Le diligenze del West

A cura di Luciano Guglielmi

Una diligenza
Nel secolo XIX, le diligenze erano normalmente trainate da due coppie di cavalli, dette “tiro a quattro”, solo per particolari percorsi, salite o strade con fondo difficile, si attaccavano sei cavalli “tiro a sei”. Le fermate durante il viaggio si definirono “stazioni”, il percorso tra una stazione e l’altra si definì “tratta” l’atto del viaggio era definito “diligenza”, da qui il nome del mezzo. Il viaggiare in diligenza era definito “scena” ed in fine, la diligenza in viaggio con passeggeri, era definita “pullman”.
Tutta questa terminologia la ritroviamo nelle ferrovie, che sostituirono le diligenze e nelle linee degli autobus, chiamati ancora oggi pullman. Leggi il resto

La battaglia di Carthage (5 luglio 1861)

A cura di Antonio Gatti

La battaglia di Carthage – clicca per INGRANDIRE

Il Missouri era uno stato diviso e come tale si presentava all’irruzione della tempesta secessionista che sconvolse tutta l’America. Dal Missouri arrivarono nel 1854 quelle centinaia di “border ruffians” (come erano chiamati ai tempi) i filosudisti che misero a ferro e fuoco il Kansas, uccidendo, depredando, stuprando e commettendo qualunque nefandezza pur di impedire che l’elettorato del Kansas facesse passare una Costituzione anti-schiavista. Nel Missouri, però, c’era anche un forte sentimento unionista, specie nei ceti meno abbienti e nella ricca comunità di origini tedesche che popolava molti villaggi dello Stato. Leggi il resto

La Grande Inondazione del 1862

A cura di Angelo D’Ambra

Una grande vallata sorge nel cuore della California settentrionale. E’ il frutto di migliaia di anni di inondazioni di quei vasti corsi d’acqua che sfocian tutti nella baia di San Francisco. L’ultima che la storia ricordi risale al 1862 ed è finita sui libri come “la Grande Inondazione”.
In effetti si trattò della più imponente inondazione mai registrata nella storia dello stato, ma anche l’intero Southwest. Investì queste terre dal dicembre del 1861 al gennaio del 1862, travolgendo città e campi, lasciando centinaia di villaggi sommersi dall’acqua fino ai mesi estivi del 1862. Addirittura creò un vero e proprio lago nel Nord California, lungo trecento miglia e largo venti. Leggi il resto

Gli scalpi nella storia della frontiera americana

A cura di Valentina Santoli

Prendere uno scalpo – clicca per INGRANDIRE
Quando si pensa all’antica usanza di “fare lo scalpo”, generalmente la prima immagine che si crea nella nostra mente è quella dei guerrieri nativi americani, che si procuravano così un trofeo dei nemici sconfitti in battaglia; ciò che invece viene ricordato assai più raramente è che tale costume si diffuse ben presto anche tra i coloni bianchi.
Inizialmente, i nuovi arrivati nel continente lo ritenevano un truce esempio di barbarie ma, dopo aver trascorso un certo tempo in quelle terre selvagge, alcuni iniziarono a considerarlo un modo come un altro di dimostrare l’avvenuta uccisione di un nemico, assai più efficiente del portarsi appresso la sua testa. Leggi il resto

La città di Redding in California

A cura di Angelo D’Ambra

Il Rancho Buena Ventura, di Pearson B. Reading, fu la seconda concessione di terra in quella che oggi è la contea di Shasta. La prima concessione di terra fu situata sul lato est del fiume Sacramento che fu chiamato Rancho Buena De Briesgau. Fu William Bennitz a richiedere questa concessione di terra. La ottenne il 26 luglio 1844. Ben 22.000 acri di terra. Bennitz era originario di Breisgau, in Germania, motivo per cui il suo rancho si chiamava De Breisgau. Tuttavia, Bennitz non si stabilì mai sulla sua proprietà e per questo motivo non fu mai riconosciuta come concessione fondiaria ufficiale dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. La concessione di Reading fu dunque riconosciuta come la prima e lui il primo colono bianco dell’area. Leggi il resto

