Etienne Brulè, il primo Coureur de Bois

A cura di Paolo Brizzi

Etienne Brulè
Etienne (Stephan) Brulè nacque all’incirca nel 1592 a Champigny sur Marne. Non conosciamo nulla della sua infanzia e poco della sua vita adulta, ma questo precursore dei coureurs de bois fu il primo uomo bianco a raggiungere huronia e il primo a visitare la Pennsylvania e a vedere quattro dei cinque grandi laghi americani. Era forse analfabeta, e quello che sappiamo deriva dalle narrazioni di Champlain e dei preti Sagard e Brebeuf; compare e scompare nei loro racconti, eludendo ogni inseguimento, affascinante ed enigmatico allo stesso tempo. Raggiunse Quebec nel 1608, forse su una nave di Champlain, che, nel 1610, di ritorno da una spedizione con gli alleati Algonchini e Huron sul fiume Richelieu in cui distrussero un forte Mohawk uccidendo i suoi 18 difensori, lo inviò a vivere con il capo Iroquet, degli Onontchataronon, una banda algonchina stanziata lungo il S. Nation, Canada. Leggi il resto

I rangers, diavoli texani

A cura di Luca Barbieri

Rangers del Texas
I Rangers del Texas sono una creazione particolare di quel lembo di terra al confine col Messico che pare appartenere più al mito che alla realtà storica; rappresentano nell’immaginario collettivo lo stereotipo dell’uomo di legge duro e spietato ma anche dotato di un innato senso del dovere e della giustizia, stereotipo incarnato di volta in volta da icone leggendarie come quella di Tex Willer o, più recentemente, del granitico (nel senso dell’espressività dell’attore) Walker. La realtà, come sempre accade, è a qualche passo di distanza che guarda stupita. Senza nulla voler togliere ai “diavoli texani” in termini di destrezza nell’andare a cavallo e di abilità nell’ammazzare il prossimo, i Rangers del Texas infatti nascono come una forza mercenaria di tutela della proprietà terriera dei coloni anglosassoni in terra messicana. Leggi il resto

“Bacoritse”, le sacre rocce magiche dei Crow

A cura di Anna Maria Paoluzzi

La fonte principale di questa trattazione sulle rocce magiche (o rocce medicina che dir si voglia) degli Apsáalooke è il volume di W. Wildschut Crow Indian Medicine Bundles, a cura di J.H. Ewers. Wildschut, un commerciante di Billings, iniziò intorno al 1918 a interessarsi della cultura tradizionale Crow e a raccogliere materiali e resoconti orali (a lui si deve la compilazione dell’autobiografia del capo dei River Crow Two Leggings). Tra i reperti raccolti, una gran parte è rappresentata dai 260 “involti magici” (medicine bundles) attualmente conservati al Museum of the American Indian di New York; insieme alla collezione (che comprende anche diversi manufatti con decorazioni a perline [beadwork]), Wildschut mise a disposizione anche un suo manoscritto, che raccoglieva annotazioni e commenti sui reperti frutto della sua collaborazione con informatori quali Plenty Coups, Two Leggings, Bell-Rock e Flathead Woman. Leggi il resto

Il problema indiano secondo Alexis De Tocqueville

Grazie a Wikipedia

Alexis De Tocqueville
L’inattesa morte del famosissimo capo indiano Tecumseh, sul finire di una parte importante delle prime guerre indiane di frontiera, non lasciò tutti i bianchi indifferenti o felici. In quegli anni si trovava in America Alexis De Tocqueville, il famoso filosofo, storico e politico francese. L’osservazione diretta dei maltrattamenti che venivano riservati agli indiani e, in generale, la constatazione che a monte vi fosse una sorta di piano preordinato per spazzare via gli indigeni da quel continente, spinse De Tocqueville a scrivere pagine durissime.
Tra le tante cose dirette ad evidenziare la superiorità della razza europea e a sottolineare l’abisso del male in cui era sprofondato l’uomo di colore a causa della schiavitù, De Tocqueville si soffermò a lungo sulla condizione indiana. Leggi il resto

Storia dei pistoleri

A cura di Sergio Mura

Me l’aveva anticipato, sia pure con la consueta discrezione che lo contraddistingue, e l’ha fatto. Luca Barbieri, notevole e poliedrico scrittore di cose del west ha messo in stampa il suo libro dedicato ai pistoleri. Nel corso di un recentissimo incontro, ne avevamo parlato diffusamente e mi aveva colpito il fatto che quello sui pistoleri sarebbe stato un librone. “Dalle ricerche che ho svolto per Five Fingers” – mi aveva detto Luca – “sono saltate fuori autentiche montagne di materiale relativo al mondo dei pistoleri e sto riorganizzando il tutto in un’opera che mi pare proprio manchi nel panorama italiano.” La casa editrice è la Odoya, un nome tutto sommato abbastanza “nuovo” per noi appassionati di storia del west, degli indiani e della guerra civile, ma un nome che ci sentiamo di scommettere che diventerà presto molto conosciuto. Leggi il resto

