, il genere andò incontro ad una pesante crisi, aggravata dal vistoso calo di interesse da parte del pubblico. Il mito aveva perso la propria carica suggestiva e i temi classici del western, a volte stancamente riproposti come remake di film del passato – vedi il caso de “L’ultimo dei Mohicani” – sembravano ormai troppo sfruttati. Leggi il resto

I sentieri del cinema

A cura di Domenico Rizzi

Segue da Il tesoro del west, Il trionfo della leggenda, L’ascesa del western, Il periodo d’oro, Ombre rosa nella prateria e da Orizzonti sconfinati

L’ultimo dei Mohicani, di Cooper
Quando si parla di western, si intendono generalmente i romanzi ed i film ambientati, nel periodo dal 1850 al 1890, ad ovest del fiume Mississippi, dimenticando che la conquista dell’America selvaggia era iniziata molto tempo prima, nelle sterminate foreste, lungo i fiumi e sui Grandi Laghi dell’Est.
Dopo James Fenimore Cooper ed i suoi “Racconti di Calza di Cuoio”, la narrativa sviluppatasi intorno alla Vecchia Frontiera non fu sicuramente pari quantitativamente, ma anche dal punto di vista dell’interesse suscitato, a quella dedicata al West tradizionale. Tuttavia, il cinema potè ispirarsi ad almeno tre storie d’autore dirette sullo schermo da grandi registi.
Una di queste, scritta nel 1936 da Walter D. Edmonds (1903-1998) era “Drums Along The Mohawk” (“La più grande avventura”) affidata nel 1939 alla regia di John Ford, con gli attori Henry Fonda, Claudette Colbert e Edna May Oliver. Leggi il resto

Sergio Leone e lo “Spaghetti Western”

A cura di Elio Marracci

Sergio Leone sul set
“Quando scatta in me l’idea di un nuovo film ne sono totalmente assorbito e vivo maniacalmente per quell’idea. Mangio e penso al film, cammino e penso al film, vado al cinema e non vedo il film proiettato ma vedo il mio…” Questa frase tratta da un’intervista al grande Sergio Leone ci mostra come quest’uomo avesse una grande passione per il cinema, la stessa passione di cui è impregnato ogni suo film. Infatti, solo un uomo che ha una grande passione per quello che fa può riuscire a passare alla storia del cinema e ad essere il capostipite di un genere, lo spaghetti western. Leggi il resto

Quando muoiono le leggende

A cura di Domenico Rizzi

La Conquista Del West
Se ne sono andati quasi insieme, l’uno il 24 marzo e l’altro il 5 aprile 2008, dopo una lunghissima carriera costellata di successi. Richard Widmark e Charlton Heston appartenevano alla schiera dei grandi attori del palcoscenico, quelli che hanno lasciato, con le loro inimitabili interpretazioni, un’impronta indelebile nella storia della cinematografia americana e mondiale.
Gli appassionati del genere western li conoscevano bene, per le numerose pellicole che la loro impareggiabile bravura ha trasformato in trionfi di portata universale. Widmark, che era nato nel 1914, recitò da protagonista in diverse pellicole girate dal 1948 al 1972, fra le quali ricordiamo “Cielo Giallo”, “Uomo Bianco tu vivrai”, “Il prigioniero della miniera”, “La lancia che uccide”, “L’ultima carovana”, “Ultima notte a Warlock”, “La battaglia di Alamo”, “Cavalcarono insieme”, “La conquista del West”, “Il grande sentiero”, “Alvarez Kelly”, “La via del West”… Leggi il resto

I film western

La locandina di “Balla coi Lupi”
Il film western sono solitamente ambientati nell’ovest americano del XIX secolo, in un periodo che può indifferentemente variare tra il 1850 ed il 1890.
Talvolta accade che le vicende siano inserite anche nell’ambito “specialistico” della guerra di secessione o hanno la Guerra di secessione sullo sfondo. In genere, però, gli eventi citati nei film western sono collegati all’avanzata dei bianchi verso ovest e al loro complesso rapporto con gli indiani. Molto citati sono gli eventi tipici delle cittadine della frontiera o quelli collegati all’impero del bestiame. La loro collocazione geografica può estendersi dal Messico al Canada.
Gran parte degli western trattano di cavalieri erranti che vagano di città in città con tutti i loro beni: il vestito che indossano, un revolver ed un cavallo. Leggi il resto

Le frontiere del cinema western

A cura di Domenico Rizzi

The Great Train Robbery
Il cinema western nacque ufficialmente nel 1903, con il cortometraggio “L’assalto al treno” di Edwin S. Porter, prodotto dalla Edison. In realtà, questo primato è sempre stato contestato da “Kit Carson”, diretto da Wallace Mc Cutcheon per conto della American Mutoscope & Biograph, una pellicola che raccontava, in 11 episodi, le immaginarie imprese del grande esploratore.
Agli inizi non si parlò di genere “western”, ma i primi lavori vennero classificati secondo denominazioni diverse. Quando la produzione raggiunse il suo apice, negli anni che precedettero la prima guerra mondiale – dal 1909 al 1915 vennero girati ben 700 film – la stampa e la critica introdussero una diversificazione che aveva come fondamento la tipologia dell’argomento trattato. Leggi il resto

Appaloosa

A cura di Cesare Bracchi

Il poster del film
Ogni qualvolta viene recitato il De Profundis a questo genere cinematografico, ecco che il western risorge per effetto di una nuova pellicola che si presenta al pubblico.
E’ stato così in tempi più o meno recenti con “Gli Spietati”, “Silverado”, “Balla coi lupi” e altri ed è così anche questa volta con l’uscita di “Appaloosa”.
L’attore Ed Harris si cimenta nuovamente nella regia e partorisce questo western classico che fa onore alla categoria e contenti gli appassionati, non sufficienti però a decretare un significativo successo al botteghino.
Gli ingredienti per un western assolutamente canonico e rigoroso ci sono tutti. Leggi il resto

Sam Peckinpah

A cura di Stefano Jacurti

Sam Peckinpah
Irascibile, violento, alcolizzato,defenestratore di produttori, grande amico,cuore tenero con le prostitute, figlio di un irlandese e di una messicana, dicono avesse sangue indiano nelle vene. Un vero westerner, forse l’ultimo..questi era Sam Peckinpah regista di “Pat Garrett e Billy the Kid”, “La ballata di Cable Hogue”, “L’ultimo Buscadero” e molti altri. Egli forse seppe meglio raccontare di altri un west duro, violento, triste e malinconico dove spicca sempre la figura del loser, dove non ci sono ideali, patria, famiglia, dove l’unico sentimento da salvare e’ quello dell’amicizia virile in un contesto, amaro e pessimista vedi l’indimenticabile “Mucchio selvaggio” (novantamila proiettili a salve sparati per girarlo). Peckinpah, era un tipo pronto ad usare metodi alla Tex Willer quando le cose sul set non andavano, di carattere fumantino era uno che non si lasciava passare la mosca al naso. Leggi il resto

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