Pawnee Killer (Oglala Sioux)

A cura di Sergio Mura e di Anna Maria Paoluzzi

Il volto di Pawnee Killer
Pawnee Killer (Scili Kte) è stato un valido e forte guerriero Oglala Sioux di cui si sa abbastanza poco.
Di certo vi è che visse la sua esperienza di guerriero nel periodo più intenso dello scontro tra la civiltà dei bianchi che avanzava, sia pure con una certa difficoltà, e la cultura dell’uomo rosso che provava a difendersi.
Pawnee Killer non era un vero e proprio capo, quanto piuttosto un leader di guerra, uno di quei guerrieri a cui venivano affidate le imprese guerresche di una banda o di una tribù. Apparteneva alla banda di Little Wound che stazionava abbastanza di frequente nelle regioni meridionali del fiume Platte. E in quelle zone gli Oglala guidati da Little Wound e Pawnee Killer si trovavano talvolta ad essere protagonisti di episodi guerreschi contro i bianchi.
Il nome della banda di Pawnee Killer “Shkokpaya” – noto anche con la variante ortografica Skokpaya – (“Basin” – in senso geografico) è riportato da un elenco compilato da John Colhoff (White Man Stands in Sight) nel 1949. Leggi il resto

I Kansa (Kaw)

A cura di Davide Zaccaria

Indiani Kansa, 1867
I Kansa, conosciuti anche come Kaw, sono i nativi della tribù che un tempo viveva nel midwest centrale statunitense, precisamente nello stato che oggi prende il loro nome, il Kansas.
Ad onor del vero, il Kansas fu l’ultima terra abitata stabilmente dalla tribù, l’ultima di un lungo elenco, perchè i Kansa – come moltissimi altri raggruppamenti di indiani americani – nel corso dei secoli si sono spostati parecchie volte.
Molto tempo fa, la tribù abitava nella valle dell’Ohio, ma per la continua pressione degli Algonchini, i Kansa dovettero migrare e durante il viaggio un gruppo si divise e si stabilì nell’Arkansas, prendendo il nome di Quapaw. Nel frattempo il gruppo principale si stabilì nel Kansas ed ebbe buoni rapporti con gli Osage, rapporti così buoni che ci furono matrimoni misti.
Il loro nome significa “gente del vento del sud” oppure “gente dell’acqua”. Leggi il resto

Oregon Trail, la pista degli emigranti

A cura di Sergio Mura


Il sentiero dei migranti conosciuto come Oregon Trail dovrebbe in realtà essere chiamato Oregon-California Trail. E’ una pista attraverso cui, infatti, si snodava l’infinita peregrinazione che partiva più a Est e terminava nei territori dell’Ovest, in Oregon e, appunto, in California. La pista era immensa, lunga circa 2.170 miglia, e venne inaugurata dai primi emigranti a compiere il lunghissimo viaggio, Marcus e Narcissa Whitman, nel 1836. Tuttavia, la migrazione di massa non si è verificata fino al 1843, quando circa 1.000 pionieri fecero il viaggio in una sola volta. Leggi il resto

I magnifici sette (2016) – ora in DVD e Bluray


Remake del celebre I magnifici sette, il film di John Sturges del 1960, a sua volta remake de I sette samurai di Akira Kurosawa. I magnifici Sette – diretto da Antoine Fuqua – è al livello dell’altro, di cui è un remake? Vale la pena vederlo, fosse anche solo come interessante remake, comodi a casa, specialmente ora che è uscita la splendida edizione in DVD o Bluray?
L’idea generale della maggior parte dei più importanti critici è che I magnifici sette sia un buon film. Leggi il resto

Il carro dei pionieri

A cura di Sergio Mura

Un carro coperto in viaggio
L’anno 1835 fu quello che vide l’avvio della grande migrazione verso ovest, verso il west americano che sarebbe diventato leggenda in pochi decenni. Erano tempi in cui solo i più coraggiosi e avventurosi tra i pionieri potevano trovare le forze ed il coragigo per affrontare un viaggio terribile e rischioso come quello verso la frontiera seduti a cassetta di un carro di legno dotato di una copertura leggera. Era il carro dei pionieri, la “goletta delle praterie”, un derivato semplificato del famosissimo (e pesantissimo) carro “Conestoga” prodotto in Pennsylvania. Proprio sui Conestoga si era svolta la prima migrazione, quella che aveva trasportato oltre le Montagne Rocciose.
I nuovi carri erano certamente molto robusti – esattamente come i predecessori -, ma erano leggeri e in favore della leggerezza avevano sacrificato la comodità. Praticità prima di tutto, dunque, al punto che questi carri vennero immediatamente qualificati come atti a trasportare pesi molto sostenuti a buone velocità. Leggi il resto

Buffalo Bill, il mito eterno

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
Nostra intervista a Domenico Rizzi.

