La strana, triste (e dubbia) storia di “Calamity Jane”

A cura di Luca Barbieri

Calamity Jane a cavallo
Di fianco alla tomba di Wild Bill Hickok, nel cimitero di Deadwood, è stata scavata quella di Martha Jane Cannary, più nota col soprannome di “Calamity Jane”.
Fu proprio lei a volerlo, per riposare in eterno di fianco all’uomo che amava. Esiste una leggenda che lega i due personaggi, ma appunto di leggenda si tratta: probabilmente la pubblica opinione volle vedere qualcosa che non c’era, allo scopo di unire le due icone western in un unico romanzo rosa. La stessa Calamity, sicuramente innamorata di Wild Bill, alimentò queste voci dopo la morte del pistolero, arrivando addirittura a sostenere di aver partorito, il 25 settembre 1873, una figlia avuta con lui, alla quale dette il nome Janey. Leggi il resto

Wyatt Earp giorno per giorno

A cura di Omar Vicari
Wyatt Earp
Una domanda che mi sono spesso posto come curioso di storia del west, è quella riguardante la vita quotidiana di qualche mostro sacro della frontiera. Le cronache riguardanti la loro vita sono spesso sommarie, quattro o cinque date circa la nascita, le imprese compiute, la data della loro morte e poi niente più.
La curiosità invece mi ha spinto spesso a chiedermi come viveva e cosa faceva ad esempio Wyatt Earp (tanto per citarne uno) nel periodo finale della sua vita. Dopo lo scontro all’OK Corral nel 1881 e la relativa fuga dall’Arizona, di cosa si occupava? E nel 1910 o nel 1915 o, se volete, nel 1920 o 1925, dove viveva e che cosa faceva giornalmente? Leggi il resto

La battaglia del Rosebud

A cura di Sergio Mura

Nel corso dei primi mesi del 1876 fu chiaro a tutti, ad eccezione degli indiani considerati ostili dal governo degli stati Uniti, che si stava muovendo la più grande forza militare contro gli ultimi resistenti delle pianure del nord-ovest.
L’ingiunzione a tutte le bande ancora fuori dagli stretti ambiti delle riserve, a farvi rientro (o ad entrarvi se era la prima volta) abbandonando la vita libera, fu la mossa decisiva.
Una pretesa che considerava solo l’esigenza della gente bianca e del governo americano, ma assai poco rispettosa delle usanze e delle necessità delle tribù indiane.
L’ordine, infatti, fu emanato intimando tempi molto ristretti e imponendo l’obbedienza degli indiani in pochissime settimane, cosa impossibile con l’inverno alle porte. Leggi il resto

Le guerre contro i Cheyenne


I Cheyenne, come tantissimi altri gruppi di indiani, vivevano un tempo ad est del grande fiume Missouri. Spostatisi per diverse vicissitudini verso ovest, divennero cacciatori nomadi quando popolarono le Grandi Pianure, incarnandone lo stile di vita nomade. Verso la metà del secolo XIX, con la pressione dei bianchi che aumentava di giorno in giorno, seppero interpretare la necessità di non restare isolati, ricercando una qualche forma di alleanza con i Sioux e gli Arapaho. Leggi il resto

La saga del Winchester “Yellow Boy”

A cura di Gian Carlo Benedetti

Il primo luglio del 1865 Oliver Fisher Winchester, in società col figlio William Wirth e l’amico John M. Davies, rilevò la decotta ditta armiera New Haven Arms Co., di cui era il maggior azionista, fondando a Bridgeport (Connecticut) la Winchester Arms Co. e ponendola sotto la sovrintendenza del capace capo tecnico Nelson King. L’avveduto uomo d’affari aveva rilevato la New Haven produttrice della carabina Henry mod. 1860 la quale, pur avendo dato buona prova durante la guerra civile, non ne aveva però risollevato le sorti finanziarie a causa del surplus di armi a buon mercato della fine del conflitto fratricida ed alla preferenza accordata dall’U.S. Army alla rivale carabina ideata da Cristopher M. Spencer. Leggi il resto

