Eroine nel west
Grazie a Sergio Bonelli Editore
Cattle Kate
Tra le tante forme di nostalgia la più insidiosa è anche la più illogica: la nostalgia delle cose che non conosciamo, la mancanza di cibo che non abbiamo mai vissuto.
Cosi, noi europei, bravi ragazzi di fine secolo, proviamo un profondo struggimento per il passato, non se pensiamo all’editto di Nantes o al Concilio di Trento, ma quando la mente galoppa, è il caso di dirlo, all’assedio di Alamo, alla sfida all’OK Corral.
Sono luoghi in cui non abbiamo radici storiche eppure, come piante rampicanti, ci avviluppano l’anima. Sono i nostri “ricordi inventati”, le leggende a sud-ovest del Pecos.
Se il Piave mormorava, il Red River cantava a squarciagola. Allora giusto rendere un omaggio alle nostre fidanzate impossibili, le donne che “avremmo” amato se, anziché studenti, giornalisti o parrucchieri per signora, fossimo stati cowboy. Leggi il resto
La tortura tra gli Apache
A cura di Josephine Basile
Negli anni 1970, uno studioso degli Apaches-Chiricahua che vivevano a Mescalero e a Fort Sill scoprì un fatto rivelatore: la maggioranza di loro era più a conoscenza del cattivo comportamento del tenente Bascom con Cochise e del vile assassinio di Mangas Coloradas per mano dei soldati del generale West, che del bombardamento giapponese a Pearl Harbour. Questo nonostante i fatti di questi due grandi capi ebbero luogo più di un secolo prima. L’impatto dell’assassinio e, sopratutto, della decapitazione di Mangas Coloradas fu particolarmente profondo. Tre generazioni dopo, i portavoce del popolo Chiricahua giurano che la mutilazione di vittime bianche per mano degli Apache era un eccezione. Leggi il resto
Ulzana
A cura di Gian Maria Tolu
Ulzana, grande guerriero Apache, è nato intorno al 1821 e morto il 21 dicembre 1909 nella riserva di Fort Sill, in Oklahoma.
Era fratello maggiore del capo Chihuahua; entrambi appartenevano a una banda di Chiricahua Chokonen, distinta da quella di Cochise, che viveva a nord del territorio del grande capo. La zona preferita da questa banda per vivere era il blue canyon.
Secondo Eugene Chihuahua, figlio del capo, al momento dell’elezione del capo della banda, i guerrieri in consiglio scelsero Chihuahua, sebbene Ulzana fosse più grande d’età e un ottimo guerriero. Leggi il resto
Mascots, animali alla guerra (civile)
A cura di Renato Panizza
Quando Johnny Reb e Billy Yank partirono per la guerra portarono con sé delle bestiole… e gli eserciti si popolarono di animali!
I più disparati: da cani e gatti (che erano la maggioranza) a procioni, tassi, scoiattoli, asini, pecore, capre e pennuti vari… ma anche orsi!
Alla fine di Ottobre del 1861 il rapporto dopo un’azione dell’Esercito nordista nel Kentucky includeva nella lista dei prigionieri… “34 uomini, 52 cavalli, 10 muli… e un grosso orso”!
Il 12° Wisconsin di Fanteria, oltre ai procioni ebbe anche un orso che pesava più di 150 Kg e anche una brigata del Minnesota aveva un giovane orso che, si dice, partecipò a ben dodici combattimenti, uscendone indenne. Molti di questi animali divennero vere e proprie “mascots” del Reggimento. Leggi il resto
Bill Tilghman, il migliore tra gli uomini di legge
A cura di Omar Vicari
Un ritratto di Bill Tilghman
Bill Tilghman viene oggi considerato come uno dei più famosi e capaci uomini di legge della frontiera. Bat Masterson che conobbe la violenza di Dodge City di quei tempi, nei suoi appunti sui gunfighters” del vecchio west che scrisse a New York quando ormai si occupava di giornalismo, annotò testualmente : “il vecchio Tilghman è stato il migliore di tutti noi”.
Con Chris Madsen e Heck Thomas, Tilghman formò quella squadra di polizia nota col nome dei “guardiani” del giudice Parker nel territorio dell’Oklahoma.
William Matthew Tilghman nacque a Fort Dodge ( Iowa ) il 4 Luglio 1854. Suo padre servì nelle file dell’esercito dell’Unione durante la guerra di secessione e da questa tornò a casa con la vista parzialmente debilitata. Col passare del tempo la capacità visiva migliorò e questo lo indusse a spostarsi con la famiglia a Atchison nel Kansas. Leggi il resto
Dalla New York indiana e olandese alla “Grande Mela”
A cura di Pietro Costantini
Un trattato con i Lenape
La grande New York, quando Hudson e Block entrarono nella sua baia, era abitata forse da 5000 Lenape, Munsee e Unami, ed era ricca di campicelli di mais e tabacco, di fragole, ciliegie selvatiche e altri frutti delle sue vaste foreste e paludi. Nella baia prosperavano pesci, focene, balene, tartarughe e aragoste.
