Il sanguinoso assedio di Milk Creek

A cura di Sergio Mura

Mentre la maggior parte degli storici del Colorado si concentrava sul “Massacro Meeker”, questa importante battaglia, svoltasi al Milk Creek, è passata quasi inosservata.
Tutto ebbe inizio quel martedì 16 settembre del 1879, quando il telegrafista di Fort F. Steele consegnò con una certa premura un dispaccio al suo comandante, il Maggiore Thomas Thornburgh.
Thornburgh diede un’occhiata attenta al testo e subito si girò verso il suo aiutante di campo, il capitano William Henry Bisbee, per comunicargli quanto c’era scritto. Nel dispaccio si ordinava a Thornburgh di recarsi urgentemente presso la White River Agency degli indiani Ute per indagare sui venti di rivolta che agitavano gli Ute contro l’agente Nathan Meeker. Nell’ordine, firmato dal generale George Crook, veniva sottolineato che la spedizione doveva essere investigativa piuttosto che punitiva. Leggi il resto

L’abbigliamento femminile (e non solo) ai tempi dei pionieri

A cura di Patrizia Ines Roggero

Una famiglia di pionieri
Essere la moglie di un pioniere significava affrontare un lungo viaggio attraverso una terra selvaggia e colma d’insidie, un viaggio verso una nuova vita che costringeva l’intera famiglia a un cambiamento radicale delle abitudini e delle necessità. Tra questi cambiamenti vi era anche l’abbandono degli abiti da città, più eleganti e meno pratici, sicuramente non adatti a quel nuovo genere di vita.
Solitamente i vestiti erano cuciti a mano, perché poche famiglie potevano permettersi di acquistare capi d’abbigliamento in negozio, considerando che, nei primi anni della colonizzazione del West, spesso i negozi erano troppo lontani dai ranch e dalle fattorie, perché li si potesse raggiungere con facilità. Leggi il resto

Il west in “A Tour on the Prairies” di Washington Irving

A cura di Emanuele Marazzini

Washington Irving
Washington Irving (1783-1859), subito seguito da Fenimore Cooper, può essere considerato il primo uomo di lettere statunitense che seppe conquistarsi fama internazionale5: autore infatti del pluristampato Sketch Book, insieme di colorite descrizioni e racconti popolari (tra gli altri, ricordiamo la celebre Leggenda di Sleepy Hollow, portata da Tim Burton sul grande schermo) e del suggestivo excursus etnografico condotto nel The Alhambra, il West (ad un primo, rapido sguardo sulle sue opere più note) sembra però del tutto assente.
Questo però non corrisponde a verità: l’interesse del Nostro per la Frontiera aveva infatti radici profonde: già nel 1803 a soli vent’anni, per esempio, si era recato a Montreal attraverso territori selvaggi da un amico mercante. Leggi il resto

Gli anni del cambiamento

A cura di Domenico Rizzi

Speciale a puntate: 1) John Wayne, un gigante del cinema western 2) La lunga gavetta di John Wayne 3) John Wayne: la ripresa del western 4) John Wyane, attore ormai affermato 5) Altri film di John Wayne 6) Strada aperta per John Wayne 7) Il meglio di John Wayne 8) Strade diverse 9) Alamo, un trionfo a caro prezzo 10) Uomo d’azione 11) Eroe nell’ombra 12) Gli anni del cambiamento

Dopo il successo di “L’uomo che uccise Liberty Valance”, Wayne si cimenta in due o tre ruoli non proprio esaltanti, girando, ancora con Ford, “I tre della croce del Sud” al fianco di Lee Marvin, Elizabeth Allen e Jack Warden, il western “Mc Lintock” diretto da Andrew Victor Mc Laglen – nel quale lavora anche suo figlio Patrick e le partner femminili sono Maureen O’Hara, Stefanie Powers e Yvonne De Carlo – e “Circus World”, regia di Henry Hathaway, distribuito in Italia nel 1964 con il titolo “Il circo e la sua grande avventura”.
Ormai sa di non poter più contare sulla saggia guida di John Ford prossimo al ritiro e comincia a rendersi conto che il western non è più quello di un tempo. Leggi il resto

La battaglia di Fort Niagara

A cura di Pietro Costantini

La guerra franco-indiana. Speciale a puntate: 1) Venti di guerra: Fort Necessity 2) La battaglia di Monongahela 3) La battaglia di Lake George 4) La battaglia di Sideling Hill 5) La battaglia di Fort Oswego 6) La conquista di Fort William Henry 7) Le due battaglie delle “Snowshoes” 8) La guerra in Acadia e le deportazioni 9) La spedizione di Forbes 10) Le due battaglie di Fort Carillon 11) La battaglia di Fort Niagara

Il generale inglese Jeffrey Amherst preparò i piani per le campagne militari del 1759. Questi includevano una spedizione per la conquista di Fort Niagara, un importante forte militare francese e punto di rifornimento tra la provincia francese del Canada e i forti dell’Ohio. Per il comando della spedizione, Amherst scelse il brigadiere generale John Prideaux, che era accompagnato da Sir William Johnson, l’agente indiano degli Inglesi che guidava le spedizioni delle forze irochesi. Prideaux, che conduceva 2000 provinciali da Albany, insieme a 3000 regolari, arrivò a Fort Niagara il 6 luglio e cominciò subito le operazioni di assedio. Il 20 luglio, Prideaux venne ucciso da un frammento di un proiettile di uno dei suoi stessi cannoni; la conduzione dell’assedio venne rilevata da Sir Johnson. Leggi il resto