Non c’è ombra in South Dakota

A cura di Gian Mario Mollar
La Bella copertina del libro
Ci sono romanzi che ti piacciono. E ci sono romanzi di cui ti innamori. Mi è successo con “Non c’è ombra in South Dakota” di Andrea B. Nardi, edito da Robin Edizioni.
La storia ruota intorno a La Calahorra, un puntino di case di legno perduto nelle Grandi Praterie tra un oceano di erba ondeggiante e un cielo altrettanto sconfinato. Inizia con un uomo, Isaac Colquitt, che arriva tra le baracche in un giorno di pioggia del 1875, e ne diventa lo sceriffo. Per scoprire qual è il suo segreto e che cosa l’abbia portato proprio lì, nel bel mezzo del nulla, dovrete attendere proprio fino alla fine: quello che c’è nel mezzo è la storia di un ragazzo, un trovatello abbandonato da una carovana di quaccheri, che si intreccia con le anime di quel remoto villaggio. Il bambino diventerà un uomo e abbandonerà quel mondo disperato e incantato, salvo poi rimpiangerlo al punto di farvi nuovamente ritorno. Leggi il resto

Gli indiani Yuma e l’esplorazione di Alarcon

A cura di Gianni Albertoli

Alarcon e gli Yuman
Il giorno dopo, “di buon mattino, venne in mezzo a loro un capo chiamato Naguachato, e volle che venissi a terra perché aveva una grande scorta di viveri da darmi”. L’Alarcon ricordava, “Poiché mi sentivo al sicuro, l’ho fatto senza dubitare. Immediatamente venne un vecchio con panini (torte) di mais, e alcune piccole zucche e, chiamandomi a gran voce, faceva molti gesti con il suo corpo e le braccia, poi mi si avvicinò”. Il capo si rivolse alla sua gente e disse loro “Sagueyca”, gli indiani risposero con “grande voce Hu”, poi offrì al “Sole” tutto quello che aveva, “e anche un po’ di più a me anche se poi mi diede tutto il resto”, e facendo così “a tutti quelli che erano con me”. Leggi il resto

La saga di “Buckskin” Frank Leslie, pistolero di Tombstone

A cura di Omar Vicari

Un giovane “Buckskin” Frank Leslie
La città di Tombstone e i pittoreschi personaggi che calcarono le sue strade negli anni ’80 di fine ottocento, hanno evocato più libri di quanti ne siano stati scritti su tutte le città dell’intero west.
Uomini come gli Earp, i McLowery, i Clanton, Holliday e Ringo, sono familiari a tutti gli americani come pure alle centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Una ragione di ciò è che la città, già nel 1879 aveva un giornale, l’Epitaph, che preservò la storia di Tombstone e che le confezionò lo slogan “The Town too Tough to Die”, cioè la città troppo dura per morire. Leggi il resto

Il “piccolo padre” e gli indiani

A cura di Luca Barbieri


Era detto il “Piccolo Padre” in paragone a quello “Grande” (e cioè il presidente degli Stati Uniti) che stava lontano, a Washington, e, come ogni buon padre di famiglia, avrebbe dunque dovuto brillare per onestà e saggezza; quasi sempre, invece, si dimostrava uno squallido burocrate privo di scrupoli, un ignobile affarista deciso ad arricchirsi alle spalle di quelli che considerava “selvaggi ignoranti”. La tentazione di truffare i pellerossa era in effetti enorme, perché dai pochi spiccioli di stipendio da funzionario pubblico percepito fino al momento della nuova nomina, l’agente indiano si trovava di colpo ad avere a disposizione decine o addirittura centinaia di migliaia di dollari (somme favolose per l’epoca) senza o quasi un effettivo controllo di gestione. Leggi il resto

La battaglia di Bear Paw

A cura di Cesare Bracchi


La battaglia di Bear Paw
Settembre 1877. I Nez Perce di Capo Giuseppe, in fuga dalle loro terre e inseguiti dai soldati americani, avevano ormai chiaro in mente che non avrebbero avuto altra via di scampo che la fuga in Canada, dove già gli Hunkpapa di Toro Seduto avevano trovato rifugio dopo lo scioglimento della grande coalizione che aveva vinto a Little Bighorn.
Fiaccati nel fisico e nel morale da mesi di fughe e battaglie giunsero a circa 40 miglia dal confine canadese, nella zona delle Bear Paw Mountains. Leggi il resto

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