Tom Horn, la vita e il suo Winchester 1894

A cura di Omar Vicari

L’arma rappresentata in figura conosciuta come “Winchester modello 1894 calibro .30” (nota anche come .30-30 Winchester) numero di serie 82667 è appartenuta a Tom Horn, personaggio famoso della frontiera, scout, detective per l’Agenzia Pinkerton e killer a pagamento per l’associazione degli allevatori di Iron Mountain del Wyoming. L’arma, uscita dalla fabbrica Winchester, può essere stata acquistata da Tom Horn con i profitti, 600 dollari per ogni persona uccisa, che intascava dagli allevatori. Quest’arma meravigliosa, una volta esposta al “National cowboy hall of fame” in Oklahoma City, è ora nuovamente di proprietà della famiglia Irwin. Leggi il resto

La guerra dei Kickapoo

A cura di Sergio Mura

Il popolo Kickapoo, appartenente al ceppo di lingua Algonchina, era stato protagonista di violente battaglie nel corso dei primi anni del XIX° secolo.
Purtroppo il ricordo delle sofferenze allora patite si era troppo affievolito quando, intorno al 1850, complice un dono, finì per ficcarsi nuovamente in una situazione somigliante a un imbuto alla cui estremità c’erano solo guai dai quali sarebbe uscito solo con grave difficoltà.
Quale dono ebbe il malefico potere di trasformarsi in un grave pericolo per un popolo che non andava in cerca di rogne?
La terra! Già a quel tempo l’ingordigia di nuove terre, da accaparrare per il popolo bianco, costringeva sempre più a ovest le Nazioni Indiane. Per questa bramosia venivano ghettizzate migliaia di persone, nate libere, all’interno di anguste riserve molto lontane dai territori natii, spesso malsane e inadatte allo stile di vita di quei popoli. Leggi il resto

Gerarchie e organizzazione degli eserciti nella civil war

A cura di Mario Raciti e di Renato Panizza

Uno sguardo d’insieme
Agli albori della Guerra Civile Americana gli Stati Uniti, che avevano visto dichiarare la secessione e uscire dall’Unione ben 11 Stati, disponevano di un piccolo Esercito Regolare di appena sedicimila uomini, ripartiti in 10 Reggimenti di Fanteria, 5 di Cavalleria, 4 di Artiglieria, più Genio e Servizi, sparpagliati un po’ ovunque nella Nazione, specialmente all’Ovest.
La nascente Confederazione degli Stati d’America (C.S.A.)… non ne disponeva affatto!
Esistevano le Milizie degli Stati, sia per il Nord che per il Sud, che erano costituite da cittadini chiamati a difendere le istituzioni democratiche già con leggi del 1792; tutti maschi liberi che si arruolavano volontariamente, reclutati dai Governatori degli Stati, che nominavano anche gli Ufficiali. Leggi il resto

La scoperta della fine di Custer

A cura di Cesare Bracchi

Incontro al destino
Sulla battaglia di Little Big Horn si ormai detto e scritto di tutto, analizzando nei minimi dettagli ogni singola fase dell’evento.
Tuttavia, c’è un momento che non presenta nessuna valenza dal punto di vista militare né lascia spazio a interpretazioni fantasiose o misteriose, che però merita di essere proposto all’interesse degli appassionati.
Si tratta del momento in cui l’esercito scoprì l’esito della battaglia e la conseguente disfatta di Custer e del 7° Cavalleria.
Com’è noto, la campagna contro gli indiani ostili del 1876 prevedeva la partecipazione di ben tre colonne dell’esercito, comandate dai generali Terry, Gibbon e Crook, che secondo i piani, avrebbero dovuto convergere il 26 giugno nella zona del fiume Little Bighorn, dove si pensava potesse trovarsi il campo della grande coalizione indiana. Leggi il resto

La guerra di Nuvola Rossa (1866-1868)

Nuvola Rossa
La lunga e sanguinosa catena di conflitti, più o meno rilevanti, che si combattè tra i Lakota Sioux e numerosi reparti dell’esercito statunitense viene chiamata generalmente “La Guerra di Nuvola Rossa” (Red Cloud War). A volte viene indicata come “Guerra di Bozeman” (Bozeman War) o “Guerra del Fiume Powder” (Powder River War) e si svolse prevalentemente nell’enorme territorio compreso tra il Montana e lo Wyoming.
Tra il 1866 e il 1868 i guerrieri Sioux lottarono accanitamente per il controllo dell’area del Powder River, nel centro-nord del Wyoming, dove il governo statunitense progettò una linea ferroviaria, lungo la Bozeman Trail, attraverso la quale si sarebbe creata un’agevole via di accesso ai campi auriferi del Montana. Leggi il resto