Sam Bass, fuorilegge per un anno

A cura di Omar Vicari

Un ritratto di Sam Bass
Esistono almeno duecento libri che trattano in qualche maniera le vicende di Sam Bass. Una delle più importanti strade di Round Rock (Texas) porta il suo nome e nella piazza principale esiste, dedicata a Sam Bass, una copia di una statua in bronzo di Frederic Remington intitolata il “fuorilegge”. Nella storia del Texas, Sam Bass è spesso definito come il “Robin Hood” delle praterie, ma nella realtà egli fu soltanto un dilettante del crimine. Non uccise mai un uomo e la sua carriera durò il periodo di un solo anno.
Sam Bass nacque il 21 luglio 1851 nell’Indiana in una fattoria a due miglia dalla città di Mitchell. Leggi il resto

Dave “Dirty” Rudabaugh

A cura di Omar Vicari

La testa di Dave Rudabaugh
David Rudabaugh nacque nella contea di Fulton in Illinois nel 1854. Nel 1870 la sua famiglia si trasferì nel Kansas e più tardi nel Colorado. Il soprannome “Dirty“ che nella lingua inglese è sinonimo di sporco, gli venne affibbiato poiché non amava molto l’acqua e usava vestire spesso luridi vestiti. Il suo nome iniziò ad apparire nelle cronache del west come capo di una banda di razziatori di bestiame in Texas.
Ben presto la sua attività non si limitò solo allo Stato della stella solitaria.
Nel novembre del 1877 infatti, si rese protagonista di una rapina alla “ Santa Fé “ Railroad nel Kansas e Wyatt Earp fu incaricato di inseguire Rudabaugh che intanto era fuggito da Kansas. Seguendo le sue tracce sino a Fort Griffin nel Texas, Wyatt Earp chiese informazioni su Rudabaugh a Doc Holliday, l’uomo che più di altri avrebbe avuto tanta influenza nella sua vita. Leggi il resto

La disfatta di St. Clair

A cura di Renato Ruggeri

Il pomeriggio del 3 Novembre 1791 faceva molto freddo. Il Generale St. Clair, uno scozzese che si era guadagnato una buona reputazione durante la Rivoluzione Americana, era a colloquio con alcuni suoi ufficiali.
St. Clair era stato inviato nelle terre selvagge del Northwest Territory (il vecchio nord-ovest) per sconfiggere una coalizione Indiana che terrorizzava gli insediamenti bianchi lungo il fiume Ohio e i cui villaggi si trovavano dove i fiumi Saint Joseph e Saint Mary si riunivano per formare il Maumee. Ma si era perso.
Presumeva che l’armata, che era formata da circa 1400 uomini, avesse passato gli affluenti del Miami River e fosse in procinto di attraversare il crinale che separava il Miami dal Saint Mary River. Invece si trovava vicino a un ramo del fiume Wabash. St. Clair ordinò di fermarsi, intendendo far accampare l’esercito. L’ordine era appena stato dato quando arrivarono, al galoppo, l’Aiutante Denny e il Quartermastro Hodgon che avevano completato una ricognizione alcune miglia più avanti. Leggi il resto

Mesquakie, la potente tribù dei Fox

A cura di Gianni Albertoli

Un guerriero Fox
Gli indiani Fox rappresentarono sicuramente una delle popolazioni più bellicose di tutto il continente nord-americano, costantemente in guerra con quasi tutte le tribù dei Grandi Laghi, essi divennero implacabili nemici dei francesi, obbligandoli a due lunghe guerre particolarmente dispendiose anche da un punto di vista di perdite umane.
E’ incredibile come una piccola tribù che originariamente non superava le 5 mila anime, abbia potuto dar vita ad una epopea davvero incredibile, in cui lasciatemelo dire, veramente “la paura correva nelle foreste”, un attacco dei Fox poteva essere previsto, ma quando avrebbero attaccato? Chi poteva pensare che questi indiani avessero avuto il coraggio di spingersi a nord per assalire i numerosi gruppi Chippewa stanziati presso le cascate del fiume St. Croix? Leggi il resto

La resa: il Sud cede al Nord

A cura di Stefano Jacurti

Il 7 aprile 1865 Grant, dopo avere pressoché circondato quello che restava dell’esercito confederato, scrisse al generale Lee intimandogli la resa ma Longstreet consigliò al generale sudista di aspettare. Forse poteva esserci ancora qualche possibilità di uscita da quella che appariva una situazione irrimediabile.
Tutte le speranze invece sfumarono, in poche ore, nel giorno successivo.
I soldati blu erano dappertutto. Lee ed il suo esercito, incalzati da ogni lato, erano talmente stremati che in quei frangenti si cominciò a pensare seriamente alla resa.
Il colonnello sudista Marshall fu incaricato di trovare una casa adatta, entro la quale il suo generale potesse incontrare Grant. Cercando tra le campagne, ne scovò una di proprietà di un fattore di nome McLean. Leggi il resto

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