Ganado Mucho, Navajo Naat’aáni

A cura di Marco Aurilio

Un bel ritratto di Ganado Mucho
Per i navajos era “Totshoni Hastiin” in riferimento al clan di appartenenza Totshoni, Big Water Clan, da giovane era chiamato “Parla con la lingua” o “Biascicante”. Nato circa nel 1809, più piccolo di statura rispetto alla media navajo, lui ed il fratello Hastiin Haskè (Uomo Arrabbiato) sembra avessero antenati Hopi da parte della madre. Da giovane insieme al suo stretto amico Manuelito mostrò grandi capacità in battaglia, tanto che quando nel 1837 i navajos devastarono il pueblo di Oraibi si distinse tra i guerrieri presenti. Leggi il resto

I desperados della Miniera di Morgan

A cura di Angelo D’Ambra

James H. Carson era un sergente del First New York Volunteers, reggimento diretto dal colonnello Stevenson, membro dell’equipaggio a bordo della US Lexington che, nel 1846, toccò Rio de Janeiro e Capo Horn per poi dirigersi a Monterey, in California.
Erano gli anni della febbre dell’oro e, giunti in California, molti soldati di questo reggimento disertarono per cercare le pietruzze gialle. Così fece pure Carson, ma, a differenza dei suoi commilitoni, fu l’unico ad avere fortuna. Leggi il resto

When in doubt, make a western!

When in doubt, make a western!
[Quando sei nel dubbio, gira un film western!]
John Ford

Il regista John Ford durante la produzione di un suo film western – CLIC per ingrandire

I Mandan

A cura di Alessandra Pedrazzini

I Mandan in una loro cerimonia

I Mandan erano una nazione indiana che abitava il Nord America. Avevano una lingua appartenente al ceppo linguistico “Siouan”; erano indiani sedentari dell’area delle grandi pianure ed erano strettamente collegati ai loro “vicini” del fiume Missouri, gli Arikara e gli Hidatsa. I Mandan erano caratterizzati da certi tratti culturali tra cui una particolare rilevanza ricopriva il cosiddetto “mito delle origini” in cui si narrava che i loro antenati erano risaliti da sotto la terra, arrampicandosi sulle radice della vite. Secondo quanto tramandatoci, i Mandan abitavano la riva orientale del fiume Missouri, ma successivi movimenti li portarono lungo quella occidentale. Leggi il resto

Micanopy e la guerra dei Seminole

A cura di Carlo Galliano

Nacque circa nel 1780 in un villaggio vicino alla attuale città di St. Augustine (contea di Johns nella Florida Settentrionale), nella banda Alachua della tribù dei Seminole.
Questa banda era la diretta discendente della suddivisione Oconee dei Creek del Sud, che furono tra i primi ad arrivare, intorno al 1750, dalla Georgia centrale ed a colonizzare la Florida, diventando così il nucleo dei futuri Seminole. Leggi il resto

I forti della frontiera

Fort Laramie nel 1837
Un vento forte che spazza la pianura, l’erba alta che si piega e, sullo sfondo, nuvoloni grigi gonfi di pioggia e la palizzata marrone scuro di un forte della frontiera americana. Uno dei tanti forti delle giacche azzurre, l’esercito americano che fu incaricato di difendere l’inarrestabile avanzata dei bianchi verso ovest, nelle terre degli indiani. Così ci immaginiamo, da vecchi lettori di fumetti e appassionati di west, la frontiera americana protetta da baluardi fortificati sparsi qua e là nei punti strategici delle piste. Leggi il resto

Esploratori, viaggiatori e mountain-men

A cura di Domenico Rizzi
Mentre erano impegnati a debellare le sacche di resistenza indiana ancora attive negli Stati dell’Est, gli Americani stavano già creando le basi del loro futuro, spingendosi oltre il Mississippi.
Nel 1803 riuscirono ad acquistare la Louisiana – molto più estesa dell’omonimo Stato attuale – che dal delta del grande fiume si estendeva fino ai confini dell’Oregon britannico, delimitata a sud e ad ovest dai possedimenti spagnoli (Texas, Nuovo Messico, Arizona, Colorado meridionale, Utah, Nevada e California). I suoi abitanti erano 400.000 Indiani, in buona parte nomadi che cacciavano il bisonte, e circa 40.000 Bianchi per lo più di origine francese o spagnola, concentrati per l’ottanta per cento nell’area sud-orientale del territorio. Leggi il resto

Il governo federale e la spinta verso il west

A cura di Sergio Mura
Se gli americani si sono spinti sempre più a ovest fino a creare il mito della conquista del west e della colonizzazione di porzioni immense di territorio sottratte ai popoli nativi, questo è certamente per via della forte spinta esercitata dal governo federale affinché ciò avvenisse. A ciò si è arrivati per via della coesistenza contemporanea di una serie di motivi, ma tra i tanti possiamo certamente sottolinearne un paio rilevantissimi; questi sono un’idea di politica estera mossa dalla necessità di agire in fretta e l’idea di profitto privato che animava certe fasce sociali emergenti. Leggi il resto

South Pass, la porta del west


Esther McQuigg Morris
South Pass “è il West in un microcosmo: gli indiani, gli esploratori, i trappers, i minatori e gli emigranti. Tutti usavano questo passaggio attraverso le Montagne Rocciose.” Così scrive lo storico americano Gary Topping in un suo testo sulle Ghost Town.
Oggi, infatti, South Pass City (Wyoming) è solo una città museo, ben restaurata, con i suoi vecchi edifici compresi di mobilia d’epoca e le grandi costruzioni delle miniere, meta obbligata per i turisti appassionati del vecchio West. Leggi il resto

Algonquins

A cura di Gianni Albertoli

Gli Algonkin erano gli abitanti originari della Ottawa Valley, occupavano le terre sulle due rive dell’Ottawa, nelle attuali province canadesi dell’Ontario e del Quebec. Il 31 maggio 1613, remando sul Two Mountains Lake, il Champlain e i suoi attraversarono le rapide che gli indiani chiamavano “Quenechouan”, i francesi entravano nei domini degli Algonkins che, prima dell’arrivo degli europei, si estendevano dall’attuale Montreal fino al Lake Nipissing, e dai Rideau Lakes fino all’alto corso dell’Ottawa. Leggi il resto

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