The Red Badge of Courage

A cura di Emanuele Marazzini

Inchiostro di sangue. Tre spunti letterari sulla guerra di Secessione. Uno. Due. Tre.

Concludiamo la nostra rassegna con un testo di Stephen Crane che ci proietta infine nella mischia di un campo di battaglia, tra detonazioni dell’artiglieria, urla, sudore, polvere negli occhi, viltà e ardore…
Breve romanzo che nondimeno possiede ogni peculiarità della storia di formazione, Il segno rosso del coraggio narra le drammatiche peripezie e sconvolgimenti interiori, coprenti l’arco di appena due giorni, della recluta nordista Henry Fleming.
Rivelatosi un clamoroso successo fin dai primi mesi della sua pubblicazione (risalente al 1895), oltre alla diffusa lode dei suoi connazionali, l’opera fu oggetto di calorosi riconoscimenti anche da parte di molti scrittori inglesi (Joseph Conrad, solo per citare il nome più famoso) che definì il suo autore «impressionista».
Il grandioso successo, conseguito ad appena venticinque anni, portò alla ribalta la figura di Crane, considerato fino ad allora sì uno scrittore promettente, ma ancora praticamente sconosciuto: sebbene fosse già stato assunto come giornalista Leggi il resto

Luca Raimondo, un amico di Farwest.it

A cura di Sergio Mura

Tex, disegnato da Luca Raimondo
Il nostro amico Luca Raimondo è un giovane e talentuoso di segnatore di fumetti italiano. Luca è nato nel 1972 a Salerno, dove anche attualmente vive e lavora. Ha esordito nel campo del fumetto professionale nel 1995 sulle pagine del famoso contenitore di comics “L’Intrepido” con una storia breve, intitolata “La zona morta”, disegnando su sceneggiatura del notissimo Paolo Morales.
In collaborazione con la “Scuola Italiana di Comix” di Napoli, negli anni successivi ha pubblicato alcuni albi nella serie “Il Teatro a Fumetti”. Molto ben riuscite le realizzazioni di “Non ti pago” e “Le voci di dentro”, entrambe basate sulle omonime commedie del commediografo Eduardo De Filippo.
Successivamente Luca ha collaborato con la “International Presse Magazine”, per la quale ha disegnato alcune storie brevi sulle riviste “BèDè-Adult” e “BèDè-X”. Importante anche la collaborazione con la “B&M edizioni”. Leggi il resto

Il calendario di Farwest.it, mese per mese (2015)

Aggiornato a Marzo 2015

Si prosegue con i calendari con Marzo 2015!
Dopo anni e anni di esperienza (e, crediamo, di reciproca soddisfazione), anche nel corso di questo anno, mese dopo mese, pubblichiamo regolarmente i calendari di Farwest.it. I nostri calendari sono stati creati per essere stampati ed appesi o incollati all’interno di agende, quaderni, nel nostro posto di lavoro, in casa, a scuola, all’università o dove volete voi.
Per visualizzare l’immagine in dimensioni generose è sufficiente cliccare sulle miniature, mentre se si vuole scaricare il calendario (per collezionarlo o stamparlo) si deve cliccare sulla didascalia delle immagini.
Salvatele sul vostro desktop ed il gioco è fatto!
Se i calendari che scaricate sono di vostro gradimento, scriveteci una email cliccando qui! Per noi sarà uno stimolo a fare ancor meglio. Leggi il resto

La rapina alla banca di Belle Fourche

A cura di Omar Vicari

La rapina
Il 7 settembre 1876 a Northfield (Minnesota), la banda James-Younger assaltò la banca locale con esiti disastrosi. Bill Chadwell, Clell Miller e Charlie Pitts ci lasciarono la pelle. Bob, Jim e Cole Younger furono feriti gravemente e i soli Jesse e Frank James riuscirono a sfuggire alle squadre degli inseguitori.
A Coffeiville (Kansas), il 5 ottobre 1892, nel tentativo di rapinare in contemporanea le due banche del posto, persero la vita Grat e Bob Dalton assieme a Bill Powers e Dick Broadwell.
Il solo Emmett Dalton salvò la vita. Condannato alla prigione a vita, fu rilasciato anni dopo per buona condotta. Nel West di fine ottocento le banche sembravano essere l’obiettivo preferito delle bande che ancora imperversavano in una frontiera ormai al tramonto.
Il 27 giugno 1897 la “Butte County Bank” di Belle Fourche (South Dakota) era in procinto di aprire gli sportelli quando tre uomini della banda di Kid Curry (Harvey Logan… quello del Mucchio Selvaggio) irruppero all’interno della banca con le pistole spianate. Leggi il resto

