Etienne Brulè, il primo Coureur de Bois

A cura di Paolo Brizzi

Etienne Brulè
Etienne (Stephan) Brulè nacque all’incirca nel 1592 a Champigny sur Marne. Non conosciamo nulla della sua infanzia e poco della sua vita adulta, ma questo precursore dei coureurs de bois fu il primo uomo bianco a raggiungere huronia e il primo a visitare la Pennsylvania e a vedere quattro dei cinque grandi laghi americani. Era forse analfabeta, e quello che sappiamo deriva dalle narrazioni di Champlain e dei preti Sagard e Brebeuf; compare e scompare nei loro racconti, eludendo ogni inseguimento, affascinante ed enigmatico allo stesso tempo. Raggiunse Quebec nel 1608, forse su una nave di Champlain, che, nel 1610, di ritorno da una spedizione con gli alleati Algonchini e Huron sul fiume Richelieu in cui distrussero un forte Mohawk uccidendo i suoi 18 difensori, lo inviò a vivere con il capo Iroquet, degli Onontchataronon, una banda algonchina stanziata lungo il S. Nation, Canada. Leggi il resto

Butch Cassidy non è morto in Bolivia

A cura di Omar Vicari

Butch Cassidy
Tempo fa ho avuto modo di scrivere sul nostro sito di Far West qualche riga sulla permanenza di Cassidy in Bolivia e sul suo ritorno negli Stati Uniti. Numerose prove di vecchi amici che hanno avuto modo di rincontrarlo e la testimonianza di Lula Parker, la sorella, che lo ha rivisto a Circleville (Utah) nel 1925, non sono bastate agli storici per mettere la parola fine allo scontro armato di San Vicente nel novembre 1908 in cui sarebbe stato ucciso e per contro al suo ventilato ritorno negli Stati Uniti.
Pochi giorni fa, ho ricevuto dagli Stati Uniti il libro “The Butch Cassidy and His Gang Od West Photographic Finds of the Century” di Norman David Moore.
Un libro pieno di foto inedite, mai viste prima su Butch Cassidy e il Wild Bunch. Tra queste foto, ce n’è una importantissima di proprietà di Erich Baumann che ha voluto che la foto fosse inserita nel libro suddetto di Moore. Leggi il resto

Gli oscar del cinema western

A cura di Domenico Rizzi

Prima puntata.

Kit Carson, film del 1940
Il western è un genere che, dal punto di vista cinematografico, ha ormai superato abbondantemente il secolo di vita. I tempi in cui la gente di New York commentava nei caffè le sequenze de “L’assalto al treno”, scritto, prodotto e diretto da Edwin S. Porter nel 1903, sembrano ormai abissalmente lontani, così come le opere realizzate quasi artigianalmente da Porter, da Wallace Mc Cutcheon (“Kit Carson”, 1903) e dal francese Joe Hamman, in arte “Arizona Bill”, che dopo avere svolto realmente il lavoro del cowboy in America girò nel 1907 “Le Desperado”, facendolo seguire nel 1909 da “Les Adventures de Buffalo Bill”.
Per quanto oggi possa sembrare esagerato, dal 1909 al 1915 furono prodotti 700 western, nella stragrande maggioranza cortometraggi e classificati per la maggior parte di “serie B”. Soltanto nel 1909 ne furono distribuiti circa 200 e l’anno successivo 150. Leggi il resto

