Le cittadine della frontiera

A cura di Omar Vicari

Intorno al 1865, alla fine della guerra di secessione, le pianure dello stato del Texas erano letteralmente invase da milioni di capi di bestiame. Tutto il territorio texano rischiava seriamente di sprofondare sotto gli zoccoli dei “long horn” mentre negli stati dell’est esisteva il problema inverso che si concretizzava nella mancanza cronica di carne bovina. I mercati dell’est pagavano più di 40 dollari un capo bovino, ragion per cui i grandi allevatori del Texas intravidero l’occasione giusta per arricchirsi con la vendita delle loro mandrie.
I primi tentativi di trasportare bestiame sulla pista che portava a Sedalia (Missouri) furono un mezzo fallimento. La pioggia, il gelo, il fango e gli attacchi di fuorilegge senza scrupoli decimavano le mandrie con la conseguenza che nell’inverno del 1865/1866 solo poche migliaia di capi arrivarono a destinazione.
L’annientamento di intere mandrie presso Baxter Springs (Kansas) durante quel inverno, convinsero un giovane uomo d’affari, Joseph G. Mc Coy, a trovare un luogo dove le mandrie potessero svernare, un luogo sufficientemente vicino alla ferrovia tramite la quale il bestiame potesse essere facilmente trasportato ai mercati dell’est. Leggi il resto

Le 500 Nazioni: le pianure

Guerrieri Sioux
La zona delle Pianure (ovvero le praterie che si estendono dal Canada centrale fino al Messico e dal Midwest alle Montagne Rocciose) è sempre stata abitata da popolazioni che vivevano in piccoli gruppi nomadi al seguito delle grandi mandrie di bisonti, in quanto la caccia ha costituito la principale risorsa alimentare fino al 1890, anche se lungo il Missouri e altri fiumi delle pianure erano presenti forme di agricoltura stanziale.
Tra i primi abitanti delle praterie possiamo ricordare i Blackfeet (cacciatori), i Mandan e gli Hidatsa (agricoltori); in seguito, quando i coloni europei conquistarono le foreste orientali, molte popolazioni del Midwest si spostarono nelle Pianure: tra questi i Sioux, gli Cheyenne e gli Arapaho, preceduti dagli Shoshoni e dai Comanche.
Quando il cavallo fu introdotto dagli europei (XVII secolo) e poi si diffuse in tutte le Grandi Pianure (XVIII secolo), nella zona si mescolarono tutta una serie di popoli precedentemente sedentari, disturbati dai cacciatori-guerrieri a cavallo delle zone vicine. Leggi il resto

Tutto per le pellicce

Nella storia del west la caccia organizzata agli animali da pelliccia fu alla base di gran parte delle esplorazioni di zone sconosciute ai bianchi, di una larga fetta dei primissimi contatti con i gruppi tribali che risiedevano nelle regioni occidentali degli attuali USA, di una forte incentivazione al movimento di massa che avrebbe caratterizzato, infine, gran parte del XIX secolo.
La Compagnia delle Pellicce delle Montagne Rocciose (Rocky Mountains Fur Company) nacque nel 1822 per iniziativa del Generale H. Ashley e di Andrew Henry, due mercanti di pellicce della regione di Saint Louis. Alla loro compagnia prestarono i propri servizi quei cacciatori ed esploratori che sarebbero presto entrati nell’immaginario collettivo.
Tra loro ricordiamo Jim Bridger (che fu, forse, il primo bianco a visitare la regione del Gran Lago Salato ove sarebbero andati a vivere i Mormoni), il cacciatore di colore James Beckwourth, Edward Rose (un pirata di acqua dolce che aveva abbandonato le vie dell’illegalità), William ed Andrew Sublette (i coraggiosi ed intrepidi fratelli che nel 1832 scamparono alla disfatta di Pierre’s Hole in cui un folto gruppo di cacciatori venne sconfitto dai Gros Ventre), Jedediah Smith (un Metodista che accompagnato dalla sua Bibbia seppe catturare fino a 668 castori – trasformati in pellicce – in una sola stagione). Leggi il resto

Where’s Doc, dove si trova Doc Holliday?