Nelson Miles, il nemico degli indiani

A cura di Sergio Mura
Nelson Miles nel 1860
Nelson Appleton Miles, colui che sarebbe diventato uno dei più fieri combattenti contro i popoli indiani delle pianure, nacque l’8 agosto del 1839 nei pressi di Westminster (Massachusetts). Dopo un’infanzia in tutto e per tutto simile a quella di milioni di ragazzini americani, ricercò un impiego per avviarsi alla vita adulta, come si conveniva a quel tempo, nel più breve tempo possibile. E l’impiego arrivò. Nulla di che, per carità; si trattava di un “avventuroso” lavoro in un negozio di stoviglie della sua cittadina.
Ma il destino, che tante piste ha segnato nella storia del west americano, stava scrivendo qualcosa di diverso e certamente più movimentato per lui.
La scintilla scoccò con lo scoppio della Guerra Civile e con il forte richiamo che gli stati, i giornali e la gente esercitavano sui più giovani, invitandoli in mille modi a difendere il proprio stile di vita ed i propri ideali, sia che fossero quelli del nord che quelli del sud. Leggi il resto

Un Ligure contro Toro Seduto

A cura di Sergio Mura

“Feci la prima telefonata alla parrocchia di S. Stefano d’Aveto, ma non ebbi risposta, provai allora con quella di Borzonasca dove purtroppo non risultò essere nato nessun Agostino Luigi, ma il parroco mi assicurò che i Devoto erano originari di quei luoghi e che nei pressi di Caregli esiste una borgata chiama “Devoti”. Il giorno seguente telefonai al parroco di Temossi, dove speravo di avere una conferma, ma anche lì la risposta fu negativa. Stavo ormai perdendomi d’animo, ma provai a fare l’ultimo tentativo presso la parrocchia di Mezzanego, dove dall’elenco risultavano iscritti solo cinque Devoto. Il parroco don Olivieri, mi disse subito che sarebbe stato difficile trovare il mio personaggio presso la sua parrocchia, dato che il cognome è originario di Borzonasca, ma dietro mia insistenza accettò di controllare; per fortuna, dopo una rapida ricerca negli archivi egli mi confermò invece che aveva trovato quello che cercavo, Agostino Luigi Devoto era nato a Borgonovo di Mezzanego il 27 febbraio 1851, da Giuseppe fu Agostino e Cassinelli Angela fu Luigi.” Leggi il resto

Capitan Jack, capo dei Modoc

A cura di Marco Chiornio

Capitan JackCapitan Jack, il cui nome indiano era Kintpuash, capo dei Modoc e leader della fazione ostile nella Guerra dei Modoc (1872-1873), dopo la morte del padre aveva accettato, nel 1864, di lasciare la terra dei suoi avi per trasferirsi, con il suo popolo, nella riserva dei Klamath. Capitan Jack, nel frattempo, era diventato capo dei Modoc. In origine era tutt’altro che ostile ai bianchi e questo suo atteggiamento gli aveva persino fruttato alcune accuse di vigliaccheria dal padre. Nella tribù si formarono allora due partiti, uno per la guerra, con Schouchin, l’altra per la pace con a capo Capitan Jack. Tra gli abitanti di Yreka e il Modoc Captain Jack si instaurò un rapporto quasi amichevole. Tra i Modoc ed i Klamath era, un tempo, assolutamente normale fare commercio di schiavi. In particolare donne e ragazze modoc erano molto richieste dai cercatori d’oro.
Per la sua somiglianza con un cercatore d’oro di nome Jack, il giudice Elisha Steele di Yreka diede al Modoc Kintpuash il soprannome di Capitan Jack, soprannome che ben presto fu usato anche dai Modoc. Il giudice e Elisha Steele, nominato Agente per gli Indiani della regione di Yreka dal presidente Lincoln, Leggi il resto