La rivolta di Poundmaker e del popolo Cree

A cura di Pier Vittorio Stefanone

Capo Poundmaker dei Cree
Tra i numerosi protagonisti di quei tempi turbolenti – la seconda metà del XIX secolo, ndr – compare Poundmaker capo dei Cree del Canada, che rappresentò un personaggio in grado, unitamente a Joshua Kelso (uno scout bianco protagonista del romanzo a sfondo storico di Clay Fischer “Yellow Hair” del 1973), la capacità degli indiani del Canada di opporsi all’invasione dei bianchi. Alla civiltà dei colonizzatori bianchi nella sua ansiosa corsa per il progresso e la crescita economica, presto sarebbero occorsi insegnamenti e pratiche di altre del passato, anche di quelle che aveva cercato di cancellare per sempre.
E perciò il nemico, nelle parole di Toro Seduto, prende le sembianze di chi compie un sacrilegio in nome del produttivismo (nota 1): «Per strano che sembri, questi uomini hanno una mente che li porta a far fruttare il suolo, e l’amore per il possesso è per loro una malattia. Pretendono che la nostra madre, la terra, sia stata fatta per loro uso e consumo e tengono lontani i vicini con i recinti, e la offendono erigendo edifici e lordandola con i rifiuti».
Così la storia dei Nativi americani si traduce in due elementi principali: l’incontro con la civiltà dei bianchi e la proprietà della terra. Leggi il resto

The Loot

Una locandina del film
The Loot, mediometraggio di 36′ di genere western, scritto e diretto da Claudio Cirri, girato tra Scandicci Montelupo e Fucecchio, produzione CLAM.
Il film, ambientato nel 1876, parla di due amici Tom e Jack (Alberto Orlandi e Claudio Cirri) che fuggono con un malloppo (the loot), i due saranno braccati da un gruppo di uomini che hanno a capo l’altro protagonista (Saverio Monni). Durante il film emergerà la natura dei personaggi e da dove provengono i soldi.
Nel 2011 Cirri ha iniziato a scrivere il soggetto e l’intenzione era di realizzarlo in tempi brevi, quindi ha escluso location improbabili, cavalli e personaggi, ma parlandone ad amici con cui ha in passato realizzato videoclip, spot, cortometraggi… ha trovato interesse ed aiuto, ad esempio in Remo Masini che ha fatto un cameo.
Stesso discorso per la parte scenica con i cavalli, che in un western sono essenziali come le pistole. Fernando Ferrini, del CTE di Malmantile, ha dato la disponibilità a fornire i cavalli e ad occuparsi di loro ed ha spronato il regista a imparare a cavalcare prendendo lezioni. Leggi il resto

Louis Riel

Louis Riel è stato il famosissimo e rispettato capo del popolo dei Métis canadesi, ma da moltissimi e quasi universalmente è anche considerato il vero fondatore della provincia del Manitoba. Nella sua vita, si trovò a guidare i Métis in due momenti distinti di vera resistenza contro il governo canadese. Si trattò di momenti storici di grandissima intensità e difficili da inquadrare in maniera “universalmente accettabile”, sia al suo stesso tempo che al tempo in cui viviamo noi, oggi. La stessa complessità della storia del Canada rende difficile definire la resistenza dei Métis guidata da Riel, per via delle due sfere di influenza, quella inglese e quella francese, che hanno da sempre contraddistinto la storia di quella nazione. Vero è che Riel cercò di preservare i diritti e la cultura del popolo Métis quando la loro terra e tutto il Nord-Ovest canadese passarono progressivamente ed inesorabilmente sotto la sfera di influenza del governo centrale. Oggi Louis Riel è considerato da molti canadesi come un vero eroe. Leggi il resto

Il massacro di Mountain Meadows

A cura di Marco Chiornio

Il primo maggio del 1857 una carovana composta di oltre quaranta carri – con mille capi di bestiame e diverse centinaia di cavalli e in cui viaggiavano 142 pionieri con le loro famiglie – lasciò l’Arkansas, per dirigersi in California.
Era un periodo difficile quello, visto il progressivo aumentare della tensione tra le varie famiglie di Mormoni, dovuto alla crescente paura nei confronti del Governo Federale. Il Presidente James Buchanan, avendo ricevuto rapporti di attività sospette nel territorio dello Utah, decise di inviare in loco un nuovo governatore, Brigham Young, affinché prendesse il posto dell’attuale governatore Mormone.
I Mormoni, però, temevano che l’instaurazione di un più forte Governo Federale in Utah avrebbe portato alla distruzione delle loro tradizioni. Leggi il resto