La grande caccia al bisonte del 1895 – clicca per INGRANDIRE

Buffalo Bill è una leggenda della storia del west, uno di quei miti così robusti da poter dire tranquillamente che è quasi impossibile trovare una persona che non l’abbia almeno sentito nominare.
In occasione del centenario della sua morte (10 gennaio 1917) abbiamo pensato di fare una ampia chiacchierata su questo famosissimo personaggio con lo scrittore western Domenico Rizzi, uno degli autori di Farwest.it.
A lui abbiamo posto delle domande che speriamo ci aiutino a comprendere meglio chi c’era realmente dietro la patina mitologica del grande cacciatore di bisonti e di indiani, poi anche imprenditore con il Wild West Show. Leggi il resto

Buffalo Bill

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
A cura di Sergio Mura

Buffalo BillNel 1867, quando fu assunto dalla Union Pacific Railroad, la società che per volontà del presidente Abramo Lincoln stava realizzando la ferrovia transcontinentale che avrebbe collegato New York a San Francisco in otto giorni, Buffalo Bill aveva solo vent’anni e tutti lo conoscevano ancora come William Cody. Per sfamare i milleduecento operai impegnati nella grande opera, la società costruttrice aveva pensato di attingere all’imponente risorsa di bisonti che pascolavano liberamente per le praterie. La scelta della persona a cui affidare l’incarico fu presa in poche ore.
Nei pressi della città di Hays, vicino all’attuale Kansas City, Cody dovette confrontarsi, vincendo, con Bill Comstock, allora famoso come cacciatore di bisonti.
Il suo primo incarico fu come staffetta-portaordini presso la ditta Russel-Majors & Waddel al seguito di una carovana di bestiame da macello diretta a Salt Lake City. Leggi il resto

La storia di Buffalo Bill

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)

Buffalo Bill
Il famosissimo Buffalo Bill era nato con il nome proprio di William Frederick Cody. Nacque a Le Claire il 26 febbraio 1846 e morì a Denver il 10 gennaio 1917.
Buffalo Bill è stato un attore e cacciatore statunitense, ma anche soldato, esploratore e impresario teatrale. Divenne un eroe nazionale dopo un breve corpo a corpo con il capo indiano Mano Gialla nel 1876 nel quale gridò “Ecco il primo scalpo per Custer!”.
William Frederick Cody nacque in una fattoria dell’Iowa nel 1846. In seguito alla morte del fratello maggiore, nel 1853 la sua famiglia si trasferì nel Kansas, dove però fu vittima di un pesante clima persecutorio a causa delle posizioni anti-schiaviste del padre.
Questi, infatti, morì nel 1857 per le conseguenze di un colpo di pugnale subito dopo aver tenuto un discorso contro lo schiavismo. All’età di quattordici anni il giovane William divenne uno dei corrieri a cavallo del Pony Express. Leggi il resto

Lo spettacolo dell’ovest selvaggio

Centenario della morte di Buffalo Bill (10-1-1917/10-1-2017)
A cura di Luca Barbieri

Il Wild West Show di Buffalo Bill è stato illustre passerella della maggior parte dei protagonisti della Frontiera americana: Toro Seduto, Calamity Jane, Annie Oakley, Belle Star, l’esploratore Frank North, tanto per citarne alcuni. Wild Bill Hickok morì prima del suo avvio, ma avendo già recitato con Cody in teatro, forse anche lui si sarebbe piegato allo show business in tarda età.
E’ quello che fece ad esempio Toro Seduto, ormai stanco di combattere una guerra impossibile da vincere: si arrese all’industria dello spettacolo dei bianchi e vendette se stesso per cinquanta dollari la settimana, più un dollaro e mezzo per ogni fotografia autografata.
Si ritirò poi dal Wild West al termine della prima tournè solo per finire vigliaccamente assassinato nella sua riserva.
Ma cos’era esattamente il Wild West Show? Probabilmente è stato uno dei primi grandi esempi di quelle “americanate” che, nel bene e nel male, hanno scandito gli ultimi centocinquant’anni della vita del mondo, uno spettacolo grandioso, eccessivo, iperbolico, dove numerose e variopinte comparse recitavano nell’arena la parte di loro stessi. Leggi il resto

Nella valle della violenza

«Un mix di violenza ed umorismo in chiave decisamente moderna», ecco come il giornale The Guardian ha definito questo film western che è giunto in Italia quale ennesimo del genere nostro preferito, in un periodo che tra alti e bassi ci pare particolarmente felice per qualità e quantità di nuove proposte.
La trama è riassumibile come segue: un vagabondo di nome Paul arriva in una piccola città per cercare vendetta contro i teppisti che hanno ucciso una persona a lui cara. Le sorelle Mary Anne ed Ellen, che gestiscono l’albergo del posto, lo aiuteranno nel suo proposito.
Poiché di questo film potrete leggere tutto e il contrario di tutto, ammettendo che non siamo di fronte ad un capolavoro e che probabilmente sarebbe stato legittimo attendersi di più da John Travolta, iniziamo subito con il dire che a noi di Farwest.it è piaciuto quanto basta. Una buona e classica trama, una buona recitazione, Leggi il resto

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