Il sole Comanche sopra il Messico

A cura di Renato Ruggeri

In questo articolo viene narrata la storia poco conosciuta del capo Comanche Tave Tuk e della sua banda, la House of the sol, la casa del sole. La traduzione del nome è Bajo del Sol (sotto il sole). Fu chiamato così perchè non vi era nessun uomo, sotto il sole, coraggioso come lui. Il suo nome che terrorizzava tutti i cuori, nel Durango, era menzionato solo con sussurro. Essendo liberi di scegliere il loro leader, molti Comanches consideravano El Sol come un tekungniet, un capitancillo major. Facevano raids tutto l’anno, ma il periodo migliore era l’estate. Il loro sport preferito era combattere i Rangers a Nord, scalpare messicani ai Tropici, rapire senoritas come mogli e donne e bambini come schiavi e rubare grandi mandrie di cavalli e muli da vendere ai comancheros. Leggi il resto

Il sentiero di guerra dei Nez Perce

A cura di Sergio Mura

Mai prima del 1863 i Nez Perce, una pacifica tribù di indiani del nord-ovest americano, avevano combattuto con i bianchi che avevano invaso le loro terre. I nez Perce vivevano traquillamente nei territori compresi tra le Blue Mountains dell’Oregon e le Bitter Root Mountains dell’Idaho.
Usavano definire se stessi come “Il popolo” e questa non è una sorpresa nel mondo dei Nativi Americani, mentre il nome “Nez Perce” fu attribuito loro, intorno al 1835, dai cacciatori e trapper francesi che semplicemente al naso forato, “pierced nose”, che avevano notato alle genti di un piccolo raggruppamento della tribù in cui c’era effettivamente l’uso di bucare il naso. Quel nome, però, finì per essere attribuito a tutti i Nez Perce indistintamente.
La storia di questi indiani, nel momento in cui c’è il contatto con i bianchi, è una storia di tranquilla fiducia e di aperta accoglienza. Leggi il resto

Mito e verità della seconda battaglia di Adobe Walls

A cura di Paolo Brizzi da un articolo di Mike Venturino

Adobe Walls, 1874
Il 27 Giugno 1874 un’orda di guerrieri delle tribù delle pianure meridionali attaccò all’alba un posto commerciale localizzato nel Texas Panhandle, ma furono respinti da solo ventotto uomini bianchi e da una donna. Si pensa normalmente che il motivo della vittoria dei bianchi sia da attribuire al fatto che essi erano cacciatori di bisonti armati coi migliori fucili a lunga gettata del tempo. Conseguentemente essi riuscirono a tenere i guerrieri a bada, infliggendo loro pesanti perdite. è noto che dopo la battaglia il famoso tiratore Billy Dixon abbattè un indiano a cavallo da una distanza di 1538 iarde (1400 metri circa). Come spesso accade la realtà è un po’ differente. L’orda di guerrieri indiani probabilmente non superava i duecento uomini, molti dei quali giovani scesi per la prima volta sul sentiero di guerra. Leggi il resto

La battaglia di Alamo

A cura di Rino Di Stefano

Ricordatevi di Alamo! La mattina del 27 febbraio 1837 spirava un vento gelido sulle rovine della missione di Alamo. Il cielo era terso, di un azzurro intenso, e il pallido sole invernale del Texas illuminava ciò che restava dell’antica chiesa e dei muri perimetrali sgretolati dalle cannonate del generale Santa Ana.
Il silenzio della prateria venne rotto dall’arrivo della compagnia di cavalleggeri texani agli ordini del capitano Juan Seguìn al cui seguito viaggiava il calesse di un falegname. Il compito del capitano Seguìn non era semplice. Leggi il resto

La guerra degli Arikara

A cura di Sergio Mura

La guerra degli Arikara, sviluppatasi nel 1823, è conosciuta da tutti gli studiosi per essere stata la prima vera guerra tra esercito statunitense e indiani nelle grandi pianure del nord-ovest americano.
Gli Arikara, conosciuti anche come Arikaree o Ree erano allora indiani semi-nomadi che vivevano nei classici tepee lungo le pianure dell’attuale Sud Dakota. Ad essere precisi vivevano lì da qualche centinaio di anni per cui erano certamente i padroni di casa incontrastati.
Erano organizzati secondo un modello prevalentemente agricolo e subivano abbastanza spesso le prepotenze dei loro vicini Sioux. Leggi il resto