A cura di Omar Vicari

Doc Holliday
Ci sono molti misteri e leggende legati all’epopea del vecchio west e a molte mitiche figure che ne hanno fatto la storia. E spesso si tratta di storie e persone entrate nella leggenda a causa della scarsità di informazioni collegate a loro. Talvolta non conosciamo i contorni dell’inizio di una storia e talaltra volta non conosciamo la conclusione.
Uno di questi misteri è quello concernente il posto dove è stato sepolto il dr. John H. Holliday, noto sulla frontiera col nome di “Doc”.
E’ noto a tutti, almeno da ciò che è stato scritto in un quantitativo enorme di fonti storiche e storiografiche, che Doc Holliday è stato sepolto lo stesso giorno della sua morte presso il “Linwood Cemetery” di Glenwood Springs in Colorado. Eppure, a distanza di moltissimi anni, resta ancora il dubbio…
Una cosa è certa, Doc effettivamente morì a Glenwood Springs, ma ancora oggi non è del tutto certo che il suo corpo si trovi in quella città del Colorado. Leggi il resto

L’incredibile vicenda di Sam Starr

A cura di Giacomo Ferrari

Sam Starr
Sam Starr, figlio del più famoso “outlaw” Tom Starr, fu il marito – ma non in prime nozze! – di Myra Belle Shirley, divenuta poi famosa come Belle Starr. Egli visse nel Territorio Indiano in anni duri, in mezzo ai banditi fino a diventare anche lui uno di loro, più volte ricercato per innumerevoli trasgressioni alla legge.
Sam Starr, uno dei dieci figli di Tom Starr e Catherine, nacque il 24 novembre 1859 e visse vicino a quella che attualmente è la città di Briartown nel Canadian District della Nazione Cherokee.
Quando ebbe inizio la Guerra Civile, Tom Starr si arruolò, come esploratore, nell’esercito confederato. A guerra finita, Tom ritornò alle sue vecchie abitudini da contrabbandiere di whisky e ladro di cavalli.
Sam crebbe fisicamente assai velocemente, diventando un uomo alto e muscoloso.
Il 25 giugno 1880, Sam Starr sposò Myra Belle Shiley. Sam dichiarò di avere 23 anni, mentre Belle, che si presentava come “Bell”, dichiarò di averne 27. Leggi il resto

John Martin, il trombettiere di Apricale

A cura di Sergio Mura

Da Garibaldi a Custer… Quanti misteri ci sono nella vita di Giovanni Martini? E quante avventure? Tra gli altri provano a sondare questo personaggio anche Claudio Nobbio e David Riondino con un bel volumetto a metà strada tra la sintesi storica e il romanzo. Un libro che scorre rapidamente, forte di una prosa semplice e coinvolgente, anche se, forse, qualche pagina in più ci sarebbe stata bene.
Il romanzo di Nobbio narra una delle figure più celebri del passato del piccolo borgo ligure, ricucendo con la fantasia le trame di una romantica avventura. “Quando Giovanni Battista Martini partì alla volta dell’America nel 1865, mettendo tra sé e la sua vita precedente un oceano intero, mai avrebbe potuto immaginare quale sorprendente sorte ci fosse in serbo per lui. Secondo quanto risulta dagli archivi comunali, era nato ad Apricale il 16 marzo 1841, da Giacomo e Giovanna Barberis, e nel 1860 aveva preso in moglie Caterina Rossi Craveta, che nel luglio dell’anno successivo gli aveva dato un figlio, Leonida. Leggi il resto

