Il destino della famiglia di Wyatt Earp

A cura di Omar Vicari


I fratelli Earp
Nelle prime ore di una mattina di gennaio del 1929 un vecchio di 81 anni moriva serenamente nel sonno nella sua casa di Los Angeles. La notizia di per se non fece molto scalpore visti i problemi di quegli anni in America relativi al crollo della borsa e alla conseguente crisi economica. Leggi il resto

Le riserve indiane

A cura di Patrizia Ines Roggero


Un campo Sioux all’interno di una riserva
E’ bastato poco tempo agli uomini bianchi giunti nel nord America per capire che non avrebbero mai sopportato la convivenza con uomini che erano così diversi da loro, quali erano i nativi americani, le 500 Nazioni. In effetti, era complicato mantenere insieme tribù che avevano propri usi e costumi, regolamenti e stili di vita, ritenuti incompatibili con quelli degli uomini bianchi. Tutto portava al conflitto. Leggi il resto

Il sacco delle riserve indiane

A cura di Sabina Morandi


E’ cominciato tutto nel 2003 con una turbina eolica da 750 chilowatt costruita dai Sioux della riserva del Rosebud nel South Dakota. Il vecchio sogno di un capitalismo ecologico sembrò incarnarsi in quell’accordo transcontinentale «in cui tutti ci guadagnano» scrisse entusiasta il Business Journal, aggiungendo che il progetto consentiva «di combattere contro il riscaldamento globale producendo energia pulita e, al contempo, di aiutare i nativi americani». Leggi il resto

L’ultima verità su Butch Cassidy

A cura di Guido Olimpio

Il ritratto di Butch Cassidy
Come si è potuto leggere nei più attenti giornali statunitensi, sembra che Butch Cassidy non sia stato ucciso in Bolivia nel 1908, come recita la storiografia, ma che sia morto nel ’37 dopo aver scritto la sua storia…
Insieme con quello di Billy the Kid è uno dei grandi misteri del West. Il bandito Butch Cassidy è morto con le pistole in pugno in Bolivia nel 1908 o invece è spirato nel suo letto nel 1937? Nessuno ha la prova del nove e questo ha creato, nel tempo, due “partiti” tra appassionati e ricercatori. L’ultimo a riaccendere la miccia è stato un collezionista di libri, Brent Ashwort, che è in possesso di una copia de Il bandito invincibile. Si tratterebbe di una versione più lunga di un romanzo scritto – ma mai pubblicato – da William T. Phillips, deceduto a Spokane nel 1937. Per Ashwort nel testo vi sono particolari che solo Butch Cassidy poteva conoscere e dunque Phillips era il famoso bandito. Leggi il resto

L’assedio al Grand Canyon del Colorado

Da un lavoro di Kevin Fedarko per National Geographic


Uno dei luoghi simbolo della natura americana è oggi sottosposto ad un prepotente rischio di essere deturpato dal turismo e dalla speculazione.
Non si tratta di pericoli remoti, ma come vedremo insieme con lo scorrere delle fotografie, si tratta di pericoli immanenti e concreti. Centinaia di voli di elicottero ogni giorno, un flusso di turisti poco gestito e attento più ai selfie che alla vera bellezza di un luogo che ha una sua sacralità. Un flusso di turisti spesso poco abituato al rispetto dei luoghi ed alla sua salvaguardia. Leggi il resto

Kaloma

A cura di Andrea Carlucci

Presunto ritratto di Josephine Marcus Earp
Nel 1914 l’immagine di una bella giovane donna discinta divenne assai popolare, comparendo nello stesso anno anche sulla copertina del Kaloma, Valse Hesitante (Esitazione Waltzer), uno spartito composto da Gire Goulineaux e pubblicato dalla Cosmopolitan Music Publishing Company, 1367-1369 Broadway, NY.
La popolarità dell’immagine fu così ampia che Kaloma divenne una Pin-up durante la Prima guerra mondiale, continuando sempre ad apparire, anche successivamente al 1918, sulle cartoline.
In effetti le molte delle stampe di Kaloma sopravvissute mostrano i diritti di immagine della
ABC Novelty Company di NY (1), o della Pastime Novelty Company 1313 Broadway, NY., mentre le etichette sul retro apposte sulle stampe, incorniciate secondo l’uso del tempo su cartoncino, confermano che l’immagine fu molto popolare ovunque: dalle Hawaii fino al Canada. Infatti venne riprodotta in oltre 20 paesi come su alcune cartoline messicane ed intorno agli anni Venti anche sulle pubblicità di gelati e persino su un set osè di carte da gioco. Leggi il resto