Il raid Comanche del 1840 sul Golfo del Messico

A cura di Renato Ruggeri

Un guerriero Comanche
Uno tra i raid più spettacolari nella storia delle guerre Indiane fu quello compiuto dai Comanches, nell’estate 1840, sul Golfo del Messico
Il leader del war party fu Buffalo Hump, un capo Penateka conosciuto, anche, per essere uno dei protagonisti in 2 libri della saga di Larry McMurtry Lonesome Dove: Dead man’s walk e Comanche moon. Nella serie televisiva che ne è stata tratta è interpretato da Erik Schweigh e Wes Studi. ?Secondo Kavanagh il suo nome Comanche era Potsanaquahip, da potsana, bisonte maschio e kwahipu, gobba.
L’antefatto che portò alla grande scorreria fu il Concil House Fight, un massacro avvenuto nel cuore di San Antonio nel Marzo dello stesso anno, in cui perirono 35 Comanches, tra cui molti capi. Alla fine di Luglio 1840. Buffalo Hump riunì un gran numero di guerrieri, Comanches e Kiowas, sull’Edward Plateau. Leggi il resto

Il massacro di Bear River

A cura di Cesare Bartoccioni

Quattro miglia a nord di Preston, nell’Idaho, il Bear River (1) si snoda quieto attraverso verdi valli e montagne ricoperte da cespugli di artemisia. Ora è un posto tranquillo, ci sono solo pochi capi di bestiame al pascolo nei dintorni o in fattorie ben tenute. Oggi, gli alti salici che un tempo fornivano, con le loro fronde, una fresca tregua ai gruppi di Shoshone del nord ovest (2) quando vi si rifugiavano sotto per sfuggire al calore abbagliante dell’estate, sono praticamente scomparsi. In questo luogo successe qualcosa che è poco conosciuto nella Storia degli Stati Uniti ma che è impresso a fuoco nella memoria del popolo Shoshone. Leggi il resto

La guerra del Colorado

A cura di Michele De Concilio

Bill Friday
La Guerra del Colorado (1863–1865) fu un conflitto armato tra gli Stati Uniti e un’alleanza tra alcune tribù di Nativi Americani quali Kiowa, Comanche, Arapaho e Cheyenne (le ultime due furono alleate particolarmente legate). La guerra fu localizzata nelle Pianure Orientali del Territorio del Colorado e portò alla eliminazione di tutti i Nativi americani dall’attuale Colorado ed al loro allontanamento dall’odierno Oklahoma.
La Guerra del Colorado – un susseguirsi di piccole e grandi battaglie – comprende un episodio particolarmente noto, accaduto nel Novembre del 1864, conosciuto come il Massacro di Sand Creek. Leggi il resto

Fiamme nel Montana: la ribellione di Sword Bearer

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Un guerriero Crow
La fine di settembre preannunciava un nuovo, freddo inverno nella riserva Crow del Montana. Le giornate si accorciavano sempre di più e, già intorno alle sette di sera, il sole iniziava a calare infreddolito dietro le montagne.
Quel venerdì 30 settembre 1887, l’agente degli Absaroka Henry Williamson e sua moglie, seduti nella veranda della loro residenza, erano così presi dai loro sforzi volti a catturare l’ultimo filo di luce che non prestarono molta attenzione alle grida e al rumore di cavalli in corsa proveniente dalla zona opposta dell’agenzia. Il giorno dopo era prevista la distribuzione settimanale delle razioni e gli indiani, sempre affamati e pronti a protestare per la scarsità dei beni distribuiti, dovevano evidentemente già aver iniziato a radunarsi intorno ai carri in attesa di essere scaricati. Leggi il resto

La battaglia di Little Bighorn

134° anniversario della battaglia di Little Big Horn (25-06-1876 / 25-06-2010)

A cura di Sergio Mura

La battaglia del Little Bighorn — spesso identificata come “Custer’s Last Stand” o “Il massacro di Custer” o, ancora, secondo gli indiani, come la Battaglia di Greasy Grass — fu uno scontro molto duro tra una coalizione di Lakota e Cheyenne del nord e il 7° Cavalleria degli Stati Uniti. Lo scontro si svolse tra il 25 ed il 26 giugno del 1876 nei pressi del fiume Little Bighorn nella parte orientale del Territorio del Montana. Al Little Bighorn vinse la coalizione indiana e questo rese la battaglia l’episodio più noto tra tutti quelli che hanno caratterizzato le Guerre Indiane. Il distaccamento del 7° Cavalleria comandato dal Tenente Colonnello George A. Custer fu completamente annientato. Fin dai primi mesi dell’anno 1876 migliaia e migliaia di indiani avevano abbandonato le loro riserve per trovare ospitalità nei territori del nord dove risiedevano i cosiddetti “ostili”, ossia quei gruppi di indiani che non accettavano di essere rinchiusi all’interno delle riserve. Leggi il resto

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