Il sogno di Naso Romano

A cura di Maurizio Biagini

Sentì la violenza del colpo, non il dolore. La fucilata lo centrò sopra la scapola destra, gli strappò l’aria dai polmoni e lo disarcionò, precipitandolo nel fiume.
Il contatto con l’acqua gli impedì di svenire e, sempre stranamente estraneo al dolore, si alzò e cominciò a camminare verso riva, vagamente consapevole delle fucilate che gli fischiavano intorno.
Vide alcuni guerrieri tornare indietro per venirgli in soccorso, poi si sentì afferrare per le braccia e allora il dolore esplose in tutta la sua violenza e gli fece perdere i sensi.
Quando si riprese era adagiato nell’erba, all’ombra di un albero. Aveva qualcosa fasciato strettamente attorno al busto che gli impediva ogni movimento.
Accanto a lui qualcuno disse qualcosa e un attimo dopo gli diede da bere. Naso Romano riuscì appena a piegare il collo, l’intero busto sembrava insensibile.
La battaglia intanto continuava, sentiva il boato dei grossi fucili ad avancarica e le detonazione più secche dei fucili a ripetizione ma il fuoco era diminuito molto, non si sentivano più le grida dei giovani guerrieri che andavano all’attacco. Leggi il resto

James Bowie

A cura di Rino Di Stefano

James Bowie nasce nella primavera del 1796 a Terrapin Creek, nella Louisiana francese, dal presbiteriano Rezin Bowie e dalla metodista Elve Catesby Jones. Aveva cinque fratelli.
Nel 1803 il presidente Jefferson acquista la Louisiana dalla Francia.
L’8 gennaio 1815 James si arruola insieme al fratello Rezin nella compagnia del capitano Coleman A. Martin che darà poi forma ai 17°, 18° e 19° Consolidated Louisiana Militia Regiments. I due fratelli stanno sotto le armi soltanto per due mesi e 23 giorni ricevendo ognuno 23,93 dollari di paga.
Sono tempi di grandi cambiamenti. Nel 1808 il Congresso degli Stati Uniti aveva abolito il traffico di schiavi dall’Africa. Leggi il resto

Cercatori d’ossa nel west

A cura di Luca Barbieri

Dinosauri e Far West sono argomenti per i quali l’associazione mentale non è proprio immediata, ma esiste comunque tra loro un legame fatto non solo di qualche psichedelica avventura di Tex Willer nel ventre della terra.
Fu l’anatomista inglese Richard Owen a coniare il termine “dinosauri”; era il 1841, ma delle ossa delle “terribili lucertole” se ne parlava già da quasi cinquant’anni, da quando cioè il paleontologo francese Georges Cuvier aveva cominciato a guardarle con occhio scientifico alla luce dell’imperante razionalismo illuminista. L’intuizione di Owen, però, fu quella di avviare una sistematica revisione di tutte le catalogazione confuse e piuttosto approssimative avvenute negli anni precedenti, giungendo alla conclusione che tutte le ossa dissepolte appartenevano a un’unica grande famiglia: quella di rettili mostruosi e giganteschi estintisi milioni di anni prima. Leggi il resto

Washakie, capo degli Shoshoni

Capo Washakie
Gli Shoshoni furono prevalentemente alleati con il popolo bianco e raramente si resero protagonisti di episodi guerreschi nei loro confronti. Furono, piuttosto, eterni rivali dei Sioux e dei loro alleati e contro questi rivolsero ogni energia di cui disponevano. In tal senso deve forse essere interpretata l’alleanza con l’esercito delle “giacche blu”.
Uno dei personaggi di maggior spicco tra gli Shoshoni fu senza alcun dubbio il capo Washakie, vissuto tra il 1804 ed il 1900, a cavallo del periodo più turbolento per le popolazioni indiane dell’ovest.
Washakie era figlio di un indiano Umatilla e di una Shoshone e per quasi tutta la sua infanzia visse con il gruppo del padre. Di lui tutti ricordavano la pelle, di colorazione insolitamente chiara.
Solo nel corso della giovinezza si spostò nella tribù Shoshone della madre, maturando le prime e più significative esperienze di vita e divenendo rapidamente un guerriero temuto e assai coraggioso, in grado di mutare le sorti dei piccoli conflitti intertribali che sempre hanno caratterizzato lo scorrere del tempo tra le Nazioni indiane. Leggi il resto