Bozeman Trail

A cura di Paolo Santoni

A lato: John Bozeman
Lo storico Attraversamento Bozeman è situato sull’argine del Clear Fork sul Fiume Powder. Questa zona fu di importanza strategica nella storia della colonizzazione dei territori del Wyoming, del Montana e del Dakota negli anni tra il 1860 e il 1870.
Il Sentiero di Bozeman, aperto da John Jacobs e John Bozeman nel 1863, garantiva ai pionieri una traversata più facile e più veloce verso l’ oro dei territori del Montana. Dovete cancellare dalla vostra immaginazione qualsiasi ponte, autostrada, città e linea elettrica, parte integrante della moderna civilizzazione e dell’odierno sistema di comunicazione e di trasporto.
Immaginatevi un solo ed unico corso d’acqua, limpido, che dalla propria fonte tra le Shining Mountains (chiamate dai Nativi Americani le Bighorn Mountains ), serpeggia tra le verdi pianure, costeggiato solo occasionalmente da qualche albero.
I massicci movimenti migratori dei bufali uniti agli incendi delle praterie limitavano la crescita di alberi lungo gli argini dei fiumi e dei ruscelli dei territori occidentali.I corsi d’acqua ombreggiati da alberi che vediamo oggi avevano ben altro aspetto 125 anni fa! Leggi il resto

Al confine della legge

A cura di Luca Barbieri

Dave Mather
E’ noto come nella Frontiera americana il confine fra il ruolo del “buono” (lo sceriffo) e quello del “cattivo” (il fuorilegge) fu assai meno netto e definito di quanto non pretendano pellicole cinematografiche o icone fumettistiche: Henry Plummer esercitava funzioni di Marshal a Bannack (Montana) mentre, nel contempo, guidava una banda di efferati criminali; Henry Newton Brown è passato alla storia per aver compiuto una sanguinosa rapina in banca a Medicine Lodge (Kansas) mentre era Marshal a Caldwell, da dove si era allontanato con la scusa di dover catturare un assassino fuggito verso l’Oklahoma, e, in precedenza era stato coinvolto insieme all’amico Billy the Kid nell’omicidio dello sceriffo Brady a Lincoln nel New Mexico.
Dave Mather, Deputy Sheriff della contea di Ford, Assistant Marshal di Dodge City e infine agente della “Royal Mounted Police” canadese, è stato descritto nelle cronache locali come un uomo “molto malvagio, un assassino di assassini”, e si diceva che avesse sulla coscienza “un maggior numero di morti di qualunque altro pistolero del West”. Leggi il resto

Lame White Man

A cura di Carlo Galliano

Nacque circa nel 1838 nella tribù degli Cheyenne del Sud.
Il suo nome indiano era VE’HO’ENOHNEHE, che significa appunto “Uomo Bianco Zoppo”, ma era conosciuto anche con il nome “Lupo dal Cuore Matto”, per il suo modo di combattere sempre audace e temerario.
Apparteneva alla Società militare delle Lance Ricurve (Crooked Lances).
Fu uno dei più coraggiosi capi di guerra della tribù.
Nel 1864, dopo il massacro di “Sand Creek” egli si trasferì a nord presso gli Cheyenne Settentrionali, con cui praticamente rimase sino alla sua morte; veniva infatti considerato come uno di loro. Tornava a sud solo per presenziare all’annuale raduno del Consiglio dei Capi, di cui egli rimase comunque sempre membro.
Nel 1868 partecipò ad una delegazione di pace a Washington, dove venne fotografato insieme al capo Vecchio Lupo.
Partecipò alla battaglia di “Little Big Horn” del 1876 e fu uno dei 7 Cheyenne che rimasero uccisi. Leggi il resto

Buffalo Bill a Parma

A cura di Emanuele Marazzini

È il 5 aprile 1906 (giovedì) quando il convoglio del Wild West Show, giunto nella città emiliana va ad attendarsi nel cosiddetto Campo di Marte, area non più esistente tra la Cittadella e il torrente Parma.
La programmazione della seconda tourneè italiana (la prima risale al 1890) prevede sempre due esibizioni: una pomeridiana alle 14 ed una serale alle 21.
Infatti, con il nuovo impresario, James Bailey, subentrato allo storico Nate Salsbury, vige la ferrea, ma più remunerativa regola del “One day, one town”. Alla conclusione della trasferta, si conteranno, perciò, ben 119 spettacoli in 35 città, tutti nell’arco di soli 64 giorni! Un, però, tutto sommato, spossante tour de force, se si tiene in considerazione che Buffalo Bill ha già raggiunto la sessantina e l’organizzazione tende sempre più a gravare sulle sue ormai fragili spalle di alcolizzato. Leggi il resto

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