Il Generale Grant

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grantA sinistra, il Generale Grant
Ulysses Simpson Grant (Point Pleasant, 27 aprile 1822 – Mount McGregor, 23 luglio 1885) è stato un generale e politico statunitense. Fu generale unionista nella Guerra di secessione americana e 18º presidente degli Stati Uniti (1869–1877).
Anche se fu un generale di successo, è considerato da molti storici come uno dei peggiori presidenti statunitensi e a capo di un governo che fu afflitto da gravi scandali e corruzione. Comunque gli storici concordano che Grant non fu corrotto, ma lo furono i suoi subordinati nelle posizioni esecutive. Grant è in genere criticato per non aver preso una posizione decisa contro la corruzione, e non aver agito per fermarla.
Grant (all’anagrafe Hiram Ulysses Grant) nacque a Point Pleasant nell’Ohio, 40 km a monte di Cincinnati sul fiume Ohio, da Jesse R. Grant e Hannah Simpson. Il padre e la madre erano nati in Spagna. Suo padre era un conciatore di pelli. Nell’autunno del 1823 si trasferirono nel villaggio di Georgetown sempre nell’Ohio, dove Grant visse fino all’età di 17 anni. Leggi il resto

Le 500 Nazioni: la California

L’area culturale californiana comprende approssimativamente la superficie dello Stato attuale, con l’esclusione della zona sud orientale lungo il fiume Colorado. La popolazione nativa, che secondo le stime contava più di 200.000 abitanti, parlava più di 200 linguaggi distinti. Fra i gruppi più importanti vi erano i Pomo, gli Yana, i Chumash, i Costanoan, i Maidu, i Miwok, i Patwin, i Salinan, i Wintun, gli Yokut, gli Yuki e i cosiddetti Mission Indians (Indiani delle Missioni), Cahuilla, Diegueño, Gabrileño, Luiseño e Serrano. Tutti gli Indiani californiani erano principalmente raccoglitori di ghiande, semi erbacei e altri vegetali commestibili.
Pesci e frutti di mare avevano importanza sulla costa, mentre nell’interno si cacciavano cervi, orsi e piccoli mammiferi vari. Il villaggio, composto anche da più di 100 persone, col suo particolare dialetto, era spesso la più ampia unità politica esistente. Leggi il resto

Wounded Knee: viaggio nell’altra faccia dell’America

A cura di Giuseppe Danovaro

La riserva, oggi
Ed eccomi finalmente a Billings (Montana), sede iniziale di un viaggio che ci avrebbe portato a percorrere le grandi pianure americane, consentendoci di visitare alcune tra le più caratteristiche Riserve indiane, attraverso il Whyoming, il Nebraska ed infine il South Dakota.
Già all’Aeroporto di Washington avevo provato una sensazione di indescrivibile, quasi infantile emozione.
Non ero mai stato negli Stati Uniti, anche se questo paese era sempre stato nei miei sogni.
Ultimamente stavo per rinunciare, per arrendermi davanti alle difficoltà che inevitabilmente si presentavano, quando proponevo alle varie Agenzie di Viaggio il mio itinerario. Un simile percorso era infatti troppo al di fuori dai consueti parametri turistici, per cui non esistevano punti di riferimento certi sui quali fare affidamento.
La notizia che esisteva a Genova, proprio nella mia città di appartenenza, una associazione, l’Hunkapi, che, dopo aver nello scorso anno effettuato un viaggio in queste zone, ne stava programmando un altro, molto più mirato, per il prossimo mese di Giugno, rappresentò la insperata soluzione dei miei problemi. Leggi il resto

La musica, anima del west

A cura di Domenico Rizzi

Musica nel west
La cultura western passa attraverso tre secoli di storia della colonizzazione del continente nordamericano, la letteratura e il fumetto che ad essa si ispirarono – da “L’ultimo dei Mohicani” di James Fenimore Cooper alle opere di Owen Wister, Zane Grey e Louis L’Amour, fino al più recente “Balla Coi Lupi” di Michael Blake – e soprattutto il cinema, che nonostante l’evidente flessione degli ultimi decenni continua imperterrito a sfornare nuove trame, da “Django Unchained” di Quentin Tarantino (vincitore di 2 Oscar nel 2013) a “The Lone Ranger”, diretto da Gore Verbinski.
Oltre a ciò, vi è un’altra componente che ha mantenuto sempre elevato l’interesse verso il genere ed è la musica che va sotto il nome di “country western”, oggi riproposta sempre più frequentemente nell’ambito di feste e raduni di appassionati, che ospitano sovente conferenze e dibattiti di autori e proiezioni di film sullo stesso tema. Leggi il resto

Le fotografie di Farwest.it – gli Indiani

Quando i primi bianchi misero piede sul suolo nord-americano trovarono popoli che vi abitavano da sempre, gli indiani. Il contatto tra le due civiltà fu sostenuto dai Nativi Americani che aiutarono i bianchi a sopravvivere in una terra in cui non era facile arrangiarsi.
I bianchi non seppero ripagare la generosità di quei popoli e quello che accadde nei decenni della storia del west è fin troppo noto. Si trattò di un’infinita serie di ingiustizie che sfociarono in atti di guerriglia o di vere e proprie guerre indiane alla fine dei quali delle 500 Nazioni rimaneva ben poco. Gli indiani, però, provarono a difendersi in ogni modo, mettendosi in evidenza come guerrieri coraggiosi e indomiti. Leggi il resto

