Sopravvivere nel west

A cura di Mario Raciti


Nel vecchio West, la sopravvivenza era il primo pensiero che svegliava ogni mattina ogni uomo e donna della Frontiera. Chi viveva nei ranch e nelle fattorie isolate aveva il peso di tutto ciò che succedeva sulle proprie spalle. Chi invece abitava nelle rozze cittadine del West aveva a disposizione “servizi” un po’ meno primitivi ma sempre e comunque assolutamente insufficienti. Vigeva quindi la regola del “chi fa da sé, fa per tre”. Come nel caso della signora Barbara Jones, abitante nel Territorio del New Mexico nel 1870, la quale, un giorno, vide spuntare uno dei suoi dieci figli con un profondo taglio alla palpebra. Leggi il resto

La conquista del Far West (1830-1860)

A cura di Mario Raciti

Il vasto e complesso mondo delle regioni occidentali degli Stati Uniti (il Far West), nel periodo cruciale 1830-1860, non aveva ancora trovato, prima che in quest’opera dello storico Ray Allen Billington, una descrizione tanto felice ed esauriente.
L’America è nata sì sulle coste dell’Atlantico, ma i “pionieri” delle guerre contro gli spagnoli e indiani e della “corsa all’oro” hanno scritto le pagine più drammatiche e affascinanti del suo processo di unificazione, proprio a occidente del Mississippi e del Missouri, oltre le Montagne Rocciose, verso l’Oregon, la California, il Nuovo Messico.
La conquista del Far West è per il lettore italiano un’opera fondamentale e indispensabile, un testo che, oltre a dargli un’idea precisa di questo mal conosciuto periodo eroico, chiarisce esattamente le ragioni del formidabile sviluppo e del successo nel mondo del popolo americano. Leggi il resto

La battaglia di Apache Pass

A cura di Gianluca Pozzi


La battaglia di Apache Pass si svolse nel 1862 ad Apache Pass, in Arizona, negli Stati Uniti, fra un gruppo di guerrieri Apache ed i volontari dell’esercito dell’Unione della California Column in marcia tra la California ed il Texas (1400 km) con lo scopo di andare a combattere le forze Confederate dell’Arizona e allo stesso tempo di rinforzare l’armata dell’Unione in New Mexico. Fu una delle maggiori battaglie che si siano svolte fra l’esercito Americano ed i Chiricahua durante il periodo delle guerre contro gli Apache. I 2500 uomini della California Column viaggiarono attraverso l’arido sud-ovest americano a gruppi scaglionati al fine di ottimizzare il rifornimento delle risorse d’acqua. Leggi il resto

Viaggio nel Sud-Ovest americano

A cura di Giuseppe Danovaro

Cavalieri nella riserva dei Navajo
Fermai il furgone subito dopo aver abbandonato la grande arteria principale che da Albuquerque (New Mexico) si snoda lungo la grande pianura: meta di questa prima tappa il Pueblo di Acoma, nella riserva degli Zuni.
Il mio viaggio prevedeva appunto un ampio giro lungo gli Stati dell’Arizona e del New Mexico, attraverso le riserve più rappresentative, quali appunto quelle degli Hopi, degli Zuni, dei Navajos, fino a raggiungere gli Apaches ed altre etnie minori. Leggi il resto

Lampi di Gloria: la Marvel alla conquista del West

A cura di Gian Mario Mollar
Il volume a fumetti Lampi di Gloria, apparso negli Stati Uniti nel 1995 e pubblicato in Italia nell’agosto del 2000, è sostanzialmente un esperimento. Con esso, la Marvel, fabbrica di sogni famosa per i suoi supereroi in calzamaglia – chi non ha mai sentito parlare dell’Uomo Ragno, degli X-Men, o degli Avengers? –, fa irruzione in un territorio molto diverso dalle sue ambientazioni consuete: il western e la frontiera americana. Il risultato è appunto Blaze of Glory, circa centocinquanta pagine di polvere, sangue e pistole che rivisitano il genere in modo originale e divertente, regalando al lettore momenti di pura estasi adrenalinica.
Il volume è composto da due storie. La prima, Lampi di Gloria: l’ultima cavalcata degli eroi western è magistralmente illustrata dall’argentino Leonardo Manco su soggetto di John Ostrander, prolifico fumettista di Chicago che ha sceneggiato un gran numero di fumetti, da Batman a Starwars. La seconda, invece, si intitola “Il Punitore, un uomo chiamato Frank” ed è stata sceneggiata da Chuck Dixon per i disegni di John Buscema. Leggi il resto