La guerra del carbone

Grazie a Sergio Bonelli Editore

Eureka, 1880
La ricerca dei metalli nella regione del Nevada (piombo, ferro, antimonio e argento) cominciò nel 1860, e la prima fornace per fusioni nacque sei anni dopo, a opera di Moses Wilson.
Nel 1872, il distretto vantava ormai 1500 miniere e una popolazione di più di 4000 individui, molti dei quali italiani, svizzeri e cinesi, tutti impegnati nella produzione del carbone necessario alle fabbriche. Entro il 1874 le fornaci in città diventarono una dozzina.
La cittadina di Eureka rischiò più volte di finire distrutta dalle fiamme a causa della cenere incandescente che volava sui tetti.
L’aria, densa di fumo e di fuliggine, era irrespirabile. Il carbone non bastava mai. I fonditori di piombo e argento ne richiedevano da 200 a 250 chili per raffinare una tonnellata di metallo. L’impatto sul patrimonio boschivo del territorio fu devastante. Entro il 1878 per cinquanta miglia attorno a Eureka non restò più un solo albero.
Al principio, la legna veniva gettata in larghi pozzi scavati nel terreno e poi incendiata e coperta di terra. Leggi il resto

Hyman G. Neill, noto come “Hoodoo Brown”

A cura di Omar Vicari

Un gruppo di banditi
Hyman G. Neill, meglio noto come “Hoodoo Brown“, veniva da una buona famiglia di Lexington nel Missouri. Il padre, avvocato, avrebbe voluto abbracciare gli ideali della Confederazione allo scoppio della guerra civile, ma allo stesso tempo non volle rinnegare il giuramento fatto alla costituzione degli Stati Uniti per cui combatté dalla parte dell’Unione. Finita la guerra, la famiglia si spostò a Warrensburg (Missouri), dove il giovane Hyman fece i suoi primi lavori impiegandosi presso un giornale locale. Un giorno, inviato a ritirare del materiale utile al giornale, si infilò in un treno merci e lasciò definitivamente Warrensburg.
Nel 1872 Hyman si improvvisò cacciatore di bufali e tra una cosa e l’altra sbarcò il lunario trasportando legname da Russell a Dodge City.
Le cronache del tempo lo descrivono come un uomo alto, piuttosto magro, capelli chiari e baffi sottili. Dal Kansas Hyman Neill si spostò nel Colorado per lavorare in alcune miniere di argento, quindi fece la sua comparsa a Las Vegas (New Mexico), la città senza legge dove coesistevano fuorilegge, ladri e assassini. Leggi il resto

Gli indiani Oto

A cura di Armando Morganti

Delegazione di Oto a Washigton
Gli indiani Oto, il cui nome derivava da “ota-wat” o “wat’ota”, significante “i libidinosi”, erano una popolazione di lingua Siouan appartenente al gruppo dialettale “Chiwere”, come gli affini Missouri ed Iowa, le cui lingua differivano ben poco dalla loro. In alcune fonti venivano indicati come “Hoctatas” o “Octoctatas”, ma la tribù si definiva “Che-wae-rae”; gli Shawnee li chiamavano “Matokatági”, i Fox “Mot?tatak”, i Ponca e gli Omaha “Wacútada”, i Kansa “Wadótata”, i Dakota “Watohtata” e gli Osage “Watútata”. I riferimenti più antichi della tribù ci vengono dalle loro tradizioni tribali, le quali si riferiscono principalmente alla loro separazione dagli altri gruppi. Questa tradizione venne riferita ad un Agente Indiano da un vecchio leader della nazione. Prima dell’arrivo dei bianchi un grande gruppo tribale, noto come “Hotonga” – “Mangiatori di Pesci” -, abitava nelle terre dei Grandi Laghi occidentali, dalla quale si spostò verso sud-ovest alla ricerca di bisonti da cacciare. Leggi il resto

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