La Guerra delle Black Hills del 1876-1877

A cura di Massimo Bencivenga


Con la Grande Guerra Sioux del 1876, nota anche come guerra per le Black Hills, si va ad intendere una serie di battaglie e negoziazioni occorse tra il 1876 ed il 1877 che coinvolsero i Sioux Lakota e i Cheyenne settentrionali contro gli Stati Uniti d’America.
Da quelle parti, una prima guerra tra Governo e Nativi si era già conclusa con il trattato di Fort Laramie (1868) che trasformò una parte del territorio Lakota in grande riserva Sioux, istituendo altresì un ampio “territorio non ceduto” in Wyoming e Montana, il Powder River Country, come territorio di caccia Cheyenne e Lakota, con restrizioni d’accesso a tutti i non nativi, eccezion fatta per gli ufficiali governativi. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western – 19

A cura di Domenico Rizzi
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19.


SOLITARI ED EMARGINATI

Gli uomini solitari della favola western, talvolta degli emarginati e bistrattati, possono essere indistintamente di razza bianca, rossa oppure meticcia, come dimostrano i film “Il solitario di Rio Grande”, “Chato” e “Io sono Valdez”, tutti prodotti nel medesimo anno.
Il più notevole di questi è quasi certamente “Valdez is Coming” diretto da Edwin Sherin, ricavato dal romanzo omonimo (inizialmente un racconto, poi trasformato dallo stesso autore) del famoso Elmore Leonard. Leggi il resto

Nelle terre del Saskatchewan con Alexander Henry e David Thompson

A cura di Gianni Albertoli

Il 13 settembre 1808 la spedizione di Alexander Henry e David Thompson, proveniente dalle terre del Red River, si diresse verso le “Butte des Saulteurs” per dar riposo agli esausti cavalli. A “Les Deux Grosses Buttes” (Two Big Hills) la spedizione avrebbe visto in lontananza Fort Vermilion, posto proprio all’entrata del Vermilion River. Nella zona vi era “un grande campo di indiani Slaves”. La spedizione venne ben accolta all’interno della postazione della Hudson Bay Company, mentre gli indiani erano “desiderosi di visitarci”; il comandante del forte, “Mr. Hallette” voleva conoscere i nuovi sviluppi della situazione in Europa. Fort Vermilion era posto nel territorio del Saskatchewan, proprio sulle rive del fiume Vermilion, ma non deve essere confuso con l’omonimo Fort Vermilion sul Peace River. Durante l’estate i traders commerciavano tranquillamente, anche se spesso vi erano problemi tra gli “Slaves” e i Crees, le due tribù si combattevano ormai da lungo tempo. Leggi il resto

G. A. Custer, la mia vita nelle grandi pianure

E’ uno spaccato di vita tra il 1867 e il 1874 dal quale emergono, sia pure in forma edulcorata e spiccatamente di parte, gesta avventurose e imprese militari importanti insieme ad azioni esecrabili e infrazioni al codice militare che portarono Custer a vivere la sua vita professionale in bilico tra la cacciata con infamia e le lodi per le sue imprese.
Tra tutto brilla il desiderio di emergere e di essere ricordato come esempio dai posteri di un uomo che a causa dell’incredibile e sconfinato culto di sé portò alla disfatta i suoi uomini nel giugno del 1876.
Quando condusse le sue truppe al massacro nella battaglia di Little Big Horn nel 1876, il generale Custer era indubbiamente il più noto avversario degli indiani e per molti coloni americani un eroe leggendario. Leggi il resto

I tiratori scelti nella Guerra Civile Americana

A cura di Sergio Mura


Shapshooters della Guerra Civile – clicca per INGRANDIRE

L’introduzione nei campi di battaglia di canne rigate e armi a retrocarica portò rapidamente ad una importante novità nel contesto della Guerra Civile Americana: la nascita e l’utilizzo di corpi di tiratori scelti. Non si trattò di una scelta semplice perché il mestiere di tiratore scelto non era certo visto di buon occhio dalla gente comune nella società civile. Ci vollero le durissime condizioni imposte dalla guerra civile a convincere i civili a rimuovere rapidamente le renitenze… Leggi il resto