Gli indiani del far-east

A cura di Cesare Bracchi

Indiani Micmac
Molto meno noti dei loro colleghi dell’ovest, ma non per questo meno interessanti, sono gli indiani delle popolazioni indigene della parte più orientale del continente americano.
In particolare ci occupiamo di quelle tribù che vivevano nella zona più ad est del Canada.
Queste popolazioni aborigene hanno vissuto tra le foreste, i fiumi e le coste di questo continente per migliaia di anni e i loro discendenti sono ancora qui oggi. Le Provincie Atlantiche (che corrispondono ai seguenti stati canadesi: Terranova e Labrador, Nuova Scozia, New Brunswick e Isola del Principe Edoardo) sono tuttora popolate da molti gruppi aborigeni tra i quali: Inuit (meglio noti come Eschimesi), Micmac, Passamaquoddy e Maliseet. Ognuno possiede la propria lingua e la propria cultura. Leggi il resto

Il calendario di Farwest.it, mese per mese (2013)

Aggiornato a Giugno 2013

E si riparte con il 2013!
Dopo anni e anni di esperienza (e, crediamo, di reciproca soddisfazione), anche nel corso di questo anno, mese dopo mese, pubblichiamo regolarmente i calendari di Farwest.it. I nostri calendari sono stati creati per essere stampati ed appesi o incollati all’interno di agende, quaderni, nel nostro posto di lavoro, in casa, a scuola, all’università o dove volete voi.
Per visualizzare l’immagine in dimensioni generose è sufficiente cliccare sulle miniature, mentre se si vuole scaricare il calendario (per collezionarlo o stamparlo) si deve cliccare sulla didascalia delle immagini.
Salvatele sul vostro desktop ed il gioco è fatto!
Se i calendari che scaricate sono di vostro gradimento, scriveteci una email cliccando qui! Per noi sarà uno stimolo a fare ancor meglio. Leggi il resto

La mia tribù: storie autentiche di Indiani d’America

In un panorama in cui le novità italiane legate alla storia del west e ai Nativi d’America sono veramente limitate, è certamente un gran piacere presentarne una che ha anche il pregio dell’originalità e della “presa diretta”. Infatti questo libro non è la traduzione di un testo americano, ma in buona parte il resoconto di esperienze personali tra gli indiani. Uscito solo dopo un anno e mezzo da “Io e i Pigmei”, “La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America” (edito da Polaris, maggio 2013.) è stato presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ricco di bellissime immagini e di incredibili storie. “Il sentimento dominante nel libro è il senso di colpa per il peccato di essere bianchi” dice l’autrice.
E’ il racconto di due viaggi, uno nel passato e uno nel presente. Il viaggio nel passato, attraverso gli archivi del BIA (Bureau of Indian Affairs ) e della tribù Crow, è la storia della cospirazione del Governo degli Stati Uniti contro gli Indiani, nei due ultimi secoli. Dal Dawes Act, alla Legge dei Quarti di Sangue, alla sterilizzazione forzata delle donne Native Americane negli anni ’70, raccontata da testimoni viventi. Leggi il resto

L’agenzia Pinkerton

A cura di Luca Barbieri

Allan Pinkerton e lo stemma dell’agenzia
Fondata negli USA dallo scozzese Allan Pinkerton nel 1850 è, indipendentemente dal suo reale valore, la più celebre delle agenzie investigative, perché immortalata da dozzine di pellicole cinematografiche e romanzi.
Per rendersi conto della sua notorietà, basti pensare che il famoso termine gergale “private eye” in riferimento al detective privato prende spunto proprio dal logo della Pinkerton, e cioè un occhio aperto sotto il quale campeggia il motto “Non dormiamo mai”. Su questa insonne e costante attività di vigilanza, la Pinkerton costruì un mito di leggendaria infallibilità (un po’ come le Giubbe Rosse canadesi che “prendevano sempre il loro uomo”), a partire da quando sventò in tentativo di assassinare il neo eletto presidente Lincoln. Leggi il resto

Geronimo, l’Apache che difese la cultura del suo popolo

A cura di Luigi Mascheroni

Nella sua lingua nativa, il chiricahua, fu chiamato Goyaalé, «colui che sbadiglia». Mai nome fu meno appropriato. Geronimo, come lo ribattezzarono suoi avversari e come lo conosce la Storia, fu uno dei più feroci e coraggiosi guerrieri che il continente americano conosca.
E che ancora a un secolo dalla morte non smette di incutere timore. Demonio per alcuni e mistico per altri, il capo Apache che ha difeso la cultura dei pellerossa combattendo contro americani e messicani, continua a far discutere. Martedì, anniversario della morte (il 17 febbraio 1909, in Oklahoma), la tribù di San Carlos Apache dell’Arizona renderà omaggio a Geronimo con l’obiettivo di riscattare la sua eredità spirituale e cancellare l’immagine negativa che ancora circola nella cultura popolare degli Stati Uniti attorno all’antico capo guerriero. Apache Chiricahua, Geronimo era nato il 16 giugno 1829 nella tribu Bedonkohe, vicino al fiume Gila, in Arizona. Leggi il resto

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