Jean Baptiste, il predatore di tombe dello Utah

A cura di Gian Mario Mollar


Jean Baptiste, il profanatore di tombe dello Utah
Quella che segue è una storia fatta di tombe profanate, sudari, lapidi divelte e cadaveri nudi rischiarati dalla luna piena. Protagonista un inquietante becchino dello Utah che sparì nel nulla, diventando fantasma e leggenda.
Nessuno sa con precisione quali fossero le origini di Jean Baptiste. Alcuni sostengono fosse nato nel 1813 in Irlanda, altri che provenisse dalla laguna di Venezia, altri ancora che avesse origini francesi.  Leggi il resto

Una visita tardiva

A cura di Omar Vicari

Butch Cassidy e Sundance Kid
Il 6 Novembre 1908 due fuorilegge statunitensi furono uccisi in uno scontro a fuoco con le truppe boliviane a San Vicente (Bolivia). Tutto faceva pensare che i due fuorilegge fossero Butch Cassidy e il suo compagno Sundance Kid emigrati in Sud-America dagli Stati Uniti nel 1900. Questa è la versione ufficiale della fine dei due desperados, quella che si legge nei molteplici libri sulla loro vita. Leggi il resto

La parola fine su Butch Cassidy e Sundance Kid

A cura di Omar Vicari

Recentemente abbiamo pubblicato un articolo dedicato alle vicende di Butch Cassidy, un articolo impostato sulla storia ufficiale che finisce, come sempre, con l’ipotesi della morte di Butch e Sundance Kid in Bolivia nel Novembre 1908.
In due miei distinti articoli sui due leggendari fuorilegge abbiamo però scritto che i due desperados non sono morti quel giorno in Bolivia, ma sono entrambi tornati sani e salvi negli Stati Uniti.
La fonte di queste ultime notizie che vogliono mettere una buona volta la parola fine alle vicende dei due cavalieri del Mucchio Selvaggio provengono dallo scrittore americano Kerry Ross Boren, uno veramente esperto e che ha dedicato l’intera vita, attraverso ricerche lunghe e minuziose, alle vicende di Butch Cassidy. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western – 33

A cura di Domenico Rizzi
Tutte le puntate: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33.


EROI DI CARTA

Il cinema western del nuovo millennio prova a riproporre alcuni eroi ricavati da romanzi o fumetti e assurti a popolarità universale, né più né meno di Tex Willer.
Il primo esperimento, del 2004, risulta abbastanza fallimentare. Diretto dall’olandese Jan Counen, “Blueberry” – co-produzione di Francia, Messico e USA distribuito nel 2005 – si ispira al fumetto omonimo ideato nel 1963 dai francesi Jean Michel Charlier e Jean Giraud. Leggi il resto

Mascots, animali alla guerra (civile)

A cura di Renato Panizza


Quando Johnny Reb e Billy Yank partirono per la guerra portarono con sé delle bestiole… e gli eserciti si popolarono di animali. I più disparati: da cani e gatti (che erano la maggioranza) a procioni, tassi, scoiattoli, asini, pecore, capre e pennuti vari… ma anche orsi!
Alla fine di Ottobre del 1861 il rapporto dopo un’azione dell’Esercito nordista nel Kentucky includeva nella lista dei prigionieri “34 uomini, 52 cavalli, 10 muli e un grosso orso”! Leggi il resto

Le armi di Wes Hardin

A cura di Gualtiero Fabbri con la supervisione di Giuseppe Santini

Wes Hardin e la sua pistola
Dopo avere trattato l’autobiografia di Wess Hardin mediante una osservazione meticolosa, mirata alla ricerca di un effettivo riscontro sui suoi numerosi (ma spesso improbabili) omicidi, si cerca ora di fare una indagine anche sulle armi che utilizzò per queste “imprese”. Sebbene Hardin li nomini spesso, non è stato molto prodigo nella descrizione dei propri “ferri del mestiere”. Solo raramente accenna a loro fornendo qualche particolare in più. Attraverso questi pochi indizi è comunque possibile compiere un’analisi sufficientemente approfondita e attendibile. Si precisa che per la stesura di questo scritto sono state usate le memorie di Hardin “The Life of John Wesley Hardin As Written by Himself” in prevalenza nell’intento di capire quali armi abbia usato, poiché la trattazione cronologica dei suoi omicidi con la disamina volta a discernere nei limiti del possibile la realtà dalla fantasia, è già stata pubblicata precedentemente. Leggi il resto