La misteriosa morte del famoso pistolero Johnny Ringo

A cura di Gualtiero fabbri


Ogni tanto la misteriosa morte del famoso pistolero Johnny Ringo riaffiora con tutti i suoi lati oscuri e le sue incognite che forse sono destinate a rimanere tali, ma che stuzzicano la nostra curiosità e quella degli storici. Perciò proviamo a riportare in evidenza i fatti certi che si conoscono sulla vicenda e le considerazioni del notissimo storico americano Steve Gatto. Leggi il resto

Geronimo, la mia storia

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Geronimo. Ebbene, in questo libro si può leggere la storia di questo grande condottiero Apache che mise in scacco per anni e anni gli eserciti di Stati Uniti e Messico spesso coalizzati contro la sua gente al punto da imporre taglie in cambio di scalpi indiani di uomini, donne o bambini.
Geronimo stesso, ormai prigioniero, ha dettato la sua storia che è anche storia di gran parte del popolo Apache della seconda metà del 1800.
Nel 1906 Stephen Barrett, sovrintendente scolastico in Arizona, incontrò il vecchio capo indiano Geronimo, confinato nella riserva indiana di Fort Sill.
Mosso dalle migliori intenzioni, Barrett chiese a Geronimo di raccontargli la sua vita, allo scopo di far conoscere al mondo la storia delle guerre indiane dal punto di vista dei nativi americani. Leggi il resto

Il colonnello ragazzino, Henry King Burgwyn

A cura di Martina Parodi


Henry King Burgwyn

La presenza a Raleigh, N.C., del colonnello William H.S. Burgwyn della contea di Northamptom, il quale recitò il discorso commemorativo ai caduti di Guerra del 10 Maggio, richiamò l’attenzione sulla sorte di suo fratello, il colonnello Henry King Burgwyn, il giovane valoroso comandante del 26th NC , il quale perse la sua vita a Gettysburg.
Accadde che tra i veterani Confederati era presente alla cerimonia del Memorial Day un certo William M Cheek, di Lundley, della contea di Chatman. Leggi il resto

Arapaho

Tra le tribù delle pianure gli Arapaho hanno avuto un posto di grande importanza, anche se sono meno conosciuti dei Sioux e dei Cheyenne coi quali, tra l’altro, condivisero decenni di vita, alleanze, modi di fare, guerre e, purtroppo, tragica conclusione di deportazione in riserve in cui vennero privati di ogni diritto compreso quello di possedere la propria terra.
In questo importante saggio Virginia Trenholm, forte di una gran mole di documenti mai letti prima, riesce a descrivere i modi di vivere di questi indomiti pellerossa, il loro rapporto con la Madre Terra, il loro coraggio in battaglia e le grandi sofferenze derivate dal contatto bellicoso con il popolo bianco, i Wasicu (“ladri del grasso”, per la loro abitudine di prendere per se sempre il meglio).
Posavano il piede dove era passato il bisonte, e per questo erano chiamati “Il Popolo del Sentiero del Bisonte”. Leggi il resto

Jesse e Frank James, una storia familiare

A cura di Omar Vicari

Jesse e Frank James
Negli Stati Uniti di oggi o quantomeno negli Stati del profondo Sud, la gente tende a considerare Jesse James e il fratello Frank come due dei più grandi “eroi“ del folclore americano.
Questi “eroi“, seppure macchiati dei crimini più spaventosi, li ritroviamo nella storia di quasi tutte le nazioni e spesso essi vengono partoriti dalla mente popolare per giustificare farneticanti ingiustizie sociali (vedi l’esempio italiano del bandito Giuliano).
Nati lungo il confine tra il Missouri e il Kansas, figli di un ministro del culto Battista, Jesse e Frank James iniziarono il loro percorso nella leggenda combattendo durante la guerra civile nelle file confederate a fianco di personaggi come Quantrill e Bill Anderson.
Finita la guerra, le circostanze li spinsero a valicare i confini della legalità rapinando treni e banche, atti criminosi che lasciarono una scia di sangue interrotta solo dal piombo dei fratelli Ford. Leggi il resto

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