Navajo Frank, l’assassino indiano

A cura di Mario Raciti
Tra i pochi fuorilegge indiani relativamente conosciuti ce n’è uno la cui storia, dal classico finale tragico “alla moda della Frontiera”, merita di essere raccontata, anche se ci sono poche informazioni e di lui si conoscono solo due o tre episodi, tra i quali quello tragico della sua fine.
Frank Tafoya era un Navajo, nato tra il 1855 e il 1860 nella riserva di Fort Sumner, New Mexico. Quel che sappiamo di lui ci viene principalmente dalla testimonianza di Miguel Antonio Otero, governatore del New Mexico, e da quella presunta di Kumen Jones, un missionario e pioniere originario dello Utah. A sette anni Frank venne venduto dalla sua gente a un pastore di Taos chiamato Julian Mares, che insegnò al ragazzo il mestiere del pecoraio.
Il ragazzo rimase così in debito con quell’uomo che due anni dopo gli razziò la mandria di pecore e scappò. Leggi il resto

Gli Arikara (galleria di immagini)

A cura di Jonathan Holmes

Il popolo Arikara, chiamato talvolta Sahnish, Arikaree o Ree, è una tribù di Nativi Americani che vive in Nord Dakota e, in parte, nel Sud Dakota. Nella loro storia gli Arikara, popolo molto valoroso e fiero, hanno vissuto a stretto contatto con i Mandan e gli Hidatsa con i quali avevano instaurato un rapporto basato su equilibri non semplici ma che mostravano di funzionare.
Gli Arikara parlavano la lingua “Caddoan”, ancora oggi parlata dagli anziani della tribù negli insediamenti del Nord Dakota. Il Caddoan è una lingua è simile a quella parlata dai Pawnee, ma non è della stessa famiglia linguistica. Leggi il resto

La conversione a retrocarica dei revolver a percussione

A cura di Alfredo Barattucci

L’Avventura americana svoltasi nel West dal 1820 al 1900 ancora affascina con le sue storie scontate di pistoleri, cow-boys, Indiani, sceriffi e con le sue spettacolari scenografie.
Forse perché il modo di essere di quei personaggi rappresenta un modello accattivante e in gran parte irripetibile al giorno d’oggi? O forse perché si tratta semplicemente di un’avventura “bella da vedere e da sognare”?
Come per tutte le avventure – però – quando l’enfasi supera i livelli della pacata e fedele narrazione, il racconto scade in termini di fedeltà. Leggi il resto

Cuore di tenebra: la guerriglia dei “border states”

Bloody Bill Anderson
Bloody Bill Anderson in un famoso ritratto
La Guerra di Secessione Americana non fu solo, come semplicemente amiamo pensare, un conflitto combattuto sostanzialmente fra gli eserciti regolari di Nord e Sud per l’emancipazione degli schiavi (una guerra di stampo europea ma che viene considerata a tutti gli effetti la prima guerra moderna) ma soprattutto fu il confronto-scontro fra un mondo antico, basato su privilegi ormai obsoleti (lo schiavismo inserito in una società molto simile alla Francia pre-rivoluzione francese), sull’orlo del baratro ed un mondo nuovo, non necessariamente migliore, fondato sul progresso tecnologico in tutti campi, sulla presunta innovazione culturale, sulla modernizzazione industriale del Paese, simboleggiata dalla ferrovia che collega tutta la nazione. Leggi il resto

Capo Giuseppe dei Nez Perce


Capo Giuseppe dei Nez Perce
L’uomo che divenne una celebrità nazionale con il nome di Capo Giuseppe, nacque nella Wallowa Valley nell’attuale Oregon del nord nel 1838.
Gli fu dato il nome di “Tuono che rotola dalla montagna” ma fu più diffusamente conosciuto come Giuseppe o Giuseppe il Giovane per distinguerlo da Giuseppe il Vecchio, suo padre, che fu chiamato in quel modo nel 1838, quando fu battezzato alla missione di Lapwai da Henry Spalding. Leggi il resto

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