La battaglia di Buffalo Wallow

A cura di Sergio Mura


Un momento della battaglia

Nella lunga serie di scontri e battaglie che fanno parte della “Guerra del Red River”, la battaglia di Buffalo Wallow fu certamente la più insolita, la più particolare e tra le più epiche della storia del west. Una vicenda al limite dell’incredibile in cui il coraggio e la preparazione di sei uomini della frontiera sono riusciti a tenere a bada oltre 120 guerrieri tra i migliori di quel tempo. Naturalmente dobbiamo sottolineare che una grandissima dose di fortuna ha coronato una vicenda che stava prendendo una piega assai tragica per i protagonisti. Leggi il resto

Butch Cassidy

Un ritratto di Butch Cassidy
Di Butch Cassidy si è detto molto, scritto moltissimo e ipotizzato tutto il possibile, quando non l’impossibile. E’ il destino che spetta a chi è entrato nella leggenda del west dalla porta principale, con una fama che è obiettivamente sproporzionata alla vera vita.
Butch Cassidy è stato un autentico fuorilegge, uno che aveva messo su una banda per rapinare le ferrovie e le banche nel sud-ovest degli Stati Uniti. Tuttavia, benché fosse uno dei banditi più ricercati d’America, divenne noto come una specie di “ladro gentiluomo”; una simpatica canaglia, come ce lo tramanda la tradizione, capace addirittura di farsi benvolere e di risultare simpatico. Leggi il resto

La carica del 4° cavalleria di Mackenzie al Palo Duro Canyon

A cura di Luigi Sabino


L’assalto
Dopo l’attacco all’accampamento di Adobe Walls (27 giugno – 1 luglio 1874) le bande di ‘nativi ostili’, composte di Kiowa, Comanche, Arapaho meridionali e Cheyenne meridionali, si resero protagoniste di numerose scorrerie attraverso il Colorado, il Kansas e in tutto quello che era conosciuto come Territorio Indiano.
L’episodio che però spinse le autorità americane a intervenire in forze contro i nativi avvenne il 12 luglio 1874 quando la banda di Kiowa, guidata Lupo Solitario e Maman-ti, gli unici due capi che non avevano voluto seguire Uccello Scalciante nella sua decisione di tornare alla riserva, si scontrarono con i Ranger del Texas agli ordini del maggiore John B. Jones. Leggi il resto

“Volevo essere un eroe”. Il caso di Molti Cavalli

A cura di Anna Maria Paoluzzi

Molti Cavalli (Plenty Horses)
Il giorno 8 gennaio 1891, tutti i giornali degli Stati Uniti riportarono un tragico evento, verificatosi nel bel mezzo dei tumulti che in quello stesso periodo stavano infiammando le riserve Sioux del South Dakota. Un abile e popolare ufficiale dell’esercito era stato ucciso a tradimento da un giovane guerriero Sioux mentre tentava di entrare in uno degli accampamenti ostili per avviare una trattativa di pace. La morte del tenente Edward W. Casey sconvolse e addolorò folle di amici e ammiratori; Molti Cavalli, il suo uccisore, fu sottoposto a una sorta di ordalia che nella sua tragica figura vide incarnarsi il disastro culturale che sconvolse l’esistenza degli Indiani, costretti all’odiata vita nelle riserve dalla sempre maggiore scarsità di terre e cacciagione.
L’uccisione del tenente Casey si verificò durante il conflitto che segnò la triste fine delle guerre indiane nella storia americana. I Sioux avevano risentito di un decennio di disintegrazione culturale dovuto all’impatto dei programmi avviati nelle riserve, il cui scopo era quello di “civilizzarli”. Leggi il resto

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