Il lungo sentiero della vendetta
A cura di Sergio Mura
“L’improvviso scalpitio degli zoccoli fece sobbalzare il vecchio locandiere che se ne stava seduto sulla sua sedia a dondolo con la pipa in bocca, non si sa però se fumasse o stesse dormendo. I due cavalieri a testa bassa scesero da cavallo, legarono con calma i due ronzini ed entrarono nella locanda. II locale era fatiscente: alcune ragnatele agli angoli dello stanzone testimoniavano la poca cura e lo scarso interesse dell’oste nel tenere almeno decentemente la stamberga, anche se i pochi avventurieri che la frequentavano non giustificavano, con la loro presenza e reputazione, lavori di miglioramento ed abbellimento. I nuovi entrati si accomodarono in un angolo della locanda, su di un tavolo tarlato e maltenuto e non notarono di certo la poca accoglienza del locale, perché sembravano abituati a posti ben più malridotti. “Cosa c’è da mangiare oste?” chiese Jim, quello più alto e longilineo con una fine barbetta sul mento. “Dei fagioli e un paio di bistecche sono tutto quello che ho, ultimamente ho avuto pochi rifornimenti perché il tipo che viene a portarmi la roba è stato rapinato due volte nel giro di una settimana. Leggi il resto
L’ascesa del western
A cura di Domenico Rizzi
Segue da Il tesoro del west e da Il trionfo della leggenda
Dal 1896 esistevano le “pulp magazines”, che in un certo qual modo si potevano considerare eredi e continuatrici delle “dime novels”, già molto diffuse nell’Ottocento. Quelle dedicate al western non ebbero però un peso significativo fino al 1919, con la pubblicazione bimestrale illustrata del “Western Story Magazine”, edita da Street & Smith e diretta da Frank Blackwell. Dalla fine del 1920, il periodico assunse cadenza settimanale ed un formato standard di 128 pagine, che diventeranno poi 140.
Il successo fu subito evidente e si incrementò rapidamente, come dimostrano le cifre. Nel 1921, dopo appena due anni dalla sua nascita, le pulp raggiunsero una tiratura di 500.000 copie; otto anni dopo ne esistevano 14, calcolando solo quelle dedicate al western, dal “Lariat Story Magazine”, a “Cow-boy” a “True Western Stories”. Leggi il resto
Un Ligure contro Toro Seduto
A cura di Sergio Mura
“Feci la prima telefonata alla parrocchia di S. Stefano d’Aveto, ma non ebbi risposta, provai allora con quella di Borzonasca dove purtroppo non risultò essere nato nessun Agostino Luigi, ma il parroco mi assicurò che i Devoto erano originari di quei luoghi e che nei pressi di Caregli esiste una borgata chiama “Devoti”. Il giorno seguente telefonai al parroco di Temossi, dove speravo di avere una conferma, ma anche lì la risposta fu negativa. Stavo ormai perdendomi d’animo, ma provai a fare l’ultimo tentativo presso la parrocchia di Mezzanego, dove dall’elenco risultavano iscritti solo cinque Devoto. Il parroco don Olivieri, mi disse subito che sarebbe stato difficile trovare il mio personaggio presso la sua parrocchia, dato che il cognome è originario di Borzonasca, ma dietro mia insistenza accettò di controllare; per fortuna, dopo una rapida ricerca negli archivi egli mi confermò invece che aveva trovato quello che cercavo, Agostino Luigi Devoto era nato a Borgonovo di Mezzanego il 27 febbraio 1851, da Giuseppe fu Agostino e Cassinelli Angela fu Luigi.” Leggi il resto
Autobiografia di Nuvola Rossa
Centenario della morte di Nuvola Rossa (10-12-1909 / 10-12-2009)
Nuvola Rossa è l’unico capo dei nativi americani ad avere vinto una guerra contro l’esercito degli Stati Uniti. Negli anni intorno al 1860 attaccò e sconfisse le truppe del capitano William J. Fetterman, chiuse il Bozeman Trail e costrinse gli Stati Uniti a un trattato di pace. Brillante stratega, Nuvola Rossa si era fatto le ossa contro i tradizionali nemici del suo popolo (Pawnee, Shoshoni, Arikara e Crow) molto prima di battersi per impedire il passaggio lungo il Bozeman Trail. Questa biografia offre al lettore l’opportunità di conoscere per la prima volta gli anni della giovinezza di Nuvola Rossa, come li narrò lui stesso a un amico dalla pelle bianca negli anni ‘90 del 1800. Dimenticata per anni negli archivi della Nebraska State Historical Society, ci introduce più di qualsiasi ricostruzione storica nella vita del più grande capo guerriero lakota prima di Cavallo Pazzo. Leggi il resto
Nuvola Rossa (George E. Hyde)
Centenario della morte di Nuvola Rossa (10-12-1909 / 10-12-2009)
A cura di Sergio Mura
Questo è un libro non biografico, ma storico. Parte dalla storia di Nuvola Rossa per discutere di riserve.
Devo dire la verità: a me non piace quasi niente l’impostazione di fondo che è la forte volontà di convincere gli americani del 1937 che la storia delle guerre con i Sioux è stata causata dai pellerossa che non volevano integrarsi all’uomo bianco.