La ribellione del Nord-Ovest, métis contro bianchi

A cura di Pier Vittorio Stefanone

Il Dominion del Canada, costituito nel 1867, occupava una piccola parte di quello attuale: ne facevano parte la Nuova Scotia, il Nuovo Brunswick, il Quèbec e l’Ontario, mentre erano ancora colonie britanniche l’Isola Principe Edoardo, Terranova, la Columbia Britannica e Vancouver.
Tra la Columbia e la Regione dei Grandi Laghi si estendeva un territorio immenso che, verso nord, si perdeva tra i ghiacci artici e apparteneva alla Compagnia della Baia di Hudson (nota 1). Gli abitanti di queste terre, oltre ai Pellerossa e agli Esquimesi, erano rappresentati anche da circa dodicimila dipendenti di questa società, oltre la metà dei quali erano Meticci ( o Métis) di lingua francese e di religione cattolica.
I Métis erano i discendenti di matrimoni contratti tra nativi Cree, Ojibway, Saulteaux e Menominee con cacciatori franco-canadesi (ma anche inglesi e scozzesi). Oggi rappresentano uno dei tre popoli indigeni riconosciuti dal Canada. La loro storia inizia dalla metà del XVII secolo. Leggi il resto

The homesman

E’ veramente un buon periodo per il cinema western. Stanno uscendo molti film, certamente più di un tempo, complice la maggiore efficienza del circuito digitale (DVD e Blueray, unitamente ai noleggi online). E così ecco “The Homesman”! Il film è un classico western prodotto nel 2014, appena arrivato in Italia. E’ stato scritto, diretto, prodotto ed interpretato da Tommy Lee Jones. Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da Glendon Swarthout nel 1988. La pellicola partecipa in concorso alla 67ª edizione del Festival di Cannes, dove è stata proiettata il 18 maggio 2014.
La trama del film è la seguente: Anno 1854. Un fenomeno stranissimo sta avvenendo in un minuscolo centro abitato del Nebraska. Tre donne vanno fuori di senno, come disconnesse: sguardi nel vuoto, incuranti di ciò che sta loro attorno. La diagnosi è incerta, mentre la soluzione è netta: bisogna mandare le tre sventurate presso una chiesa battista che si trova nell’Iowa. Più facile a dirsi che a farsi. Mary Bee Cuddy è una giovane e tenace pioniera, originaria del Nebraska che vive isolata alla frontiera americana, nel bel mezzo del Far West. Scartata da tutti i rudi uomini della zona, ma in compenso ritenuta una donna in gamba e indipendente, Mary Bee si assume il difficile compito di trasportare le tre donne malate mentalmente nell’Iowa, nell’Est, da dove provengono. Leggi il resto

Il lungo esilio di Toro Seduto in Canada

A cura di Isabella Squillari

Toro Seduto
I Mounties canadesi, chiamati originariamente North-West Mounted Police, esistevano da meno di tre anni quando, il 25 giugno 1876, i Sioux di Toro Seduto uccisero o ferirono più della metà del 7° Cavalleria del tenente colonnello George Armstrong Custer durante la battaglia di Little Bighorn. Toro Seduto non ricoprì un ruolo particolarmente significativo in quella circostanza, ma il capo Hunkpapa era famoso per essere un leader saggio e potente, che voleva essere libero di girovagare e cacciare i bisonti. L’estate successiva Toro Seduto arrivò in Canada come profugo e in questa occasione i Mounties ebbero con lui un rapporto stretto e talvolta pericoloso per circa quattro anni. Il 7 maggio 1877, circa 11 mesi dopo la sconfitta di Custer, il trentaquattrenne maggiore James M. Walsh, un sergente e tre soldati seguivano un sentiero indiano verso le grigie colline e le gole di Pinto Horse Butte, all’incirca 280 miglia a nord di Little Bighorn. Leggi il resto

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