Esaminando i toponimi delle vie e anche i nomi dei cinque grandi distretti attuali della metropoli, si vedono emergere tracce del passato, sia indiano che olandese, che ha preparato la conformazione attuale della città prima ancora dell’occupazione anglo-sassone.
Manhattan
I Mohawk chiamavano il posto Ganono, “canne”, a causa delle aree paludose coperte di canneti; i Lenape la chiamarono in vari modi: Manados, Manahata, Manahtoes o Manhattas, cioè “isola”, “isola collinosa”. Gli Olandesi adottarono questo nome, che poi restò per sempre. Leggi il resto
Gli indiani della Nuova Olanda
A cura di Pietro Costantini
Si presume che i primi abitanti di Long Island giungessero nella zona circa 20.000 anni fa. Conosciamo i nomi delle tribù e il loro linguaggio solo a partire dalle epoche storiche, ma non sappiamo con certezza se fossero le stesse genti giunte nella preistoria. Le informazioni che abbiamo in merito si basano principalmente su studi archeologici, e dimostrano che il modo di vivere praticato da quegli Indiani cambiò molto lentamente in un lungo periodo di tempo. Questi cambiamenti erano portati dalle periodiche migrazioni di nuovi popoli e l’introduzione di nuove idee, mutamenti dell’ambiente in cui gli Indiani vivevano, e la tendenza ad adattare lo stile di vita al mondo della natura che li circondava.
Un metodo per capire lo svolgersi della preistoria degli uomini di Long Island è la divisione in “periodi”, ciascuno dei quali caratterizza un modello di vita basato soprattutto sulla nostra conoscenza dei loro cibi, armi e strumenti. Leggi il resto
Secondo Contest Scrittori del West di Farwest.it
A seguito della felicissima esperienza dello scorso Natale, noi di Farwest.it ci siamo decisi a riproporre il Contest riservato a scrittori di racconti western o aspiranti scrittori. Lo spirito è lo stesso del precedente: offrire un’ampia e valida platea di interessati lettori a scrittori che vogliano cimentarsi con il genere nostro preferito, quello western, sia esso a sfondo storico o meno, sia western puro o contaminato da altri generi, sia esso basato sulla guerra civile che sul west dei bianchi, che quello degli indiani.
In palio mettiamo ben due cose, entrambe importanti (o almeno lo speriamo per voi):
1) pubblicazione del racconto nell’apposita sezione di Farwest.it;
2) pubblicazione del racconto all’interno del libro che uscirà.
Non stiamo proponendo una gara ad ostacoli con mille cavilli e mille cose da sapere prima di prendere in mano la penna o mettere le dita sopra la tastiera di un computer… Proponiamo piuttosto una simpatica competizione tra scrittori di storie western in cui il giudice finale – che potrà semplicemente apprezzare o meno lo sforzo di tutti noi – spetterà esclusivamente al pubblico di Farwest.it. Leggi il resto
“Se ci chiedete da dove veniamo”: origini dei Crow
A cura di Anna Maria Paoluzzi. Un grazie a Gianni Albertoli
Il mito: la creazione
?In principio al mondo non c’era nulla, solo acqua. Iichikbaalia, Colui-Che-In-Principio-Ha-Fatto-Tutto, vagando per il mondo, osservò la vasta superficie d’acqua che si stendeva fino all’orizzonte e pensò che era brutto esser solo. Proprio quando aveva deciso di mettersi in cerca di qualcuno con cui parlare, udì delle voci: “Siamo noi gli unici esseri al mondo, sì, ne siamo sicuri”. A parlare erano stati quattro anatroccoli dagli occhi rossi, che nuotavano muovendo agilmente le loro zampette palmate. Iichikbaalia allora li chiamò a sé: “Non siete gli unici al mondo; ci sono anch’io. Piuttosto, credete anche che non ci sia nient’altro al mondo?”??Rispose uno degli anatroccoli “No, questo no: crediamo che qualcos’altro al mondo, giù, nel più profondo delle acque ci sia. Lo sentiamo nei nostri cuori”. Iichikbaalia chiese quindi al primo dei tre anatroccoli “Fratellino, immergiti nell’acqua e vai giù; se troverai qualcosa, prendilo nel becco e portamelo”. Leggi il resto
La guerra di Nuvola Rossa (1866-1868)
Nuvola Rossa
La lunga e sanguinosa catena di conflitti, più o meno rilevanti, che si combattè tra i Lakota Sioux e numerosi reparti dell’esercito statunitense viene chiamata generalmente “La Guerra di Nuvola Rossa” (Red Cloud War). A volte viene indicata come “Guerra di Bozeman” (Bozeman War) o “Guerra del Fiume Powder” (Powder River War) e si svolse prevalentemente nell’enorme territorio compreso tra il Montana e lo Wyoming.
Tra il 1866 e il 1868 i guerrieri Sioux lottarono accanitamente per il controllo dell’area del Powder River, nel centro-nord del Wyoming, dove il governo statunitense progettò una linea ferroviaria, lungo la Bozeman Trail, attraverso la quale si sarebbe creata un’agevole via di accesso ai campi auriferi del Montana. Leggi il resto