Il ranch nel west

A cura di Aquila Solitaria


Un ranch nel Montana – clicca per INGRANDIRE

Nelle grandi praterie i ranch dovevano essere autosufficienti per lunghi periodi. Verso la fine del 1800 i ranchers americani delle catene montuose settentrionali arrivavano a fare scorte di cibo sufficienti per un anno intero.
Distanze immense separavano gli allevamenti dagli insediamenti urbani, costringendo gli uomini ad un isolamento forzato. Il servizio Flying Doctor (Medico Volante), dal 1928, la School of the Air (cioè la scuola via radio), a partire dal 1951, e le moderne reti stradali hanno rappresentato un’importante svolta. Leggi il resto

The Tipton Train Robbery

A cura di Omar Vicari

Tipton (Wyoming), era, ed è ancora, una piccola stazione ferroviaria situata sui binari della Union Pacific circa 65 miglia a ovest di Rawlins (Wyoming) e 2 miglia a est di un punto di riferimento chiamato Table Rock ( chiamato anche Pulpit Rock perché Brigham Young predicò ai Mormoni in quel posto nel 1870). Alcuni membri del Mucchio Selvaggio si riunirono a Table Rock il 29 Agosto 1900. Leggi il resto

Un linciaggio italiano a Denver: Death to the Dago!

A cura di Emanuele Marazzini

L’articolo – clicca per INGRANDIRE
Reduci dalla lettura del toccante memoriale di Enrico Deaglio Storia vera e terribile tra Sicilia e America sulla brutale impiccagione, alla fine dell’Ottocento, di cinque siciliani nel villaggio di Tallulah in Lousiana (qui la scheda: http://sellerio.it/it/catalogo/Storia-Vera-Terribile-Sicilia-America/Deaglio/8223), abbiamo approfondito l’argomento sulle pagine di Corda e sapone (Roma, Donzelli, 2003), studio di Patrizia Salvetti che analizza buona parte dei casi di giustizia sommaria negli USA, tra Otto e Novecento, ai danni di nostri connazionali. Tra i tanti, uno ci ha particolarmente colpito: la morte di Daniele Arata in Colorado nell’estate del 1893. Per raccontarla preferiamo dar voce alle sole fonti, ossia due articoli del San Francisco Call (29 luglio) e dell’Auckland Star (21 settembre) che descrivono con precisione i fatti di quelle tragiche ore. Una ricostruzione senza dubbio parziale, faziosa. Ma che fornisce un interessante spaccato della società americana nel West di fine secolo, spesso aggressiva nei confronti di una minoranza, come quella italiana, ritenuta una setta di «ubriaconi accoltellatori» persino dalle autorità (ambasciatori e consoli) che dovevano rappresentarla o difenderla. Leggi il resto

Queho

A cura di Gian Mario Mollar

Quello di Queho (si pronuncia Key-Ho) è un racconto inquietante e poco noto, che sta a metà tra la storia e la leggenda. Fatti realmente accaduti e dicerie popolari si sono impastati con paure ataviche, fino a creare l’epopea dell’Indiano Pazzo che si aggira tra i canyon del fiume Colorado, lasciando dietro di sé una scia di sangue. Le nebbie del tempo ci impediscono di stabilire se si sia trattato veramente di un serial killer, l’antesignano nativo di ben più noti psicopatici americani, o di un semplice capro espiatorio, cui vennero affibbiati in modo sommario svariati omicidi irrisolti. La verità rimane un mistero, ma la storia merita di essere raccontata.
Si pensa che Queho sia nato attorno al 1880 a Cottonwood Island, vicino alla città di Nelson, nel Nevada. La madre faceva parte della tribù dei Cocopah, e morì poco dopo averlo dato alla luce. L’identità del padre è il primo dei molti misteri di questa vicenda. Leggi il resto

La battaglia di Alamo

A cura di Rino Di Stefano


La battaglia di Alamo – clicca per INGRANDIRE
Ricordatevi di Alamo! La mattina del 27 febbraio 1837 spirava un vento gelido sulle rovine della missione di Alamo. Il cielo era terso, di un azzurro intenso, e il pallido sole invernale del Texas illuminava ciò che restava dell’antica chiesa e dei muri perimetrali sgretolati dalle cannonate del generale Santa Anna. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western – 18

A cura di Domenico Rizzi
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18.


WESTERN RISORTO

Nel 1971 si ha l’impressione che il western debba tornare agli antichi fasti. La produzione riprende con vigore, sfornando quasi 70 film, con l’immancabile presenza dello spaghetti western, caratterizzato da trame e titoli che non si discostano molto dal passato. “Acquasanta Joe”, “Prega il morto e ammazza il vivo”, “Ehi amigo, sei morto”, tanto per citarne qualcuno, ricalcando un copione già sfruttato, a base di pistoleri, vendette, sfide e crudeltà. Per assurdo, molti spettatori europei finiscono per convincersi che il West Leggi il resto

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