Davy Crockett

A cura di Rino Di Stefano

Di origini scozzesi, Davy, come era familiarmente chiamato in tutti gli Stati Uniti, nacque il 17 agosto 1786 a Greene County, nel North Carolina, da John e Rebecca Hawkins. Il padre, che aveva una taverna, venne nominato conestabile della zona per cui faceva rispettare le leggi e di tanto in tanto svolgeva anche il compito di magistrato. Davy non ne voleva sapere della scuola: ai libri preferiva la vita all’aria aperta e la sua grande passione, la caccia.
A 13 anni, temendo l’ira del padre per aver marinato ancora una volta le lezioni, scappò di casa. La sua principale caratteristica, come tutti gli riconoscevano, era una naturale affabilità che, unita all’innata onestà e correttezza di comportamento, lo rendevano subito simpatico.
A casa tornò quattro anni dopo, ormai uomo, e nell’agosto del 1805 sposò la sua diletta Polly Finley dalla quale avrà tre figli: John Wesley, William e Margaret. Leggi il resto

Ciao Giuseppe!

Giuseppe SantiniGiuseppe Santini
Da stanotte la famiglia di Farwest.it è più povera. In nottata è infatti volato al cielo Giuseppe Santini, autore di articoli del sito e revisore, moderatore del forum e memoria storica di tutte le nostre attività.
Sopratutto, un carissimo nostro amico sincero, una persona che ci accompagnato per oltre dieci anni, sia nei momenti di grande gioia che in quelli in cui la tristezza legata alle difficoltà di gestione di una comunità grande come la nostra sembrava prendere il sopravvento.
Da tempo lottava con una malattia terribile che non gli ha lasciato scampo, ma che non l’ha mai vinto nell’anima…
Ha lottato strenuamente dal punto di vista umano, ma si è stretto fortemente a Gesù, sapendo che solo da Lui avrebbe ricevuto la forza per sostenere una prova così difficile.
Ecco cosa mi aveva scritto pochi giorni fa: Leggi il resto

Quando il vecchio Kit Carson fu richiamato in guerra

A cura di Sergio Mura

Un dipinto raffigurante Kit Carson
L’avvio dei movimenti che avrebbero condotto in brevissimo tempo alla terribile Guerra Civile Americana è del 1861. In particolare, c’è un momento in cui tutti si rendono conto che saranno tempi durissimi ed è quando il Governo federale ordina a tutti i reggimenti di stanza nel sud-ovest di abbandonare le postazioni per fare un rapidissimo ritorno ad est dove avrebbero combattuto per l’Unione.
Quell’ordine non fu scevro di conseguenze per l’enorme area del sud-ovest americano, visto che l’assenza delle truppe venne immediatamente notata e registrata dalle numerosissime bande di indiani Navajo, Comanche, Kiowa e Apache che non persero un attimo a scendere sul sentiero di guerra come da tempo non gli capitava di fare, ossia senza nessuno in circolazione in grado di contrasterle! Leggi il resto

Il west nei pennelli di William Ahrendt

A cura di Sergio Mura

William Harry Ahrendt è nato l’ultimo giorno di febbraio del 1933 a Cleveland, in Ohio. Fin da piccolo ha mostrato di saper padroneggiare i pennelli ed i colori come pochi altri, lasciando chiaramente intendere che sarebbe diventato un vero artista. La famiglia lo ha incoraggiato e guidato, facendogli frequentare scuole in cui l’arte praticata è tra le priorità. Proprio grazie a queste scuole e ad una borsa di studio, Ahrendt ha potuto girare l’Europa e completare la sua formazione. In Europa, alla fine, si stabilì per 11 anni, durante i quali potè approfondire lo studio dei grandi pittori classici da cui ha potuto prendere qualche venatura ben presente nella sua arte. Rientrato negli Stati Uniti, Ahrendt si stabilì in Arizona dove fece prevalere la sua vena western dedicandosi con tutte le sue forze ad una precisa narrazione grafica della storia del west. Leggi il resto

Gli Italiani nella guerra civile americana

A cura di Emanuele Cassani di Associazione Lupo della Steppa

Gli italiani parteciparono alla guerra civile americana in entrambi gli schieramenti. Entrambi si ispirarono a Garibaldi.
All’inizio della guerra civile americana, si calcola che circa 11.000 americani avevano dichiarato di essere nati in Italia.
La maggior parte erano sbarcati a New York per congiungersi con i numerosi connazionali. Lì avevano le loro scuole e i loro giornali.
Tra gli arruolati troviamo anche nomi alquanto noti agli appassionati della storia del west… Citiamo, a titolo esemplificativo, alcuni italiani: Francesco Secchi de Casale, Luigi Tinelli, Francesco Spinola, il conte Luigi Palma di Cesnola.

I volontari nell’esercito dell’Unione.
Il 28 maggio 1861 si formarono almeno due unità di volontari italiani: “Italian Legion”, sulla bandiera americana avevano un fiocco tricolore e la scritta: “Vincere o morire”; “Garibaldi Guards” 39° New York Infantry Regiment che usava la bandiera italiana usata nel 1848 da Garibaldi in Lombardia e nel 1849 a Roma. Leggi il resto

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