Fantasmi del passato per Doc Holliday

A cura di Omar Vicari

Il grande Doc Holliday in azione
Il 23 Settembre 1880, un solo giorno dopo l’arrivo di Doc a Tombstone su invito di Wyatt Earp, Johnny Tyler, un giocatore proveniente dal Missouri, ebbe un diverbio con Tony Kraker all’interno del Vogan & Flynn’s saloon. Spuntarono le pistole, ma i due furono prontamente divisi dai presenti. Meno di tre settimane più tardi lo stesso Holliday avrebbe avuto a che fare con Johnny Tyler.
La sera di domenica del 10 ottobre 1880, Holliday ebbe per l’appunto un litigio con Tyler, ma il pronto intervento di Fred White, il marshal, scongiurò una sparatoria tra i due. Leggi il resto

La banda di Rufus Buck

A cura di Matteo Pastore

Naomi July, Sam Sampson, Rufus Buck, Lucky Davis e Louie Davis
Rufus Buck, il giovane Yuchi, non era per nulla un “Robin Hood” e nella sua carriera criminale è stato violento come Cherokee Bill. Insieme erano una depravazione rara anche tra i fuorilegge indiani.
Egli nacque e crebbe vicino a Okmulgee, nella Nazione Creek. Fu lì che commise le prime rapine, crimini minori ma di grande successo che attirarono a sé tre giovani Creek: Sam Sampson, Meome July e Lewis Davis. Un quarto uomo, Luke Davis di origine afroamericana, si unì a Rufus Buck. Leggi il resto

Nana, il vecchio leone Apache

A cura di Cristina Uderzo

Per molti aspetti la posizione di Nana (nato nel 1805 e morto dopo il 1894 a Fort Sill, Oklahoma), come stratega, nella storia dell’America del Nord, è particolare.
Se Cavallo Pazzo, Osceola e Naso Aquilino (o Naso Romano) avevano un aspetto imponente già di per sé in grado di infondere entusiasmo nei guerrieri, Nana, quando successe a Victorio, era già molto vecchio, piegato dalla gotta e quasi cieco.
Riusciva a camminare con difficoltà, ma stava in sella, quindi cavalcava “come un diavolo” dimostrando una costanza e una perseveranza ammirevoli. A un’età in cui la maggior parte dei capi cedeva il passo ai più giovani, il vecchio apache portò a termine imprese ineguagliabili. Leggi il resto

Il grande silenzio (1968)

A cura di Gian Mario Mollar

Un gruppo di fuorilegge – che non ha altra colpa se non quella di cercare di sopravvivere – si nasconde nei boschi, tra la neve. Il rigido inverno del 1898, storicamente ricordato come l’Anno del Grande Blizzard a causa delle temperature artiche e delle copiose nevicate, li ha ridotti alla fame e costretti a rubare.
Nella vicina città di Snow Ville, il cinico e corrotto Henry Pollicut (Luigi Pistilli), banchiere e giudice di pace, ha assoldato un manipolo di cacciatori di taglie per cancellarli dalla faccia della terra: il suo losco piano gli permette di lucrare prestando a usura i soldi delle taglie.
A capo dei banditi c’è un personaggio sinistro: il suo nome è Tigrero e indossa “un cappello da prete e una pelliccia da donna”. Nella versione americana del film ha il nome più eloquente di “Loco”. Leggi il resto

John Eliot, missionario tra gli Indiani d’America

A cura di Pietro Costantini

John Eliot predica agli indiani
John Eliot fu uno dei primi missionari, e probabilmente il più grande, che svolse il proprio ministero fra gli Indiani d’America. Egli è anche conosciuto come l’«apostolo degli Indiani». Anche se ebbe un grande successo come missionario, la vocazione primaria di Eliot fu il ministero da lui svolto nella chiesa di Roxbury. Egli non era missionario nel senso più stretto del termine, ma un ministro congregazionalista, uno dei padri della chiesa della Nuova Inghilterra coloniale. Tuttavia, la sua dedizione nel portare il cristianesimo fra gli Indiani fa di lui uno dei più grandi missionari della storia, e molti dei suoi metodi sono validi per tutte le epoche. Leggi il resto

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