Un’impostazione fasulla da demolire casomai con ogni sforzo, eppure un modo di fare che ha avuto consensi anche per l’abilità con cui in questo libro vengono osannati i Sioux che hanno “scelto” di vivere nelle riserve. Naturalmente la verità è che i bianchi hanno costretto i pellerossa a stare nelle riserve, lontani dal loro modo di essere e ridotti ad accattoni e ubriaconi, incapaci di provvedere alle proprie famiglie disgregate. Leggi il resto
Luca Barbieri, oltre le “cinque dita”
Una simpatica smorfia di Luca Barbieri
Recentemente ci è capitato di incontrare Luca Barbieri, un valido scrittore di Farwest.it per una lunga chiacchierata sul west, sul nostro sito, sui progetti futuri. Luca è un incredibile e sapiente miscuglio di genio e sregolatezza, di velocità e precisione, di passione e ragione e stare con lui è ben più che interessante e divertente. E’ una fucina di idee che molto spesso si realizzano in articoli sempre ben documentati e godibili.
Qualche tempo fa abbiamo ospitato un’ampia recensione di “Five Fingers“, il suo ultimo libro, in cui ha messo in mostra una parte delle sue capacità e delle sue conoscenze in campo western.
Ebbene, neppure il tempo di leggere l’ultima riga e di poggiare il libro sul comodino ed ecco che una vocina ci ha detto che qualcos’altro bolle in pentola; qualcosa di particolarmente ghiotto per tutti noi. Leggi il resto
Il trionfo della leggenda
A cura di Domenico Rizzi
Segue da Il tesoro del west
Commerce Of The Praires
Nella prima metà dell’Ottocento si diffusero molto i resoconti delle esplorazioni compiute nel West e delle imprese di uomini come Meriwether Lewis, William Clark, Stephen H. Long, Louis de Bonneville, John Charles Frèmont e diversi altri, mentre fiorivano le biografie dei più noti personaggi della Frontiera.
Il materiale storico che raccontava le tappe della conquista del West si accrebbe sempre più di diari di viaggio di carovane e cow-boys, esperienze di vita nell’Ovest, narrazioni di spedizioni contro gli Indiani, duelli e sfide nelle città calde del Kansas, dell’Arizona e del Texas. Mentre la gente dell’Est leggeva ammirata i “Journals of the Lewis and Clark Expedition”, Josiah Gregg descriveva le notevoli possibilità di scambio offerte dalla Pista di Santa Fè in “The Commerce of the Prairies”. Leggi il resto
Pretty Shield. La donna-medicina dei Crow
A cura di Cristiano Sacco
Nella storia dei Nativi Americani sono messi particolarmente in risalto gli uomini, siano essi capi leggendari o mistici sciamani, impavidi guerrieri o sapienti oratori. Del resto le vicende politiche e militari di ogni tribù indiana (ma probabilmente di ogni popolo) hanno avuto come protagonisti esponenti di sesso maschile.
Poco spazio è invece concesso alla figura della donna, alla quale, tuttavia, era riservato un ruolo tutt’altro che marginale in seno alla società pellerossa. E’ per questo che le memorie di Pretty Shield (Bello Scudo), donna di medicina del popolo crow, rappresentano un importantissimo documento sul fronte storico ed etno-antropologico. Bello Scudo (1856-1944), che nel 1930 rilasciò questa lunga intervista all’antropologo Frank Linderman, ci prende per mano e ci introduce nell’universo dei Nativi Americani, tratteggiando un vivido affresco della vita tradizionale del popolo crow. Bello Scudo ci parla con nostalgia e commozione dei tempi in cui la sua gente percorreva le Grandi Pianure, quando i bisonti erano ancora numerosi. Leggi il resto
Calendario Pellerossa 2010
La copertina del calendario
Un calendario che raccoglie una serie di fotografie d’epoca scattate da E. S. Curtis, che portò avanti, a cavallo tra ‘800 e ‘900, una serie di spedizioni per catturare le immagini di un popolo il cui destino si avviava al crepuscolo. Fissò in una serie di fotografie tutti gli aspetti della vita e della cultura indiana, inseguendo la storia di tribù che presto non ci sarebbero state più.
Le sue immagini hanno mantenuto intatta la loro bellezza, e ancora oggi ci restituiscono un’immagine viva e affascinante della cultura pellerossa.
In allegato a Calendario pellerossa 2010 troverete “Miti e leggende pellerossa – Storie tramandate di padre in figlio per innumerevoli generazioni”. Leggi il resto
C’era una volta… Armonica!
A cura di Domenico Rizzi
Stefano Jacurti
Ci era rimasta la sua immagine granitica, il suo volto di pietra, il suono sfumato su cui il grande Ennio Morricone impostò il motivo conduttore del capolavoro western di Sergio Leone. L’avevamo visto per l’ultima volta conversare con il morente Cheyenne (Jason Robards) colpito da qualcuno “che non sa dove sparare”.
E’ il protagonista di “C’era una volta il West”, impersonato dall’indimenticabile Charles Bronson, il pistolero “che invece di parlare suona e quando dovrebbe suonare parla”, simbolo di una razza che non esiste più: quella degli uomini abituati a regolare i conti con la pistola. Mentre si allontanava solitario, l’inquadratura spaziava sulla valle trasformata in un cantiere dalla ferrovia che avanzava inesorabile, spazzando via impietosamente, con il suo incedere sistematico, la leggenda del West. Leggi il resto