Il Bowie Knife, un’arma che rappresenta il west

A cura di Gualtiero Fabbri

Il famoso Bowie Knife
In quasi tutte le immagini che ci sono giunte dal vecchio West si possono notare i classici costumi del tempo, gli abbigliamenti più svariati e anche le armi da fuoco e il loro modo di portarle. Molto spesso appare anche un grosso coltellaccio al fianco dei personaggi ritratti e nei rari casi in cui questo accessorio non si vede è sicuramente perché il soggetto della foto si è “travestito” da dandy e ha appoggiato il suo Bowie Knife a poca distanza.
E la storia di questo coltello è inscindibilmente legata all’uomo che lo ha reso famoso,
James Bowie detto “Big Jim”, un uomo che è diventato un autentico e tipico eroe del west dopo l’eroica fine ad Alamo, anche se già in vita era abbastanza famoso, anche per il suo fare un tantino irruento da tipico “frontierman”.
Nel suo paese natale fu il coltello ad essere legato alla fama del suo primo utilizzatore, mentre altrove il coltello, o almeno il suo nome, è famoso mentre il personaggio storico che lo ha creato lo è molto meno. Leggi il resto

Le vivandiere della Guerra Civile

A cura di Renato Panizza

Marie Brose Tepe, detta “French Mary”
La figura della “vivandiera“, l’intrepida donna che porta il barilotto di liquore per rincuorare i combattenti con un sorso di acquavite e rischia la sua vita mescolandosi ai soldati per prestare loro i primi soccorsi, compare già nella Francia del XVII secolo e diviene in seguito personaggio caratteristico durante la Rivoluzione francese.
La vivandiera della metà del XIX secolo non deve essere confusa con una semplice aiutante che svolge mansioni varie, di cucina o di pulizia degli indumenti e del Campo; la vivandiera, che porta anche tabacco e rifornimenti di cibo ai soldati, è inquadrata ufficialmente nelle fila del Reggimento, veste una sua divisa di foggia femminile… e spesso è armata!
A quel tempo l’Esercito francese era considerato dai più come tra i migliori del mondo e non c’era Reggimento del Secondo Impero di Napoleone III che non disponesse, per dirsi veramente al completo, delle sue “figlie”, delle Vivandiere. Leggi il resto

La dura legge dei vigilantes

A cura di Sergio Mura

Un uomo impiccato ad un palo del telegrafo
Come ben sappiamo la legge stentava a imporsi nelle remote regioni del west, anche quando c’era qualcuno incaricato di farla rispettare. La verità è che man mano che la conquista del west procedeva, con essa avanzavano velocemente il disordine, la prepotenza e molte altre tipologie di aspetti negativi della socializzazione.
E se tutto questo era drammaticamente vero quando c’era qualcuno che aveva l’incarico di far rispettare la legge, immaginate cosa accadeva in tutte quelle boom-town sorte intorno alle miniere o ai margini della ferrovia, o in pieno territorio indiano, dove a farla da padrona era solo la legge del più forte. In casi come questi accadeva spesso che gruppi di cittadini si organizzassero allo scopo di imporre l’ordine e una loro versione della legge. Bastava che un agglomerato di case avesse l’ambizione di diventare una cittadina che in breve spuntavano i vigilantes. Leggi il resto

Wells, Fargo & Company

A cura di Marco Chiornio

Una diligenzaUna diligenza della Wells Fargo
Nel 1852 Henry Wells e Williams Fargo aprirono un ufficio a San Francisco per offrire i loro servizi ai cercatori che durante la Febbre dell’Oro dovevano mandare l’oro trovato ad Est.
A 15 anni di distanza dal giorno dell’inaugurazione, Wells Fargo & Co. aveva assorbito o sbaragliato ogni rivale ed era assurta a miglior compagnia di trasporti tramite diligenza e di consegna posta e a migliore banca del West. Tale fu la fama acquisita che divenne presto usanza, presso i minatori, giurare soltanto “Su Dio e sulla Wells Fargo.”
La forza della società risiedeva soprattutto nell’efficienza che permetteva di addebitare soltanto 6 centesimi per la spedizione di una lettera (prezzo irrisorio se si pensa che all’epoca le Poste ne richiedevano ben 25!).
Nel 1850 i due partners assorbirono una compagnia di Pony Express di proprietà di John Butterfield (che in seguito si sarebbe dedicato ad una linea di diligenze), dando così origine alla American Express. Leggi il resto

La scienza nei duelli del far-west

A cura di Luca Barbieri

Un duello
Nominare il fisico danese Niels Bohr in un articolo sul Far West è un esercizio acrobatico non indifferente, e farlo poi con senno e criterio e non a caso, come se fosse un qualunque immigrato europeo fortunosamente diventato ad esempio Marshal di Fort Worth, ha un che di miracoloso. Ma tutto ha una spiegazione, e ora vedremo quale.
Mentre studiavo sui banchi del Liceo le teorie di Niels Henrik David Bohr, fisico e matematico danese, nobel nel 1922 (un solo nobel pare anche poco per così tanti nomi tutti insieme…), mai più me lo sarei immaginato chiuso in un laboratorio scandinavo a inscenare finti duelli con i suoi seri e compassati colleghi; ma le cose andarono proprio così. Leggi il resto

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