E’ morto Joe “Medicine” Crow

Joe “Medicine” Crow
Alla veneranda età di 102 anni, è morto Joe “Medicine” Crow, l’ultimo capo guerra di indiano vivente ad avere mai avuto quel prestigioso titolo.
Joe “Medicine” Crow era un veterano della Seconda Guerra mondiale. Il Presidente degli USA, Barack Obama, nel 2009 lo aveva insignito con la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti, la Medaglia della Libertà.
Come abbiamo detto, Joe “Medicine” Crow era l’ultimo capo di guerra delle tribù delle grandi praterie americane, Joe “Medicine” Crow, leader del popolo Crow, nella cui riserva di Lodge Grass, in Montana, aveva vissuto quasi tutta la vita dopo esser stato cresciuto dai nonni in una casa di tronchi d’albero. E lì, a Billings, nel Montana, si è spento.
Joe “Medicine” Crow si era arruolato nell’esercito Usa durante la Seconda Guerra mondiale, e – come tutti i suoi antenati ai loro tempi – mostrò un coraggio straordinario in azioni belliche dietro le linee tedesche. Leggi il resto

L’addio al telegrafo chiude un capitolo del west

A cura di Sergio Mura da un articolo di Kathy Weiser

Un telegrafo
Pochi anni fa, era il 2006, si è chiusa per sempre un’era, quella del telegrafo. E con essa, però, si è chiuso per sempre un altro bel capitolo della storia del west. Sono pagine, queste, che dispiace a tutti noi di dover voltare; nessuno lo vorrebbe, ma le dure leggi dell’economia e della finanza impongono il rispetto delle corrette proporzioni tra domanda, costi e offerta. E così, le ultime sequenze di punti, tratti e silenzi, hanno definitivamente mandato in pensione il telegrafo, i “fili parlanti”, come talvolta li chiamavano gli indiani. Il 27 febbraio del 2006, dunque, segna la fine di un lunghissimo cammino della comunicazione tra esseri umani e questa fine l’ha firmata la Western Union con un ultimo, conclusivo telegramma.
Da quel momento sono seguiti solo silenzi che renderanno inutili gli ultimi pali sopravvissuti ai tanti cambiamenti che hanno condotto il XIX secolo fino al XX ed oggi al XXI. Ma perchè quella data è stata un momento triste? Leggi il resto

Questo è Doc Holliday?

Ogni tanto dal vecchio west arriva qualcosa che ridesta l’attenzione e la curiosità degli appassionati di tutto il mondo.
Stavolta la novità riguarda uno dei pistoleri più famosi del west, Doc Holliday.
Ci credete se vi diciamo che l’uomo ritratto in questa fotografia è Doc Holliday, il dentista più conosciuto della storia del west, famoso sopratutto per la sua partecipazione alla sparatoria avvenuta nel 1881 presso l’OK Corral di Tombstone, in Arizona? La fotografia è stata trovata nei dintorni di St. Louis, nel Missouri, dal fotografo professionista Donald J. McKenna. La stampa, che misura 3 pollici e 7/8 per 5,5 pollici, è stampata su carta color crema.
Nulla di confermato collega la foto direttamente al dentista, ma un dettagliato confronto anatomico ci suggerisce una corrispondenza tra l’immagine più nota (quella del 1872) e questa non autenticata.
Cosa vediamo in questa immagine? Un uomo di circa 30 anni di mezzo si trova su una sedia a rotelle con le ruote e le ginocchia sotto una coperta. Lui è emaciato. Leggi il resto

Un’avventura di Tex veramente notevole!

A cura di Sergio Mura

Carissimi amici e divoratori di storia del west, degli indiani e della guerra civile americana… diciamocelo sinceramente: noi divoriamo anche carrettate di fumetti western.
A gente come noi non sfugge una sola uscita di Tex, non disdegniamo le edizioni di Zagor, non manchiamo ad un solo appuntamento di Ken Parker e cerchiamo di aggranfiare ogni numero di qualunque cosa che muova personaggi tra il 1840 ed il 1890 sul suolo americano.
Questi siamo noi! E Sergio Bonelli Editore, con l’accordo monstre stipulato con le Edizioni l’Espresso-Repubblica, dimostra di aver capito tutto e di conoscerci molto bene. Infatti, stanno uscendo una dopo l’altra ristampe articolate, colorate, riviste, arrangiate, tutto insomma purché noi siamo irresistibilmente attratti e disposti ad aprire il portafoglio.
E fin qui tutto va bene, non esistono problemi.
Diverso si fa il discorso quando si passa alla qualità delle storie delle serie western in edicola, alla loro capacità di trascinarci per il fazzoletto fin dentro la polvere di un inseguimento o tra gli spari di un agguato. Leggi il resto

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